2009-05-03 Redazione
Pakistan: una bambina cristiana di nove anni è stata violentata da una banda e poi uccisa e buttata in un canale. Un mese dopo, non è stato effettuato alcun arresto.
Nisha Javid era nei pressi di casa sua quando improvvisamente è scomparsa. Immediate le ricerche dei genitori. Due giorni dopo, mentre la polizia si preparava ad intervenire, il corpo della bambina è stato ritrovato in un canale non lontano dalla casa dei Javid nel villaggio di Essangrli, alla periferia di Jaranawala, Faisalabad. Dall'autopsia risulta che la povera Nisha è stata violentata da più persone e che è morta in seguito a "ripetuti colpi alla testa". Tre settimane dopo e nessun elemento, la polizia è stata accusata di immobilismo e di mancanza di volontà di identificare i colpevoli nonostante prove inconfutabili.
Si è appreso che la mamma della vittima è ora "malata di dolore" e che suo padre non riesce a concentrarsi sul lavoro. Sta dedicando tutto il tempo che ha a disposizione per cercare giustizia.
I cristiani temono le conseguenze negative della mancanza di volontà da parte della polizia di andare a fondo. "Se non si fa nulla, in quale posto i nostri figli potranno sentirsi sicuri? Tutti si sentono insicuri ed hanno molta paura".
L'orrendo omicidio è avvenuto il 9 aprile, giovedì santo. I cristiani non pensano che sia una pura casualità. Per loro il crimine è stato un'azione premeditata come insulto alla fede cristiana nel periodo pasquale. "La nostra gente è molto povera; non hanno diritti nella società. Che cosa può fare per proteggersi?"
L'accusa nei confronti della polizia è grave e lapidaria: corruzione ed omissione di servizio.
La morte di Nisha segue subito dopo un attacco evitato per un pelo contro i cristiani di Jaranawala. Un uomo era stato accusato di aver danneggiato uno striscione che riportava parole del Corano, incorrendo così nel reato di "blasfemia" previsto dalla controversa legge pachistana. Il 22 aprile, nella città meridionale di Karachi, quattro cristiani, incluso un ragazzo di 11 anni, erano rimasti feriti nel corso di un'aggressione.
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