A seguito delle notizie di proteste popolari in Birmania contro la Dittatura Militare, colgo l'occasione per lanciare questa Mozione:
Il Congresso di POL condanna fermamente la Dittaura Militare che detiene il potere in Myanmar (Birmania) e dichiara di appoggiare tutti i dissidenti politici che, indipendentemente dall'ideologia politica, lottano per la democrazia e i diritti umani, che risultano essere scarsi o nulli.
Speciale Diritti umani
Amnesty International - il Subcontinente nel Rapporto 2001Birmania
Centinaia di persone, tra cui oltre 200 membri di partito e giovani attivisti politici, sono stati arrestati per motivi politici. Dieci persone sono state condannate a lunghi periodi di detenzione a conclusione di processi iniqui. Almeno 1500 prigionieri politici arrestati negli anni precedenti, tra cui oltre 100 prigionieri di coscienza e centinaia di presunti tali, si trovano ancora in prigione. Daw Aung San Suu Kyi e altri leader della Lega nazionale per la democrazia sono stati messi de facto agli arresti domiciliari dopo che l'esercito aveva loro impedito di uscire da Yangon per incontrare altri membri della Lega. I detenuti subiscono trattamenti crudeli, disumani e degradanti e si ha notizia di casi di tortura a prigionieri politici. Negli stati Shan, Kayah, e Kayin i militari hanno continuato a costringere ai lavori forzati civili appartenenti alle minoranze etniche e a uccidere molti di loro durante le operazioni antiguerriglia. Nel corso del 2000, cinque persone sono state condannate a morte per traffico di droga.Contesto
Come negli anni precedenti, sono proseguite le scaramucce tra l'esercito birmano e l'Unione nazionale karen, il Partito nazionale progressista karenni e l'Esercito della stato Shan-Sud. Rimangono in vigore sedici accordi di cessate il fuoco negoziati negli anni passati tra il Consiglio di stato per la pace e lo sviluppo (il governo militare) e i gruppi armati di opposizione delle minoranze etniche.Perdurante situazione di stallo politico
Nonostante i tentativi interni e internazionali, il governo militare ha rifiutato ogni forma di dialogo con la Lega nazionale per la democrazia. In agosto, Daw Aung San Suu Kyi e altri leader della Lega hanno lasciato Yangon per far visita ad altri membri della Lega. Sono stati fermati per strada dalle autorità militari nel distretto amministrativo di Dalah e trattenuti per 10 giorni, prima di essere costretti con la forza a tornare nella capitale. In seguito, sono stati tenuti agli arresti domiciliari in incommunicado per 12 giorni. Il quartier generale della Lega a Yangon è stato saccheggiato e pare che numerosi documenti siano stati confiscati. In settembre, Daw Aung San Suu Kyi e il vicepresidente della Lega, U Tin Oo, sono stati portati via con la forza dalla stazione ferroviaria di Yangon, mentre cercavano di raggiungere in treno Mandalay. U Tin Oo è stato portato presso la base dei servizi segreti militari di Yemon e lì trattenuto; Daw Aung San Suu Kyi e altri otto membri del Comitato esecutivo centrale della Lega sono stati posti agli arresti domiciliari dove ancora si trovavano alla fine dell'anno. In relazione a questi due tentati viaggi, sono stati arrestati quasi 100 appartenenti alla Lega, tra cui alcuni sostenitori che si erano radunati alla stazione per salutare Daw Aung San Suu Kyi.Prigionieri politici
Almeno 1700 persone, tra cui 37 parlamentari eletti nelle fila della Lega nazionale per la democrazia, sono ancora in carcere per motivi politici. Altri 45 parlamentari arrestati nel settembre 1998, di cui 43 appartenenti alla Lega, si trovano ancora in guest house governative senza che nessuna accusa sia stata formulata nei loro confronti. Il loro arresto era stato ordinato per impedire che riunissero il parlamento dopo che il Consiglio di stato si era rifiutato di farlo. Saw Naing Naing, il parlamentare della Lega eletto nel distretto amministrativo di Pazundaung, Yangon, rilasciato nel gennaio 1999, è stato nuovamente arrestato in settembre.
