Paolo Diacono (nato tra il 714 ed il 730 d.C.) autore della Storia dei Longobardi.

Era, quella di Diacono, la fara (famiglia) di Leupchis…….scesa in Italia al seguito di Alboino (567 d.C.). La fara si stanziò con Gisulfo (duca nominato da Alboino) a Cividale.
Quivi nacque tra il 714 ed il 730 Paolo di Varnerfrido della fara Leupchis che dal Friuli fu successivamente mandato, giovinetto, a Pavia dove studiò ed assunse il soprannome di Diacono.

Pauli
Historia Langobardorum

Incipiunt capitula libri primi……….

Incipit liber primus……………..

Incipi liber secundus……

23 Perché una parte dell’Italia sia chiamata Gallia Cisalpina.

Si sa tuttavia con certezza che gli antichi storiografi chiamarono “Gallia Cisalpina” la Liguria, una parte della Venezia, l'Emilia e la Flaminia. Perciò il grammatico Donato, nel suo commento a Virgilio, dice che Mantova è in Gallia. E perciò nella storia romana si legge che Rimini si trova in Gallia.
Invero, in tempi antichissimi, Brenno, che regnava sulla città di Senona, scese in Italia con trecentomila Galli Senoni, e la occupò sino a Senigallia, che prese il nome dai suoi invasori.
Si racconta che la causa della discesa in Italia dei Galli sia stata questa: dopo aver gustato del vino giunto dall'Italia, ne furono così allettati che vollero passare in questa terra.
Centomila di essi, procedendo sin quasi all'isola di Delfo, furono sterminati dai Greci. Altri centomila entrarono in Galizia, prendendo dapprima il nome di Gallogreci, poi quello di Galati: ed è a loro che Paolo, dottore delle genti, inviò la sua epistola. Centomila invece rimasero in Italia, fondando le città di Pavia, Milano, Bergamo, Brescia e dando il nome all'intera regione. E sono quei Galli Senoni che un tempo invasero Roma.
Perciò, come chiamarono Gallia Transalpina quella che giace al di là delle Alpi, così denominarono Gallia Cisalpina quella che si trova al di qua delle Alpi.


XXIII Quomodo pars Italiane Gallia Cisalpina Appellatur

Certum est tamen, Liguriam et partem Venetiae, Emiliam quoque Flamminiamque veteres historiographos Galliam Cisalpinam appellasse. Inde est, quod Donatus gramaticus in expositione Vergilii Mantuam in Gallia esse dixit; indeque est, quod in Romana historia legitur Ariminum in Gallia constitufum.
Siquidem antiquissimo tempore Brennus rex Gallorum, qui aput Senonas urbem regnabat, cum trecentis milibus Gallorum Senonum ad Italiam venit eamque usque ad Senogalliam, quae a Gallis Senonibus vocitata est, occupavit.
Causa autem cur Galli in Italiani venerint haec fuisse describitur. Dum enim vinum degustassent ab Italia delatum, aviditate vini inlecti ad Italiam transierunt.
Horum centum milia non longe a Delphos insula properantes, Grecorum gladiis extincta sunt; alia vero centum milia in Galatia ingressa, primum Gallogreci, postea vero Galatae appellata sunt. Et hi sunt quibus doctor gentium scripsit epistulam Paulus. Centum milia quoque Gallorum, quae in Italia remanserunt, Ticinum Mediolanumque, Bergamum Brexiamque construentes, Cisalpinae Galliae regioni nomen dederunt. Istique sunt Galli Senones, qui olim urbem Romuleam invaserunt.
Sicut enim dicimus Galiam Transalpinam, quae ultra Alpes habetur, sic Galliam Cisalpinam hac parte, quae infra Alpes est, vocitamus.