Der Spiegel torna sugli abusi ma questa volta in una scuola protestante
Scioccante testimonianza di una vittima di pedofilia
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Lo scrittore Bodo Kirchhoff, 61 anni, denuncia gli abusi subiti in un convitto evangelico. "Ho subito un abuso sessuale all'età di 12 anni - confessa a Der Spiegel" da parte del direttore dell'istituto e Kantor. Per lo scrittore la dimostrazione che il celibato non c'entra.
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Una copertina dedicata al monito del papa contro i pedofili
Berlino, 14-03-2010
Gli abusi sessuali commessi in Germania investono anche il mondo evangelico, in particolare la scuola-convitto di Gaienhofen, sul Lago di Costanza. A rendere
piu' clamorosa la rivelazione è il fatto che a denunciarla è una vittima illustre, lo scrittore Bodo Kirchhoff, 61 anni, che in un lungo articolo sul settimanale 'Der Spiegel' racconta la vicenda in tutti i suoi crudi dettagli.
"Ho subito un abuso sessuale all'età di 12 anni da parte del direttore dell'istituto e Kantor (l'organista e direttore del coro, ndr)", scrive Kirchhoff, "uno sulla trentina dai capelli lunghi (già nel 1960!), fumatore accanito, proprietario di un cabrio, che di sera tardi mi portò in camera perché avevo mal di testa. Mi tolse il pigiama, mi baciò con la lingua che sapeva di tabacco, una cosa indimenticabile. Non avevo mai baciato e restituii il bacio per non apparire scortese. Poi accarezzò il mio cosetto fino a farlo indurire, ma accarezzarmi non gli bastava, voleva di più, continuò in modo spietatamente tenero fino a che ebbi il primo orgasmo".
Lo scrittore descrive il suo seduttore come "un grande Kantor ed un maledetto pederasta, un maledetto succhiatore di bambini come tutti i preti scoperti adesso. Per lui, però, non valeva (la scusa, ndr) del celibato, poiché il convitto-scuola era evangelico".
Il pedagogo, al quale lo scrittore attribuisce il nome di "Winnetou", il mitico personaggio indiano dei romanzi di Karl May, il Salgari tedesco, "era il mio insegnante di religione, che parlava di Gesù, ma pensava ai miei sospiri sotto le sue mani, come mi confessò più tardi. Mi portava in camera sempre con nuove scuse, per accordare la mia chitarra o per spiegarmi il ventitreesimo salmo. Era il pastore delle mie voglie, che non mi faceva mancare nulla".
La vicenda prese fine quando, durante una tournee di concerti del coro in Finlandia, Kirchhoff scoprì di non essere stato il solo a rimanere vittima delle attenzioni sessuali del suo insegnante. "Dopo questo viaggio non l'ho più rivisto, lui se l'è squagliata con l'assenso della Chiesa evangelica. Nel convitto non ci fu nessuno scandalo, solo interrogatori da parte di gente che voleva sapere ogni dettaglio, ma per eccitarsi".
Bodo Kirchhoff spiega di essersi deciso a rivelare gli abusi subiti dopo i casi di pedofilia venuti recentemente alla luce e conclude che ciò che ha subito sono stati "giochi del dottore, porcherie, sesso non maturo, appaiato con un amore muto ed una voglia autentica".
La conclusione della lunga confessione è che "in nessuna delle vittime è visibile tutto ciò che di esse è andato distrutto".
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