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Risultati da 1 a 10 di 25
  1. #1
    TRUCIDO
    Ospite

    Predefinito Marilena è fascista, deve morire..........

    riporto



    Torino, 2 maggio 1945

    I partigiani della divisione “Giustizia e Libertà” proteggono l’incolumità dei componenti della famiglia Agnelli e di Vittorio Valletta, amministratore delegato Fiat.

    In qualche casa della grande città, a casa di un israelita, si nasconde Giorgio Almirante, giornalista, capo dell’ufficio stampa del ministro della Cultura Popolare Fernando Mezzasoma, fucilato a Dongo da un plotone di esecuzione partigiano.

    A casa, insieme ai genitori, è anche Marilena Grill, ausiliaria della Repubblica Sociale Italiana. Non si nasconde Marilena, non fugge, attende di conoscere il suo destino, all’interno della sua casa il cui indirizzo tutti conoscono.

    I partigiani vengono a prenderla perché Marilena è fascista, deve morire. Ha sedici anni Marilena, nel viso bello ed innocente non compare la paura. Ai suoi carnefici chiede solo di poter indossare la sua divisa di ausiliaria, perché in divisa la sedicenne Marilena vuole morire. Le concedono di indossarla la divisa, i suoi carnefici, e la portano via per ucciderla poco dopo con un colpo di pistola in testa. Muore così, in divisa, la sedicenne Marilena Grill.

    Un fiore reciso che l’acqua del Po si porta via insieme alla sua adolescenza, ai suoi sogni, ai suoi ideali, all’Italia nella quale aveva creduto fino a donarle la sua giovanissima esistenza. Un fiore reciso, come tanti altri, nei giorni del sangue e della viltà, destinato all’oblio che i vincitori riservano ai vinti.


    E invece, no!

    Hanno sbagliato ancora, i vincitori. La storia ha relegato nell’oblio e nell’oscurità i suoi carnefici, non lei. Marilena ancora vive.

    Vive nel nostro ricordo, insieme a tutti gli altri caduti come lei sul campo dell’onore, con la sua adolescenza, il suo viso bello ed innocente, la sua dignità ed il suo coraggio, i suoi sogni ed i suoi ideali.
    Perché è da Marilena che riprendiamo a scrivere la nostra storia. E’ con Marilena che continuiamo la sua e la nostra battaglia.

    E’ da questa sedicenne che, dopo decenni di menzogne e di oscurità, riprende la battaglia contro il capitalismo e la borghesia oggi trionfanti.

    E con Marilena, che volle morire in divisa, che rialziamo la bandiera dell’anticapitalismo che fu del fascismo, di quel fascismo sognato dalla camerata di sedici anni, così lontano da quel neofascismo che il coniglio Almirante, mai processato dagli antifascisti, mai ricercato dai partigiani, si vanterà di aver fondato, dopo esser uscito dalla ebraica tana nella quale si era rifugiato.

    Nei campi della storia i fiori sbocciano per non appassire mai, Marilena, per questa ragione sei ancora con noi, a vivere e combattere con noi.

    Opera, 25 aprile 2007
    http://www.marilenagrill.org/Main.html

  2. #2
    SubZero
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da TRUCIDO Visualizza Messaggio


    Onore a Lei!













  3. #3
    sfigoide
    Ospite

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    ma tu non eri quello che esalta i comunisti?

  4. #4
    mormilla
    Ospite

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    bello quel sito
    ci vado spesso, è gestito da un camerata veramente in gamba!

  5. #5
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    Marilena GRILL nacque il 26 settembre 1928 da una famiglia di religione Valdese. Studentessa del Liceo Massimo d’Azeglio, nel luglio 1944 si arruolò volontaria nel Servizio Ausiliario Femminile della Repubblica Sociale Italiana, prestando servizio disarmato presso l’ufficio che curava le ricerche dei militari torinesi dispersi nei vari fronti. Il 28 Aprile del 1945 venne prelevata dalla sua casa da quattro partigiani che la strapparono dalle braccia della mamma Silvia. Venne trattenuta cinque giorni presso la caserma Valdocco per poi essere uccisa con un colpo alla nuca, nella notte tra il 2 ed il 3 maggio, all’angolo di C.so Regina con C.so Valdocco. Su di Lei poche testimonianze, tra cui quella della sua comandante dell’epoca che ricorda come Marilena, come tutto il corpo Ausiliarie, non rifiutava di aiutare ai posti di ristoro anche quei giovani che si presentavano “mal messi” ed evidentemente in fuga dai loro obblighi militari. Marilena era una studentessa bionda, dolce e carina, aveva sedici anni, di Lei ci resta una foto stropicciata con il suo sguardo buono.

