Omicidio di Treviso/ Presi tre stranieri. Hanno massacrato i due coniugi. Uno era fuori per l'indulto
Martedí 04.09.2007 130
da www.affaritaliani.it
Tre stranieri, due albanesi e un romeno sono stati fermati dai carabinieri per il dupilce di Gorgo al Monticano in provincia di Treviso del 21 agosto scorso; sono accusati di omicidio volontario aggravato. Avrebbero già confessato e il procuratore ha confermato che uno dei presutni assassini era fuori per l'effetto dell'indulto. Il fermo è arrivato dopo meno di due settimane dall'efferato omicidio dei coniugi Pelliciardi, barbaramente seviziati e poi uccisi nella dependance della villa di cui erano custodi.
I tre stranieri sono stati fermati nel corso della notte, l'uno nel Veneziano, gli altri nel Trevigiano. "E' stato il romeno - ha detto il procuratore generale di Venezia Ennio Fortun - il primo a confessare e a fare il nome dei complici".
Non è escluso che il romeno, considerato dagli inquirenti il "basista" del gruppo, conoscesse le vittime e possa aver svolto qualche lavoro nella villa degli imprenditori.
UNO ERA FUORI PER L'INDULTO - Uno due due albanesi arrestati era stato liberato da poco dal carcere per effetto dell'indulto. La notizia è stata confermata dal Procuratore generale di Venezia Ennio Fortuna in colloqui con i giornalisti. Nel frattempo di tre arrestati si trovano in carceri diversi in attesa di essere nuovamente interrogati. Gli albanesi, considerati autori materiali del delitto compiuto sotto l'effetto della cocaina, sono trentenni, il rumeno invece che sarebbe il basista del gruppo, è un giovane di 21 anni che aveva lavorato in passato alle dipendenze della famiglia Durante, proprietaria della villa di Gorgo nella cui depandance sono stati trovati morti i Pellicciardi, custodi del posto. Il prefetto di Treviso, Guido Capocelli, ha espresso parole di plauso e soddisfazione per il lavoro svolto dai carabinieri di Treviso.
LA RICOSTRUZIONE Il massacro di Guido e Lucia Pellicciardi, il 2 agosto scorso a Gorgo al Monticano (Treviso) aveva portato agli assassini un magro guadagno: solo i pochi risparmi delle vittime e la tessera bancomat che i feroci assalitori avevano tentato immediatamente di usare poco lontano dal luogo dell'eccidio facendosi anche riprendere dalle
telecamere. Secondo quanto sospettano i carabinieri, che hanno fermato due albanesi e e un rumeno sospettati del barbaro omicidio, i rapinatori avevano tentato di farsi dare la combinazione della cassaforte della villa (di proprietà della famiglia Durante di Motta di Livenza) ma non erano riusciti nell'intento perche' i due anziani custodi della casa non la sapevano.
E' scattata quindi la furia selvaggia degli assalitori che hanno massacrato a sprangate o bastonate la coppia, seviziando i due corpi con un coltello. I due erano stati trovati così, poco prima dell'alba, da una guardia giurata che stava eseguendo il suo giro di controllo. L'uomo si era insospettito perchè aveva trovato la porta aperta, era entrato e aveva trovato i due corpi massacrati nella dependance della villa.Secondo quanto riferito, i tre avrebbero agito in preda agli effetti di sostanze stupefacenti, solo così si spiega l'inaudita violenza dell'assalto e la volontà di uccidere per pochi euro. Fondamentale è stata la testimonianza di un vicino che aveva subito riferito ai carabinieri di essersi svegliato e di aver notato che i cani del vicinato stavano tutti abbaiando. L'uomo era uscito sulla terrazza di casa e e aveva visto fuggire dalla villa vicina tre persone di pelle bianca che parlavano una lingua dell'Est europeo.




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