Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    itaglia=paese miserabile
    Data Registrazione
    23 Aug 2006
    Località
    Tra le nebbie del Grande Fiume
    Messaggi
    939
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Exclamation Sul Nuovo Piano Territoriale Regionale

    Forlì, 16 luglio 2007
    Sul nuovo Piano Territoriale Regionale
    Nei giorni scorsi, attraverso un pubblico incontro bolognese, la Regione Emilia—Romagna ha rilanciato la sua ipotesi di un nuovo Piano Regionale Territoriale con caratteristiche Bologna—centriche. E ciò anche col supporto di un documento di preventiva adesione da parte dei Sindaci “ulivisti” della Regione. Che qualcuno, per questo gesto, ha definito “vassalli”, “suicidi”, ecc. ecc.
    La motivazione espressa per la nuova strategia è la seguente: “la stagione del “policentrismo” dei primi anni ’90 è finita. Oggi Bologna deve divenire elemento catalizzatore e di traino per l’intero sistema emiliano—romagnolo nel circuito delle nuove capitali regionali europee”.
    Vediamo più da vicino come esattamente stanno le cose. Onestamente, è mai esistita, nella nostra Regione, una seria politica policentrica che si ponesse, in primo luogo, il problema del riequilibrio dell’intero territorio amministrato, come è buona regola di ogni amministrazione responsabile? E dire che di tempo per comportarsi in questo modo ne è esistito, essendo il PCI—PDS—DS al potere, in Emilia—Romagna, ininterrottamente da 37 anni. Dalla nascita in Italia del sistema regionale.
    Se diamo una occhiata al “valore aggiunto medio pro—capite” relativo all’anno 2004 (l’ultimo disponibile) delle nove Provincie emiliano—romagnole, la risposta è, inappellabilmente, negativa. Bologna guida saldamente la graduatoria, che la vede anche terza alla dimensione nazionale, in fondo alla quale si colloca Ferrara (48.a a livello nazionale), con una differenza che supera il trenta per cento. Per quanto concerne la Romagna siamo mediamente distanziati del venti per cento, nonché di una ventina di posizioni nella graduatoria nazionale.
    Ovviamente, la differenza, in questa dimensione, non esiste soltanto per il valore aggiunto, ma investe tutte le varie componenti. E non è imputabile alla minore voglia delle popolazioni periferiche di lavorare e di “fare impresa”, bensì alle maggiori dotazioni bolognesi in ogni settore, ai maggiori investimenti e servizi, anche regionali, operati nel tempo, ai trattamenti preferenziali, non confrontabili neppure proporzionalmente alla popolazione, coi trattamenti riservati alla periferia. Altro che “policentrismo”! Una condizione che verrebbe ingiustamente esasperata ai danni di tutti gli altri territori regionali se si accettasse il criterio Bologna—centrico oggi proposto.
    A questo punto il territorio romagnolo, pure coi suoi comparti di assoluta eccellenza rispetto alla realtà sia regionale che nazionale, non dispone di una propria Università modellata sui suoi bisogni e sulle sue propensioni, ma si è dovuto accontentare di ciò che “passava” Bologna. Manca totalmente di Cliniche universitarie, limita la sua presenza di Uffici giudiziari ai Tribunali, ha una rete stradale che le assicura il primato nazionale degli incidenti, non è neppure toccato dalla Grande Velocità Ferroviaria, ha Aeroporti in gravi difficoltà finanziarie che Bologna, quando non se ne deve servire, tratta da “concorrenti”. Del resto, come fa con le Fiere, ecc.
    Come si può decentemente sostenere, come insiste il Presidente Errani, e come finiscono per confermare i Sindaci che gli tengono bordone, che le realtà periferiche verranno meglio promosse, secondo le loro indubbie potenzialità, accodandoci sostanzialmente a Bologna, accreditando, sulla loro pelle, le relative capacità di “traino” ?