    Ricorre ora il sessantesimo anniversario della Liberazione e Marilena Grill, con i tanti morti innocenti di una parte e dell’altra, ci chiede se deve sopravvivere la stagione dell’odio o se questa data non debba segnare invece la condivisione dell’amore patrio tra tutti gli Italiani.

    Marilena infatti è stata semplicemente cancellata dalla nostra memoria storica e la richiesta di una lapide a ricordo della sua figura e del suo sacrificio è costantemente respinta dall’Amministrazione Comunale di Torino. Non si vuole riconoscere che anche presso gli sconfitti tanti furono gli innocenti uccisi? Ettore dovrà sempre essere trascinato dal carro di Achille? Forse non ci si dovrebbe seriamente interrogare e “ ... cercare di capire perché migliaia di ragazzi e soprattutto di ragazze, quando tutto era perduto, si schierarono dalla parte di Salò ...” come fece l’allora Presidente della Camera, On. Luciano Violante, in un intervento del 10 maggio del 1996.

    Soprattutto interrogarsi con coraggio, senza le reticenze del passato, sul loro destino spesso tragico, distinguendo tra chi è andato alla morte a guerra finita perché responsabile di gravi delitti e chi invece l’ha subita completamente innocente come Marilena, anche Lei finita nel tritacarne della guerra civile ( “Fate pulizia in due, tre giorni, ma al terzo giorno non voglio più vedere morti per le strade” disse il Colonnello Stevens a Franco Antonicelli; in Gianni Oliva, L’alibi della resistenza, Mondadori 2003, pag. 76). In questa prospettiva risulta preziosa la riflessione dello storico Roberto Vivarelli, nell’intervista rilasciata a Paolo Mieli su La Stampa del 5 novembre 2000:

    “…Credo che in Italia la vera divisione sul piano morale non sia tanto tra chi ha combattuto in buona fede da una parte della barricata e chi dall’altra; bensì tra coloro i quali, una minoranza, sia pure in base a convinzioni diverse e basate su diversa percezione dei fatti e quindi di una loro diversa valutazione, hanno comunque messo a repentaglio allora la loro vita, e coloro i quali invece, la maggioranza, hanno preferito stare alla finestra e vedere come andava a finire.”

  6. #6
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  7. #7
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    Predefinito

    Ausiliarie che caddero durante la guerra civile



    Annibale Rosa Uccisa nell'attentato di Venezia il 26 luglio 1944

    Bacchi Anna Maria Uccisa a Modena il 6 aprile 1945

    Bandini Pozzi Virginia Uccisa a Cambiasco (No) il 16 aprile 1945

    Barbier Franca Medaglia d'Oro al Calor Militare, 20 anni fucilata il 25 luglio 1944 a Champorcher (Val d'Aosta). Questa la motivazione della Medaglia d'Oro: "Catturata dai partigiani, manteneva un contegno deciso, rifiutando di entrare a far parte della banda e riaffermando la sua intransigente fede nell'idea. Condannata a morte dal tribunale dei fuori legge, le fu promessa la vita se avesse rinunciato ai principii del fascismo. Rimasta ferma nelal sua fede e portata davanti al plotone d'esecuzione, ebbe la forza di gridare:" Viva l'Italia!" e "VIva il Duce!", ordinando due volte di far fuoco. Di fronte al suo coraggio i fuori legge non ebbero la fora di eseguire l'ordine. Fu uccisa dal capo con un colpo alla nuca. Fulgido esempio di volontaria, la sua morte è fonte di luce".

    Baroni Angela Uccisa il 7 novembre 1944 mentre, con un furgone, trasportava da Buia al cimitero di Udine la salma dell'ausiliaria Caterina Frizzon.

    Burissier Giancarla Uccisa a Suno (NO) il 30 gennaio 1945

    Cassarolo Mariuccia 28 anni, nata a Candia Lomellina in servizio a Vercelli, uccisa l8 aprile 1945 a Palestro (PV)

    Centazzo Maria Uccisa nell'attentato di Venezia il 26 luglio 1944

    Ferraris Flavia Uccisa a Novara il 4 settembre 1944. Chiesta una breve licenza per salutare la madre inferma, ottenne un passaggio sull'auto del prefetto Manganiello. Il suo corpo, seviziato e irriconoscibile, fu tratto da uno stagno assieme a quello del prefetto.

    Ferri Gabriella Uccisa nell'attentato di Venezia il 26 luglio 1944

    Fiumana Ernesta In servizio presso la GNR di Ravenna, catturata dai partigiani e fucilata in data imprecisata a Codevico (PD)

    Forni Anna Capogruppo delle ausiliarie, massacrata a sezzadio (AL) mentre tentava, con mezzi di fortuna, di raggiungere il fratello ferito all'ospedale. Il suo cadaverem crivellato di colpii e con i segni di violenze subite, fu trovato in un bosco.

