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  1. #1
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    Predefinito Riflessioni sulla sicurezza, il securitarismo e l'ordine

    apro una discussione a parte che superi il caso specifico dell'evento di firenze e dei lavavetri criminalizzati, per riflettere assieme su di un tema che ritengo assai problematico e fonte di continue ipocrisie e sguardi frettolosi.

    Stato delle cose:

    è in atto una campagna di criminalizzazione dell'emrginato che viene fatta passare per un interventismo statale volto all'ordine pubblico generando un'enorme confusione nei ricettori di tale messaggio oltre che una deriva pratica e culturale molto pericolosa.
    La cosa che ritengo in assoluto più grave è il, voluto probabilmente, mescolamento che si fa della delinquenza e del vandalismo ( che ritengo fenomeni da sradicare, e da perseguire, con le maniere proporzionate ovviamente) con la povertà che conduce a forme di degrado urbano come il mendicare o l'arrangiarsi con lavori umilissimi per portare a casa pochi euro per sopravvivere.
    tale confusione terribile e pericolosissima è degna del peggior reazionarismo securitario della società liberale classica di tipo ottocentesco ( ben salda ad esempio in paesi come gli Stati Uniti d'america).
    Per tale concezione il vandalismo urbano ( il tagger, quello che non rispetta la pulizia delle strade, il rissoso, lo scippatore, e poi tutta la micromicrocriminalità) viene associata al poveraccio che mendica per colpa del sistema che lo ha ridotto in quelle condizioni miserabili.
    Il cinismo reazionario liberale ( in rapida diffusione in Europa grazie a governanti senza scrupoli attenti solo a mosse propagandistiche e culturalmente appiattiti sul modello nordamericano) nasconde una distinzione fondamentale che, a mio giudizio, un certo libertarismo di maniera ( in realtà sistemico ed integrabile) contribuisce a nascondere, perpetuando il meccanismo di accomnare in un concetto unico di "feccia sociale" ( sarkozianamente) ogni fenomeno di disarmonia pubblica rilevata dalla coscienza borghese.
    Il libertarismo di maniera e il reazionarismo si ritrovano sullo stesso binario sbagliato e contribuiscono a fomentare confusione e scontro ideologico formale. Il reazionarismo condanna e ammanta la società di securitarismo; il libertarismo di maniera assolve e ammanta la società di socialconfusionarismo.

    vediamo le distinzioni:

    ritengo che un pischello che deturpa i muri di un palazzo con scritte insensate commetta uno stupido gesto vandalico inutile. Lo stesso se sporca le strade, se ruba ( senza necessità) in un negozio, o andando pià in alto nella scala della gravità se scippa una vecchietta ( sempre senza necessità) etc etc.
    naturalmente so bene che si tratta di gesti diversi il cui danno peraltro mediamente è assai scarso..ma penso che assolverli dietro fumi di libertà sia un tragico errore che porta alla confusione di cui sopra.
    Che si intensifichi il controllo per l'ordine urbano ( inteso come pulizia e civiltà di base, tutela delle strade di notte, ) non mi sembra affatto qualcosa di repressivo anzi mi pare una buona scelta per tutelare gente indifesa, come ragazze o vecchi, che in questa societò di merda hanno paura a starsene in giro dopo una certa ora.
    ovviamente il maggior controllo non deve significare dotare la polizia di mitragliatrici stragiste, ma semplicemente controllare e se è il caso punire i colpevoli di atti contro il prossimo, le strade delle città.
    Non capire questo sarebbe semplicemente cavalcare un'ideologia vuota.

    ma andiamo alla realtà concreta:
    il punto è che in mezzo al misfatto vandalico ( che ripeto condanno e non assolvo e che deve essere proporzionalmente punito) la propaganda mette in mezzo il povero.
    Qui ha inizio il surreale e tragico equivoco che ci sta portando alla società statunitense.

    Un giorno ho visto a Parigi un povero pakistano che vendeva mandorle nella metropolitana ; la polizia lo ha fermato e lo ha costretto a sbaraccare, gridando in francese con maniere davvero fredde e volgari. Il poverello se ne è andato con la coda tra le gambe e chissà in quale altro luogo sarà finito ( forse in mezzo a un racket ben protetto9 a vendere le sue mandorle per sbarcare il lunario.
    nel frattempo magari a Les Halles schiere di bande di giovani controllano lo smercio di droghe leggere e non solo, generando nel quartiere un clima di paura, violenza, odio. La polizia in quel luogo la sera non ci va. Lo controlla la mafia della droga leggera, il sogno di migliaia di giovani spoliticizzati.
    Ecco la tragica ipocrisia del potere liberalcapitalista che colpisce il poveretto ( accusato di povertà) e lascia stare le bande che destabilizzano realmente la vita comunitaria di una città ( o almeno ciò che ne resta).

