La Riunificazione del Sacro e del Naturale (1)
del Dr. Ralph Metzner
California Institute of Integral Studies, San Francisco, California
Pubblicato originalmente su Eleusis, vol. 8, pp. 3-13, 1997
Sintetizzo la mia tesi in due affermazioni: uno - l'incessante sfruttamento e distruzione della biosfera da parte della macchina della crescita capitalistico-industriale in tutto il globo affonda le sue radici nel complesso patologico del dominio degli uomini "civilizzati" sul mondo della natura. E due - il ritorno alla ribalta dell'interesse verso visioni del mondo animistiche e verso le pratiche sciamaniche delle popolazioni tradizionali, compreso l'uso intenzionale di sacramenti allucinogeni (2), è uno dei segni che fanno sperare che la spaccatura fra il sacro ed il naturale possa essere nuovamente eliminata.
Al fine di fornire un contesto alla presente discussione, inizio descrivendo brevemente la mia storia di esperienza e ricerca in questo campo. Come psicologo per oltre 35 anni mi sono impegnato nel campo degli studi sulla coscienza, compresi gli stati alterati indotti da droghe, piante ed altri mezzi. Negli anni sessanta ho lavorato all'Harvard University con Timothy Leary e Richard Alpert, conducendo ricerche sulle possibili applicazioni terapeutiche delle droghe psichedeliche quali l'LSD e la psilocibina. Negli anni settanta il mio lavoro si è focalizzato sull'esplorazione di metodi, non collegati alle droghe, per la trasformazione della coscienza, che si possono trovare nelle tradizioni orientali ed occidentali di yoga, meditazione, alchimia e metodi psicoterapeutici scoperti di recente che utilizzano stati alterati profondi. Nel corso degli anni ottanta sono venuto a contatto con il lavoro di Michael Harner e altri che hanno esplorato gli insegnamenti e le pratiche sciamaniche in tutto il mondo, principalmente quelli che coinvolgono stati di coscienza non comuni indotti dal suonare il tamburo, ma anche dagli allucinogeni. Ho studiato le pratiche sciamaniche di varie culture, comprese quelle che comportano il digiuno, la ricerca della visione, la sweat-lodge ed altre. Il mio interesse si è spostato più verso le piante psicoattive o allucinogene, che hanno una tradizione d'uso nelle società sciamaniche, piuttosto che verso le potenti droghe psichedeliche scoperte recentemente, il cui utilizzo implica spesso rischi ignoti. Negli ultimi anni ho assistito al risveglio dell'interesse verso lo sciamanismo e le piante sacre come parte della ricerca mondiale di un rinnovamento del rapporto spirituale con il mondo della natura.
Il riconoscimento ed il rispetto per le essenze spirituali insite nella natura è fondamentale per la visione del mondo delle popolazioni indigene, come lo era per i nostri avi nelle società preindustriali. Nelle società sciamaniche, cioè nelle società in cui viene riconosciuta la realtà di altri mondi immateriali, la gente ha sempre dedicato molta attenzione alla cura di un rapporto percettivo e spirituale diretto con gli animali, con le piante e con la Terra stessa in tutta la sua magnifica molteplicità. La nostra moderna visione materialistica del mondo, con il suo fulcro ossessivo sul progresso tecnologico e sul controllo e lo sfruttamento di quelle che vengono definite "risorse naturali", si è andata dissociando più o meno totalmente da quella consapevolezza spirituale della natura. Questa spaccatura tra spiritualità umana e natura ha le sue radici nell'antichità, ma una sua causa rilevante è stato il sorgere della scienza meccanicistica nel sedicesimo e nel diciassettesimo secolo (Metzner, 1993).
Il risveglio delle credenze animistiche, i movimenti profondi nella psicologia e nella ecopsicologia ed il rinnovato interesse verso le pratiche sciamaniche, compreso l'uso di piante allucinogene od enteogeniche, rappresenta una riunificazione di scienza e spiritualità, che erano state separate fin dal sorgere della scienza meccanicistica nel diciassettesimo secolo. Io credo che i valori spirituali possano ancora diventare la motivazione primaria degli scienziati. Dovrebbe essere ovvio che tale indirizzo per la scienza sarebbe molto più salutare per tutti noi e per il pianeta, rispetto alla scienza indirizzata, come è ora principalmente, verso la produzione di armamenti e di profitto.