Sono stati rilasciati dieci prigionieri politici, compresi i cinque anziani liberati dopo la visita, in ottobre, dell'Inviato speciale del Segretario generale della Nazioni Unite.
Centinaia di sostenitori della Lega sono stati arrestati nelle settimane che hanno preceduto il decimo anniversario della vittoria elettorale della Lega. In maggio e luglio, durante alcune conferenze stampa, il Consiglio di stato ha accusato la Lega di complicità con alcuni gruppi d'opposizione in esilio accusati di essere coinvolti in atti di "terrorismo".
*U Than Lwin, parlamentare della Lega eletto nel collegio elettorale n. 2 di Madaya, divisione di Mandalay, è stato arrestato in maggio e condannato a nove anni di detenzione per aver spedito una lettera alle autorità locali. In questa lettera U Than Lwin protestava per una dimostrazione contro di lui organizzata in marzo dalle autorità, a cui, pare, molte persone sono state costrette a partecipare.
*Molti membri della Lega di Taungdwingyi, divisione di Magwe, sono stati arrestati in maggio per aver preso parte a una riunione di partito; sette di questi sono stati condannati a otto anni di carcere.
*U Aye Tha Aung, prigioniero di coscienza e leader della Lega per la democrazia di Arakan, è stato arrestato in aprile e condannato a 21 anni di carcere. Il suo stato di salute è sensibilmente peggiorato in seguito all'arresto. U Aye Tha Aung era il segretario del Comitato rappresentante il parlamento del popolo, formato da dieci membri, istituito nel 1998 dalla Lega nazionale per la democrazia e altri partiti di opposizione, e rappresentava quattro partiti di opposizione di minoranza etnica, compreso il suo.
*Sette rohingya, tra cui Serajudin bin Nurislam, sono stati arrestati in giugno per aver cercato di raggiungere Yangon. Sono stati in seguito condannati a pene detentive che vanno tra gli otto e i dodici anni e trattenuti a Sittwe, capitale dello stato Rakhine. I rohingya sono i musulmani che vivono nello stato di Rakhine e ai quali è proibito lasciare le città di residenza.Condizioni carcerarie
Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha continuato a visitare penitanziari, alcuni campi di lavoro e guest house governative, dove sono trattenuti i membri del parlamento eletto. Tuttavia, non si ha notizia che siano riusciti ad avere accesso al quartier generale dei servizi segreti militari dove, secondo le notizie ricevute, avvengono i più frequenti casi di tortura. In aprile, la Croce Rossa ha annunciato di aver identificato circa 1500 "detenuti di sicurezza". Nella maggior parte dei luoghi di detenzione, le condizioni di vita sono estremamente difficili per la mancanza di cibo, acqua, adeguata assistenza sanitaria e le scarse condizioni igieniche. La prigione di Myingyin, nella divisione di Mandalay, e quella di Tharawaddy, nella divisione di Bago, presentavano una situazione particolarmente dura.
*Daw San San Nweh, famosa scrittrice e prigioniera di coscienza, pur soffrendo di ipertensione, artrite reumatica e problemi ai reni, non ha ricevuto appropriate cure mediche. Le difficili condizioni di Insein, il più grande complesso carcerario birmano, hanno ulteriormente peggiorato i suoi problemi di salute.Torture e maltrattamenti
Continuano ad arrivare notizie di torture e maltrattamenti ai danni di prigionieri politici. I metodi di tortura usati comprendono violenti bastonate, calci inferti con pesanti stivali, il ripetuto rotolamento di una sbarra di ferro lungo le tibie, fino a che la pelle non comincia a staccarsi, il quasi-soffocamento e "l'aeroplano", in cui il prigioniero viene appeso al soffitto, fatto girare e percosso.