    Be vi dico una cosa: io a Parigi ( città violenta dei contrasti e dei ghetti) spesso non mi sentivo sicuro. E non lo dico con l'aria del benpensante borghese, ma con il viscerale senso di giustizia profondo che sento. E perchè non mi sentivo sicuro la sera a Parigi? Perchè quella società è fuori controllo, perchè gli emrginati lo sono sempre di più e vengono stimatizzati mentre la piccola o grande delinquenza che sia viene tollerata, salvo alle volte procedere con un'imporvvisa ondata di reazione ( che si manifesta in atteggiamenti securitari....vedere il voto per Le Pen).

    Be io mi sono rotto le palle di questo equivoco, della reazione e del buonismo ( libertarismo di immagine di una sinistra giovanile stanca e spoliticizzata).
    Io dico che la piccola delinquenza deve essere sradicata specie nei suoi fenomeni del tutto indipendenti dalle condizioni sociali e dal bisogno di denaro. Sapete quanti pariolini figli di papà si divertono a rubare la roba alla gente o a sfregiare le strade e i beni pubblici?. Il vandalismo e la delinquenza sono fenomeni piccolo borghesi che non centrano un cazzo con la politica e la rivoluzione o anche la semplice ribellione al sistema.

    Mentre lotto per migliorare la società e includere i deboli e gli emraginati, voglio che essi non subiscano la repressione della legge. la stessa legge capitalista che li vuole qui a lavorare per tre euro l'ora chissà dove.
    ma non voglio nemmeno che questa povera gente venga artificialmente confusa con fenomeni ben diversi come il vandalismo, la piccola delinquenza o il fancazzismo di strada dei giovani ubriachi.


    Compagni se non ci riappropriamo del linguaggio delle distinzioni e non siamo in grado noi stessi di condannare ( ovviamente tutto secondo le dovute proporzioni ci mancherebbe) fenomeni di piccola violenza separandoli dall'emraginazione e dalla povertà, saremo risucchiati dalla demagogia e non potremo più parlare con il popolo ( fatto sopratutto di ente che si spacca il culo dalla mattina alla sera per portare a casa pasti decenti e soldi per l'affitto).

    Con questo ovviamente non sto dicendo che anche la piccola delinquenza non possa essere compresa e che gli attori di essa non possano essere reinseriti immediatamente nel tessuto sociale con punizioni esclusivamente rieducativi. Questo lo ritengo ovvio, poichè credo nella pena come forma di reinserzione immediata ( specie per piccoli reati ).

    Ma non per questo accetto retoriche che generano confusione e incomprensibilità e infestano la sinistra politica da 40 anni a questa parte.

  2. #2
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    attenzione a non scambiare l'essere rivoluzionari con l'essere ribelli.
    La rivoluzione è un processo che porta dietro un progetto.
    Oggi il comunista si deve accreditare con una figura nuova:
    sì alla fermezza, alla durezza di strada, ma sì anche al comunista come persona responsabile e affidabile, non come spacca roba.
    Poi, pragmaticamente, l'immagine la si modula in funzione del contesto e del referente, però di base è necessario sganciarsi dallo stereotipo del casinista fine a sé stesso. Il casinista senza progettualità non potrà mai sviluppare una società nuova. Proletario o borghese che sia.

  3. #3
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    Ci sarà una rincorsa destra-sinistra in questo senso : non escludo a questo punto si possa arrivare a dire espressamente di "arrestare il povero" in quanto tale ; comunque a parte le forzature, lew and order connoterà i programmi di entrambe le ali del partito unico occidentalista, ali che si muovono entrame con le debite e necessarie 'differenze' all' interno della 'società dello spettacolo' le cui regole sono queste. Tertiur non datur !

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Palvesario Visualizza Messaggio
    attenzione a non scambiare l'essere rivoluzionari con l'essere ribelli.
    La rivoluzione è un processo che porta dietro un progetto.
    Oggi il comunista si deve accreditare con una figura nuova:
    sì alla fermezza, alla durezza di strada, ma sì anche al comunista come persona responsabile e affidabile, non come spacca roba.
    Poi, pragmaticamente, l'immagine la si modula in funzione del contesto e del referente, però di base è necessario sganciarsi dallo stereotipo del casinista fine a sé stesso. Il casinista senza progettualità non potrà mai sviluppare una società nuova. Proletario o borghese che sia.

