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  1. #1
    Amico di Oniria..wooff...
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    Fiom : è Arrivata La Resa Dei Conti?

    http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/a...lo378911.shtml



    Welfare, Fiom contro accordo Cgil

    Voto contrario a documento 23 luglio


    La Fiom dice no all'accordo sul Welfare raggiunto tra Governo e sindacati lo scorso 23 luglio. Il comitato centrale dell'organizzazione ha approvato un documento presentato dal segretario generale Gianni Rinaldini nel quale si respinge l'accordo su pensioni e mercato del lavoro. E' la prima volta dal 1946 che una federazione della Cgil vota contro un accordo interconfederale siglato dall'organizzazione sindacale.
    "La bocciatura netta dell'accordo del 23 luglio da parte della Fiom è un segnale preciso che questo accordo non va e che deve essere respinto" ha detto il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi "adesso - ha continuato - ci auguriamo tanti no nei luoghi di lavoro".

    Di parere opposto invece il leader della Uil, Luigi Angeletti: "Quell'accordo aumenta le pensioni ai giovani ed è la prima volta che succede; per la prima volta abbiamo ottenuto che sui soldi negoziati nei contratti aziendali si paghino meno tasse".

    Non sembra sorpreso invece il segretario della Cisl Raffaele Bonanni: "Non c'è nessuna novità. Sappiamo dell'avversione della Fiom a qualsiasi modifica su ogni questione rilevante che riguarda il sociale, il contrattuale e le vicende economiche che ci hanno sdegnato. Quindi nulla di nuovo sotto questo sole".

    "Noi l'accordo l'abbiamo firmato con la Cgil". ha invece rimarcato il ministro per l'Attuazione del programma, Giulio Santagata, commentando la bocciatura della Fiom del protocollo sul Welfare.

  2. #2
    Stabilimento di Broni
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    WELFARE: LO STRAPPO DELLA FIOM


    ''Il comitato centrale non approva l'intesa del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitivita'': comincia cosi' il documento presentato dal segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, ed approvato con 125 voti a favore su 159 votanti, mentre il documento presentato da Fausto Durante, favorevole all'accordo, ha raccolto 31 voti a favore e tre astensioni.
    Nel documento di Rinaldini si valutano positivamente alcuni aspetti del protocollo d'intesa come l'aumento delle pensioni basse, il miglioramento del sistema di rivalutazione delle pensioni, le norme sulla totalizzazione dei contributi previdenziali ed i primi interventi sul sistema degli ammortizzatori sociali. Le critiche della Fiom si concentrano pero' sul superamento dello scalone, sul mercato del lavoro e sulla competitivita'. Sul ''gradone'', si tratta di ''una scelta sbagliata che attraversa tutti i diversi aspetti della nuova normativa, dall'incomprensibile meccanismo delle quote associate alla crescita dell'eta' minima, che ha la sola funzione di sommare l'aumento dell'eta' anagrafica con l'elevamento dell'eta' contributiva da 35 a 36 anni, fino a prevedere una 'clausola di salvaguardia' di un eventuale ulteriore aumento contributivo dello 0,09% dal 2011 come elemento di garanzia sui conti generali''. Pollice verso della Fiom anche sui lavori usuranti che sono definiti ''sulla base di criteri che hanno un vincolo finanziario di un massimo di 5.000 lavoratori all'anno'' e sulla revisione dei coefficienti che, in assenza di nuovi criteri, subirebbero una riduzione del 6-8% a partire dal 2010.
    Cosi' sul mercato del lavoro e sulla competitivita', ''l'intesa - si legge nel documento - prevede scelte sbagliate, giocate esplicitamente contro la Cgil come scelta politica, tanto piu' evidente perche' riguarda misure che non hanno particolari costi finanziari''.
    In materia di mercato del lavoro, a giudizio della Fiom, ''per i contratti a termine e sullo staff leasing siamo alla conferma della legge del governo precedente sempre osteggiata dalla Cgil''. Sulla contrattazione ''l'eliminazione della sovracontribuzione per il lavoro straordinario costituisce un preoccupante incentivo all'aumento dell'orario di lavoro, mentre la detassazione del salario aziendale totalmente variabile indebolisce la contrattazione collettiva e, in particolare, il contratto nazionale''. Detto questo, la Fiom valuta comunque positivamente la decisione di Cgil, Cisl e Uil di promuovere la consultazione ''certificata'' dei lavoratori sul protocollo del 23 luglio ed afferma che applichera' ''rigorosamente'' le modalita' che saranno definite domani dagli esecutivi delle tre confederazioni.


