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Discussione: Equinozio e Celti

  1. #1
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    Predefinito Equinozio e Celti

    Scusate l'argomento, forse già dibattuto in questo Forum, ma i pagani di tradizione celtica festeggiano o no gli equinozi (e questo varrebbe anche per i solstizi ) ?

    Dicono che avessero poca o nulla considerazione degli astri e che le sole feste considerate fossero le 4 che noi conosciamo: Samuin, Lugnasadh, Imbol, Beltame.

    Grazie

    Sorbo di monte

  2. #2
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    Predefinito

    I celti celebravano certamente sia i solstizi (grien tairisem) "il tempo in cui il sole indugia" [in irlandese grianstad] che gli equinozi (deiseabhair na grene) "il tempo in cui il sole è di fronte al sud" [in irlandese deiseach].
    La considerazione degli astri era rilevante, conoscevano fenomeni quali la precessione degli equinozi, la ruota dello zodiaco e i sette pianeti tradizionali.

  3. #3
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    Predefinito

    Fondamentale era per i celti, come tutti i popoli gentili, la conoscenza dell'astri e del mistero del Cosmo, sede delle grandi energie che movono ogni cosa.

    Le feste che noi conosciamo sono otto: Yule, il solstizio d'inverno, che celebra il ritorno del Sole e l'allungamento delle giornate; Imbolc, il I Febbraio, la festa della luce crescente; Ostara, l'equinozio primaverile, il punto de transizione tra la metà oscura e quella chiara dell'anno; Beltane, XXX aprile, che annuncia l'estate; Litha, il solstizio d'estate, quando il Sole se trova nel punto più alto; Lammas, I agosto, il primo raccolto; Mabon, l'equinozio autunnale, il secondo raccolto; Samhain, I novembre, l'inizio dell'inverno e del terzo raccolto.
    Tutte queste celebrazioni possiamo ritrovarle, superficialmente cristianizzate, nelle festività dei paesi nordici.

    Il calendario celtico, come quello Romano, è estremamente legato alle fasi Solari e Lunari che influenzano e tutelano i cicli agricoli. Per non parlare poi del peso che aveva la cultura astronomica.


    Chi se dichiara de una precisa Religio deve per prima cosa conoscere con quali occhi j'antenati vedevano il mondo che li circondava.
    E' da poco che sono in questo forum, e fin'ora non mi è capitato d'imbattermi in argomenti riguardanti le festività e le loro funzioni (anche se c'ho provato a cominciare questo discorso... sembrano gelosi, o timidi, nel parlare de tali cose ).

    Sorbomontano spero d'esserti stato utile, anche se estremamente riassuntivo per un argomento de tale complessità.
    Il cammino è ancora lungo...

    Vale Bene.

  4. #4
    Dasanudas Das
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  5. #5
    Mjollnir
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorillus Magno Visualizza Messaggio
    Fondamentale era per i celti, come tutti i popoli gentili, la conoscenza dell'astri e del mistero del Cosmo, sede delle grandi energie che movono ogni cosa.

    Le feste che noi conosciamo sono otto: Yule, il solstizio d'inverno, che celebra il ritorno del Sole e l'allungamento delle giornate; Imbolc, il I Febbraio, la festa della luce crescente; Ostara, l'equinozio primaverile, il punto de transizione tra la metà oscura e quella chiara dell'anno; Beltane, XXX aprile, che annuncia l'estate; Litha, il solstizio d'estate, quando il Sole se trova nel punto più alto; Lammas, I agosto, il primo raccolto; Mabon, l'equinozio autunnale, il secondo raccolto; Samhain, I novembre, l'inizio dell'inverno e del terzo raccolto.
    Tutte queste celebrazioni possiamo ritrovarle, superficialmente cristianizzate, nelle festività dei paesi nordici.

    Il calendario celtico, come quello Romano, è estremamente legato alle fasi Solari e Lunari che influenzano e tutelano i cicli agricoli. Per non parlare poi del peso che aveva la cultura astronomica.


    Chi se dichiara de una precisa Religio deve per prima cosa conoscere con quali occhi j'antenati vedevano il mondo che li circondava.
    E' da poco che sono in questo forum, e fin'ora non mi è capitato d'imbattermi in argomenti riguardanti le festività e le loro funzioni (anche se c'ho provato a cominciare questo discorso... sembrano gelosi, o timidi, nel parlare de tali cose ).

    Sorbomontano spero d'esserti stato utile, anche se estremamente riassuntivo per un argomento de tale complessità.
    Il cammino è ancora lungo...

    Vale Bene.

    Attenzione, Yule e Ostara sono ricorrenze della tradizione nordica, non celtica.
    E "Litha" mi sembra una creazione neo-pagana, non è attestata presso i Celti reali.

  6. #6
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    Sì, credo che si debba fare un po' di chiarezza, perché alla tradizione celtica oggi si attribuisce di tutto e di conseguenza si finisce per celebrare di tutto.