    bravo palvesario, concordo in pieno.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    ritengo che chi ruba in un negozio, che non sia una mini impresa familiare, fa benissimo

    chi sporca i muri di banche supermercati o muri del capitale fa bene anzi benissimo, meglio se con frasi rivoluzionarie...ma non accade quasi più..per le povere abitazioni, tollero solo quando si deve ricoprire qualcosa di osceno.. per le tag a ripetizione, penso che dietfo ci siano malati..per il resto se sono scritte carine, nulla in contrario.

    penso sia utile uscire da certe visioni un po' VETRINA della società.. furti e atti di vandalismo non sono poi così troppo da condannare.. ma secondo me se i comunisti avessero un minimo di contatto con il proletariato o persone di popolo, dovrebbero far capire a chi compie certi atti, che non è sbagliato rubare, ma farlo nei confronti di una vecchia pensionata si! se poi ruba una pelliccia a na vecchia bigotta, sti cazzi.

    danneggiare macchine utilitarie è da condannare..se poi danno fuoco a porsche e ferrari a me non turba.

    io la vedo così, tutta la ostentazione borghese la trovo alquanto oscena alla mia vista.

    No bixio, per me non ci siamo, non è questo lo spirito giusto!

    ti spiego perchè:
    lascia perdere per un momento la connotazione sistemica che dai all'atto vandalico o al gesto violento.
    Rubare in un negozio anche se è un supermercato di una multinazionale, se non è per il tuo sostentamento o per quello di qualcun'altro, cioè se non risponde a atto di necessità, diventa un gesto perfettamente integrabile in quello che io chiamo " il consumismo del ribellismo".
    E lo stesso sull'imbrattare pareti o sporcare una strada.
    Lo vogliamo capire o no che bisogna cambiare stile e mandare a fan c. l'atto gratuito di violenza o ribellione fine a se stessa.
    Non voglio fare il moalista, non è quello il punto, ma non ha alcun senso scagliarsi contro un simbolo della borghesia violentadolo tanto per violentarlo ( e magari poi sentirsi pure dei proletari rivoluzionari).

    Se non capiamo questo per me siamo lontanissimi da una nuova mentalità rivoluzionaria integrale ( cioè politicamente ed eticamente).
    Non è la difesa del mondo borghese che mi fa dire questo, ma la difesa dell'integrità dell'agire.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    lo so' che non sono discorsi moralisti, sennò nemmeno ti rispondevo. Io parlo solo del fatto che ora gran parte del proletariato è fuori da ogni logica e disciplina rivoluzionaria, in più nessuno di noi ha egemonia con tale classe. Come andargli a dire o condannare alcuni gesti che non sono proprio ortodossi?..al massimo puoi spiegare che rubare a un poveraccio è da infami, spacciare eroina è da infami, fare il pappone è da infami, se uno rapina un negozio, ripeto per me sticazzi, lo preferisco all'andare a dare roba in giro. Tutto qui, se qualcuno di qualsiasi estrazione compie danni verso la mia comunità o la mia classe è una merda, punto, altro non mi riguarda e allo stesso tempo non lo elevo come esempio da seguire...na vado certo a dire di diventare a tutti rapinatori di banche....
    c'era un film un paio di anni fa, tedesco, molto mediocre, che però mostrava qualcosa che ritengo fondamentale:
    due pischelli con sincero animo rivoluzionario e antisitsemico mettevano scompiglio nelle villone dei milionari per dare loro una lezione morale, senza rubare nulla, senza appropriarsi di nulla, solo mettendo disordine e lasciando biglietti politici di " ammonimento etico".
    Ebbene in una delle loro scappate uno dei due ruba per sè un orologio di valore e l'amico gli dice: " non hai bisogno di questo, non ti mettere al loro livello, non facciamo questo per noi, ma per educare e comprendere".
    ecco io, contrariamente a quanto dici, credo che il furto, il vandalismo, l'appropriazione illecita sono gesti esclusivamente narcisisti che chi crede nella comunità e nel comunismo semplicemente non dovrebbe compiere.

    E questo provo a comunicare a chi, come te, ha una sensibiltà comunitaria attenta.
    Non abbiamo alcun bisogno di commettere gesti ribelli contro il potere per rovesciarlo. E soprattutto trovo pazzesco che tu dica che "fa benissimo una persona a rubare in un luogo che non sia una piccola impresa familiare"...rubare per cosa, per chi,a che fine??
    Secondo me non ti rendi conto che gesti di quel tipo( che per carità non mi metto qui ad enfatizzare come criminali, non è quello il punto e non sono un bigotto) sono anticomunitari, poichè infondono:
    sfiducia, senso di sconforto, guardarsi alle spalle da parte dell'impiegato del negozietto oggetto di un furto, diffidenza, paura, lotta tra poveri, finta lotta contro i ricchi e visione manichea da scontro frontale tra ribelle e borghese ( che respingo)............

    insomma, ti invito a pensarci su,
    per me è un punto abbstanza importante per la costruzione di una prassi anticapitalista, che si fondi anzitutto sul senso di fiducia reciproco e sull'esigenza di rispondere, ad ogni atto della propria vita, a necessità ( nel senso più nobile del termine).


