





Agustinus, sei una persona curiosa concepisci l'umiltà come un qualcosa di molto personale, ricordati che Bruno non volle pentirsi davanti al sacerdote che apparteneva alla chiesa di Roma è ha fatto bene, non aveva nulla da pentirsi e poi pentirsi come? attraverso il suo carnefice.
In ogni caso, le cronache riportano che negli ultimi momenti di vita alzo gli occhi al cielo, non poteva parlare dato che nella bocca, tre giorni prima Bellarmino o chi per lui , diede ordine di mettere una museruola che serrasse fermando e forando la lingua, così se ne stava zitto, paura verso le sue argomentazioni.
Non Fare Agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.
Questo principio era regola gia presso i parsi duecento anni prima di Cristo.
Lo predicava il Budda nel seicento avanti Cristo.
Poche parole semplici che non occorre essere teologi per capirne il fondamento. Come per San Giuseppe da Copertino, come san Francesco, i padri del deserto, Origene che non è mai stato santificato sebbene morì martire (e lo sappiamo benissimo il perchè appunto perchè non siamo teologi), Prima di essere santi erano persone che amavano tutto quello che era attorno a loro, vedevano la manifestazione di Dio in un ruscello come in un insetto, La natura attorno a noi e un MIRACOLO, la vita nostra è un cammino di speranza questo dobbiamo insegnare ai nostri figli.
Chi è sulla via della santità non può produrre dolore e morte ma tranquillità, leggerezza ,fiducia verso la vita.
Il dolore e la sofferenza creano altra sofferenza e dolore, tu cerchi la ragione in un atto inumano, tu che professi la tua fede nel vangelo.
Ti ripeto gli uomini si salveranno tutti , con tempi e modalità diverse, Bruno aveva deciso di morire era una questione non di orgoglio ma di dignità non poteva abbassare la testa e sconfessare le sue tesi, la sua dignità a quel punto era più importante del resto, ma la colpa della sua inutile e attroce fine qualcuno l'avrà?


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La domanda che si pone a mio modo di vedere e di pensare è un'altra: questo mistero nn è forse necessario? posto che l'occidente si è allontanato definitivamente dall'oriente - e che a meno di radicali ripensamenti nn tornerà sui propri passi - nel momento in cui ha pensato l'essere cm divenire, io credo di si
Attenzione alla domanda. Non e' oppure e' necessario?
Le differenze tra i due sn estremamente profonde in ogni caso, Kant è figlio dell'illuminismo mentre Hegel - cn le dovute differenze però - è infuenzato dal romanticismo nord-europeo, la volontà di Hegel di comprendere oltre la comprensione stessa lo smarca da Kant il quale rispetto alla metafisica ha un'approccio debole mentre invece Hegel ne ha uno estremamente forte, ritenendo di poterla contemplare e che la ragione umana (che nn è quella analitica ma quella dialettica) possa comprenderla totalmente e compiutamente.
Hegel vede piuttosto in Kant il grande avversario, colui che dice " la ragione ha dei limiti " mentre per Hegel ha carattere di onniscienza - motivo per cui sarà grato a Fichte di aver superato Kant -
Lo so questo. Influenza del "romanticismo nord-europeo" come lo chiami tu ce eccome. Pero' questa separazione che tu ci vedi tra i due, arrivando addirittura a dire "vede piuttosto in Kant il grande avversario" non mi trova concorde affatto.
E' ovvio che ce un "gap", uno "scarto" tra i due, ma questa contrapposizione che tu ci vedi, non e' affatto in termini in cui tu la intendi.
Hegel stesso riconosce il grande debito nei confronti di Kant, il "padre del pensiero critico".
Non c'è dubbio che Nietszche avesse di mira l'aspetto morale e quello sistematico del cristianesimo, ma nn è solo questo: l'errore dell'uomo per Nietszche è l'errore di Euripide, di Socrate, di Cristo stesso: nascondere Dioniso pensando - e sperando inconsapevolmente - che tutto sia Apollo: l'errore è quello della scienza che tenta di comprendere il mondo razionalizzandolo e quello della religione che proietta verso il cielo le speranze dell'uomo: è il tentativo fallace di entrambe di sfuggire al divenire, al nn senso della realtà, alla danza orgiastica Dionisiaca che la tragedia greca aveva cominciato a mettere da parte: Dio stesso è la costruzione fittizia che Nietszche punta a distruggere affinchè l'uomo viva davvero la vita capendo di danzare sul baratro e contemplando l'esistenza cm un tenersi in equilibrio sul nulla.[/quote]
Su Dioniso, Nietzche e questi argomenti, aspetto che tu faccia quella lettura.


Detto questo una parola per Severino: lasciando per perdere i vari "Severiniani" l'importanza di questo pensatore per la filosofia contemporanea è tutto fuorchè irrilevante,
E chi lo nega?
è anzi l'unico filosofo vivente in grado di potersi confrontare cn Heidegger dal mio punto di vista.
Ovviamente.
Accettando la comune lettura del "fenomeno Nietzche" (e quello che concerne la storia della metafisica occidentale), non puo' che essere cosi.
Severino e Heidegger "si confrontano" avendo sposato la stessa "grammatica".
Per fortuna, ce ne sono altre.
Amico mio, si tratta di scegliere: "che lingua parlare"?
Per quanto mi riguarda, la loro ormai mi risulta indigesta, ai limiti del fastidio.


