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Discussione: Gustavo Rol

  1. #51
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    Predefinito Re: Gustavo Rol

    [ ... ] il 28 luglio 1927 e si trovava a Parigi e scrisse sulla sua agenda di lavoro: «Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla!»

    A partire da quel momento negli anni successivi andò sviluppando tutte le sue possibilità.

    4) Che cosa significa questa “legge” da lui scoperta, e perché l’ha definita “tremenda”?

    Vediamo innanzitutto questa dichiarazione di Rol del 1987: «Cominciai con le carte: perché non doveva essere possibile conoscere il colore di una carta coperta? Provai e riprovai, ma per molto tempo senza risultati. Poi un giorno guardando un arcobaleno ebbi la folgorazione: mi resi conto che il verde era il colore centrale, quello che teneva uniti gli altri. Misurai la vibrazione del verde e scoprii che era la stessa della quinta musicale, e che corrispondeva a un certo grado di calore. Così cominciai a indovinare esattamente le carte e, a poco a poco, a fare tutte le altre cose...» Al di là delle effettive corrispondenze fisiche, questa “legge” può essere collocata nella prospettiva dello yoga, e in generale in una condizione della mente che durante un profondo stato meditativo sia in grado di visualizzare il colore verde e contemporaneamente “sentire” con l’orecchio interiore una quinta musicale (ovvero un accordo di due note, come ad esempio do-sol) analoga all’OM della tradizione indù. In tale condizione si può giungere a sviluppare un “calore psichico” analogo al prana o al tum-no della tradizione tibetana, che crea condizioni favorevoli di sensibilità e percezione e può condurre a uno stato non-duale, ovvero a una condizione di distacco assoluto che favorisce l’emergere di determinati poteri psichici. Questo tuttavia non è che l’inizio del percorso. Rol definisce questa legge “tremenda” per le sue caratteristiche di shock psichico e di spersonalizzazione di chi la sperimenta. La Potenza dello Spirito non è “amministrabile” da chi non è preparato a riceverla, ed è per questo che esiste una storia millenaria presso tutti i popoli di insegnamenti che si tramandano da Maestro a discepolo, o anche per vie più sottili, e che rientrano in canoni abbastanza standardizzati nella sostanza e che formano le regole dell’Iniziazione. La mancanza di un Maestro non impedisce l’accesso a questa Energia-assenza-di-Energia, ma rende le cose molto più difficili e anche pericolose, potendo condurre persino allo squilibrio psichico o alla morte. Dopo la sua scoperta, Rol ha passato almeno un anno con gravi problemi di salute. [ ... ]


    Gustavo Adolfo Rol - FAQ (Domande e Risposte)

  2. #52
    Rosicrucian Imperator
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    Predefinito Re: Gustavo Rol

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 15-10-16 alle 12:57

  3. #53
    Rosicrucian Imperator
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    Predefinito Re: Gustavo Rol

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 15-10-16 alle 12:56

  4. #54
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    Predefinito Re: Gustavo Rol

    Hanno detto di lui…


    Dino Buzzati conosceva bene Rol, tanto da pubblicare (1978) diversi episodi e aneddoti su questo personaggio. Quando lo conobbe, Rol aveva poco più di sessant’anni, e lo descrive così: «Colpisce in Rol, che a sessantadue anni ne dimostra almeno dieci di meno, una vitalità straordinaria, e gioiosa. Insisto sulla serenità e l'allegrezza che ne emanano. Qualcosa di benefico si irraggia sugli altri. È questa la caratteristica immancabile, almeno secondo la mia esperienza dei rari uomini arrivati, col superamento di se stessi, a un alto livello spirituale, e di conseguenza all'autentica bontà. In quanto alla faccia, descriverla è difficile. Qualcuno l'ha definita da 'bon vivant'. Non è vero. Potrebbe essere quella di un guru indiano. Ma potrebbe anche appartenere a un chirurgo, a un vescovo, a un tenero bambino. Ci si aspetta una maschera impressionante e magnetica. Niente di questo. Ciò che sta dietro a quella fronte, almeno a prima vista, non traspare».

    Il parapsicologo Massimo Inardi, diceva che quando si trovava in sua presenza, avvertiva in Rol qualcosa che andava al di là dell'aspetto prettamente umano; "sentiva", avvertiva che in lui vibrava una forza che andava al di là delle possibilità dell'uomo.

    E il suo grande amico Federico Fellini: «Ciò che fa Rol è talmente meraviglioso che diventa normale; insomma, c'è un limite allo stupore. Infatti le cose che fa, lui le chiama 'giochi', nel momento in cui le vedi per tua fortuna non ti stupiscono, nel ricordo assumono una dimensione sconvolgente. Com'è Rol? A chi assomiglia? Che aspetto ha? [...]I suoi occhi, gli occhi di Rol non si possono guardare a lungo. Son occhi fermi e luminosi, gli occhi di una creatura che viene da un altro pianeta, gli occhi di un personaggio di un bel film di fantascienza. Quando si fanno 'giochi' come i suoi, la tentazione dell'orgoglio, di una certa misteriosa onnipotenza, deve essere fortissima. Eppure Rol sa respingerla, si ridimensiona quotidianamente in una misura umana accettabile. Forse perché ha fede e crede in Dio». «Gustavo Rol è un uomo che Dio ha mandato fra di noi per renderci migliori».