    In amicizia.

  7. #7
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    ...e ci tengo a dirlo: non parlo da duro e puro ( non scglierò la pietra perchè son peccatore) ,ma parlo di una visione di fondo delle cose, che per quanto contraddetta da gesti quotidiani che ci possono stare, non può però essere messa sotto sopra da sconsiderate posizioni valoriali, quali " fanno bene a rubare in un supermercato"..insomma non è un problema di condanna da un pulpito ( cosa che non mi sognerei mai di fare) bensi'di condivisione etica di fondo, che mi vede contrarissimo ad ogni abuso di potere individuale per narcisismo o vacuità vandalistica( che,come già detto,l'unico effetto che sortisce èl'acuimento del clima di sfiducia che le nostre società già esprimono per loro stessa struttura). Per me, ogni gesto, è già rivoluzionario nel momento in cui contribuisce ad annichilire passo dopo passo questo maledetto clima conflittuale, fove ognuno cerca di prendere la sua parte, il suo pezzo, la sua vanagloria, la sua piccola azione di riscatto ( senza che ciò risponda a necessità di vita e ad un progetto di fondo).......
    spero di aver detto cose minimamente chiare........

  8. #8
    SOCIALISMO O BARBARIE!!!
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    Non credo che in uno Stato socialista ben organizzato dove tutti partecipano e lavorano "liberamente" e dignitosamente, si darebbe adito a fenomeni degenerativi.
    Lo stesso accattonaggio e cose simili, nel capitalismo è comprensibile e suffragabile, perchè il sistema non da casa, lavoro e dignità a tutti.
    Ma in uno Stato dove il lavoro ci sarebbe e come, e dove sussistano soprattutto condizioni di uguaglianza, col cazzo che ti consento di lavare i vetri o fare l'elemosina.
    Spero di essere stato esplicito.


    W la Rivoluzione Sociale

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    vedi, anch'io vorei un mondo in pace e senza conflitti tra poveri. ma così non è e così non sarà mai se non ci rapportiamo con larghissimio strati di popolazione.
    nella mia modestissima CARRIERA politica ho imparato poche cose. Quello che riguarda la borghesia i capitalisti, non sono affari miei, e non ne devo tutelare gli interessi ne colpevolizzare chi gli compie crimini

    Per avere un contatto con un certo tipo di strato sociale, alcune coerenze purtroppo vanno a farsi fottere, o si capiscono certe conrtaddizioni o ci si ritrova contro un dato soggetto sociale a cui nel bene e nel male ne faccio parte e ne sono affezionato.

    L'odio di classe per me è linfa vitale per ogni aggregazione comunista, fa spostare l'interesse di alcuni soggetti verso tendenze un minimo rivoluzionarie, un minimo ripeto, facendo lasciare perdere, se ciò avviene, gli abbagli del capitale fatti di cocaina, voglia di belle macchine e vestiti costosi e vita da gangsta.

    L'illegalità diffusa verso i simboli del capitale, se conscia e disciplinata è un mezzo validissimo per l'aggregazione e l'instaurazione di alcuni rapporti con la classe di riferimento.

    se
    uno fa un gesto di merda, non lo condivido solo perchè non è borghese, ma espropri proletari vecchiamaniera, sabotaggi vecchia maniera, ora non riattuabili, li vedo come qualcosa di positivo.
    Il punto è che tu ragioni all'interno di uno schema viziato da un manicheismo semplicista che si origina nella cultura di sinistra con la cultura sessantottina( bada bene non è un'accusa, ma un analisi da condividere criticamente):
    dici che non hai a che fare con ciò che avviene all'interno della struttura borghese, dimenticando che prima di esserci un borghese e un proletario c' è anzitutto un uomo.
    Molto al di la del fatto che sono comunista e che credo nella rivoluzione di questo putrido e fetido sistema socio-economico antipolitico in cui viviamo sia io che te, so che fottere qualcosa a qualcuno ( ammeno che non sia per necessità) o sfregiare un luogo pubblico o privato che sia, è una forma di narcisismo che l'unico effetto esterno che sortisce è l'accumulazione della sfiducia: cosa credi che città violente come New York, stracolme di ribellismo e vandalismo di strada,o molte altre in quel mondo orrendo che sono gli Stati Uniti, siano più avanti nello sviluppo di una coscienza proletaria?