Elementi comuni dell'Esperienza Sciamanica/Allucinogena
Per focalizzare la discussione sui sacramenti con piante allucinogene, inizierò citando le annotazioni che ho steso sulla mia prima esperienza con l'ayahuasca. Ho conosciuto questo medicamento vegetale dell'Amazzonia tramite un etnobotanico che aveva condotto delle ricerche sulle pratiche degli sciamani meticci del Perù, e aveva preparato il medicamento in base alle ricette tradizionali. Lo scenario era una grande casa nel nord della California rurale. L'atteggiamento era aperto e rispettoso, il medicamento era trattato alla guisa di un sacramento. Ecco il resoconto:
Bevemmo l'infuso il cui sapore era una strana mistura di amaro e di dolce sciropposo, nell'oscurità quasi totale, soltanto con una o due candele. Ascoltammo musica Maya. Cominciavo a sentirmi molto rilassato, pesante e tranquillo ma anche come se la mia testa si stesse allargando. Cominciò ad arrivare un arazzo di visioni ondeggianti, prima principalmente figure geometriche, poi sagome e forme di piante, animali, esseri umani, città, templi, velivoli e cose simili. Di tanto in tanto dal flusso continuo emergono immagini particolari che vengono poi riassorbite in esso.
Nel momento in cui si formano le immagini e gli oggetti retrocedono nel tessuto ondeggiante delle visioni, mi rendo conto che li vedo come se fossero proiettate sulle spire attorcigliate di un enorme serpente, con motivi d'argento e verdi scintillanti sulla sua pelle. Non riesco a vedere né la testa né la coda del serpente e questo mi dà un'idea approssimativa delle sue dimensioni: cinge l'intero edificio a due piani. Stranamente, la vista di questo serpente gigante non evoca la minima paura; anzi, la mia risposta emozionale è di soggezione e umiltà per la magnificenza di questo essere e del suo potere spirituale. Avevo sentito affermare che in Amazzonia gli ayahuasqueros considerano il serpente gigante lo "spirito madre" di tutti gli spiriti dalla foresta, del fiume e dell'aria.
Nella fase precedente, prima che mi accorgessi del serpente madre gigante, avevo provato avversione che rasentava il disgusto per i disegni geometrici che stavo vedendo: apparivano antiquati, falsi e artificiali come la decorazione di un centro commerciale o di un casinò di Las Vegas. Mentre cercavo il significato della mia reazione, mi fu mostrato come questo fosse la copertura tecnico-culturale umana sul mondo della natura: stavo guardando il mondo degli uomini! Poi, una volta accettato questo, anche se con un po' di rimorso, riuscii a vedere attraverso di essa le energie pulsanti del mondo reale, spirituale della natura sottostante incarnata nella forma del Serpente Madre gigante.
Poi incontro un altro serpente, di dimensioni più "normali": infatti, è più o meno della mia taglia. Entra nel mio corpo attraverso la mia bocca e comincia lentamente a farsi strada attraverso il mio stomaco e i miei intestini per le successive due o tre ore. Quando arriva all'intestino sento dei morsi e suoni incredibilmente alti di gorgoglio e digestione provengono dalle mie viscere. Sono consapevole di una risonanza morfica fra il serpente e gli intestini: la forma del serpente è più o meno un lungo tratto intestinale, con una testa ed una coda. Il nostro intestino, invece, è simile a un serpente, con le sue anse e le sue curve e con il suo movimento peristaltico. Così il serpente, facendosi strada attraverso il mio tratto intestinale, sta "insegnando" al mio intestino ad essere più potente ed efficiente.
Poi vedo diverse persone con la pelle nera, che danzano venendo verso di me e retrocedendo. Sono sempre in coppia, come i gemelli, si muovono in modo parallelo: mi domando se rappresentino gli spiriti delle due piante appaiate del tè di ayauasca. Poi, mentre sono steso su un fianco su di un divano, improvvisamente un giaguaro entra dentro di me. E' un enorme maschio nero, ed entra nel mio corpo assumendo la stessa posizione semireclinata in cui mi trovo io. Poco dopo che l'ho notato, il giaguaro è scomparso. Un'altra volta mi trovo carponi e sento distintamente un uccello che atterra sulla mia schiena. Vengo presentato brevemente ad alcuni dei diversi spiriti cui si può aver accesso tramite il medicamento ayahuasca. Cresce in me la comprensione del fatto che con la pratica e con una concentrazione crescente potrei prolungare gli incontri con i diversi spiriti di animali - e poi fare loro delle domande sulla divinazione. Don Fidel, uno dei vecchi ayahuasqueros, dice: "le visioni entrano in te e ti guariscono."
