Gustosissima notiziola presa dal Corriere della sera:
Beh ... che dire ... Lucianone il burattinaio pelatone fa benissimo ad andare a Lourdes ... perche' con tutte le porcate di cui e' accusato ci vorra' giusto un MIRACOLO per poter rientrare nel mondo del calcio!Il cardinale è arrivato nei Pirenei con il volo inaugurale della linea di charter per i fedeli. Con lui anche Petrucci e la Saluzzi
Moggi pellegrino a Lourdes. E va alla messa di Ruini
«Altri più famosi di me non vengono e ne avrebbero bisogno»
ROMA — Il cardinale e il peccatore. L’ex capo della conferenza episcopale italiana e l’ex deus ex machina del pallone degli scandali. Camillo Ruini e Luciano Moggi si sono trovati ieri nella grande Basilica di Lourdes. E sotto i 43 gradi che infuocavano la terra di Bernadette lui, il cardinal vicario che ama sferzare i cattolici svegliandoli dal torpore, ha levato il braccio con un gesto ieratico di benedizione. L’altro, l’ex direttore generale della Juventus sotto processo per associazione a delinquere, ha chinato il capo e ha fatto il segno della croce. Un caso.
Il cardinal Ruini era giunto nella cittadina dei Pirenei, dove la Madonna — secondo la Chiesa — apparve a Bernadette, con il volo inaugurale della nuova linea aerea vaticana, gestita dalla Mistral Air delle Poste Italiane e mirata a portare 150 mila pellegrini all’anno nelle mete spirituali. Ultima iniziativa dell’Opera romana pellegrinaggi. Arrivato con un Boeing 737, con il logo vaticano disegnato sui sedili e sulle uniformi delle hostess, in compagnia, tra gli altri, della conduttrice Paola Saluzzi, del presidente della Croce Rossa Italiana Massimo Barra e di quello del Coni, Gianni Petrucci, il cardinal vicario ha celebrato una messa.
Rivolgendosi a più di 3.000 fedeli ha scandito un monito severo: «Dio è padrone della vita e della morte ». Poi, invitando tutti a seguire l’esempio di Sant’Agostino che non credeva, ha aggiunto: «Preghiamo il Signore perché converta i cuori anche di chi è lontano». Un richiamo che non ha turbato Moggi, giunto a Lourdes con uno dei sei charter dell’Opera romana pellegrinaggi. «Sono credente e lo sono sempre stato » ha detto al termine della celebrazione. E ostentando scioltezza ha aggiunto: «Altri più famosi di me non vengono e magari ne avrebbero più bisogno di me. E qualcuno ci viene perché ha qualche problema».
Qualche problemino aperto in realtà lo ha ancora anche lui. A Napoli i pubblici ministeri ne hanno chiesto il rinvio a giudizio, ritenendolo il capo di un sodalizio criminale capace di condizionare il campionato. A Roma Moggi è già sotto processo, nella vicenda Gea World, per associazione a delinquere con minacce e violenza privata. Ma lui sorride. Ricorda i pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo che nel 1999 gli valsero anche il Premio Padre Pio. Una fonte confidenziale dei giudici di Calciopoli, un importante dirigente di club, ha parlato ai pm di un tesoretto di Moggi da 150 milioni di euro, raggranellati nella sua attività, tutti parcheggiati presso lo Ior, la banca vaticana.
Ma Moggi ha già avuto modo di dichiararsi, assieme a Lele Mora, «vittima delle invidie » e va avanti sicuro. Sì, una crisi l’ha raccontata in televisione: «Io mi ritengo un uomo di principi e invece ho pensato anche di uccidermi ...». Ma è acqua passata. Nel frattempo ha già annunciato una svolta cinematografica: reciterà in un film con Lino Banfi. E intanto, in attesa della fine dei processi, ieri ha portato a casa se non un’assoluzione una illustre benedizione.
Virginia Piccolillo
28 agosto 2007
Ma noi ovviamente speriamo e crediamo che tale evento infausto non si verifichi!
Si metta l'anima in pace e si occupi piuttosto di cinema (la sua nuova carriera! lo aspetto ne " Il Padrino pt. IV" nel ruolo di boss antagonista di Pacino) , o al massimo si prenda i soldi delle ospitate nei dibattiti televisivi di bassa lega e li vada a depositare allo IOR !!!
Hola!
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