Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Parte il progetto liberaldemocratico. Entro lunedì il lancio dell'iniziativa.


    [SILVIA]
    [/SILVIA]

  2. #2
    laico progressista
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  3. #3
    laico progressista
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    29 luglio 2007

    Caro amico,


    Ti scriviamo a nome di alcune persone del mondo laico, democratico, liberale e repubblicano, che da qualche tempo sono impegnate a favorire ed estendere un progetto di Costituente Laica Liberaldemocratica.

    Abbiamo riassunto nel documento “Noi ragioniamo” la dichiarazione di intenti politici su cui riteniamo necessario fondare il progetto, e definito l’elenco dei 10 punti per cambiare l'Italia che potrebbe qualificarne la politica.
    Questi punti intendono essere la base per una discussione tra tutti coloro che sono interessati, e che vogliono concorrere ad una loro più ampia definizione.

    Abbiamo organizzato un incontro nazionale per sabato 29 settembre a Roma (Centro Congressi Cavour, via Cavour 50a, ore 10,00) per ritrovarci insieme, verificare in concreto la possibilità di mettere a fuoco gli intenti comuni e dare forza a questo progetto. L’incontro/dibattito è aperto alla partecipazione di singoli ed associazioni e potrà consentire di avviare concretamente la costruzione della futura Costituente, dando veste definitiva e ufficiale al manifesto politico-programmatico.

    Ti invitiamo sin d’ora ad aderire all’iniziativa sottoscrivendo l’indirizzo del documento, ed ad esprimere il Tuo parere sui testi allegati, inviando eventuali emendamenti, modifiche, rilievi, in ogni caso utilizzando uno degli indirizzi riportati in calce.

    Confidiamo nella tua presenza a Roma per contribuire a far nascere un nuovo ambizioso progetto.

    I migliori saluti

    Paolo Arsena, Fabrizio Prosperi,
    Pasquale Caterisano, Ezio Dalsass, Mario Garassino,
    Sergio Giardini, Giuseppe Gizzi, Elio Notarbartolo,
    Gadiele Polacco, Sergio Savoldi, Massimo Schipani

    mail: forum_unita_repubblicani@yahoo.it - info@liberali.it
    fax: 06.87132008 – 02.5517476



    IMPORTANTE
    - Per consentire di organizzare in modo proficuo la discussione su eventuali modifiche, è necessario che i testi emendativi vengano inviati in forma non anonima entro il 22 settembre ad uno dei recapiti mail o fax segnalati. Solo i testi inviati saranno oggetto di decisione assembleare, ai fini della modifica.
    - Ai partecipanti sarà chiesto di versare un contributo di dieci euro per le spese organizzative.

  4. #4
    laico progressista
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    Il Paese ha bisogno di istituzioni adeguate ai tempi e di un ampio ventaglio di riforme coraggiose e incisive. Invece l’Italia è paralizzata. La degenerazione del sistema in un bipolarismo senza politica, ha cristallizzato il Paese in un braccio di ferro tra un centrodestra che modella le proposte sugli interessi di un solo padrone, e un centrosinistra cronicamente riottoso, in cui coabitano visioni antitetiche della società, provocando sterilità di governo.

    Per superare il blocco delle riforme, non serve la demagogia dell’antipolitica, ma la ragione. Serve che la politica dia risposte concrete ed efficaci ai problemi della convivenza per restituire la fiducia ai cittadini. Occorre dunque restituire rappresentanza alla cultura di quell'area laica, democratica, liberale e repubblicana che è l'unica fisiologicamente capace di imperniare la concezione dello Stato sui ritmi e sulla libertà del cittadino, e l’unica che ha sempre difeso il primato dello sviluppo economico e del progresso civile. Occorre un’autentica forza liberaldemocratica che trasformi il sistema incuneandosi tra una sinistra ibrida e conservatrice sul piano sociale, e una destra plutocratica e conservatrice sul piano civile.
    Una forza capace di vivere di luce propria senza isolarsi in sogni autoreferenziali. Che, anzi, con la sua presenza sappia innescare un processo virtuoso, utile per far emergere una destra moderna radicalmente distante da quella odierna e per sollecitare nella sinistra scelte riformatrici alternative ai radicalismi utopici. Una forza autonoma, che si riconosca nel gruppo europeo dell’ELDR e che favorisca un assetto politico multipolare, alla stregua del ventaglio plurale espresso nel Parlamento europeo.

