Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Sine ira et studio
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    Predefinito Se destra e sinistra si riducono a dicotomia di stereotipi

    Nel nuovo libro di Carlo Galli, una lettura generalizzante del presente
    Se destra e sinistra
    si riducono a dicotomia di stereotipi


    La lettura del pamphlet di Carlo Galli recentemente pubblicato da Laterza ci convince, una volta di più, della necessità di superare la distinzione tra "destra" e "sinistra". Soprattutto se gli argomenti a sostegno dell'ipotesi che il mantenimento di tale "coppia oppositiva" sia necessario alla comprensione dell'attuale quadro politico sono quelli portati da Galli. Il cui "sguardo genealogico" sull'origine del Moderno ci appare, in tutta franchezza, strabico.Ma partiamo dai contenuti. Che cos'è la politica moderna per Galli? Si tratta di «una serie di discorsi sulla costruzione dell'ordine», di cui «attore, centro e protagonista [...] è il soggetto singolo, razionale, libero e uguale». Essa è «originariamente indeterminata», e ciò si esprime nella necessità della «coppia oppositiva destra-sinistra»: da una parte (destra), «esiste una realtà minacciosa e instabile, lo stato di natura, dall'altro è indispensabile costruire un artificio che dia forma e stabilità alla politica» (sinistra). Questo è il «nesso centrale» della politica moderna: quello tra «disordine come dato» (destra) e «ordine come esigenza» (sinistra). Destra e sinistra sono dunque i due modi in cui il Moderno si manifesta. Solo uno «sguardo genealogico sull'origine della politica moderna» consente di stabilire il criterio della loro distinzione.Cosa "vede" Galli? Nella sinistra chi crede che «è Bene che i semi naturali di umana razionalità si sviluppino liberamente, in soggettività caratterizzate da uguaglianza di dignità e autonomia, con la rinuncia a violenza, discriminazioni e dominio: che è Giustizia non l'ordine dell'essere ma il progetto delle soggettività di emanciparsi, attraverso la politica, da impedimenti e condizionamenti». In sostanza, chi intende «assicurare attivamente la libertà del fiorire del soggetto» e «in uguale dignità». Nella destra, all'opposto, chi si concentri sull'altro lato del Moderno, e cioè l'instabilità del reale. Un progetto politico la cui fondazione in «Dio, Natura, Storia, Tradizione, Valori, Nazione, Razza, Destino, Mercato [...] si accompagna sempre al tema, che è quello da cui propriamente si sprigiona l'energia politica della destra, dell'aggressione permanente all'Ordine, che quindi in realtà non è naturale né necessario; l'esperienza primaria è che la natura non è antropomorfa, ma è instabile e che quindi l'Ordine va sì realizzato ma non tanto con l'artificio razionale quanto con la lotta incessante contro chi lo minaccia». Una vera e propria «accettazione del disordine».In che cosa si traduce questo (pesante) armamentario teorico? In un'analisi della situazione politica attuale che lascia sgomenti. Perché vede nella "destra" unicamente «politiche che assecondano divisioni corporative e paure allarmistiche, risentimenti sociali e frammentazioni culturali, chiusure ed esclusioni [...] dei non integrati, xenofobie aperte e mascherate». In questo senso il caso italiano è, secondo Galli, "paradigmatico". È qui, infatti, che la "destra" mischia «populismo passivo e oligarchia gerarchizzante», «razzismo e retoriche di solidarietà». E dove si diffonde la "illusione compensatoria" caratterizzante la "destra" di una comunità prosperosa e felice che si potrebbe raggiungere soltanto se fossero rimossi alcuni ostacoli. E cioè "i "comunisti", i terroristi, i migranti, i magistrati, i "giustizialisti", i giornalisti e quanti altri". In sostanza: il campionario dei nemici del premier. Che diventa infatti oggetto privilegiato di analisi. Berlusconi, il cui stesso corpo «realizza la fusione dell'Uno coi Molti, e dei Molti con l'Uno, attraverso l'Amore", è "identico al Tutto", è un "corpo mistico" dove «i militanti del Pdl» sono "missionari della libertà". Berlusconi, che incarna una politica il cui fine è che «il progetto di uguaglianza democratica e di emancipazione della Costituzione repubblicana si fermi», «le attuali contraddizioni della società si blocchino», «il crescente dislivello di potere e di ricchezza fra i cittadini non venga colmato, e anzi non venga avvertito». Il tutto non come contingenza storica di questa destra, si badi bene, ma come risultato necessario della genealogia del concetto stesso di destra come inserito nella contemporaneità, dato che il volume non si propone una analisi delle sorti contingenti dei due schieramenti. Una destra il cui "pensiero" sarebbe rappresentato al meglio dalle "fiction della tv commerciale". E i cui elettori «maggioritariamente condividono la percezione del mondo come privo di regole che non siano quelle che sanciscono il successo comunque perseguito, la subordinazione dei meno abili, e l'esclusione dei diversi». Ecco, sono queste letture astratte, generalizzanti, stereotipate del presente a renderci una volta di più convinti che il superamento della dicotomia destra/sinistra non debba attendere che «la moderna struttura originaria della politica [sia] consumata», per avere luogo. Anche perché, così definiti i termini del problema, le due categorie potrebbero finalmente perdere il loro ruolo esplicativo solamente qualora il soggetto o scompaia dall'interesse della politica o sia stato in grado di colmare il divario tra una percezione del disordine del mondo e una richiesta di aggiustamento. E cioè mai. No, Galli, per fortuna non ci sono da una parte la "democrazia senza aggettivi" (che «non può non essere l'obiettivo di forze variamente orientate a sinistra») e dall'altra la disuguaglianza (per essere di destra non serve nemmeno teorizzarla, «è sufficiente praticarla e accettarla come inevitabile, incorreggibile, insuperabile. E farne il dato centrale dell'ordine politico»). Il presente è molto più semplice e allo stesso tempo complesso di così: ci sono dei problemi, e si fa una grossa fatica a risolverli. Dal suo "sguardo genealogico" vorremmo un'indicazione su questo: sulle soluzioni. A meno che non siano caricature, distinzioni di comodo. O pregiudizi.