Molte immagini di divinità Maya e demoni degli Inferi che danzano: scheletrici, storpi, malati, con la pelle che sbatte al vento, che perdono sangue, pieni di pustole, coperti di bubboni, con ferite aperte e le teste tagliate, rospi sulle ginocchia trapassate dalle spine. Il loro messaggio, ripetuto diverse volte è: " tu non devi fare niente". Incorporando nella loro danza di trasformazione la morte, il decadimento e la malattia ed altri orrori inimmaginabili, avviene una profonda guarigione interna, totalmente indipendente da qualsiasi mio coinvolgimento. Mi stupisce l'essere iniziato in questo antico lignaggio di guaritori visionari.
E' sera tarda, mi trovo di nuovo carponi, mi sento travolto ed esausto a causa di questo viaggio attraverso i mondi dell'aldilà della giungla, del fiume e dei serpenti che mi ha torto le budella, ma che mi ha rinfrescato l'anima. Abbasso la fronte fino a toccare il terreno, poi mi rendo conto che sto cadendo lentamente attraverso la terra, attraverso il terreno e la roccia, sempre più velocemente e poi esco dall'altro lato nello spazio profondo, vasto nella sua oscurità, esilarante, pieno di innumerevoli punti luminosi, scintillae, strisce e stelle dell'universo.
Questo resoconto è un esempio di molti vari elementi che si possono trovare nella letteratura antropologica sullo sciamanismo e sull'uso delle piante allucinogene e che tendono a mettere in risalto le esperienze di persone che assumono tali medicamenti in un contento religioso o terapeutico. Elencherò semplicemente tali caratteristiche poiché non c'è lo spazio in questa sede per documentarle ampiamente:
l'importanza del set e del setting, o intenzione e contesto, nel determinare la natura dell'esperienza. Queste risultanze sono il prodotto della ricerca psichedelica degli anni sessanta (Grinspoon and Bakalar, 1979).
L'esperienza può sanare a livello fisico, psichico e spirituale; un processo che può comprendere l'esperienza di essere prima smembrati, distrutti, o "uccisi" e poi ricreati con un corpo più sano e più forte. L'esperienza dello smembramento è una caratteristica classica della guarigione sciamanica in tutto il mondo. I "livelli" sono concetti analitici: durante un'esperienza reale non sono separati, bensì simultanei e coesistenti.
L'esperienza può anche fornire accesso alla conoscenza nascosta - questo è l'aspetto della diagnosi, della divinazione o della visione: la gente arriva a definire queste piante "piante-maestro".
C'è una sensazione ed una percezione di accesso ad altri mondi non fisici, che spesso vengono definiti mondi interiori, mondo degli spiriti, altri mondi, realtà alternative. L'accesso può avvenire attraverso un viaggio in quel mondo, oppure gli essere spirituali di quel mondo possono fare un'apparizione nel nostro mondo, oppure i confini abituali fra i mondi sembrano diventare permeabili.
L'esperienza può comprendere la percezione di esseri spirituali immateriali normalmente invisibili. Tali spiriti vengono associati ad animali particolari (es. il serpente, il giaguaro), certe piante, alberi, funghi, certi luoghi (es. il fiume, la foresta pluviale), avi defunti, ed altre entità fuori dell'ordinario (es.: extraterrestri, elfi). Può comprendere l'esperienza di diventare realmente o di identificarsi con quello spirito (es. l'esperienza di diventare un giaguaro); la guarigione e la visione vengono vissute come esperienze realizzate o assistite da tali spiriti.