    Frizzon Caterina Prelevata il 31 novembre 1944 da partigiani mentre rientrava in caserma, fu seviziata, violentata e uccisa a Buia (UD)

    Gaboli Adele Uccisa a Suno (NO) il 22 ottobre 1944

    Gazziola Regina Uccisa nell'attentato di Venezia il 26 luglio 1944

    Mander Teresa Uccisa nell'attentato di Venezia il 26 luglio 1944

    Marchioli Rosina Uccisa nell'attentato di Venezia il 26 luglio 1944

    Milazzo Angelina Medaglia d'argento al Valor Militare, uccisa a Garbagnate Milanese il 21 gennaio 1945 durante un attacco aereo nemico a un treno delle Ferrovie Milano Nord, mentre faceva scudo con il proprio corpo ad una giovane donna incinta.

    Pagliarini Marisa Uccisa a Como il 17 gennaio 1945

    Pittalis Maria In servizio a Carpi (MO), caduta mentre era impegnata nell'opera di soccorso durante un'incursione aerea l'8 marzo 1945

    Polettini Silvia Medaglia d'argento al Valor Militare, di Verona, già studentessa universitaria a Ca' Foscari, caduta a Rovigo il 20 gennaio 1945 durante un mitragliamento aereo mentre si prodigava per trarre in salvo persone rimaste sotto le macerie.

    Ratti Gea Uccisa a Stradella (PV) il 12 marzo 1945

    Ruffilli Linda Di Santerno (RA) uccisa a pochi passi da casa mentre rientrava dal Nord per una licenza il 2 febbraio 1945

    Scapat Santina Uccisa nell'attentato di Venezia il 26 luglio 1944

    Secondo Angela Uccisa a Calice Ligure (SV) il 12 dicembre 1944

    Trimboli Clorinda Uccisa a Omegna (NO) il 26 gennaio 1945 assieme alal figlia Gianna, anch'essa ausiliaria.

    Trimboli Gianna Vedi voce precedente.

  8. #8
    SubZero
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    Citazione Originariamente Scritto da sfigoide Visualizza Messaggio
    ma tu non eri quello che esalta i comunisti?
    senti, VAFFANCULO!
    non è il 3d giusto per rompere i coglioni.
    esistono i pvt.

    MODERATORI PER CORTESIA RIPULITE QUESTO 3D,GRAZIE.

  9. #9
    FORZANOVISTA
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    In questo articolo è stato messo in luce il modo in cui la giovane credeva nei suoi ideali,quanti di noi a sedici avrebbero affrontato la morte così,senza scappare,senza arrivare a compromessi,ma semplicemente affrontando quel duro destino che quegli infami partigiani gli stavano affibiando..Di almirante so poco e niente e quindi non mi dilungherò ad analizzare il suo personaggio.
    E' stato un fascista,cronista di un noto giornale fascista dell'epoca si è arruolato e più volte ha difeso le tesi fasciste e razziste che l'Italia stava prendendo dalla Germania.
    Fino a qui non c'è nulla di male,pochi anni dopo la caduta del fascismo in Italia quest'individuo ammette di aver passato il periodo dove approvava le tesi razziste e quindi dice di aver sbagliato per aver pensato ciò.
    Fonda poi partiti di destra ed estrema destra,resta nel MSI fino all 1988 dove muore il 22 maggio mi sembra.
    Penso che Almirante non fosse uno che ponesse per i suoi ideali molti sacrifici,se è vero il documento da me poco fa letto,si capisce come egli preferisca non morire e mettere da parte gli ideali,caso mai sfoderandoli quando il pericolo di morte non c'è più. E' successo così con i partigiani che lo cercavano e lui si è nascosto e quando non lo cercavano più torna a capo della destra storica ed è successo così quando annulla i suoi pensieri razzisti per poi rimetterli in sesto quando fonderà l'MSI(che si sa ovviamente sia stato fondato nel 1946 dai reduci del fascismo).
    Quindi decisamente strano e ambiguo il personaggio di Almirante,di cui però come già detto conosco poco e nulla, ma decisamente uno spunto da seguire è la figura di Marilena.
    Non per il fatto che è morta per i suoi ideali,cioè ora non bisogna morire per gli ideali, perchè penso sia cosa difficile nel mondo d'oggi, ma comunque il modo in cui si crede negli ideali mettendoli davanti a tutto e non facendoli diventare una moda

  10. #10
    ulfenor
    Ospite

    Predefinito

    Onore a lei....

 

 
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