*Un cristiano karenni, agricoltore a Loikaw, stato di Kayah, ha raccontato di essere stato arrestato dall'esercito con l'accusa di lavorare per il Partito karenni dopo uno scontro tra le due forze in febbraio. é stato picchiato così duramente sulla testa, con il calcio dei fucili, pugni in faccia e calci, che il suo udito ha riportato danni permanenti. é stato poi costretto a fare da guida alle truppe per una settimana nel corso della quale è stato quotidianamente picchiato con bastoni e legato con grosse corde.Lavoro forzato
Negli stati di Shan, Karen e Karenni i militari hanno continuato a sottoporre ai lavori forzati civili appartenenti a minoranze etniche, costringendoli a lavorare per portare a termine progetti di infrastrutture e a trasportare equipaggiamenti per le truppe di pattuglia. A quanto viene riferito, anche i carcerati sono costretti con la forza a spaccare pietre nei campi di lavoro o a lavorare come portantini per l'esercito.
*Una donna shan di Laikha, stato dello Shan, ha raccontato che in febbraio è stata costretta a tagliare bambù, a costruire recinti e a lavorare come addetta alla manutenzione di strade e campi militari.Esecuzioni extragiudiziali
Continuano a giungere notizie di esecuzioni extragiudiziarie di civili appartenenti a minoranze etniche che non prendevano parte attiva alle ostilità. Si ritiene che a Kunhing, stato dello Shan, più di 100 persone appartenenti alla minoranza etnica shan e alla tribù di collina siano state uccise nei mesi di gennaio, febbraio e maggio. A quanto viene riferito l'esercito dello stato Shan-Sud era attivo a Kunhing.Reazioni internazionali
Il Relatore speciale delle Nazioni Unite per il Myanmar ha presentato il suo rapporto iniziale alla Commissione delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne. La Commissione ha espresso preoccupazione, tra le altre cose, per le violazioni dei diritti umani delle donne appartenenti a minoranze etniche e per le condizione delle donne in custodia.
In giugno, alla conferenza dell'Organizzazione internazionale del lavoro, al Consiglio di stato è stato concesso tempo fino al 30 novembre per mettere in atto "concrete e dettagliate misure" per adeguarsi alla Convenzione n. 29 sul lavoro forzato, già ratificata dal paese nel 1955. Nel caso il Consiglio di stato non si adegui, l'Ilo ha raccomandato, tra le altre cose, ai propri membri di rivedere "le loro relazioni [...] per assicurarsi che [il Consiglio] non possa trarre vantaggio da tali relazioni per perpetuare o estendere il sistema". A novembre, il corpo governativo dell'Ilo si è riunito e ha deciso che il Consiglio di stato per la pace e lo sviluppo non aveva compiuto concrete misure per adeguarsi alla Convenzione n. 29 e perciò ha confermato le misure adottate in giugno.
In aprile la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani ha adottato all'unanimità la sua nona risoluzione estendendo il mandato del Relatore speciale per un altro anno ed esprimendo profonda preoccupazione "[É] per le sempre più gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani in Myanmar". A dicembre l'Assemblea generale della Nazioni Unite ha adottato all'unanimità un'altra risoluzione estremamente forte. In aprile il Segretariato generale delle Nazioni Unite ha nominato Razali Ismail suo nuovo Inviato speciale in Myanmar, con il compito di assicurarsi che la risoluzione della Nazioni Unite per il Myanmar del 1999 sia messa in pratica. L'Inviato speciale ha visitato il paese in giugno, luglio e ottobre, quando ha incontrato Than Shwe e Daw Aung San Suu Kyi. In novembre, il Relatore speciale della Nazioni Unite per il Myanmar ha dato le dimissioni; durante i quattro anni in cui è stato in carica non ha mai ottenuto dal Consiglio di stato il permesso di entrare nel paese. A maggio, gli Stati Uniti d'America hanno rinnovato un numero ristretto di sanzioni economiche. In aprile l'Unione Europea ha ribadito e rafforzato la sua posizione comune, arrivando a congelare i fondi dei membri del Consiglio di stato e di altri rappresentanti del governo presenti nei paesi dell'Unione; in ottobre, queste misure sono state rinnovate. Il Consiglio ha rimandato una visita di tre rappresentanti dell'Unione che doveva aver luogo in ottobre, ma a dicembre si è svolto in Laos l'incontro tra Unione Europea e Associazione delle nazioni del sudest asiatico (Asean), a cui ha partecipato il Consiglio di stato.
Fonte: http://www.stringer.it/Stringer%20Schede/HR_AI_birm.htm