L'ascolto della musica o il canto, o il cantarsi, sono elementi essenziali per esperienze allucinogene produttive. L'impulso ritmico degli icaros nelle cerimonie ayahuasca, come la vibrazione ritmica del suonare il tamburo nei viaggi tramite il tamburo fornisce un sostegno per muoversi attraverso il flusso delle visioni ed impedisce di rimanere "bloccati" o "ritardati" in esperienze spaventose o ammalianti.
Le cerimonie tradizionali avvengono quasi sempre nell'oscurità o a luce bassa; ciò apparentemente facilita l'insorgenza delle visioni. Un'eccezione è costituita dalla cerimonia peyote, eseguita attorno al fuoco (comunque di notte); qui i partecipanti possono avere delle visioni mentre fissano il fuoco.
Alcune forme rituali classiche per l'uso di allucinogeni
Se accettiamo l'idea, che scaturisce dalla ricerca scientifica, che il set e il setting sono fattori determinanti cruciali del contenuto di un'esperienza allucinogena, allora l'uso di queste sostanze in un ambiente rituale, facendo molta attenzione all'intenzione cosciente, è, in effetti, l'approccio logico e anche tradizionale. I rituali sciamanici che prevedono l'uso di allucinogeni sono esperienze strutturate con cura, in cui un piccolo gruppo di persone (12-15) si riuniscono con atteggiamento spirituale rispettoso per condividere un profondo viaggio interiore di guarigione e trasformazione, facilitato da questi potenti catalizzatori. La musica e/o il canto fanno sempre parte di tali rituali. La guida o lo stregone che dirigono la cerimonia hanno un ruolo ed una funzione importanti. Nei rituali sciamanici tradizionali il colloquio fra i partecipanti è limitato o assente, ad esclusione forse della fase preparatoria o di quella che segue l'esperienza per valutare gli insegnamenti e le visioni ricevute.
Un secondo genere di forma cerimoniale si è sviluppata nei movimenti sincretico-religiosi brasiliani in cui si fa uso di ayahuasca o di hoasca. Vi sono tre culti ayahuasca che sono sorti in Brasile a partire dagli anni cinquanta: Uñao de Vegetal, Sainto Daime e Barquinia. Sono molto diversi tra loro, ma hanno qualche caratteristica comune: tipicamente coinvolgono grandi gruppi di persone, da 30-40 circa, fino a parecchie centinaia; tutti prevedono qualche tipo di nenia o canto, spesso ritmici, e alcuni prevedono anche la danza. Come nei riti sciamanici, la discussione o la descrizione delle esperienze o degli esiti psicologici è molto limitata o assente.
Entrambi questi generi di cerimonie - sciamaniche e sincretico-religiose - sono molto diversi dai rituali di psicoterapia con allucinogeni, di gruppo o individuali, che sono sorti in occidente e che si potrebbero definire terapeutica sincretica. Da un punto di vista antropologico è perfettamente appropriato definire la psicoterapia un tipo di rituale - una strutturazione deliberata ed intenzionale di uno stato di coscienza. La psicanalisi (originariamente chiamata "cura del parlare") e la maggior parte delle forme della psicoterapia utilizzano il dialogo verbale quale mezzo per esplorare la coscienza. In tempi recenti sono nate forme più "sperimentali" che possono utilizzare metodi di respirazione, movimento, contatto corporeo, musica oppure regressione ipnotica per indurre stati di coscienza profondamente alterati. L'uso di sostanze psichedeliche od empatogeniche (quali l'MDMA) nella psicoterapia individuale o di gruppo può essere preso in considerazione in tale contesto. Il loro utilizzo in esperienze ritualistiche strutturate rappresenta uno stacco fondamentale dalla pratica psichiatrica tradizionale con medicamenti psicotropi in cui le droghe vengono semplicemente somministrate ai pazienti e si presume che agiscano senza la partecipazione consapevole del paziente o del medico (Adamson, 1985; Grof, 1980).
Citerò brevemente alcune delle variazioni ai rituali tradizionali che comportano l'uso di allucinogeni. Nelle cerimonie peyote della Native American Church, nel Nord America, i partecipati siedono in circolo, in un tipì, per terra, attorno ad un fuoco che arde al centro. La cerimonia dura tutta la notte ed è condotta da un "venditore ambulante", assistito da un suonatore di tamburo, una persona che si occupa del fuoco ed un sageman (per la purificazione). Si fanno passare un bastone ed un sonaglio ed i partecipanti cantano le canzoni peyote, che hanno un tempo veloce e ritmico. Anche le cerimonie peyote degli Indiani Huichol del Messico del Nord si svolgono attorno ad un fuoco con molti canti e narrazione di storie, dopo il lungo pellegrinaggio in gruppo per trovare il raro cactus.
