A-Politica: analisi del fenomeno Grillo
di Fabio Greggio
da: http://www.politikon.it/modules/news...p?storyid=1694
Che la politica italiana abbia sorpassato il “siamo alla frutta” e sia ormai in area “ammazzacaffè” lo avevamo capito tutti, senza scomodare Beppe Grillo.
Che nonostante il Vaffa Day, evento che ha palesato ufficialmente l’indecente stato della politica italiana, non abbia minimamente scalfito i parlamentari, è dato di fatto.
Infatti pochi giorni dopo il V8 indetto da Grillo, il Senato ha posto in essere un aumento di 200 euro sullo stipendio dei senatori.
Come giustamente afferma Beppe Grillo, è casuale che il comico sia il portavoce del malcontento dell’elettorato italiano nei confronti dei politici, giudicati a-morali, inqualificabili se non addirittura delinquenti nel vero senso del termine, a giudicare dalla lista dei “passati in giudicato” presenti nel Parlamento.
Cifre inaudite che si aggiungono ad altre relative alla Casta, come lo scrittore Stella ha recentemente definito:
Privilegi, sconti, stipendi da 18mila euro mensili, vitalizi esentasse dopo solo qualche anno di legislatura da 3150 euro, esenzioni.
Come se non bastassero gli aumenti automatici periodici, l’On Cesa, alla luce del fattaccio del suo commilitone di partito, Mele (difensore del concetto cristiano di famiglia, trovato con due prostitute in un orgetta a base di coca), chiede aumenti cospicui affinché il povero parlamentare possa essere raggiunto dalla famiglia limitandone così la pericolosa “solitudine.
Il cittadino, di destra e di sinistra, è perplesso, stanco, schifato.
Grillo interpreta più di ogni altro il disagio del cittadino nei confronti di un’oligarchia ormai totalmente scollata dal proprio elettorato.
Dopo Mani Pulite, in questo Paese si è creato un vuoto spaventoso di valori, etica, morale nella politica.
Un vuoto reso pneumatico dalla coaudivante azione dell’informazione faziosa e squilibrata.
La Politica è così divenuta sostantivo alieno, sinonimo di illegalità, privilegio, affabulazione.
Nel Paese è andato via via crescendo il concetto che Politica è sporco ed è iniziata la ribellione morale sfociata nel fenomeno Grillo definito a-politica,
A-politica non significa populismo, qualunquismo. Non necessariamente.
A-politico fu Berlusconi che illuse il Paese di poter bypassare la politica stessa.
Indubbiamente Berlusconi ha ammodernato la vecchia e stantia politica italiana, ma il gioco è stato presto smascherato dal suo operato, troppo concentrato nella cura dei suoi interessi personali.
Ma a-politica è la risposta alla politica incapace?
Grillo afferma che non si candiderà e che non formerà un partito.
Il fenomeno dilaga, la politica risponde con timidezza e disorientamento.
I soliti noti, famosi per la loro capacità di cavalcare qualsiasi Tzunami politico per restare in prima linea, come Feltri per esempio, hanno già annusato odore di cosa grossa.
E si sono già schierati.
Prepariamoci a meschine prese di posizione.
Altri, come Mazza, il direttore del Tg2, il telegiornale di destra della RAI, si sono esibiti in comici avvertimenti su ipotetiche sparatorie di pazzi che male interpretano il verbo del comico genovese.
Grillo spinge su Liste Civiche e non è un caso che Elio Veltri, gran sostenitore di Grillo, abbia avviato la formazione di un soggetto politico elettorale che unisca tutte le Liste Civiche italiane.
Elio Veltri è un noto esponente dell’a-politica non qualunquista.
Sarà il suo soggetto politico la risposta alla politica corrotta e centro di coagulo del “Grillismo”?
Lo vedremo nei prossimi mesi.
Intanto nel progetto circolano nomi altisonanti, da Beha a Pardi, da Grillo a Dario Fo, da Franca Rame da Massimo Fini ad altri esponenti dell’entourage che ronzò attorno ai Girotondi degli anni 90, poi abortiti perché incapaci di darsi un progetto unitario.
Oltre il Girotondo quindi, o forse un “dove eravamo rimasti”.
A-politica, liste civiche slegate da ideologie, cittadini in prima linea, ricambio generazionale, legalità: queste le parole che probabilmente saranno protagoniste della nuova stagione nascente.
Per traghettare il Paese, in modo definitivo, dalla prima Repubblica e mezzo, quale noi siamo, alla seconda Repubblica, cui non siamo ancora definitivamente arrivati.
Saranno Grilli acidi.
Fabio Greggio
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