Abbiamo inteso riportare qualche frase “datata” di Gianfranco Fini. Dispetto ? Berlina ? Animosità ? No, no assolutamente ! E poi sarebbe un peccato di presunzione … Fini neanche ci si fila ! Così come non vuol essere questa la sede per approfondimenti politico-dottrinari, anche se ce ne sarebbe tanto bisogno. Questa pagina traccia però, visibilmente, il percorso che egli ha, da tempo, intrapreso. Le frasi che evidenziamo sottendono un dibattito da sempre aperto e crediamo sia una disputa che non potrà mai esser chiusa. Questo è un bene, poiché tale esercizio mantiene viva la capacità di riflessione, di critica, di giudizio e di crescita. Non vogliamo fare apologia di alcunché, non vogliamo “innamorarci” dei nostri punti di vista, non vogliamo rendere ideologiche le nostre riflessioni, vorremmo soltanto essere capaci di pensare il nostro tempo e di percepire la realtà come derivazione di un continuum; come la prosecuzione, nel tempo, della dottrina e della cultura politica a cui, piaccia o no, abbiamo informato la nostra vita. Le strade si dividono e confluiscono ma i passi, su di esse, li compiamo noi ed a tutti dispiacerebbe camminare senza sapere dove esse portano. C’è anche chi sceglie il percorso del … tapis roulant e non compie neanche la fatica di muover passi ma certo non sei Tu che leggi queste righe !
Degli anni 2000, riportiamo solo due enunciazioni, non crediamo serva altro. Ci poniamo soltanto una domanda: ma Fini era più “estremista” prima o adesso ?
Massimo Desiati
Frasario
"Mussolini ? Un esempio di amore per la propria terra e la propria gente". (1987)
"No, no. La storia, amico mio, non è una baguette da poter tagliare a fette. Non si può dire: a me piace questo pezzo e quest'altro no. La storia è un tutto unico. Non si può, oggi, giudicare un periodo. Cercheremo di attualizzare il nostro sogno, dimostrando che nel Fascismo ci sono elementi validissimi per la società italiana". (1987)
"Sono un postfascista, ma sarebbe meglio dire un fascista nato nel dopoguerra".(1988)
"Il MSI, l’intero MSI, rivendica fermissimamente il proprio diritto di esistere e di riferirsi al Fascismo". (1988)
"Credo ancora nel Fascismo, sì, ci credo. Soprattutto oggi, cha anche il PCI si è arreso e trova idonea questa società, la scommessa (del Fascismo) è ancora più valida". (1989)
“Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista”. (1990)
“Non occorre impostare un rilancio del MSI su una operazione di ridefinizione ideologica: tutti quanti diciamo che siamo i Fascisti, gli eredi del Fascismo, i post-fascisti, o il Fascismo del Duemila”. (1991)
“Bisogna dire grazie a Mussolini se nel '22 l'Italia non è diventata Comunista. Mussolini e' il più grande statista italiano della storia del '900”. (1992)
"Non abbiamo niente da rimproverarci: il Movimento da cui traiamo origine è stato sconfitto dal verdetto delle armi, non dalla Storia". (1992)
“L’identità che il MSI orgogliosamente rivendica non è tesa a restaurare il regime fascista, bensì a rilanciare i valori che quel regime teneva ben presenti ed elevò alla massima dignità”. (1992)
“Ai combattenti della Decima Mas, espressione più alta del valore dei nostri soldati, va il cameratesco saluto di tutto il MSI ... Ognuno di voi, e con voi tutti i combattenti delle Forze Armate della RSI, rappresenta la prova che chi è vinto dalle armi ma non dalla storia è destinato a gustare il dolce sapore della rivincita... Dopo quasi mezzo secolo, il Fascismo è idealmente vivo ...”.(1992)
"Se Mussolini vincesse oggi, garantirebbe libertà agli Italiani. Insieme a Cavour, Mazzini e Garibaldi, anche a Mussolini verranno intitolate piazze e monumenti". (1992)
"L'unica colpa di Mussolini è di aver creduto che la guerra sarebbe durata poco. E' partito per correre i cento metri, gli è toccata una maratona. Ha preso una cantonata". (1994)
"Il Fascismo fu parte del male assoluto". (2003)
"Noi con il Fascismo abbiamo fatto definitivamente i conti. Non ci sentiamo gli eredi".(2003)
fonte: http://www.destrattiva.it/page_detail.php?id=42




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