    I sottoscritti, che si riconoscono in questa cultura e in quest'area, intendono contribuire ad aggregarla per darle forza rappresentativa. Dunque, si propongono di compiere un primo passo verso una Costituente laica liberaldemocratica. La sua nascita sarà la condizione per raggiungere la forza necessaria a far scegliere regole istituzionali che mettano avanti tutto la libertà del cittadino quale effettiva condizione di vita, che sostengano una società pluralista fondata sulle differenze individuali, multietnica e in democratica contrapposizione. Di fronte a questo percorso anche i gruppi più dinamici e produttivi non vedrebbero più la politica come un ostacolo, ma come veicolo per soddisfare la domanda di efficienza, benessere, sviluppo, nell’equità.
    Noi lavoriamo per un soggetto politico capace di indurre alla collaborazione la variegata schiera del mondo laico liberale repubblicano, e di divenire un riferimento obbligato anche per quell’elettorato deluso dalla destra e dalla sinistra che è stanco di dover scegliere soltanto tra due alternative improduttive. Questo è il nostro obiettivo. E le elezioni europee del 2009, in cui si vota con il sistema proporzionale puro, sono un ottimo viatico per dare gambe a questo progetto.

    Siamo da sempre legati alla cultura critica della concretezza e del fare. Proponiamo dunque un nucleo di “10 ragioni” che intendiamo promuovere, nella convinzione che avere un programma su cui convergere subito, sia indispensabile per far emergere la Costituente laica liberaldemocratica e avviare il mutamento del clima politico del Paese. E sottolineiamo che insieme al programma occorre attenerci a due decisivi principi di metodo: uno è restituire la centralità politico-civile al cittadino rendendolo direttamente partecipe anche della definizione di questa nostra iniziativa; l'altro è la fondamentale regola politica di dire quel che si vuol fare e di fare quel che si dice.

    Vogliamo far ragionare l’Italia. Facciamolo insieme.

  5. #5
    laico progressista
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    10RAGIONI
    PER CAMBIARE L'ITALIA

    1 Istituzioni più snelle, capaci di evolversi e controllabili dal cittadino
    Obiettivo è ammodernare il sistema istituzionale per ridurre gli sprechi, renderlo più funzionale, più rapido nelle decisioni operative, più coinvolgente nei meccanismi elettivi, più vicino alle varie esigenze del Paese e dei cittadini.
    Superamento del bicameralismo perfetto e sostituzione del Senato con la Camera delle Regioni; riduzione del numero dei parlamentari; eliminazione delle province; comparazione internazionale e nazionale dei costi di ciascuna istituzione; caratteristiche rigorose per le comunità montane; contenimento di stipendi e privilegi per eletti e titolari di cariche pubbliche; definizione di precisi criteri per le retribuzioni, complessive e singole, della burocrazia pubblica, specie se apicali; incisiva legge contro il conflitto di interessi per gli incarichi di governo nazionale o locale e per evitare attività private dei dipendenti pubblici di ogni funzione; nuovi meccanismi di finanziamento dei partiti e dei servizi pubblici istituzionali, improntati a trasparenza e misura, che agevolino l’accesso alla partecipazione politica ad ogni livello; revisione del sistema elettorale reintroducendo il voto di preferenza oppure regolando l’istituto delle primarie, rendendolo obbligatorio.

    2 Una migliore qualità della macchina pubblica
    Obiettivo è una radicale riforma della Pubblica Amministrazione nel senso dell’efficienza e del merito, per abbattere privilegi, burocratismo, fenomeni parassitari e ridare allo Stato un ruolo di affidabilità nei servizi.
    Definizione nella Pubblica Amministrazione di specifici obiettivi predefiniti, cui vincolare le promozioni e le rimozioni di tutti i livelli dirigenziali; istituire un sistema di valutazione effettiva e costante dei risultati di ciascun comparto e, all'interno del comparto, di ogni singolo dipendente; far conoscere ai cittadini i dati degli obiettivi e del funzionamento dei diversi rami della Pubblica Amministrazione, richiedendo al riguardo il loro giudizio; abolizione dei concorsi pubblici e introduzione delle assunzioni a colloquio; abolizione degli scatti automatici di anzianità; introduzione della possibilità di licenziamento dei dipendenti pubblici; ricorso a consulenze e appalti esterni solo quando è comprovata l’impossibilità di svolgere i medesimi compiti con le risorse di cui già dispone l’apparato pubblico; adozione per le reti informatiche della Amministrazione Pubblica di programmi liberi (i cosiddetti Open Source).