Anche le cerimonie del cactus di san pedro, nelle regioni Andine, si svolgono a volte attorno ad un fuoco, con canti; tuttavia talvolta il curandero allestisce un altare su cui vengono posti diversi oggetti e figurine simboliche che rappresentano gli spiriti della luce e dell'oscurità che è probabile incontrare.
Nelle cerimonie dei funghi (velada) degli Indiani Mazatechi del Messico i partecipanti stanno seduti o sdraiati in una stanza molto buia, con una sola piccola candela. Il guaritore, che può essere una donna o un uomo, canta ininterrottamente, per tutta la notte, intrecciando nelle sue nenie i nomi di santi Cristiani, dei suoi spiriti alleati e degli spiriti della terra, degli elementi, degli animali e delle piante, del cielo, delle acque e del fuoco.
Anche le cerimonie tradizionali Indiane con cerimonie ayahuasca prevedono un piccolo gruppo di persone sedute in cerchio, nella semi oscurità, mentre i guaritori iniziati cantano le canzoni (icarps), tramite le quali avviene la guarigione e/o la diagnosi. Anche queste canzoni hanno un tempo piuttosto rapido e ritmico, che mantiene in movimento il flusso dell'esperienza. A volte vengono utilizzati i metodi sciamanici di estrarre residui psichici tossici o innesti velenosi "succhiando".
Anche le cerimonie che prevedono l'uso della pianta Africana iboga, usata nel culto Buiti in Gabon, prevedono un altare con immagini di antenati e di divinità e le persone che siedono per terra con molte nenie e qualche danza.
Le cerimonie nel Nord America e in Europa nelle quali sono stato partecipante-osservatore, mischiavano certi elementi della forma rituale sciamanica pur mantenendo intatti gli elementi essenziali: la struttura del circolo; la consacrazione dello spazio rituale sacro con l'invocazione di spiriti alleati protettivi e docenti; il mantenimento di un atteggiamento rispettoso, spirituale; la semi oscurità; e l'uso di musica, canto, sonagli e tamburi; la presenza di un anziano più esperto o di una guida. Vengono spesso utilizzate variazioni del bastone che parla o del bastone che canta: con questa pratica, che ha avuto origine fra Indiani del Nord Ovest del Pacifico, soltanto la persona che ha il bastone canta o parla, non c'è discussione, non ci sono domande o analisi (come potrebbe esserci nei formati terapeutici con sostanze psichedeliche).
Mentre nel moderno Occidente esistono numerosi altri generi di rituali di scenario e ambiente in cui sono utilizzati allucinogeni, dal "viaggiare" casuale e per divertimento di alcuni amici agli eventi "rave"(di delirio) di centinaia o migliaia di persone, in cui l'Ecstasy (MDMA) si mescola con il tempo ritmico continuo della "musica tecno", la mia ricerca si è focalizzata sui "circoli della medicina" tradizionali e neosciamanici e su quale genere di trasformazioni si verificano in coloro che partecipano a tali circoli.
Caratteristiche essenziali dell'emergente visione del mondo associata alle pratiche sciamanico-allucinogene
Il modello essenziale di realtà, la comprensione del cosmo che viene svelato tramite tali esperienze è sostanzialmente simile a quello condiviso dalle culture sciamaniche indigene e profondamente diverso dal modello occidentale prevalente associato alla scienza meccanicistica. (Tuttavia, molte caratteristiche della visione del mondo sciamanica tradizionale sono sovrapponibili, in misura notevole, alle crescenti teorie e scoperte di confine più recenti della scienza postmoderna). Poiché non c'è qui lo spazio per documentare queste idee essenziali, o per presentare testimonianze che le riguardino, mi limiterò ad enunciarle, a rischio di eccessiva semplificazione. Io credo che se si interrogassero tanti medici sciamanici con lunga esperienza, con o senza allucinogeni, delle società tradizionali e moderne, qualcosa che assomiglia a questa visione del mondo sarebbe condivisa dalla maggior parte di essi.
La realtà fondamentale dell'universo è un continuo, un campo o tessuto unitario di energia e coscienza che è al di là del tempo, dello spazio e di tutte le forme e tuttavia è all'interno di questi elementi.
Nelle religioni asiatiche tradizionali, il campo unitario viene chiamato in vari modi Tao, oppure Brahman. Alcuni nativi nord americani lo chiamano Wakan-Tanka, lo Spirito Creatore. Nel linguaggio dei sistemi della scienza postmoderna viene visto come un sistema infinitamente complesso di interrelazioni, o "intreccio della vita" (Capra, 1996; Goldsmith, 1993).
Il mondo o cosmo è multidimensionale. Nella maggior parte delle tradizioni sciamaniche abbiamo mondi superiori, medi o inferiori; in alcune tradizioni mitico-sciamaniche abbiamo cinque, sette, nove o più mondi; nelle tradizioni esoteriche generalmente ci sono sette "livelli di coscienza". Nella moderna teoria dei sistemi, parliamo di livelli multipli, di interi e parti: gruppi di galassie, galassie, sistemi solari e pianeti; biosfera, ecosistemi, popolazioni e specie; società, sottoculture, organizzazioni, tribù e famiglie; organismi, sistemi organizzativi, cellule, molecole, atomi e particelle subatomiche.
Il campo unitario universale o continuo cosmico ha una polarità simmetrica essenziale, a cui sono state date denominazioni come yin/yang, luce/oscurità, carica positiva/negativa, maschile/femminile, elettrica/magnetica, Padre Cielo - Madre Terra e molte altre. Queste polarità possono essere osservate e sperimentate a tutti i livelli della realtà, da quello macrocosmico a quello microscopico.
Il continuo essenziale simmetricamente polarizzato si differenzia, a tutti i livelli, in un'infinita varietà di nomi e forme, immagini ed oggetti, identità ed esseri. Possiamo riconoscere questa molteplicità a livello delle galassie, delle stelle, dei pianeti; nella diversità biologica delle specie vegetali ed animali sulla Terra; nella diversità culturale delle società umane; e nella molteplicità psichica della nostra vita interiore.
Poiché siamo parte del sistema unificato di interdipendenza, proprio come qualsiasi altro essere, non possiamo mai realmente esserne al di fuori, come un osservatore distaccato "obiettivo". Però, dato che il campo unificato è energia, siamo collegati energeticamente a qualsiasi altra forma ed essere dell'universo. E dato che il campo è coscienza, ciò ci consente, come esseri umani, di armonizzarci, identificarci e comunicare con qualsiasi e ogni forma, oggetto, essere vivente dell'universo, dal macrocosmico al microscopico.
Si vedrà che quanto sopra è una ridefinizione del credo dell'animismo (3) - che vede tutte le forme materiali e biologiche animate dalla vita e dalla coscienza, e dello sciamanesimo che pratica metodi di armonizzazione ed identificazione intenzionali con tutti i generi di forme ed esseri, tramite il campo unificante della coscienza che ci unisce tutti.
Mentre le cosiddette "religioni superiori" associate alle civiltà colte, urbane, industriali tendono ad essere monoteiste, con un'unica divinità (generalmente maschile), le credenze religiose associate all'animismo o allo sciamanesimo sono generalmente politeiste, con un'immensa varietà di nomi e forme di dei e dee, resi particolari per ciascuna cultura e la sua tradizione mitica. Non è raro per i partecipanti a sessioni con piante allucinogene sentire o percepire la presenza di divinità o spiriti appartenenti a molte culture diverse, comprese quelle con cui essi non hanno nessuna relazione genetica, biografica o geografica.
L'importanza del risveglio dell'animismo nella situazione mondiale attuale
Dopo aver presentato alcune delle caratteristiche fondamentali della visione del mondo animistica, indigena, che è collegata al risveglio dell'interesse verso le pratiche sciamaniche, compreso l'uso di allucinogeni, desidero adesso affrontare il problema di cosa ciò significhi nel contesto della situazione mondiale attuale. Cosa significa il fatto che la gente, in gran numero, sta ora ritornando a queste antiche tradizioni di pratica spirituale e curativa nel nostro mondo di società industriali multinazionali, di computer e di reti elettroniche?
Moltissimi comprendono che il sistema di crescita capitalistica-industriale che ora domina il mondo sia economicamente sia politicamente sta distruggendo i sistemi di sostegno della vita nella biosfera e riducendo a brandelli il tessuto stesso della vita su questo pianeta. I rapporti annuali sullo Stato del Mondo redatti dall'Istituto per la Vigilanza sul Mondo documentano con deprimente regolarità le dimensioni globali della catastrofe (Brown et al., 1997). Nel 1992 oltre 1500 scienziati di 69 paesi hanno redatto l'Avvertimento degli Scienziati Mondiali all'Umanità , che dichiarava: "Gli esseri umani e il mondo della natura sono in rotta di collisione… E' necessario un grande cambiamento se si vuole evitare un'immensa disgrazia umana e se non si vuole che la nostra dimora globale su questo pianeta sia irrimediabilmente mutilata." La civilizzazione umana su questa Terra sembra aver prodotto una situazione di dissolvimento ecologico.
Per ritornare al mio precedente ragionamento, sto dicendo che l'assalto industrial-tecnologico senza precedenti verso la biosfera a cui stiamo assistendo nella nostra epoca affonda le sue radici in parte nella scienza meccanicistica del mondo moderno, che ha deliberatamente divorziato dalla spiritualità, dai valori e dalla coscienza. Nell'intendimento comune esiste un profondo abisso fra ciò che consideriamo sacro e ciò che consideriamo naturale, e tuttavia dall'esperienza con i sacramenti allucinogeni e con altre pratiche sciamaniche di milioni di individui nel mondo occidentale, stiamo assistendo al riemergere dell'antica visione integrante del mondo che vede tutta la vita come una ragnatela interdipendente di rapporti che ha bisogno di essere protetta e conservata con cura.I parallelismi si possono vedere nei diversi movimenti culturali che cercano di correggere il pericoloso squilibrio che esiste nel rapporto dell'uomo con la natura: nell'ecologia vera e nell'ecofemminismo che fanno appello ad un atteggiamento rispettoso, ugualitario ed ecocentrico verso il mondo della natura; nei movimenti di giardinaggio ed agricoltura biologici, che cercano di ritornare ai metodi tradizionali, evitando l'uso di fertilizzanti e pesticidi chimici; nel movimento per l'aumento dell'uso della medicina officinale, nutrizionale e complementare; ed in parecchi altri movimenti filosofici, scientifici e religioni compresi il bioregionalismo, l'ecopsicologia, la teoria dei sistemi viventi, la spiritualità della creazione, l'ecoteologia ed altri (Ruether, 1992; Spretnak, 1991; Metzner, 1997; Weil, 1990).
In questi diversi movimenti, appartenenti a molte discipline, per trasformare le nostre percezioni, i nostri atteggiamenti e le nostre pratiche umane in relazione alla Terra verso un riconoscimento più sano, che non sfrutta, non dominante della interconnessione, l'uso rispettoso dei medicamenti vegetali enteogenici nei contesti spirituali/terapeutici possono ancora riuscire a giocare un ruolo molto importante.
Note
(1) Il presente lavoro si basa in parte su di una presentazione fatta alla conferenza dell'International Transpersonal Association (ITA), Maggio 1996, a Manaus, Brasile.
(2) Una nota sulla terminologia: Utilizzo i termini "psichedelico", "allucinogeno" ed "enteogeno" in modo intercambiabile. Alcuni hanno obiezioni da fare sul termine "allucinogeno" poiché un'allucinazione è una percezione illusoria e in effetti queste sostanze non inducono allucinazioni. Ma il significato originale del latino alucinare è "vagare nella propria mente"; e viaggiare o viaggiare in uno spazio interiore sono metafore descrittive effettivamente molto appropriate per l'esperienza indotta da queste sostanze. Pertanto desidererei riabilitare il termine "allucinogeno".
(3) Terence McKenna (1991) ha scritto di un "risveglio arcaico", ma secondo me si tratta di un risveglio dell'animismo, cioè il modello cruciale qui cambia. Il fatto che l'animismo dominasse nel periodo arcaico è in qualche modo non pertinente.
Dal sito Dal sito http://www.eleusis.ws/index.html