    Ascolta: io non sono qui per fare pipponi alla gente o prediche fredde. Accetto che mi si dica: ho fatto una stronzata sfregiando un muro o rubacchiando di qua e di la, cercherò di non farlo più perchè è solo una stronzata che non fa bene a nessuno e un po'male a chi l'ha subita
    : non ho problemi, la gente la capisco e la strada la vivo:
    Quello che non accetto è che si legittimi, ammantandolo di atteggiamento proletario e ribelle anticapitalistico, l'attacco fisico contro quelli che tu chiami simboli del sistema, mentre io chiamo manifestazioni contingenti del vivere umano ( che siano banche o negozietti da tale punto di vista fa lo stesso).
    Ricordati della lezione di marx per cui il problema non è il capitalista, ma il capitale.
    Se bruci una porsche stai attaccando una signola persona, suscitando desideri di rabbia e vendetta e non stai facendo assolutamente nulla di buono per la presa di coscienza sistemica del tuo popolo.
    Hai attaccato un capitalista e non il capitale.

    Se vuoi attaccare il capitale, hai solo un' arma: la cultura e il sentimento ( e credemi non solo parole a casaccio, ma è la verità).

    Altra cosa ovviamente è la legittima difesa ( anche violenta ben inteso) o la rivoluzione quando si tratta di prendere il potere ( ed anche li il rapporto tra danno inferto e obiettivo universale deve sempre corrispondere al criterio di necessità).

    Finchè non ci liberiamo dall'equivoco del gesto ribellistico contro elementi del capitale come di un gesto legittimo anche quando non indirizzato alla difesa hic et nunc di qualcosa, restiamo impantanati nella retorica e restiamo nemici del popolo.

    a mio avviso, l'unica vera via per riprendere il contatto con quella che tu chiami strada ( cioè il popolo, la gente) è proprio la fermezza degli atteggiamenti e la conoscenza della necessità, che isoli il comportamento narcisista, vandalico e fine a se stesso.
    Non si tratta di demonizzare il andalo o il ladro ( Dio me ne scampi), si tratta di definirlo per ciò che è: un fenomeno negativo, in qualunque società, da sradicare culturalmente e, sopratutto, da non confondere mai e poi mai con l'azione profonda solidaristica comunistica ed anticapitalista (che si gioca ogni giorno nella vita reale di ognuno di noi)

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    vabbè potremo parlare all'infinito, ma non credo caveremo un ragno dal buco. penso che il tutto ruoti attorno al discorso ribellismo/vita di strada. Forse per me tu le confondi. In questo tipo di società in cui il capitale e i suoi rappresentanti hanno la tendenza a spremere le fasce più basse anche semplicemente nei rapporti umani, non trovo nulla di scandaloso nel manifestarsi certi atteggiamenti che vengono normalmente definiti atti vandalici, che comunque sono anche da valutare di volta in volta. Credimi non sono un ribelle della domenica, ma non capisco alcuni discorsi, forse ci incontreremo, anzi sicuramente, e ne parleremo..e se annamo a fa' un par de negozi!!!!! Scherzo un abbraccio.

    Sicuramente sarà assai più costruttivo compiere il discorso di persona..
    per il momento posso solo aggiungere che nulla di ciò che facciamo deve avere la pretesa di prendere un posto che non ha:
    un gesto ribelle che si trasforma in un semplice e mero vantaggio materiale o da "sadismo" vandalico per chi lo compie, non contiene in sè nulla di buono.
    Altra cosa è cercare di comprenderlo e contestualizzarlo. Ma l'importante è non spacciarlo per un gesto antisistemico e dargli il posto che ha.
    Ci insisto perchè vedo in tale questione, che appare banale, ma non lo è poi tanto, una piaga decisiva (da superare) della cultura antagonista.
    Il nuovo antagonismo, per essere vero messaggio recepito dal popolo, dovrà essere innanzitutto fermamente etico in ogni suo passo ( senza paranoia e senza fanatismo, e con tutta l'elasticità del caso, questo è ben inteso...)

    basta che vi guardate intorno e vedriete una realtà fatta di oltraggio al senso comune del limite in ogni forma, e di una perdita sistematica di ogni riferimento etico fondante che preceda la distinzione in classi del mondo.
    Come già dicevo e ribadisco: prima di un borghese o di un proletario, vi è un uomo...
    lasciamo al marxismo rozzo nelle sue peggiori versioni, l'idea opposta.

 

 
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