Nessuno può accusare, crediamo, questo modesto sito di essere favorevole all’invasione migratoria.

Lo abbiamo sempre scritto. Essa è letale per i popoli europei , lo è sul piano etnico, politico, culturale, sociale ed economico.

Se ne accorgono, o fingono di accorgersene ( in realtà l’hanno sempre saputo re saputo ma baravano) oggi i politicanti burattini dell’oligarchia che improvvisamente blaterano di “sicurezza” di leggi per imporre l’integrazione o altre baggianate. Non vogliono certo risolvere il problema, cercano solo di tirare in lungo per timore che che il popolo si ribelli davanti ad una situazione insostenibile. Fingono di curare il cancro propinando l’analgesico.

La tragedia è che i loro avversari, a parte qualche raro caso di personalità fuori dal comune ( Haider, Blocher, Le Pen) sono di una stupidità sconcertante al punto da rivelarsi i migliori alleati dell’oligarchia, i più classici utili idioti.

Eclatante è la psicosi anti islamica fomentata abilmente dall’oligarchia ( vedi le Fallaci, i Magdi Allam megafoni di quell’oligarchia che ci ha portato milioni di islamici in casa) e istericamente diffusasi nella destra ( chiamiamola così per comodità), più rozza e incolta.

Si può e si deve essere molto critici nei confronti dell’immigrazione selvaggia che trasformerà l’Europa in una terra straniera per gli europei. Si può e si deve essere molto critici nei confronti dei nuovi schiavisti, di coloro che speculano sulla miseria degli altri ed hanno costruito una vera e propria industria dell’accoglienza coprendo con una patina di buonismo peloso le vere finalità di profitto.

Fondamentale però è essere attenti a non confondere la legittima difesa della nostra cultura, della nostra etnia, della nostra storia, e anche delle tante conquiste sociali messe oggi in pericolo dall’invasione, con la xenofobia ( quella vera , non quella generalizzata dai politicamente corretti) ; Noi non accettiamo di cadere nel tranello della guerra di civiltà, della guerra di religione, anche perché non ci siamo mai sentiti vincolati alle presunte radici giudeo-cristiane tanto care al Palazzo, quanto semmai a quelle della classicità greco-romane, quella civiltà classica che fu un faro di tolleranza per tutti i popoli e i credi della Terra.

Agli utili idioti che vogliono radere al suolo i minareti diciamo che per coerenza dovrebbero fare altrettanto con le sinagoghe e pure con le cattedrali: prima infatti di loro l’Europa civile era coperta di splendidi templi dedicati ad Apollo, Venere, Giove. Se si vogliono cercare radici occorre scavare fino in fondo.

E’ di questi giorni , per l’ennesima volta, l’onore delle cronache all’ex ministro leghista Calderoli.




Uno che si propone come modello etnico padano e che il criminologo Cesare Lombroso ( Calderoli certo non sa nemmeno chi sia) avrebbe probabilmente indicato come prototipo morfologico del ritardato.

Calderoli, braccio destro di quell’altro esemplare da ricovero che è Umberto Bossi, dopo aver chiesto un bombardamento atomico sull’Iran, ha avuto un’altra trovata: organizzare il maiale day. In salsa anglo padana, ovviamente.

Scopo? Far passeggiare maiali dove i mussulmani vorrebbero erigere i loro luoghi di culto. Così, pensa il geniale Calderoli verrà profanata la potenziale futura moschea, poiché il maiale è per i mussulmani animale impuro. Il leghista dovrebbe in realtà far passeggiare somari, animali a lui affini, e studiare di più: potrebbe così apprendere che il maiale è impuro anche per gli ebrei, fratelli fondatori della sua tanto amata cultura giudaico-cristiana. Dovrebbe quindi fare molta attenzione a non passare con il suo pörco preferito vicino ad una sinagoga, non solo ad una moschea. (Ovviamente né per la religione ebraica né per quella islamica la cosa avrebbe alcuna influenza: ma cosa volete sappia un Calderoli di culture religiose?)

Questo razzismo idiota porta ovviamente acqua al mulino di chi vuol criminalizzare chiunque si opponga all'immigrazione selvaggia.


Più lieve ma non più consolante l’episodio di cui abbiamo già parlato del numero uno della Lega ticinese Giuliano Bignasca. La sparata sui negri in nazionale sul settimanale della Lega ticinese, che aveva una qualche ragione logica come abbiamo scritto, è stata demolita dallo stesso Bignasca che ha detto che in realtà lui non gradiva l’africano come giocatore. Come dire che se mettono 11 boscimani in nazionale svizzera - ma quelli giocan bene - allora lui applaudirebbe... Non è la prima volta che il Nano lancia il sasso e nasconde la mano. Il suo motto è tirare a campare. Le conseguenze politiche le vedrà presto.

Naturalmente il leghista è stato assolto ( ma da che? La magistratura non ha niente di meglio da fare che certi pseudo processi? ) tuttavia per il presidente della (fondamentale per il bene del paese) Commissione anti razzismo, certo Pezzani targato PPD ( quello dei permessi facili a Cuomo?) il verdetto lascierebbe perplessi.

La cosa non stupisce: esilarante invece l’intervista rilasciata dallo stesso Pezzani ai microfoni della TSI.

Dice Pezzani “ se invece di negro Bignasca avesse detto ebreo, cosa sarebbe successo?”

Domanda da cento milioni in effetti, domanda il cui senso vero Pezzani , da quel furbo che non è, non ha capito sino in fondo. Diversamente si sarebbe ben guardato dal porla.

Ancor più esilarante la replica del giornalista:

“intende forse dire che gli africani non hanno una lobbie forte come quella degli ebrei?”

No comment.

Un’ultima osservazione: la comunità africana della Svizzera italiana ha ritenuto far saper che l’”assoluzione” di Bignasca le causa tristezza e indignazione. E' sempre legittimo criticare ma per farlo senza essere ridicoli si deve anche essere d'esempio.

Ora non c’è paese dell’Africa nera che non sia infestato da regimi immondi, tirannici, corrotti e criminali. Prima di venire a lamentarsi dei paesi in cui sono stati accolti, rifocillati e rimpannucciati, e in cui hanno portato spesso, in sovrammercato, anche non pochi narcotrafficanti, gli africani dovrebbero chiedersi perché sono qui a cercare di incivilire la Svizzera o l’Europa e non sono invece a casa loro a combattere la fogna che tracima quasi sempre nei loro paesi. Il rispetto degli altri a volte lo si deve anche conquistare.




GM


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