    PRODI: IL NO DELLA FIOM ERA PREVISTO E SCONTATO.


    Il no della Fiom al protocollo sul welfare ''era abbastanza previsto e scontato''. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Romano Prodi, a margine del seminario dell'Ulivo.
    ''L'accordo e' stato firmato da tutti. Se la Fiom si discosta - ha detto il premier - penso ci sia il diritto di esprimere posizioni di minoranza''.


    CON LO STRAPPO DEI METALMECCANICI CGIL INIZIA L'AUTUNNO CALDO.

    Non e' l'11 settembre del welfare ma il voto contrario della Fiom all'accordo del 23 luglio 2007 segna uno strappo evidente all'interno della Cgil: e', infatti, la prima volta dal 1946 che una federazione Cgil vota contro un'intesa interconfederale siglata dall'organizzazione nazionale. Il voto negativo era peraltro scontato come ha riconosciuto lo stesso presidente del consiglio Romano Prodi. Cosi' delle difficolta' che sarebbero insorte era ben conscio anche lo stesso leader cigiellino, Gugliemo Epifani, che, all'indomani del varo del protocollo, aveva chiesto al governo se fosse possibile siglare il documento per capitoli. Per poi firmare, ma con alcune riserve, l'intesa. Oggi il voto del comitato centrale della Fiom al documento presentato dal segretario generale, Gianni Rinaldini, e' stato schiacciante: 125 voti a favore su 159 votanti. Tanti comunque anche i 31 voti ottenuti dal documento alternativo, favorevole all'intesa, di Fausto Durante: segno che anche in Fiom si sta rafforzando l'ala moderata.
    La parola passa ora ai lavoratori, chiamati ad esprimersi con una consultazione ''certificata'' nelle giornate del 9, 10 e 11 ottobre sull'accordo sul welfare. Le confederazioni non sono preoccupate. Voteranno anche i pensionati ed i dipendenti del pubblico impiego. Il voto favorevole, nel suo complesso, non dovrebbe essere assolutamente a rischio. Resta il ''dato politico'' che nelle grandi fabbriche saranno piu' i contrari che i favorevoli; cosi' come restera' lo scontento delle tute blu sul versante previdenziale, in particolare sulle modalita' di superamento dello scalone. Non a caso proprio un recente sondaggio della Fiom aveva evidenziato come il 57% degli operai aveva dichiarato di non poter svolgere a 60 anni l'attuale mansione. Una percentuale che saliva al 62% per le donne.
    Il no della Fiom al protocollo del 23 luglio segna, in sostanza, l'avvio di quel tanto evocato autunno caldo che poi si sostanziera' con la manifestazione del 20 ottobre sempre sul welfare, organizzata da Rifondazione, Pdci, Sd e Verdi.
    Oggi si e' trattato piu' di un regolamento dei conti in seno alla Cgil; domani la materia riguardera' l'esecutivo con la sinistra radicale sempre piu' partito di lotta ma ben saldo all'interno del governo.


    Fonte :
    http://www.asca.it/ascanew/modfocus.php?idfocus=1498

  3. #3
    Amico di Oniria..wooff...
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    WELFARE: SI' DI CGIL-CISL-UIL. EPIFANI: PASSO INDIETRO DEI PARTITI ROMA - La decisione sull'accordo sul welfare passa ai lavoratori: gli esecutivi unitari di Cgil, Cisl e Uil hanno dato via libera al protocollo con una grandissima maggioranza (solo tre i voti contrari su circa 400 membri del parlamentino unitario) e fissato il referendum tra i lavoratori e i pensionati sull'intesa tra l'8 e il 10 ottobre. Dopo il no all'accordo del Comitato centrale della Fiom e il sostegno a questa posizione da parte di Rifondazione e dei Comunisti italiani, il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani ha chiesto ai partiti di "fare un passo indietro" sottolineando che "la parola sta a lavoratori e pensionati" che è bene facciano le loro riflessioni in autonomia. "La posizione della Fiom è fortemente minoritaria, legittima, ma tale secondo me da non rappresentare la maggioranza dei lavoratori e dei pensionati", afferma il sindacalista, mettendo in evidenza la necessità "di riscrivere la norma sui contratti a tempo determinato", che è stata "svuotata" nell'accordo sul welfare.

