Mutui,Abi
n Italia nessun pericolo
Insolvenze cresciute solo dell'1%
"Non siamo in stato di emergenza": a ribadirlo è Corrado Faissola, presidente dell'Abi, l'Associazione Bancaria Italiana, che rassicura sulla situazione italiana dopo la crisi dei mutui subprime negli Usa. "Rispetto all'anno scorso
l'incremento dei mutui con rate in ritardo è inferiore all'1%- puntualizza il numero uno di Palazzo Altieri-
la situazione è attualmente di tranquillità. Qualsiasi allarmismo non trova conferma".
"Una ricerca condotta dal nostro centro studi su un campione di banche rappresentativo del 60% del mercato", ha detto Faissola "
esclude qualsiasi aumento del numero delle rate di mutui non pagate". Faissola sottolinea anche che il sistema bancario italiano
gode di buona salute.
Il consiglio direttivo dell'Abi, ha riferito, "ritiene che la situazione sia solida e non inficiata da fenomeni paragonabili a quelli registrati negli Stati Uniti o in Gran Bretagna. Gli istituti italiani hanno sempre operato con avvedutezza, senso di responsabilità e una capacità di analisi dei rischi molto elevata. E' una tradizione del nostro sistema di cui siamo orgogliosi. Le banche italiane hanno dimostrato di essere affidabili, capaci di sostenere le imprese e finanziare i privati in linea con le proprie capacità di capitalizzazione e reddituali".
Riguardo invece alla crescita dei mutui, che lo scorso agosto hanno toccato il massimo storico da cinque anni,
Faissola ritiene che sia fisiologico e "correlato alla situazione di mercato".
"Credo- ha osservato - che
i mutuatari italiani stiano pagando il prezzo di comportamenti non adeguati di altri sistemi bancari. La
crisi di fiducia in una economia globalizzata ha generato un rialzo dei tassi in tutti i mercati".
Bocciata poi ogni ipotesi di interventi d'autorità sul prezzo dei mutui. "Noi- ha sottolineato-
crediamo nel mercato. Siamo pronti a collaborare con i clienti in difficoltà, per esempio prolungando la durata dei mutui piuttosto che toccando i tassi. Ma il tema non può essere risolto a livello associativo perchè ogni singolo cliente ha le sue esigenze e sono
le singole banche a dover cercare di venirgli incontro. Di certo, non siamo in stato di emergenza. Poi, qualunque provvedimento il governo vorrà assumere sarà da noi valutato, ma la scelta politica non può che spettare all'esecutivo" ha concluso Faissola.
http://www.tgcom.mediaset.it/tgfin/a...lo380043.shtml