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Tramonto a Nordovest
Cala dunque il sipario sul Terzo Valico, l’opera di cui si parla da oltre un secolo (primo progetto del 1903) sparisce dalle priorità del Governo, i cunicoli esplorativi verranno tamponati, i cantieri smantellati, la sede Tav di Genova chiusa. E’ il nuovo corso imposto a F.S. (e al Governo, del resto non esattamente ossessionato dalla questione) dall’Ing. Moretti. Del resto, guardando al Corridoio 24 Genova-Rotterdam, anche sulle opere di allacciamento al nuovo Gottardo incombono le nubi delle incertezze del tracciato sul lato svizzero, dei ritardi e della mancanza di finanziamenti su quello italiano.
Non sta meglio il Corridoio 5: all’incognita valsusina sul futuro della Torino-Lione, alle difficoltà legate agli accordi ancora da sottoscrivere per la tratta Slovena e al limbo in cui giace quella tra Venezia e Trieste, si aggiunge un altro dicktat morettino prontamente recepito dal Governo: “congelamento” della tratta italiana Milano-Verona. I fondi, come per il Terzo Valico, andranno destinati al completamento della Torino-Milano-Napoli. O meglio, della Napoli-Roma-Brennero-Berlino, alias Corridoio 1, e della sua deviazione a binario morto verso Torino. Cos’altro è se non questo l’Alta Velocità tra Bologna e il capoluogo piemontese, via Milano, senza sbocchi verso il Nord-Europa (Gottardo) la Francia (Torino-Lione) e l’Est (Trieste e Lubiana) e senza l’hub di Malpensa al centro? Già, perché nel frattempo, invece, la Finanziaria prevede 48milioni di euro per la progettazione definitiva del potenziamento della ferrovia La Spezia – Parma, parte del corridoio multimodale TiBre, collettore di adduzione al Brennero, unico valico alpino su cui sembra si compiano passi concreti verso l’apertura dei cantieri, per tacere dei complessivi stanziamenti per Roma Capitale di 595 milioni per il 2007-2009 (emendamento 953 del MaxiEmendamento). Contestualmente, è certo che la privatizzazione di Alitalia riporti buona parte della connettività aerea a Fiumicino. Ovviamente, sulla carta nessun acquirente sarebbe disposto a lasciare quello che di gran lunga rappresenta il principale bacino di domanda del Paese, ma, come scrivono Boitani e Scarpa su lavoce.info e come sembra confermare l’indisponibilità di De Benedetti, non è del tutto illegittimo pensare che non si tratti di una privatizzazione “ad personam” o comunque farlocca. Un ulteriore segnale si può già avere da quel che trapela delle linee del piano di razionalizzazione del sistema aeroportuale italiano su cui sta lavorando il Ministro Bianchi: Fiumicino unico hub italiano, Malpensa aeroporto “che deve trovare un suo ruolo”.
Senza Terzo Valico, l’aumento di capacità dei porti liguri in atto resterà una bella potenzialità del tutto inespressa. In compenso, però, la Finanziaria stanzia 100 milioni di euro per i porti di Gioia Tauro, Augusta e Cagliari. A proposito di Sud, vale la pena ricordare che è ormai avviato l’iter per la realizzazione (con apertura progressiva tra 2010 e 2020) dell’Alta Capacità Bari-Napoli (oltre 5 miliardi di euro), che rappresenterà una naturale estensione del Corridoio 8 Bari-Varna (Mar Nero).
Chiudono questo poco rassicurante quadro le autostrade. Il MaxiEmendamento su cui sarà posta la fiducia in Senato, stanzia finalmente le prime risorse per la Pedemontana lombarda (circa 1 miliardo di euro). Nello stesso emendamento, il 983, è prevista la costituzione della società mista ANAS-Regione Lombardia competente per concessioni e aggiudicazioni relative alla stessa Pedemontana, alla BreBeMi e alla Tem. Manca però ogni riferimento alle misure delle rispettive partecipazioni (chi la controllerà) e soprattutto al fatto, del tutto centrale per il Presidente Formigoni e il suo Assessore Cattaneo, che la governance dovrà essere ben salda nelle mani della Regione. In ogni caso, la distanza siderale tra la dotazione infrastrutturale della Lombardia e quella di regioni europee analoghe per peso economico non verrà recuperata neppure se si realizzassero davvero tutti i progetti previsti.
Questo lungo, per quanto incompleto, quadro può essere sintetizzato come segue: i Corridoio 5 (Lisbona-Kiev) e 24 (Genova-Rotterdam) sono bloccati bloccati; Malpensa ridimensionata (in qualsiasi scenario possibile, come chiaramente dimostrato su queste pagine); affondamento dei porti liguri; Mancato adeguamento del sistema autostradale del NordOvest. Di contro: Corridoio 1 (Napoli-Brennero-Berlino) in fase di completamento e potenziato dall’adduzione del TiBre (La Spezia-Parma) e Corridoio 8 (Bari-Mar Nero) potenziato con l’Alta capacità per Napoli; connettività aerea aumentata a Fiumicino, unico hub italiano; potenziamento della portualità del Sud.
Dopo la sintesi, l’interpretazione: Le infrastrutture non sono solo opere fisiche, ma rivelatori dell’immagine stessa che un Paese ha di sé stesso e delle sue priorità. La mappa di investimenti infrastrutturali che il Governo ha delineato sposta più a sud e più a est di quanto non sia stato fino a oggi il baricentro e l’anima di questo Paese. Se ci è consentito scomodare Carlo Maria Santoro ci sembra che la sua immagine di Italia isola o Penisola sia particolarmente calzante. Santoro sostiene che l’Italia è una Penisola solo se vista dalla Valle Padana, perché solo il sistema del Po le assicura, geograficamente, politicamente ed economicamente, il suo aggancio continentale, senza di essa l’Italia pensa a sé stessa più come un’isola nel Mediterraneo. Sembra evidente come, in questo quadro, il Paese si avvii invece ad evidenziare sempre di più la sua immagine di Isola. È l’Italia come “piattaforma logistica nel Mediterraneo” con al centro la sua capitale è Roma, i suoi terminali a Napoli, Gioia Tauro, Bari e il Brennero. È un disegno forte, una strategia chiara. Con un solo problema e un paradosso, osservato dalle terre di Ambrogio e dintorni. Il problema è che mentre il Nord-Est diventa il passaggio necessario tra la Penisola e il Continente, il Nord-Ovest è del tutto marginale, pur continuando a produrre la maggior parte della ricchezza nazionale. Il paradosso invece è rappresentato dal fatto che la marginalizzazione del Nord-Ovest è largamente finanziata con le risorse messe a disposizione, via fiscalità generale e tributi vari, proprio dal Nord Ovest. Fino a quando tale contraddizione sarà sostenibile?
Quest'articolo è del 2006, ma alla luce del caso Malpensa mi pare molto attuale




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