    "Il ministro Damiano - aggiunge Epifani - ha detto che nel tradurre il protocollo in legge cambieranno tale norma. Mi aspetto coerenza su questo impegno". E se il no della Fiom spacca la maggioranza e in particolare la 'Cosa rossa', sarà dentro la Cgil che si aprirà una vera e propria resa dei conti subito dopo la consultazione dei lavoratori. Epifani ha sottolineato che "siamo di fronte a un fatto del tutto nuovo" (lo strappo della Fiom rispetto a un accordo interconfederale condiviso dalla Cgil non era mai avvenuto dal dopoguerra) e che dopo la consultazione di lavoratori e pensionati si aprirà dentro la Cgil "una verifica su quanto è successo". Il leader della Fiom Gianni Rinaldini non accetta la messa all'angolo e afferma che "quando si vota ognuno è libero di esprimere un parere positivo o negativo. Se c'é una discussione la faremo - ha detto - ma non c'é un problema di regole". Rinaldini ha aggiunto che la Fiom "rispetterà rigorosamente le regole" e che quindi nelle assemblee rappresenterà "le posizioni di Cgil, Cisl e Uil", quindi quelle per il sì all'accordo, ma che "si apre un problema di prospettiva della rappresentanza sindacale e sul futuro della Cgil".

    Rinaldini ha anche assicurato che nel corso del referendum la Fiom non farà alcuna campagna per il no. Ora il passaggio fondamentale saranno le assemblee nei luoghi di lavoro che si terranno tra il 17 settembre e il 6 ottobre. In alcune di queste assemblee parleranno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil anche se il calendario degli interventi arriverà nei prossimi giorni. Sarà fondamentale per la lettura del voto non solo il risultato (atteso per il 12 ottobre) ma anche la partecipazione al voto. "Per come si è svolta la trattativa - sottolinea Rinaldini - senza il coinvolgimento dei lavoratori, il primo problema sarà portare i lavoratori a votare". I leader di Cgil, Cisl e Uil si augurano che la partecipazione al voto sia ampia e si dicono convinti che l'accordo sarà approvato dai lavoratori (potranno votare anche i pensionati, i precari, i cassaintegrati e i lavoratori in mobilità). "L'alternativa a quell'accordo - ha detto il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni - sarebbe un disastro per i lavoratori". "Ai lavoratori dobbiamo chiedere - ha aggiunto il leader della Uil, Luigi Angeletti - non un giudizio sul Governo o i sindacati ma su quello che abbiano negoziato".

    "Penso e spero che le ragioni generali di questo accordo - ha affermato Epifani - convinceranno la maggior parte delle persone che rappresentiamo a sostenere questo accordo".


    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._99306705.html


    io prevedo molti fischi per la triade.

  4. #4
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    Predefinito La Fiom contro la politica dei sacrifici

    La Fiom contro la politica dei sacrifici

    di Alberto Burgio *

    su Aprile online del 11/09/2007

    La presa di posizione della Fiom apre un confronto drammatico, che attraversa in primo luogo la Cgil. Va scongiurato il rischio di fratture e lacerazioni che potrebbero rivelarsi non ricomponibili. Ma occorre anche che l'unità si coniughi alla difesa delle ragioni e dei diritti del lavoro, che in questi anni sono stati sistematicamente sacrificati sull'altare del "risanamento"

    Sarebbe difficile sopravvalutare la rilevanza di quanto è accaduto tra lunedì 10 e martedì 11 al Comitato centrale della Fiom, chiamato a pronunciarsi in merito all'accordo del 23 luglio sul Protocollo di intesa tra governo e sindacati su welfare e competitività. Il no netto all'accordo di luglio, pronunciato prima dal segretario generale della Fiom e sancito poi a stragrande maggioranza (oltre il 78%) dal voto finale dell'organismo dirigente non lascia adito ad equivoci. E schiera la Fiom alla testa del movimento di lotta contro la politica dei sacrifici (richiesti come sempre al lavoro dipendente) e la concezione iperflessibilista del mercato del lavoro professata dalle componenti moderate del governo Prodi.
    È un passaggio drammatico, che merita tutta la nostra attenzione e determinazione. E dal quale possono sortire conseguenze determinanti per il futuro del sindacato italiano.
    Cerchiamo di andare con ordine, partendo dal merito. La posizione assunta dalla Fiom boccia un accordo che anche Rifondazione comunista ha considerato negativo. Sia sul tema delle pensioni che sulla parte relativa al mercato del lavoro. Sulle pensioni la conferma dello scalone Maroni (solo diluito in tre anni) si è coniugata con misure pesanti nei confronti dei lavori usuranti (per i quali si prevede un meccanismo che non riduce, a regime, gli anni di contribuzione richiesti per il pensionamento) e persino peggiorative della controriforma varata dalla destra (si pensi allo sfondamento dei 60 anni, all'aumento del numero di anni di contribuzione, alla determinazione dei coefficienti in base a parametri esterni al conto previdenziale e all'apertura delle finestre anche per le pensioni di vecchiaia).
    Sul mercato del lavoro la disciplina ipotizzata sui contratti a termine (una delle forme contrattuali strategiche nel processo di precarizzazione del lavoro in Italia) non solo ne confermerebbe la condizione di reiterabilità ad infinitum ma, spostando l'accento dal controllo di merito sulle causali alla verifica formale della regolarità delle procedure, consegnerebbe i soggetti sindacali a una funzione neocorporativa di convalida preventiva dei contratti.