Ecco cos'è per te l'umiltà cristiana: è annichilimento. Viceversa fai l'elogio dell'orgoglio, della superbia .... Così fece satana dinanzi a Dio. Il peccato originale è un peccato di superbia.
Avrebbe potuto seriamente pentirsi usufruendo delle innumerevoli possibilità di redenzione che gli furono offerte nel corso di quasi un decennio (tanto durò il processo!).Sino all'ultimo gli fu offerta la salvezza della vita se si fosse pentito. Lo fece, ma poi ritrattò e così fece in precedenza. Era malato di orgoglio .... Altro che umiltà. la vera umiltà era quella dei Santi, che, benché colpiti da misure ingiuste, non elevarono la loro voce contro la Chiesa. Mi hanno sempre colpito le ultime parole di S. Teresa d'Avila - che fu colpita anche dal S. Uffizio. Morendo la sua gioia fu poter affermare: "muoio figlia della Chiesa". Questa è l'umiltà cristiana.
E' inutile che cerchi di difendere l'indifendibile, tentando di fare di questo personaggio criminale una sorta di "martire" e "santo" .... . Con lui siamo agli antipodi della santità. E stai facendo solo una magra figura.
Dio voglia che si sia pentito ....In ogni caso, le cronache riportano che negli ultimi momenti di vita alzo gli occhi al cielo, non poteva parlare dato che nella bocca, tre giorni prima Bellarmino o chi per lui , diede ordine di mettere una museruola che serrasse fermando e forando la lingua, così se ne stava zitto, paura verso le sue argomentazioni.
Giusto. Ed infatti la Chiesa ha usato sempre misericordia, dando sempre generose vie per il pentimento. Ma dinanzi al peccato ostinato .... .Non Fare Agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.
Francamente di Budda non ce ne frega niente.Questo principio era regola gia presso i parsi duecento anni prima di Cristo.
Lo predicava il Budda nel seicento avanti Cristo.
Poche parole semplici che non occorre essere teologi per capirne il fondamento.
Miracolo di chi? Sono state lodate in quanto opere di Dio. Non lo dimenticare!Come per San Giuseppe da Copertino, come san Francesco, i padri del deserto, Origene che non è mai stato santificato sebbene morì martire (e lo sappiamo benissimo il perchè appunto perchè non siamo teologi), Prima di essere santi erano persone che amavano tutto quello che era attorno a loro, vedevano la manifestazione di Dio in un ruscello come in un insetto, La natura attorno a noi e un MIRACOLO, la vita nostra è un cammino di speranza questo dobbiamo insegnare ai nostri figli.
Sì, fiducia verso la vita eterna, non quella terrena, che è destinata a finire. Non dimenticare le parole di Gesù: "Allora Gesù disse ai suoi discepoli: Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà" (Mt 16, 24-25).Chi è sulla via della santità non può produrre dolore e morte ma tranquillità, leggerezza ,fiducia verso la vita.
La vita eterna è la vita vera. Persa quella, si è perso tutto.
Che strano, eppure un S. Francesco d'Assisi esclamava: tanto è il bene che m'aspetto ch'ogni pena m'è diletto. Bah .... . A chi bisogna dar credito? A te o a un S. Francesco?Il dolore e la sofferenza creano altra sofferenza e dolore, tu cerchi la ragione in un atto inumano, tu che professi la tua fede nel vangelo.
Ultimo gossip? Chi te l'ha detto?Ti ripeto gli uomini si salveranno tutti , con tempi e modalità diverse,
Questione di dignità? Se non sbaglio, proprio Gesù aveva insegnato: "Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato" (Lc 18, 14). E S. Benedetto ammoniva i suoi monaci, commentando tale versetto: "ogni esaltazione è una forma di superbia, 3. dalla quale il profeta mostra di volersi guardare quando dice: "Signore, non si è esaltato il mio cuore, né si è innalzato il mio sguardo, non sono andato dietro a cose troppo grandi o troppo alte per me"" (cap. VII). Come la mettiamo?Bruno aveva deciso di morire era una questione non di orgoglio ma di dignità non poteva abbassare la testa e sconfessare le sue tesi, la sua dignità a quel punto era più importante del resto, ma la colpa della sua inutile e attroce fine qualcuno l'avrà?
Secondo me hai un bel po' di confusione. La colpa della sua inutile ed atroce fine è sua ed esclusivamente sua. Non ha praticato l'umiltà cristiana, volendo tenere "alta" la sua testa dinanzi agli errori che gli erano stati evidenziati in diverse memorie processuali.![]()


Gli uomini si salveranno tutti con tempi e metodi diversi a secondo delle colpe, ma si alveranno tutti. Questa è la teoria di Origene padre della chiesa mai fatto santo anche se morto martire. Per fortuna che non sei Papa e speriamo in bene, sapendo le tue idee potresti dar ordine di abbrustolare qualche miscredente o eretico. Un po' pericoloso lo sei. Be fin che scrivi non puoi fare danni c'è da ringraziare questo forum. PIROMANE!


Per Pfjodor: L'errore di Cristo è l'errore del suo travisamento, del travisamento del significato del suo sacrificio - cm indebolimento di sè e rinuncia alla vita - ad opera dei cristiani, un travisamento dell'ideale stesso di sacrificio che piuttosto di divenire autopotenzialmento diviene annullamento, quando invece personalmente per Cristo - per ciò che secondo Nietszche egli rappresentava autenticamente - provava meraviglia e attrazione: il sacrificio è alla base dell'affermazione dell'oltreuomo giacchè è continuamente chiamato ad esso per elevarsi
Riguardo Kant e Hegel in cosa concorderebbero?