    Fabio Chiusi

    26 febbraio 2010Carlo Galli,
    Perché ancora destra e sinistra
    Laterza (2010)
    pp. 87

    Ffwebmagazine - Se destra e sinistra si riducono a dicotomia di stereotipi

    Invito tutti a leggere questo pamphlet che, nella sua brevità, dipinge un ritratto da manuale della dicotomia destra-sinistra e della usa obsolescenza nel mondo postmoderno.
    Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.

    Al mondo esistono solo due razze: gli uomini per bene e gli stronzi. Questi ultimi cercano quasi sempre di passare per i primi.

  2. #2
    Sine ira et studio
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    Predefinito Rif: Se destra e sinistra si riducono a dicotomia di stereotipi

    Niente da dire?
    Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.

    Al mondo esistono solo due razze: gli uomini per bene e gli stronzi. Questi ultimi cercano quasi sempre di passare per i primi.

  3. #3
    x il Socialismo Mondiale
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    Predefinito Rif: Se destra e sinistra si riducono a dicotomia di stereotipi

    Destra e sinistra sono le gambe su cui si regge il capitalismo.
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  4. #4
    Sine ira et studio
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    Predefinito Rif: Se destra e sinistra si riducono a dicotomia di stereotipi

    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    Destra e sinistra sono le gambe su cui si regge il capitalismo.
    Mi pare un po' semplicistica come affermazione. Destra e sinistra sono categorie che si riferiscono in generale alla politica moderna, cioè a quella peculiare concezione e interpretazione dello spazio politico emersa a partire dal 1500 in avanti. La critica del capitalismo è certamente un aspetto, ma non il solo e non sempre il più rilevante, della contrapposizione destra-sinistra.
    Certo è che in un mondo postmoderno quale quello in cui viviamo, diventa arduo conservare questa particolare categorizzazione delle idee politiche, nel momento in cui i fondamenti sociali, culturali e intellettuali che accomunano destra e sinistra e ne definiscono le linee di contrapposizione vanno progressivamente sgretolandosi.
    Sarebbe ora di cominciare a ragionare in termini nuovi e diversi, ad osservare il mondo con nuove lenti più adatte a quella che è la realtà che si sta materializzando giorno dopo giorno sotto i nostri occhi.
    Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.

    Al mondo esistono solo due razze: gli uomini per bene e gli stronzi. Questi ultimi cercano quasi sempre di passare per i primi.

  5. #5
    Can che abbaia morde
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    Predefinito Rif: Se destra e sinistra si riducono a dicotomia di stereotipi

    Molto confuso.
    Troppo confuso.
    Riproviamoci.
    La Repubblica l'ho rispettata, ma non sono stato rispettato.
    Restauriamo la Monarchia.
    Voglio tornare a casa e se non ci fosse più una casa, beh la ricostruiremo.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Se destra e sinistra si riducono a dicotomia di stereotipi

    Citazione Originariamente Scritto da assurbanipal Visualizza Messaggio
    Molto confuso.
    Troppo confuso.
    Potresti essere un po' più chiaro? Può darsi che la recensione non renda del tutto giustizia al libro, ma ti assicuro, avendolo letto proprio in questi giorni, che è tutt'altro che confuso.
    Certo non è proprio semplicissimo da comprendere, ma cosa nel pensiero politico non lo è?
    Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.

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  7. #7
    colleziono trofei
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    Predefinito Rif: Se destra e sinistra si riducono a dicotomia di stereotipi

    Citazione Originariamente Scritto da Il viaggiatore notturno Visualizza Messaggio
    Niente da dire?
    purtroppo non capisco neanche le parole "dicotomia" e "obsolescenza", quindi il libro non lo capirei se lo leggessi.
    Ultima modifica di brunik; 16-03-10 alle 20:04
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  8. #8
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: Se destra e sinistra si riducono a dicotomia di stereotipi

    io non capisco la differenza fra destra e sinistra, m'hanno dato una moneta dicono che le rappresenta entrambi, basta girarla.

  9. #9
    Sine ira et studio
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    Predefinito Rif: Se destra e sinistra si riducono a dicotomia di stereotipi

    Apprezzo l'ironia di brunik... ma speravo di stimolare una riflessione più produttiva dei soliti, sterili battibecchi che si vedono in questo forum...
    Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.

    Al mondo esistono solo due razze: gli uomini per bene e gli stronzi. Questi ultimi cercano quasi sempre di passare per i primi.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Se destra e sinistra si riducono a dicotomia di stereotipi

    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    Destra e sinistra sono le gambe su cui si regge il capitalismo.
    Il capitalismo si autogenera e si autolettima.
    Al massimo è lui che permette a destra e sinistra di reggersi...
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


 

 

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