    3 Riforma della giustizia nel segno della legalità,
    della garanzia del diritto e della sicurezza

    Obiettivo è quello di accelerare i tempi dei processi, garantire la certezza della pena, snellire le procedure civili, migliorare il sistema carcerario, per ridare al Paese una giustizia funzionante.
    Drastica riduzione della durata dei processi, definendo puntualmente l’ammissibilità dell’appello di merito e dotando il sistema delle strutture indispensabili; netta separazione dei percorsi professionali tra magistratura inquirente e giudicante; aumento del numero dei magistrati, richiamando alle funzioni loro proprie gran parte di coloro altrimenti impiegati; dotare i magistrati di ausiliari giuridicamente qualificati, come avvocati e ricercatori universitari; maggior utilizzo dei magistrati onorari per lo smaltimento delle cause civili; applicare rigorosamente le norme contro le liti temerarie e introdurre sanzioni per i comportamenti dilatori; argine agli abusi mediatici e allo sfondamento delle competenze territoriali; reintroduzione del reato di falso in bilancio definendone con precisione le fattispecie per un’azione d’ufficio della magistratura; norme per un’esecuzione effettiva delle pene irrogate, che sono in sé il reale percorso di riabilitazione; istituzione di figure con competenze manageriali coadiuvanti la direzione dei tribunali; depenalizzazione dei reati minori; piano di costruzione di nuove carceri, dotate anche di reparti separati per i casi di ricorso alla detenzione preventiva, che deve comunque restare un provvedimento a carattere eccezionale.

    4 Disponibilità energetica diversificata (nucleare e rinnovabili)
    per rispettare l'ambiente e ridurre la dipendenza dall'estero

    Obiettivo è la programmazione di una politica energetica che dimezzi le forniture dai Paesi esteri entro il 2020, investendo nelle fonti pulite, per un abbassamento strutturale del costo dell’energia e per rispettare i parametri di salvaguardia ambientale.
    Realizzazione di nuove centrali nucleari di quarta generazione per avviare un riequilibrio decisivo del fabbisogno energetico nazionale rispetto all’attuale utilizzo dominante del petrolio e del gas; accelerare la fase di messa in opera di centrali di solare termodinamico inventate da Rubbia, che consentono accumulo ed erogazione termica lungo le 24 ore; deburocratizzare le norme esistenti per il fotovoltaico civile per renderlo accessibile, in termini economici e procedurali, dalle singole realtà urbane; varare una legislazione nazionale perché tutte le nuove costruzioni adottino sistemi di risparmio energetico attivo e passivo; investire nelle biomasse attraverso il riciclo dei rifiuti urbani e sfruttando la porzione di terreno agricolo incolto per la produzione di bioetanolo; riduzione delle importazioni di petrolio e diversificazione delle forniture di gas.

    5 Liberalizzare la cornice normativa per imprese e lavoro,
    anche a garanzia della funzione pubblica delle grandi infrastrutture

