-----
COMUNICATO STAMPA
-----
-----
Il DNA dei veneti non sarà dato alle autorità italiane.
Il patrimonio genetico veneto è di esclusiva proprietà veneta.
Allarme e terrore per il progetto del questore di Treviso Lapi di costruzione di una banca dati del DNA dei cittadini veneti.
----------commenta il comunicato sul forum: http://www.iveneti.org/forum/bbforum/phpBB2/viewtopic.php?t=656
-----
-----download comunicato (in formato volantino, da stampare anche per lasciare nei bar, o ad amici): http://www.iveneti.org/press/dna-dei-veneti.pdf
-----
Treviso, 14 settembre 2007
Abbiamo appreso con allarme e terrore la proposta del questore di Treviso Filippo Lapi sull’esigenza di prelevare il dna dei veneti e degli immigrati per garantire la sicurezza nella nostra terra. Tale disegno è – per usare un eufemismo – semplicemente offensivo per tutti noi veneti. Esso infatti non fa differenze tra noi e chi è stato portato in questa terra in barba alle più elementari precauzioni in tema di immigrazione. Tra gli indiani pellerossa veneti che ora dovrebbero magari essere messi nelle riserve italiane e la criminalità che ha trovato un’evidente linfa e recrudescenza prima sconosciute in questa terra proprio dall’immigrazione selvaggia e fuori controllo che noi definiamo invasione.
Il questore italiano dovrebbe dimettersi. Se egli non è in grado di provvedere alla nostra sicurezza, lasci fare ad altri.
La cosa grave è che la sua provocazione nasconde un disegno ben preciso di controllo nazista della specificità veneta. Il nostro DNA veneto non finirà nella banca dati italiana allo scopo di studiarci per colonizzarci meglio. C’è un problema di sicurezza? I motivi sono chiari a tutti: vanno ricercati nel sistema politico gerontocratico italiano che si fonda sul parassitismo antiveneto, in un sistema giudiziario antiveneto che è presidiato da non veneti, in forze di polizia antivenete, che sono guidate perlopiù da non veneti.
Tutto ciò finora non è stato sufficiente ad omologare i veneti agli italiani, tant’è che ancora il 77% di noi parla ancora la lingua madre veneta. Allora, cosa esce dal cilindro di questo signore? Ecco, il controllo biotecnico dei Mengele da quattro soldi dei nostri tempi: è bene che si sappia che il dna dei veneti è di esclusiva proprietà dei veneti.
Anche perché, se l’obiettivo fosse veramente una sensibilità per la nostra sicurezza, tale provvedimento dovrebbe prima essere proposto, ad esempio, in territori dello stato multinazionale italiano che sono caratterizzati da criminalità endemica. Qualche esempio? Primo tra tutti il parlamento italiano che è caratterizzato dal più alto tasso di presenza di condannati in primo grado dal sistema giudiziario italiano, più alto addirittura del tristemente noto quartiere Scampia. Si cominci da lì a fare i test: si prelevi prima il dna ai parlamentari italiani, magari assieme a qualche controllo finanziario e si faccia una bella banca dati di controllo del primo centro italiano per presenza criminale statisticamente parlando.
Noi veneti potremmo anche nel prossimo futuro liberamente scegliere di creare una banca dati del nostro patrimonio genetico, così come fa la civile Islanda, ad una sola precisa condizione: che essa sia saldamente nelle mani di un organismo controllato dalla Venetia indipendente e sovrana.
Gianluca Busato
“I VENETI”
gianluca.busato@iveneti.org
Per info: Web: www.iveneti.org, E-mail: info@iveneti.org, Fax: 0444.183.03.78




Rispondi Citando
