apro una discussione a parte che superi il caso specifico dell'evento di firenze e dei lavavetri criminalizzati, per riflettere assieme su di un tema che ritengo assai problematico e fonte di continue ipocrisie e sguardi frettolosi.
Stato delle cose:
è in atto una campagna di criminalizzazione dell'emrginato che viene fatta passare per un interventismo statale volto all'ordine pubblico generando un'enorme confusione nei ricettori di tale messaggio oltre che una deriva pratica e culturale molto pericolosa.
La cosa che ritengo in assoluto più grave è il, voluto probabilmente, mescolamento che si fa della delinquenza e del vandalismo ( che ritengo fenomeni da sradicare, e da perseguire, con le maniere proporzionate ovviamente) con la povertà che conduce a forme di degrado urbano come il mendicare o l'arrangiarsi con lavori umilissimi per portare a casa pochi euro per sopravvivere.
tale confusione terribile e pericolosissima è degna del peggior reazionarismo securitario della società liberale classica di tipo ottocentesco ( ben salda ad esempio in paesi come gli Stati Uniti d'america).
Per tale concezione il vandalismo urbano ( il tagger, quello che non rispetta la pulizia delle strade, il rissoso, lo scippatore, e poi tutta la micromicrocriminalità) viene associata al poveraccio che mendica per colpa del sistema che lo ha ridotto in quelle condizioni miserabili.
Il cinismo reazionario liberale ( in rapida diffusione in Europa grazie a governanti senza scrupoli attenti solo a mosse propagandistiche e culturalmente appiattiti sul modello nordamericano) nasconde una distinzione fondamentale che, a mio giudizio, un certo libertarismo di maniera ( in realtà sistemico ed integrabile) contribuisce a nascondere, perpetuando il meccanismo di accomnare in un concetto unico di "feccia sociale" ( sarkozianamente) ogni fenomeno di disarmonia pubblica rilevata dalla coscienza borghese.
Il libertarismo di maniera e il reazionarismo si ritrovano sullo stesso binario sbagliato e contribuiscono a fomentare confusione e scontro ideologico formale. Il reazionarismo condanna e ammanta la società di securitarismo; il libertarismo di maniera assolve e ammanta la società di socialconfusionarismo.
vediamo le distinzioni:
ritengo che un pischello che deturpa i muri di un palazzo con scritte insensate commetta uno stupido gesto vandalico inutile. Lo stesso se sporca le strade, se ruba ( senza necessità) in un negozio, o andando pià in alto nella scala della gravità se scippa una vecchietta ( sempre senza necessità) etc etc.
naturalmente so bene che si tratta di gesti diversi il cui danno peraltro mediamente è assai scarso..ma penso che assolverli dietro fumi di libertà sia un tragico errore che porta alla confusione di cui sopra.
Che si intensifichi il controllo per l'ordine urbano ( inteso come pulizia e civiltà di base, tutela delle strade di notte, ) non mi sembra affatto qualcosa di repressivo anzi mi pare una buona scelta per tutelare gente indifesa, come ragazze o vecchi, che in questa societò di merda hanno paura a starsene in giro dopo una certa ora.
ovviamente il maggior controllo non deve significare dotare la polizia di mitragliatrici stragiste, ma semplicemente controllare e se è il caso punire i colpevoli di atti contro il prossimo, le strade delle città.
Non capire questo sarebbe semplicemente cavalcare un'ideologia vuota.
ma andiamo alla realtà concreta:
il punto è che in mezzo al misfatto vandalico ( che ripeto condanno e non assolvo e che deve essere proporzionalmente punito) la propaganda mette in mezzo il povero.
Qui ha inizio il surreale e tragico equivoco che ci sta portando alla società statunitense.
Un giorno ho visto a Parigi un povero pakistano che vendeva mandorle nella metropolitana ; la polizia lo ha fermato e lo ha costretto a sbaraccare, gridando in francese con maniere davvero fredde e volgari. Il poverello se ne è andato con la coda tra le gambe e chissà in quale altro luogo sarà finito ( forse in mezzo a un racket ben protetto9 a vendere le sue mandorle per sbarcare il lunario.
nel frattempo magari a Les Halles schiere di bande di giovani controllano lo smercio di droghe leggere e non solo, generando nel quartiere un clima di paura, violenza, odio. La polizia in quel luogo la sera non ci va. Lo controlla la mafia della droga leggera, il sogno di migliaia di giovani spoliticizzati.
Ecco la tragica ipocrisia del potere liberalcapitalista che colpisce il poveretto ( accusato di povertà) e lascia stare le bande che destabilizzano realmente la vita comunitaria di una città ( o almeno ciò che ne resta).
Be vi dico una cosa: io a Parigi ( città violenta dei contrasti e dei ghetti) spesso non mi sentivo sicuro. E non lo dico con l'aria del benpensante borghese, ma con il viscerale senso di giustizia profondo che sento. E perchè non mi sentivo sicuro la sera a Parigi? Perchè quella società è fuori controllo, perchè gli emrginati lo sono sempre di più e vengono stimatizzati mentre la piccola o grande delinquenza che sia viene tollerata, salvo alle volte procedere con un'imporvvisa ondata di reazione ( che si manifesta in atteggiamenti securitari....vedere il voto per Le Pen).
Be io mi sono rotto le palle di questo equivoco, della reazione e del buonismo ( libertarismo di immagine di una sinistra giovanile stanca e spoliticizzata).
Io dico che la piccola delinquenza deve essere sradicata specie nei suoi fenomeni del tutto indipendenti dalle condizioni sociali e dal bisogno di denaro. Sapete quanti pariolini figli di papà si divertono a rubare la roba alla gente o a sfregiare le strade e i beni pubblici?. Il vandalismo e la delinquenza sono fenomeni piccolo borghesi che non centrano un cazzo con la politica e la rivoluzione o anche la semplice ribellione al sistema.
Mentre lotto per migliorare la società e includere i deboli e gli emraginati, voglio che essi non subiscano la repressione della legge. la stessa legge capitalista che li vuole qui a lavorare per tre euro l'ora chissà dove.
ma non voglio nemmeno che questa povera gente venga artificialmente confusa con fenomeni ben diversi come il vandalismo, la piccola delinquenza o il fancazzismo di strada dei giovani ubriachi.
Compagni se non ci riappropriamo del linguaggio delle distinzioni e non siamo in grado noi stessi di condannare ( ovviamente tutto secondo le dovute proporzioni ci mancherebbe) fenomeni di piccola violenza separandoli dall'emraginazione e dalla povertà, saremo risucchiati dalla demagogia e non potremo più parlare con il popolo ( fatto sopratutto di ente che si spacca il culo dalla mattina alla sera per portare a casa pasti decenti e soldi per l'affitto).
Con questo ovviamente non sto dicendo che anche la piccola delinquenza non possa essere compresa e che gli attori di essa non possano essere reinseriti immediatamente nel tessuto sociale con punizioni esclusivamente rieducativi. Questo lo ritengo ovvio, poichè credo nella pena come forma di reinserzione immediata ( specie per piccoli reati ).
Ma non per questo accetto retoriche che generano confusione e incomprensibilità e infestano la sinistra politica da 40 anni a questa parte.




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