Questa legge elettorale ha alcuni meriti importanti e svariati difetti.
I meriti consistono soprattutto nell'aver sbloccato la rigidità del bipolarismo precedente, nel non precludere la nascita di un sistema multipolare, e nell'aver ridato ai partiti la possibilità di riprendere le redini della politica.
I difetti stanno nel modo in cui è stata declinata, con regole volte all'esclusivo tornaconto di parte, che hanno incrostato i principi di rappresentanza e di efficacia di governo.
Vorrei dunque rifocalizzare l'attenzione su poche modifiche semplici ma rivoluzionarie, che migliorerebbero notevolmente questa nuova legge elettorale, preservandone le qualità di fondo.
1) Alzare al 4% la soglia per i partiti coalizzati, eliminare la regola del migliore dei piccoli, e confermare sia la soglia al 10% per le coalizioni che il premio di maggioranza.
2) Abolire le soglie per chi si presenta solo, fuori dalle coalizioni.
3) Abolire le liste bloccate, reintroducendo il voto di preferenza.
4) Sancire l'irreversibilità delle liste elettorali e il divieto di costruzione di partiti "in provetta".
Il primo punto consente di rafforzare le coalizioni di governo: chi è troppo piccolo non può governare. Se vuole farlo, deve cambiare la propria condizione, dando vita ad aggregazioni irreversibili in grado di superare il 4%. In questo modo verrebbe tutelata la governabilità, perché verrebbe limitato il numero dei partiti di governo, e reso più consistente il loro peso elettorale. In sostanza, si favorisce un compattamento delle forze che aspirano guidare il Paese.
Il secondo punto, invece, consente di garantire la più ampia rappresentanza. Chi è piccolo e non aspira a governare, ma a svolgere comunque un ruolo attivo e di testimonianza in parlamento, senza nuocere alle coalizioni, può presentarsi da solo senza incorrere in sbarramenti.
Il terzo punto sublimerebbe il metodo democratico del proporzionale, ridando ai cittadini la libertà di scegliere i propri rappresentanti e togliendo ai partiti la blindatura a tavolino delle candidature.
Il quarto punto garantirebbe l'efficacia del sistema, sancendo che il parlamento deve rispettare per l'intera legislatura la fotografia del voto. Se si presenta una lista, magari come somma di partiti, essa deve rimanere tale, senza permettere ai singoli partiti di sciogliersi una volta entrati in parlamento. Stessa cosa, per i candidati ospitati: essi non possono poi uscire dai partiti per costruire nuovi gruppi parlamentari autonomi.
Questo sarebbe un sistema proporzionale efficace. Niente a che vedere con il vecchio proporzionale, niente a che vedere col maggioritario e, malgrado ne sia diretta derivazione, niente a che vedere col pastrocchio odierno.




Rispondi Citando