    Obiettivo è rilanciare concorrenza e sviluppo senza privilegi di settore, ampliare le opportunità di lavoro, sostenere la mobilità, tutelare l’utilità pubblica delle reti infrastrutturali, nel quadro di regole chiare contro monopoli e posizioni dominanti.
    Norme e regolamenti pubblici che aprano la strada ai mercati tracciandone la cornice, e non dettandone gli indirizzi e sostituendone l'iniziativa con gli interventi di Stato; norme e regolamenti pubblici che attivino la mobilità sociale per stimolare l'utilizzo delle energie umane potenziali, moltiplicare le opportunità e sfuggire al precariato; separazione della proprietà e della gestione delle grandi reti infrastrutturali, inquadrata in un sistema di controlli e di contendibilità diffusi, garantiti soprattutto dalla supervisione di forti Autorità Indipendenti che diano norme generali e regolino i prezzi nei vari ambiti lasciando ampi spazi all'inventiva dell'operatore; apertura immediata delle nuove imprese; licenziamento libero, connesso ad una consistente tassazione per sostenere la mobilità del lavoratore; sistemi di collocamento collegati in rete su tutto il territorio nazionale, per facilitare l’incontro domanda-offerta di lavoratori; sensibili sgravi fiscali sulle assunzioni; ammortizzatori sociali (con indennità di disoccupazione parzialmente finanziata con la tassa sul licenziamento libero) connessi al seguire corsi di formazione professionale e all’accettare nuove offerte di lavoro; riqualificazione delle competenze degli ordini professionali in chiave non corporativa; destinare una parte più ampia possibile delle frequenze, che la Difesa ha liberato, all’utilizzo della tecnologia WiMax per garantire a tutti i cittadini l’accesso a basso costo ai sistemi di comunicazione avanzata; ripensamento profondo della funzione di un servizio pubblico radiotelevisivo, che punti sulla qualità e sul ruolo educativo, sottraendosi alla logica delle tv commerciali a spese dei contribuenti.

    6 Immigrazione, un'opportunità da cogliere in un quadro di diritto e di equilibrio sociale
    Obiettivo è cogliere l’opportunità dell’immigrazione valorizzandone gli apporti nella legalità, nella sicurezza e nella convivenza delle culture.
    Istituzione di centri di formazione italiani in terra straniera per aspiranti immigrati; adeguamento dei flussi migratori all’effettiva domanda interna; facilitazione della ricerca di lavoro degli extracomunitari attraverso un visto non “turistico” di più lunga durata ed uno specifico settore della rete informatica dedicato che favorisca l’incrocio domanda-offerta; snellimento delle pratiche per il rilascio del permesso di soggiorno; fermo rispetto dei principi costituzionali del nostro Stato con le relative regole di convivenza e di diritti individuali; concessione del diritto di voto alle elezioni amministrative dopo quattro anni di soggiorno continuato e regolare in quell’ambito amministrativo; riduzione da dieci a otto anni del tempo necessario ad acquisire la cittadinanza italiana; assenso alla costruzione con risorse private di luoghi di culto come spazio di libero incontro di persone libere di vivere la propria religiosità; forme di coinvolgimento consultivo di rappresentanti degli islamici residenti in Italia appositamente scelti da loro e da loro associazioni, senza che vi sia privilegio per le sedicenti autorità religiose che si interpongono tra gli immigrati e i loro diritti di cittadinanza; espulsione immediata per clandestini ed irregolari ed extracomunitari coinvolti in attività criminali o lesive della pubblica sicurezza; riflessione sulle prospettive di agevolare il rientro volontario degli immigrati regolari nei paesi di origine.

    7 Scuola, università di eccellenza e rilancio della ricerca
    Obiettivo è potenziare la qualità della formazione individuale a tutti i livelli, rendere competitive le nostre università e rilanciare la ricerca scientifica e tecnologica.
    Scuola: rivalutazione del ruolo dell’istruzione pubblica come luogo di interrelazione di classi sociali e di culture, per meglio corrispondere al crescente bisogno di spirito critico e di conoscenza puntando sulla qualità delle infrastrutture, la competenza e l’aggiornamento del corpo docente; istituzione di agenzie di valutazione sull’operato degli insegnanti, sul modello nordeuropeo, con possibilità di licenziamento nei casi di gravi inadempienze; aggiornamento delle discipline e valorizzazione dell’educazione civica; ampliamento dello spettro delle scuole superiori e ammodernamento delle discipline liceali; sostituzione dell’ora di religione con storia delle religioni.
    Università: finanziamento crescente degli atenei con le tasse universitarie degli studenti, alleviando il sostegno pubblico; garantire l’effettiva possibilità di accedere all’alta istruzione secondo il merito, e non secondo le proprie condizioni socioeconomiche, mediante consistenti borse di studio pubbliche e non mediante il sistema delle basse tasse di iscrizione che ha effetti esattamente contrari; eliminazione dei concorsi per l'assegnazione dei ruoli docenti e assunzione degli stessi direttamente dall’università; stipendi delle docenze stabiliti da ciascun ateneo sulla base di criteri meritocratici, che favoriscano anche la qualità e i risultati dell’attività di ricerca.
    Ricerca: priorità pubblica alla ricerca, non soltanto destinando fondi statali per almeno l’1% del PIL ma soprattutto creando legislativamente condizioni davvero concrete perché si moltiplichi l’ammontare degli investimenti privati, oggi comparativamente molto bassi; sgravi fiscali per aziende che finanziano progetti di ricerca universitaria e per chi investe nelle biotecnologie; sostegno pubblico a progetti di ricerca selezionati in base ad autorevoli criteri di valutazione; incentivi statali alla frequentazione delle facoltà scientifiche.


    8 Risanamento dei conti pubblici con tagli strutturali alla spesa
    ed emersione di tutta la base imponibile, riducendo le aliquote

    Obiettivo è ridurre il debito pubblico attraverso una riqualificazione della spesa pubblica che la riduca al netto degli investimenti e degli interessi del 1% per cento all’anno per cinque anni e attraverso il far emergere base imponibile, riducendo la tassazione e favorendo l’equità fiscale.
    Tagli alle spese ed emersione: riforma strutturale dell’amministrazione pubblica e degli apparati istituzionali, riduzione dei costi della politica, progressivo innalzamento dell’età pensionabile fino a 65 anni entro il 2015; lotta all’evasione fiscale anche introducendo il quotidiano contrasto di interessi tra fornitore e fruitore attraverso la detraibilità fiscale per i servizi alla persona.
    Riduzione fiscale: revisione, in compartecipazione tra Comuni e Agenzia delle Entrate, degli estimi catastali fondati sui valori reddituali che individuano la costituzionale capacità contributiva, e conseguente equa ricalibrazione dell’ICI; abolizione dell’IRAP; sensibile riduzione delle aliquote IRPEF entro un valore massimo del 30%, per rilanciare l’economia e ridurre l’evasione; misure di accorpamento e semplificazione fiscale; aliquota fissa sugli affitti al 12% esente dal calcolo IRPEF, per favorire l’emersione dal mercato nero e il calo dei prezzi di locazione.


    9 Laicità delle istituzioni come base della società libera e del progresso,
    come contrasto efficace alla sfida dei fondamentalismi

    Obiettivo è affermare un metodo di convivenza rispettoso della diversità di opinione, cultura, etnia e sensibilità etico-religiosa per rendere partecipe la società italiana dell’evolversi del progresso civile.
    Libertà religiosa garantita a ciascun cittadino e neutralità dello Stato sulla scelta del culto e del come praticarlo in pubblico nel rispetto delle leggi vigenti; abolizione di qualunque forma di privilegio nei confronti di una specifica confessione e dunque prospettiva abrogazionista del Concordato; individuazione di nuovi nuclei sociali, oltre a quello della famiglia fondata sul matrimonio, che definiscano un ampio spettro di forme di convivenza civile; riconoscimento di una società pluralista, in cui sia pienamente tutelata l’identità religiosa e culturale di ognuno; sostegno alla piena espressione della libertà di coscienza individuale su qualunque tema etico, morale e scientifico; contrastare tutti coloro che usano impropri richiami alla libertà di coscienza al fine di limitare per legge le libertà civili dei cittadini; revisione della legge sulla fecondazione assistita per adeguarla al principio di laicità; difesa della libertà di praticare l’interruzione di gravidanza secondo la legge e legalizzazione delle tecniche e dei ritrovati che lo rendano possibile; intervento legislativo in attuazione del diritto costituzionale di ogni cittadino adulto di disporre un proprio testamento biologico e dei malati terminali di rifiutare ogni accanimento terapeutico.

    10 Europa forte e federata, alleata degli Stati Uniti,
    autonoma sullo scacchiere internazionale e in campo militare

    Obiettivo sono gli Stati Uniti di Europa, dotati di proprie istituzioni democratiche federali, laiche, direttamente legittimate.
    L’Europa che vogliamo deve avere: visione multilaterale dei rapporti internazionali; rapporto di alleanza con gli Stati Uniti, da posizione di pari dignità; ministro degli Esteri comune; apparato militare comune; organismo comune di lotta al terrorismo; comune politica dei flussi migratori; comuni standard sulla produzione energetica; cooperazione economica tra gli Stati membri. Siamo favorevoli alla linea delle due velocità, come tappa propedeutica ad un rafforzamento politico dell’istituzione europea. Sosteniamo il rilancio della strategia di Lisbona per favorire la crescita e l’innovazione.


    Come simbolo di tutto questo, vogliamo introdurre nell’art.1 comma 1 della Costituzione
    il principio che la convivenza si fonda sui diritti di libertà del cittadino.

  6. #6
    laico progressista
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    Ebbene, amici, ce l'abbiamo fatta.
    E' finalmente partito il lancio dell'assemblea nazionale "Noi ragioniamo" che raccoglierà amici del mondo laico, democratico, liberale, repubblicano che vogliono partecipare alla costruzione di una Costituente Laica Liberaldemocratica.

    L'appuntamento sarà un importante preambolo delle iniziative che verranno dopo, e che saranno promosse dal mondo politico (Pri in testa). Ma oltre al preambolo, ne può rappresentare un presupposto, in grado sia di fissare i confini entro cui deve maturare questo processo politico, sia di definire obiettivi programmatici chiari e forti, su cui fondare l'azione politica.

    L'evento parte oggi, al momento giusto, in una fase fertilissima per il mondo repubblicano e per l'area liberaldemocratica in generale.
    Il Pri lavora ad un lento e guardingo sganciamento dalla CdL, non privo di dubbi, di incognite, di paure. Ma d'altro canto, ha manifestato il pressante bisogno di recuperare la linfa perduta, il patrimonio di militanti persi per strada.
    Il Mre ha finalmente deciso in via ufficiale l'uscita dal PD. Ed ora si trova all'inizio di un nuovo pellegrinaggio su un percorso ancora tutto da decidere.
    Anche il mondo liberale sta ridestando lo stimolo e la capacità di tornare protagonista.

    Questo evento, dev'essere il riassunto di tutto questo. Dev'essere l'occasione per tutti di ritrovarsi, di ritrovare un progetto politico comune, obiettivi, ruolo, battaglie e argomenti. Questo evento può essere l'approdo, l'occasione giusta, la via da imboccare.

    Il Forum per l'Unità dei Repubblicani e la Federazione dei Liberali ci provano, sapendo di essere strumenti in grado di raccogliere tanti amici trasversalmente.
    Aderire al progetto significa dargli le gambe e farlo crescere. A cominciare da una sottoscrizione.

    L'augurio è che siate numerosi sin da ora.


    P.S. Aggiornamenti e notizie le trovate anche su www.repubblicani.org (tra qualche giorno)

  7. #7
    laico progressista
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    Predefinito agenzie di stampa 18.08.2007

    COMUNICATO STAMPA

    NASCONO “I RAGIONEVOLI”.
    LAICI, DECISI E AUTONOMI


    ROMA – Si chiama “Noi ragioniamo” l’incontro nazionale indetto il 29 settembre (Roma, Centro Congressi Cavour, ore 10) da undici promotori, dalla Federazione dei Liberali e dal Forum per l’Unità dei Repubblicani per chiamare a raccolta il mondo della diaspora liberaldemocratica e costruire un percorso verso una più grande aggregazione laica, espressione dell’ELDR europeo.
    L’iniziativa intende dar vita ad un’area politica aperta ai movimenti del centrosinistra culturalmente affini (a cominciare dal Mre di Luciana Sbarbati, recentemente uscito dal cantiere del Partito Democratico) e a quelli del centrodestra in difficoltà crescenti per trovarsi in una coalizione radicata nel mondo dei conservatori europei. «Dobbiamo uscire da una logica bipolare improduttiva, – sostiene Paolo Arsena, membro del coordinamento del FUdR- la gente aspetta risposte che gli attuali schieramenti non sono in grado di offrire. Servono nuove idee per avviare quelle profonde riforme strutturali di cui l’Italia ha bisogno». «Occorre aggregarsi per colmare il buco di liberalismo che c’è in Italia -aggiunge Fabrizio Prosperi, della Segreteria FdL- e che è il vero handicap del paese sia per le condizioni di vita interne che per la capacità di muoversi nel mondo globalizzato».
    I promotori perseguono l’obiettivo di riunificare l’area della diaspora repubblicana e liberale su un progetto fatto di temi concreti, cioè dieci “ragioni” per cambiare l’Italia. Nel merito spiccano molte proposte: ammodernamento del sistema istituzionale; riforma meritocratica ed efficientista della pubblica amministrazione; abolizione delle province; processi più rapidi e certezza della pena; disponibilità energetica diversificata fondata su nucleare e rinnovabili; liberalizzare la cornice normativa per imprese, lavoro e professioni; licenziamento libero sottoposto a forte tassazione per finanziare nuovi ammortizzatori sociali; cogliere l’opportunità dell’immigrazione in un quadro di diritto e di equità sociale; potenziare la qualità della formazione individuale e rilanciare la ricerca; tagli strutturali alla spesa ed emersione di tutta la base imponibile riducendo le aliquote irpef al 30%; innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile; laicità delle istituzioni come base della società libera e del progresso e come contrasto efficace ai fondamentalismi; Europa forte e federata, puntando sulle due velocità.

  8. #8
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    Predefinito Lettera aperta a Luciana Sbarbati e Adriano Musi

    Alla cortese attenzione di
    Segretario Nazionale Mov. Repubblicani Europei
    on. Luciana Sbarbati
    e
    Presidente Mov. Repubblicani Europei
    on. Adriano Musi




    Cari amici,


    è con soddisfazione che salutiamo la recente decisione del Movimento Repubblicani Europei di uscire dal Partito Democratico. La leggiamo come una riprova del fatto che quel progetto è impraticabile per chi ritenga rilevante la presenza politica del filone liberaldemocratico in Italia.

    Impraticabile per ragioni culturali, poiché il PD, teorizzando l’indistinzione delle tradizioni politiche, affastella valori senza mai definirne i connotati distintivi. E impraticabile per ragioni di rapporti tra strutture, poiché il PD realizza il progetto studiato a tavolino da due consistenti apparati che puntano alla rispettiva sopravvivenza.
    I gruppi dell’area liberaldemocratica, invece, ritengono le distinzioni politico-culturali il motore del confronto democratico, fondato su analisi e su proposte concrete per il Paese e hanno per ragion d’essere il progetto politico e non gli apparati di potere. Così, per diversità di culture e per sproporzione di strutture organizzative, l’adesione del mondo repubblicano e liberale a quella sorta di mini compromesso storico che è il PD, non può che avere l’esito infausto della marginalizzazione in un ruolo gregario, senza possibilità di incidere politicamente. Per i liberaldemocratici rinunciare all'autonomia contraddice la propria ragion d'essere.

    Siamo pertanto lieti di apprendere che i Repubblicani Europei, coerenti con la loro natura di realismo critico, hanno preso atto che le loro generose speranze di cambiamento non hanno potuto avere riscontro e che è necessario cambiare strada.
    Con ciò riconoscendo che chi allora si oppose alla prospettiva PD intendeva difendere le ragioni dell'autonomia del MRE e in generale della cultura laico-liberaldemocratica.

    Adesso c’è una grande occasione per ripartire tutti insieme, su una nuova strada che del resto anche Voi avete subito indicato come alternativa possibile: quella di rappresentare l’Eldr in Italia, con un’ampia aggregazione di stampo laico e liberaldemocratico.

    A fine luglio, con lo slogan “Noi ragioniamo”, abbiamo avviato la preparazione per il 29 settembre a Roma di un grande incontro nazionale che chiami a raccolta laici, democratici, liberali e repubblicani. Il filone politico culturale è quello democratico-liberale e la prospettiva è costruire una Costituente Laica Liberaldemocratica, che si distingua sia dal Partito Democratico sia dal centrodestra e che sia determinata a svolgere un ruolo apertamente autonomo in vista delle prossime elezioni europee. Un’iniziativa nel segno della concretezza (di cui Vi alleghiamo i relativi documenti), che individui da subito dieci punti programmatici caratterizzanti su cui discutere e convergere, naturalmente aperti al contributo di tutti gli interessati.
    Il nostro auspicio è che partecipiate attivamente allo svilupparsi dell’incontro del 29 settembre, divenendo copromotori e coprotagonisti di questo nuovo progetto di cui pensiamo il Paese abbia urgente bisogno. Avviare ed estendere da subito il superamento delle divisioni di tutta l’area liberaldemocratica, sarebbe un grosso passo avanti per dare vita ad un’area politica capace innanzitutto di offrire proposte sui temi strategici del Paese sulle quali costruire coalizioni elettorali finalmente in grado di governare, ed inoltre di risolvere la diaspora dei repubblicani e dei liberali.
    Crediamo che in un momento di grande sfiducia nei confronti della politica e dell’operato di due coalizioni senza progetto che si fronteggiano come clan, una parte rilevante di cittadini (tra cui il nostro tradizionale elettorato di riferimento) aspetti questa risposta.

    Confidando che valutiate con attenzione la portata di questa prospettiva, nell’attesa di un Vostro cortese riscontro, Vi porgiamo i migliori saluti.


    Lunedì 20 agosto 2007

    Paolo Arsena, Fabrizio Prosperi,
    Pasquale Caterisano, Ezio Dalsass, Mario Garassino,
    Sergio Giardini, Giuseppe Gizzi, Elio Notarbartolo,
    Gadiele Polacco, Sergio Savoldi, Massimo Schipani

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    "Noi ragioniamo": le prime 65 adesioni

    Paolo Arsena
    Pasquale Caterisano
    Ezio Dalsass
    Mario Garassino
    Sergio Giardini
    Giuseppe Gizzi
    Elio Notarbartolo
    Gadiele Polacco
    Fabrizio Prosperi
    Sergio Savoldi
    Massimo Schipani

    Roberto Alicandri, Anzio (Rm)
    Rosario Altieri, Napoli
    Emilio Appiana, Milano
    Paolo Ballestrazzi, Modena
    Marisa Brambilla, Pontedera
    Gianmarco Brenelli, Milano
    Carlo Buffa, Firenze
    Antonio Burzo, Napoli
    Maurizio Calabrese, Napoli
    Rocco Casciana, Roma
    Angelo Cavallo, Salerno
    Domenico Chiefali, Catanzaro
    Claudio Chioccarello, Fiuggi (Fr)
    Antonio Colantuoni, Napoli
    Gabriele Costantino, Bresso (Mi)
    Antonio Cuccurese, Afragola (Na)
    Alessandro Dalla Via, Vicenza
    Roberto Del Buffa, Reggello (FI)
    Marzia Di Santo, Milano
    Luca Donati, Cantù (Co)
    Davide Emone, Genova
    Giacomo Fedi, Milano
    Luca Ferrini, Cesena
    Riccardo Formica, Torino
    Eugenio Fusignani, Ravenna
    Alberto Fuzzi, Modena
    Paolo Gajano Saffi, Roma
    Marco Giordani, Rieti
    Alessandro Giorgetta, Roma
    Renato Guareschi, Milano
    Massimo Guerrini, Torino
    Bruno Magni, Bresso (Mi)
    Roberto Marzano, Como
    Gabriele Felice Mascherpa, Pavia
    Lapo Federico Mazza Fontana, Milano
    Walter Memmolo, Napoli
    Raffaello Morelli, Roma-Livorno
    Francesco Moretto, Milano
    Andrea Morroni, Osimo (An)
    Marilena Muto, Milano
    Pietro Paganini, Roma
    Carmine Pezzullo, Frattamaggiore (Na)
    Claudio Pietroni, Ancona
    Ubaldo Procaccini, Napoli
    Max Ravelli, Bareggio (Mi)
    Albino Riganello, Bologna
    Mario Robertazzi, Salerno
    Luca Sanna, Sestri Ponente (Ge)
    Pietro Storia, Napoli
    Giovanni Usai, Genova
    Donato Vespa, Sarno (Sa)
    Aurelio Vita, Roma
    Christian Vitali, Lugano
    Gigino Volpecina, Caserta
    Maurizio Zaffi, Roma

 

 

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