    Dal libro "La religione dei Celti. Una concezione del Mondo" di Margarete Riemschneider Ed Bur, riporto i seguenti brani:

    "Originariamente i Celti erano un popolo continentale. Essi ebbero difficilmente l’opportunità di venire in contatto con culture esclusivamente astrali." (…)

    "Il calendario è formato da 62 mesi che si succedono uno dopo l’altro e dovrebbe corrispondere circa a cinque anni solari. Ci sono mesi di 29 giorni e altri di 30, che a loro volta sono divisi in due parti uguali, in 15 e 15 e poi in 14 e 15. I mesi che hanno 30 giorni sono i mesi fortunati, quelli che ne hanno 29 sono quelli sfortunati. La prima metà è chiara, la seconda è oscura. Ma nei mesi fortunati c’è qualche giorno fortunato e viceversa. Poiché la metà chiara corrisponde quasi sempre con la luna piena, si tratta di un calendario basato sulla luna in una forma molto primitiva. L’adeguamento all’anno solare avviene ogni tre anni con l’inserimento di un mese che non ha nessuna caratteristica particolare. Un’opera di questo tipo è in evidente contrasto con il modo di misurare il cielo, usato dalle popolazioni megalitiche, che avrebbero veramente scosso la testa di fronte a questo." (…)

    "Perciò non dobbiamo stupirci se presso i Celti non c’è un culto del sole e neppure uno della luna, e che l’interpretazione della ruota come il simbolo del sole è la più infelice che possa venire in mente a chi si interessa della civiltà celtica." (…)

    "Non si sentono però costretti ad alcuna forma di devozione. Anzi osserviamo proprio il contrario. Le grandi feste dell’anno evitano ogni collegamento con le ierofonie celesti. Esse si collocano tra gli equinozio e i solstizi, non hanno il minimo rapporto né con la luna né con il sole."


    Per l'autrice i celti erano essenzialmente degli adoratori della grande Madre, con scarso interesse per gli astri, se non in modo molto approssimativo. Forse l'autrice si riferisce ai celti delle origini, non so.

    Sorbodimonte

  7. #7
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    Margarete Riemschneider... oh Gesu'...!..... (dal tipo di imprecazione si dovrebbe capire cosa ne penso.....

    Per l'autrice i celti erano essenzialmente degli adoratori della grande Madre, con scarso interesse per gli astri, se non in modo molto approssimativo. Forse l'autrice si riferisce ai celti delle origini, non so.
    .. no comment.. purtroppo c'e' veramente tanto pattume in giro sui celti.. tanto..
    Lei si riferisce i celti che sono esistiti solo nel suo immaginario distorto di insegnante di educazione artistica.

    Quello che dobbiamo ricordare, e che sopratutto in certi ambiti che a suo tempo erano 'di frontiera', qualsiasi improvvisato può scrivere un libro.

    Saluti,
    Frumentarivs
    Frumentarius
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  8. #8
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    Appunto continuo a consigliare di leggere gli articoli del Prof. Gaspani in merito all'astronomia e di conseguenza a tutto il resto.

  9. #9
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    Frumentarius ha scritto:
    >>.. no comment.. purtroppo c'e' veramente tanto pattume in giro sui celti.. tanto..
    Lei si riferisce i celti che sono esistiti solo nel suo immaginario distorto di insegnante di educazione artistica.
    Quello che dobbiamo ricordare, e che sopratutto in certi ambiti che a suo tempo erano 'di frontiera', qualsiasi improvvisato può scrivere un libro.>>

    Acc…., mi sembrava che ci fosse qualcosa di strano in quel libercolo. Per altro, la tipa in questione, afferma che i Celti non sapevano arrostire le carni, ma le bollivano solo, e che assolutamente non adoravano spiriti del luogo.



    Citazione Originariamente Scritto da Madhur Visualizza Messaggio
    Sì, molto interessanti. Mi hanno chiarito diverse cose. Però, non mi sembra, magari li ho letti di fretta, riportino citazioni storiche sugli equinozi o i solstizi come eventi festeggiati e come vere e proprie feste celtiche. Proverò a rileggerli.


    Citazione Originariamente Scritto da psynerd Visualizza Messaggio
    I celti celebravano certamente sia i solstizi (grien tairisem) "il tempo in cui il sole indugia" [in irlandese grianstad] che gli equinozi (deiseabhair na grene) "il tempo in cui il sole è di fronte al sud" [in irlandese deiseach].
    La considerazione degli astri era rilevante, conoscevano fenomeni quali la precessione degli equinozi, la ruota dello zodiaco e i sette pianeti tradizionali.
    Ma questo viene riportato nei testi classici e nelle saghe irlandesi più antiche o è qualcosa di più recente ?

    Citazione Originariamente Scritto da Fiorillus Magno Visualizza Messaggio
    E' da poco che sono in questo forum, e fin'ora non mi è capitato d'imbattermi in argomenti riguardanti le festività e le loro funzioni (anche se c'ho provato a cominciare questo discorso... sembrano gelosi, o timidi, nel parlare de tali cose ).
    Come pagano amo confrontarmi con altri pagani, non solo sul piano storico, su cui sono per altro assolutamente impreparato, ma soprattutto sul piano del "sentire". Il "sentire" di qui e ora, in questo tempo. Mi piace sapere cosa provano e fanno gli altri, in primis quelli che seguono la tradizione celtica, ma non solo. La mia domanda sull'equinozio celava un po' questo scopo.

    Sorbodimonte

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  10. #10
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    Sarei veramente felice di conoscere come gli altri celebrano le festività, anche per arricchire una conoscenza rituale de cui scarzeggio completamente.

 

 
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