Soldi ai rom per lasciare Pisa, via 4 famiglie
Cinquecento-mille euro per l’impegno a non tornare. «Niente furbi, scegliamo persone affidabili»
PISA — Il rimpatrio con buo*nuscita è già stato accettato dai primi dodici rom, quattro fami*glie in tutto. Tra qualche giorno saliranno su un pullman per raggiungere i luoghi di origine, in Romania. Viaggio spesato e bonus in denaro: dai cinquecen*to ai mille euro a nucleo familia*re da erogare solo a destinazio*ne raggiunta. Soldi pubblici, messi a disposizione dalla So*cietà della salute, un consorzio di nove comuni (tra i quali Pi*sa, Cascina, San Giuliano Ter*me, Vecchiano, Calci, Fauglia) dell’area pisana e l’Asl. L’accor*do, con tanto di firme e contro*firme, prevede il consenziente allontanamento dei rom, e in un imminente futuro sarà este*so anche ai cittadini extracomu*nitari, sempre che siano d’ac*cordo. E che impegna, chi accet*ta «a non rientrare in Italia al*meno per un anno» e a rinun*ciare ad «accamparsi o a erige*re baracche in zona in luoghi pubblici o privati che non siano destinati allo scopo».
Clausole che però hanno provocato in città polemiche e ironia. I rom sono quasi tutti cittadini rome*ni, dunque comunitari e come membri dell’Ue hanno il diritto di entrare in qualsiasi Paese membro senza restrizioni. An*che se sono stati pagati con as*segno per non tornare un anno intero. «Il rimpatrio consenziente è un’idea che ci è venuta durante un monitoraggio dei campi abu*sivi — spiega Maria Paola Cicco*ne, assessore alle politiche so*ciali del comune di Pisa e da lu*nedì nuovo presidente della So*cietà della salute —. Sono stati alcuni rom a chiederci di aiutar*li a tornare a casa e dunque con i servizi sociali abbiamo deciso questa sperimentazione in col*laborazione con la Regione To*scana ». Sulla possibilità di «furbe*rie », l’assessore ammette qual*che rischio: «La nostra è una scommessa. Il servizio non è ri*volto a tutti ma solo a quelle persone meritevoli di fiducia». In città il provvedimento sta creando polemiche e malumo*re. Amanuel Sikera, vicepresi*dente della Consulta provincia*le degli stranieri, in una lettera aperta a Tirreno e Nazione, non ha lesinato critiche agli en*ti locali. «Sono rimasto sconcer*tato dalla ricetta proposta per il loro rimpatrio — ha scritto Sikera —. Attuare un siffatto provvedimento significa am*mettere un totale fallimento delle politiche di integrazione».
http://www.corriere.it/cronache/09_m...4f02aabc.shtml




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repapelle:
