Era con altre due giovani nella zona della Besurica. La polizia pensa che il terzetto volesse mettere a segno furti
Presa ragazzina rom con 66 identità
La minorenne aveva con sé una placca per scassinare le porte
All rights reserved to legal owner.Se non è un record, poco ci manca: sono sessantasei i nomi differenti, (gli "alias") delle segnalazioni provenienti da tutta Italia sul conto di una rom di origine croata, nata a Zagabria, fermata alla Besurica, nei pressi di via Perfetti. Dalla polizia è stata identificata come J. M., 17enne senza fissa dimora che si sposta nei campi nomadi italiani. Nella sua borsetta è stato rinvenuta una placca con cui aprire, senza lasciare segni, le porte di case che non vengono chiuse senza alcuna mandata di sicurezza. Nemmeno maggiorenne, sul conto della ragazza di origine croata fermata alla Besurica l'altra mattina pesano già ben nove fogli fitti fitti di segnalazioni per reati contro il patrimonio, a firma delle questure di tutta Italia (da Molfetta a Venezia) e nella nostra città era stata fermata già nel 2001, poco più che bambina.
Con lei a spasso per il quartiere alla periferia della città c'erano altre due ragazze (una coetanea e l'altra di un anno più giovane) anch'esse di origine croata, con una decina di segnalazioni in tutto. Delle novelline a confronto.
Il fermo delle tre giovani, condotte nella serata di giovedì al collegio Santo Stefano, è stato reso noto in una conferenza stampa tenuta ieri in questura.
Sembra esser passato il periodo in cui le donne rom si distinguevano per gonnelloni e scialli, infatti ad accorgersi delle tre ragazze tutt'altro che sospette, descritte come ben vestite e truccate di tutto punto, è stato un attento poliziotto di quartiere.
In principio le tre giovani si aggiravano indisturbate per le vie della Besurica squadrando dall'esterno palazzi e cortili, poi il poliziotto di quartiere per caso le ha incrociate.
Una volta vista la divisa hanno cercato di "cambiare passo" e girare per delle vie laterali per seminare l'agente. In seguito, una volta fermate per un normale controllo, le ragazze hanno finto di non saper parlare l'italiano nonostante, secondo le segnalazioni, sono in nel nostro Paese da diversi anni. Alla richiesta di documenti le tre non hanno dato risposta e sono quindi state portate negli uffici della questura. Gli accertamenti fotosegnaletici disposti hanno portato alla luce i 66 "alias" della 17enne croata, nella cui borsetta è stata rinvenuta una comune etichetta plastificata, che in origine era apposta ad un colluttorio, che inserita nella fessura tra la serratura e la porta permette di aprire senza alcun segno la stessa. Questo metodo è frequentemente utilizzato anche dai vigili del fuoco, che per entrare negli appartamenti quando il padrone di casa è stato, per esempio, colto da malore, provano a inserire una placca semirigida di quelle utilizzate per le lastre per far scattare la serratura. Un metodo che risulta inefficace se la porta di casa viene data una ulteriore mandata di chiave.
Su disposizione del tribunale dei minori di Bologna, le tre sono state portate in una struttura protetta, mentre un legale di fiducia della ragazza con 66 alias si è già fatto vivo.
Mattia Motta
http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=711105018&H=