    Si aggiunge a questo l'ipotesi di riduzione della pressione fiscale sugli straordinari, intensamente voluta dalla Confindustria: una misura incompatibile non solo con l'asserita volontà di dispiegare maggiori tutele sulla sicurezza del lavoro, ma anche con una politica di estensione della base occupata.
    Sul piano del merito, insomma, la posizione assunta dalla Fiom appare del tutto condivisibile, e apre uno spiraglio in un contesto difficile e preoccupante.

    Ma, come talvolta avviene in politica, al merito specifico delle questioni si lega in questo caso una problematica ancor più complessa e di portata più generale. In questo caso ci pare che parlare di un tornante storico non sarebbe - una volta tanto - esagerato.
    E' evidente, infatti, che la differenziazione della Fiom sull'accordo di luglio rompe il fronte compatibilista che tendeva a costituirsi e che rischiava di imprigionare il sindacato, a cominciare dalla Cgil. Il progetto accarezzato dalla Confindustria e dai settori della maggioranza e del governo che fanno riferimento al Partito democratico è chiaro ed è stato del resto esplicitato. Il sindacato dovrebbe muoversi dentro il quadro delle compatibilità di volta in volta definito dalle politiche "di rigore e sviluppo" del governo. Dovrebbe assumere i vincoli materiali che hanno prodotto un gigantesco processo di precarizzazione e di impoverimento del lavoro dipendente, e dovrebbe subire come fatalità incontrastabile la progressiva riduzione delle tutele, delle garanzie, dell'autonomia contrattuale, dei livelli salariali. L'eventuale esito di questo processo - che ha origini lontane, legate alla stessa svolta dell'Eur e agli accordi del '92 e del ‘93 - è del tutto chiaro: sarebbe la fine del sindacato come vettore di conflitto e di rivendicazione. Sarebbe - secondo i presupposti taciti della filosofia della concertazione - la sua riduzione a soggetto istituzionale, sussunto entro l'edificio preposto al governo del lavoro.
    La presa di posizione della Fiom blocca questa deriva. Si oppone alle accelerazioni che le sono state imposte dal processo di formazione del Partito democratico. E segnala una indisponibilità del più importante sindacato di categoria della Cgil ad armonizzarsi a questa tendenza neocorporativa e alle sue implicazioni restaurative. Per questo eccede i pur rilevantissimi contenuti dello scontro.

    Ora si apre un confronto drammatico, che attraversa in primo luogo la Cgil. Guardiamo a questo passaggio con partecipazione e preoccupazione. L'unità della Cgil sta a cuore a tutta la sinistra del Paese ed è fondamentale in primo luogo per il mondo del lavoro. Va scongiurato il rischio di fratture e lacerazioni che potrebbero rivelarsi non ricomponibili.
    Ma occorre anche che l'unità si coniughi alla difesa delle ragioni e dei diritti del lavoro, che in questi anni sono stati sistematicamente sacrificati sull'altare del "risanamento". Precisamente questa è la richiesta che leggiamo nella posizione assunta dalla Fiom. È una richiesta che condividiamo e che ci induce a sostenere la battaglia aperta con coraggio dal Comitato centrale dei meccanici italiani. Come avvenne già nel lontano luglio del 2001, la Fiom apre con coraggio una stagione di lotta che deve vedere tutta la sinistra impegnata nella difesa del salario, del contratto nazionale, delle pensioni, dei diritti di quanti - a cominciare dai giovani, dalle donne e dai migranti - subiscono il peso maggiore della precarietà. Non va lasciata sola. La sua battaglia è la nostra, e la manifestazione del 20 ottobre sarà la prima, decisiva occasione per dimostrarlo.
    * deputato Prc-SE, Commissione lavoro

    da
    http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=18093
    Myrddin

