Gattuso: ''C'è un animale
dentro di me...''
Il giocatore del Milan a 'El Pais': ''A volte mi guardo i piedi e penso: 'Maledetti, mai che mi diate una gioia!'. Mi vergogno: guadagno in un mese quel che papà ha guadagnato in una vita''
Rino Gattuso
MILANO - Lunga intervista a 'El Pais', popolare quotidiano sportivo spagnolo a Rino Gattuso. Il centrocampista del Milan e della nazionale racconta una sorta di manifesto di se stesso ''Ho un animale dentro di me" - ha detto Ringhio, poi confermando un'autoironia che l'ha sempre contraddistinto. "A volte mi guardo i piedi e penso: 'Maledetti, mai che mi diate una gioia! A Carlo Ancelotti dico sempre: 'Immagina se avessi i piedi buoni, non sapremmo dove mettere le coppe...'. C'è gente come Kakà che nasce fenomeno e gente come me che deve costruirsi, lavorare con passione, passione e ancora passione".
Poi il centrocampista di Corigliano Calabro si è soffermato sugli ingaggi dei giocatori. "Io non sono cambiato. Il mercato ti permette di guadagnare in un mese ciò che mio padre ha guadagnato in una vita, ma l'unica differenza rispetto a quando ho cominciato è nel conto corrente bancario. La mia anima e la voglia di giocare sono rimaste identiche. I ragazzi sono cambiati tantissimo. Prima a 13-14 anni il problema principale era trovarsi una fidanzata. Ora cercano solo lo sballo. C'era anche allora gente così, ma erano una minoranza. Il divertimento era giocare a calcio sulla spiaggia tutto il giorno e poi tornare la sera per vedere se si riusciva a organizzare un'altra partitella. Oggi tutto questo non esiste più, nell'Italia meridionale non c'è più una società con dei valori, non c'è rispetto".
Rino Gattuso e il Milan: "La chiave è lo spogliatoio, non ci sono grandi segreti. Quando vedi uno come Maldini che a 39 anni fa di tutto per recuperare e giocare una finale di Champions, che lavora come un matto, che sputa sangue e sudore... Solo un idiota non capirebbe che è un esempio per tutti. Seedorf ha vinto 4 Champions con tre squadre differenti, ma l'ho visto piangere d'emozione dopo la semifinale con il Manchester. Ti rendi conto che in questo club ci sono valori importanti. Il Milan ha il suo Dna, glielo ha dato Berlusconi''.
Poi, ancora: ''E' una squadra che anche quando ha problemi trova le motivazioni per far bene. Ha dei codici che non si possono infrangere. All'inizio, quando facevo il furbo con arbitri o avversari mi convocarono in sede per dirmi di controllarmi: stavo indossando la maglia del Milan e non potevo permettermi di fare casini".
( 17/09/2007 )
http://sport.kataweb.it/articolo/sport/2526222
bravo gennarino!




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