Considerata l’importanza attribuita da tutte le Tradizioni al suono, sia, in primo luogo, in un senso propriamente metafisico quale Verbo o Parola fondamento di tutta la manifestazione, sia in un senso più strettamente cosmologico quale carattere inerente al primo degli elementi che compongono il nostro mondo, vale a dire l’Etere (Ākāsha), non dovrebbe stupire allora la rilevanza attribuita parimenti alla musica nell’insieme delle arti tradizionali. Ben lungi dal ridursi a quanto purtroppo i moderni sono ormai assuefatti, una musica cioè il cui mero fine è quello di una stimolazione sensoriale o sentimentale, la musica tradizionale consisteva essenzialmente in relazioni tra suoni secondo ben stabiliti rapporti numerici attraverso i quali si manifestava nel suono quello stesso ritmo che governa e regola il corso di ogni cosa, come la scansione del tempo in cicli annuali, mensili e giornalieri o le disposizioni spaziali nella volta celeste, come le costellazioni dello Zodiaco, i pianeti, etc. In questa percezione sonora umana conforme all’ordine generale consisteva precisamente l’«armonia».
Proponiamo qui la traduzione di due paragrafi tratti da un libro molto importante di Alain Daniélou, Introduction to the study of musical scales, studio già apprezzato a suo tempo da R. Guénon, nel quale vengono affrontati con cura, secondo una prospettiva pienamente tradizionale, i principali sistemi della musica tradizionale come quello indù, cinese e greco antico, e al quale non possiamo noi non rimandare caldamente il lettore.
Il primo paragrafo tratta della musica modale e di quale ne sia l’elemento essenziale. Si potrebbe dire molto sul significato simbolico dell’utilizzo della tonica quale suono fondamentale continuo alla base del progressivo svilupparsi melodico e pensiamo che possa risultare utile per una comprensione più approfondita della questione, seppur con le dovute trasposizioni del caso, lo studio del Guénon “Creazione e manifestazione” in Scritti sull’esoterismo islamico e il Taoismo.
Il secondo paragrafo qui presentato è strettamente correlato al primo e riguarda il senso e il valore degli «armonici» la cui importanza nella musica modale permette all’uomo di intuire il significato di quel vasto sistema di «consonanze» reciproche, o di azioni e reazioni concordanti, che pervade ogni cosa e come questo tutto proceda dal Principio e si sviluppi pur senza in realtà distaccarsene.
Non sarà mai rilevato a sufficienza, infine, quanto profondo sia invece lo stato di disordine intellettuale e pure “sensoriale” nel quale l’uomo contemporaneo, disconoscendo i principi metafisici che reggono la sua esistenza, versi oggi in ambito musicale e non solo, e quanto egli sia, di contro, con la pseudo-musica e i rumori moderni onnipresenti nella sua «vita ordinaria» e strutturati secondo rapporti numerici del tutto irrazionali, soggetto ad influssi più o meno coscientemente diretti di natura veramente infera [si consideri al riguardo la divisione artificiale del sistema temperato moderno e la concezione dei numeri irrazionali presso la scuola antica pitagorica].




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