    E ancora...

    «Rol sfugge alla nostra possibilità di comprensione. È un mistero» Cesare Romiti

    «... una personalità fra le più sorprendenti del secolo» Alberto Bevilacqua

    «... è il più indecifrabile e fascinoso enigma in cui mai mi sia imbattuto» Roberto Gervaso

    «Tra le persone a cui rivolgo una preghiera quando sono in difficoltà c'è anche lui...» Vittorio Messori

    «Sono rimasto sbalordito, ma niente affatto sgomento: anzi, consolato ed arricchito» Valentino Bompiani

    «A Gustavo Adolfo Rol che cammina come un illuminato sulla geografia dell'inconoscibile e della relatività» Pitigrilli (dedica)

    «Quell'uomo legge nel pensiero e non possiamo rischiare che i segreti dello Stato francese vengano a conoscenza di estranei» Charles De Gaulle

    «...è l'uomo più sconcertante che io abbia conosciuto. Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene» Federico Fellini

    «Un personaggio... dietro al quale si nascondeva un'entità inafferrabile» Tullio Kezich



  5. #55
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    Predefinito Re: Gustavo Rol

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    Hanno detto di lui…


    Dino Buzzati conosceva bene Rol, tanto da pubblicare (1978) diversi episodi e aneddoti su questo personaggio. Quando lo conobbe, Rol aveva poco più di sessant’anni, e lo descrive così: «Colpisce in Rol, che a sessantadue anni ne dimostra almeno dieci di meno, una vitalità straordinaria, e gioiosa. Insisto sulla serenità e l'allegrezza che ne emanano. Qualcosa di benefico si irraggia sugli altri. È questa la caratteristica immancabile, almeno secondo la mia esperienza dei rari uomini arrivati, col superamento di se stessi, a un alto livello spirituale, e di conseguenza all'autentica bontà. In quanto alla faccia, descriverla è difficile. Qualcuno l'ha definita da 'bon vivant'. Non è vero. Potrebbe essere quella di un guru indiano. Ma potrebbe anche appartenere a un chirurgo, a un vescovo, a un tenero bambino. Ci si aspetta una maschera impressionante e magnetica. Niente di questo. Ciò che sta dietro a quella fronte, almeno a prima vista, non traspare».

    Il parapsicologo Massimo Inardi, diceva che quando si trovava in sua presenza, avvertiva in Rol qualcosa che andava al di là dell'aspetto prettamente umano; "sentiva", avvertiva che in lui vibrava una forza che andava al di là delle possibilità dell'uomo.

    E il suo grande amico Federico Fellini: «Ciò che fa Rol è talmente meraviglioso che diventa normale; insomma, c'è un limite allo stupore. Infatti le cose che fa, lui le chiama 'giochi', nel momento in cui le vedi per tua fortuna non ti stupiscono, nel ricordo assumono una dimensione sconvolgente. Com'è Rol? A chi assomiglia? Che aspetto ha? [...]I suoi occhi, gli occhi di Rol non si possono guardare a lungo. Son occhi fermi e luminosi, gli occhi di una creatura che viene da un altro pianeta, gli occhi di un personaggio di un bel film di fantascienza. Quando si fanno 'giochi' come i suoi, la tentazione dell'orgoglio, di una certa misteriosa onnipotenza, deve essere fortissima. Eppure Rol sa respingerla, si ridimensiona quotidianamente in una misura umana accettabile. Forse perché ha fede e crede in Dio». «Gustavo Rol è un uomo che Dio ha mandato fra di noi per renderci migliori».

    E ancora...

    «Rol sfugge alla nostra possibilità di comprensione. È un mistero» Cesare Romiti

    «... una personalità fra le più sorprendenti del secolo» Alberto Bevilacqua

    «... è il più indecifrabile e fascinoso enigma in cui mai mi sia imbattuto» Roberto Gervaso

    «Tra le persone a cui rivolgo una preghiera quando sono in difficoltà c'è anche lui...» Vittorio Messori

    «Sono rimasto sbalordito, ma niente affatto sgomento: anzi, consolato ed arricchito» Valentino Bompiani

    «A Gustavo Adolfo Rol che cammina come un illuminato sulla geografia dell'inconoscibile e della relatività» Pitigrilli (dedica)

    «Quell'uomo legge nel pensiero e non possiamo rischiare che i segreti dello Stato francese vengano a conoscenza di estranei» Charles De Gaulle

    «...è l'uomo più sconcertante che io abbia conosciuto. Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene» Federico Fellini

    «Un personaggio... dietro al quale si nascondeva un'entità inafferrabile» Tullio Kezich


    Anche Dino Buzzati era molto dentro ai temi dell'occulto, uno scrittore da rivalutare che insieme a Rol e a Fellini hanno cercato di combattere la deriva modernista e scientista dell'italia del dopoguerra.

 

 
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