  5. #5
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    Predefinito

    nn cerco discussioni ma era prevedibile che la FIOM non accettasse quell'accordo,ne tantomeno la base.

    la stragrande maggioranza dei lavoratori (di tutte le categorie) è contraria a quell'accordo e quei pochi che lo sono lo fanno solo perchè credono ancora,aimè,in un sindacato giusto.
    la maggioranza dei lavoratori,invece,non ci crede più.per troppo tempo la triade ha calato le braghe a tutti....industriali,politici e governo....per una scusa o per un'altra ha sempre DATO E NON RICEVUTO.......specialmente a questo governo che ha smentito con i fatti la non difesa del POTERE D'ACQUISTO,L'INALZAMENTO DEI PREZZI...DI TUTTI I GENERI ALIMENTARI,L'AUMENTO DI BOLLETTE GAS-LUCE-ACQUA-BENZINA-GASOLIO,L'AUMENTO DEI BIGLIETTI FERROVIARI (DANDO IN CAMBIO UN SERVIZIO SEMPRE PIU' SCADENTE.....e sporco!.....e per finire un'aumento SPROPOSITATO DI TASSE,DI TUTTI I TIPI E PER TUTTI!
    cosa ha contestato il sindacato? NIENTE....ZERO E SOTTO ZERO.

    HA FIRMATO UN'INTESA,WELFARE,CHE è UNA SCHIFEZZA.....LAVORARE DI PIù PER GUADAGNARE DI MENO.....TUTTO QUESTO PER I GIOVANI....MA I GIOVANI HANNO/FANNO LA TESSERA O SI VIVE CON LE TESSERE DEI PENSIONATI???????una BOIATA.

    DOVREBBERO LOTTARE CONTRO UNO STATO LASSISTA,SPRECONE,INEFFICENTE SPENDACCIONE....ma.....sono furbetti anche loro....BRAVI!

    cari signori questa è solo una delle cento krepe...prima gli date una mano a buttere giù questa "COSA"(non casa) MEZZA DIROCCATA meglio sarà per tutti.

    ps per "cosa" intendo il sindacato o quello che rimarra dopo,naturalmente aver sentito la "BASE".......................wooff...wooff...

  6. #6
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    Predefinito Welfare: Essere Comunisti (prc), Giu' Le Mani Dalla Fiom =

    WELFARE: ESSERE COMUNISTI (PRC), GIU' LE MANI DALLA FIOM =
    (AGI) - Roma, 13 set. - "L'attacco scatenato contro la Fiom
    dopo la bocciatura dell'accordo sulle pensioni e il mercato del
    lavoro e' inaccettabile. E' il segno allarmante del grado di
    intolleranza e di autoritarismo che rischia di instaurarsi nel
    Paese impedendo la dialettica democratica". Lo dicono Claudio
    Grassi e Alberto Burgio, di Essere comunisti area programmatica
    del Prc, che aggiungono: " Non si capisce perche' si programmi
    una consultazione tra i lavoratori, ma non si tolleri che venga
    sostenuta nel merito una delle posizioni sulle quali i
    lavoratori dovranno pronunciarsi. Sembra che sia possibile
    dichiararsi solo a favore dell'accordo e che sostenere la
    posizione contraria sia un reato. E' un gioco al quale non ci
    prestiamo. Condividiamo nel merito i giudizi della Fiom
    sull'accordo che innalza l'eta' pensionabile e non introduce
    alcun serio vincolo sui contratti a termine. E consideriamo
    intollerabile la pretesa che la Fiom rinunci alla propria
    autonomia di giudizio. A quanti si sono gia' iscritti al
    partito che invoca la normalizzazione del sindacato dei
    metalmeccanici della Cgil, rispondiamo che questa
    normalizzazione sarebbe una ennesima gravissima aggressione ai
    diritti del lavoro. Giu' le mani dalla Fiom". (AGI)




    12 settembre 2007
    Myrddin

  7. #7
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    Predefinito Ma che resa e resa

    come se non lo sapessero che possono giusto puntare a qualche minima concessione e non di più.
    per trattare bisogna avere delle alternative....loro che alternative hanno?? quella di fare i kamikaze??

 

 

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