    Cerchiamo di essere chiari: la nuova strategia che si propone a livello regionale ha uno scopo essenziale: accrescere il proprio interesse ed i propri interventi finanziari su Bologna ai danni di tutte le restanti realtà regionali. Imporre copiose donazioni di sangue a chi sta già molto bene da parte di chi soffre di anemia, pure disponendo di potenzialità fino a questo momento trascurate. E che lo verrebbero anche per il seguito.
    Bologna ha anche il dovere di una profonda rivisitazione autocritica. Fino a pochi anni fa disponeva di un proprio sistema creditizio che la caratterizzava anche alla dimensione nazionale. Tale realtà è venuta meno. Ha una Università antica e gloriosa, con un corpo docente, però, vecchio e familistico all’eccesso, che non l’accredita secondo le attese. Si è giunti, in occasione delle ultime elezioni amministrative, alla candidatura a Sindaco di una personalità esterna, ammettendo pubblicamente inadeguatezza di classe dirigente, come non e accaduto in nessun altro piccolo o grande Comune emiliano-romagnolo.
    Sul progetto di Vasco Errani e, prima ancora, del partito politico relativo, si sono già registrati forti e qualificati interventi critici. Si è parlato del rifiuto di certe realtà regionali di svolgere il ruolo dì “ruote di scorta” di Bologna. Si è ritenuto che l’indirizzo Bologna—centrico fornito al Piano in discussione corrisponda alla esigenza dei PS ed alleati di mantenere la maggioranza amministrativa nel Comune in questione, che non è loro garantita neppure dalla giunta Cofferati. E ciò attraverso grossi interventi finanziari regionali in larga misura sottratti agli altri territori. I quali sono, oltretutto, demograficamente, largamente maggioritari.
    Da qualche parte si è anche anticipato il concetto che, procedendo in questo modo, la maggioranza regionale mette in dubbio, addirittura, “le ragioni dello stare assieme” in una “Regione totalmente inventata senza consistenza storica e compattezza geografica, come si sostiene giustamente in Romagna”.
    Tutto questo premesso, la nostra opposizione all’ipotesi Bologna—centrica e “pigliatutto” è totale ed assoluta. E pari alla condanna rispetto. all’allineamento espresso dai Sindaci anche delle nostre principali località. Senza alcun riguardo per i legittimi interessi dei territori e delle popolazioni relative.
    Di qui, il nostro motivato appello ai cittadini, alle Istituzioni, alle organizzazioni economiche e sindacali, alle formazioni politiche tutte, perché si acquisisca la rilevanza epocale della posta in gioco. E perché sì sconfigga questo atto di violenza e di discriminazione.
    Se la regione Emilia—Romagna ha la consapevolezza del proprio ruolo, la cosa seria da fare, in sede di Piano, non è di privilegiare ulteriormente la realtà bolognese a scapito di tutto il resto. Bensì di impegnarsi in due convergenti direzioni: il complessivo riequilibrio del territorio dì competenza, una particolare attenzione per le esistenti e possibili nuove “eccellenze” riferite a tutte e nove le Provincie in campo.
    ON. SERVADEI M.A.R.


  2. #2
    itaglia=paese miserabile
    Data Registrazione
    23 Aug 2006
    Località
    Tra le nebbie del Grande Fiume
    Messaggi
    939
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Scovato su Alicenonlosa.it

    Ma quale Bologna capitale!!!

    (alicenonlosa.it n.250 del 17/07/2007)


    Cara Alice,

    da diversi anni, anche in quelli in cui sedevo in Consiglio Regionale, bolognesi originari e acquisisti (o “venduti”, a seconda della stima nei loro riguardi) insistono perché cambi in regione la ripartizione delle risorse a favore di Bologna dove dovrebbero trovare spazio iniziative e investimenti di grande rilevanza e capaci di far fare a quella zona un salto di qualità.

    Lo scopo dichiarato è quello di rendere l’intera regione competitiva nei confronti delle più sviluppate regioni europee e mondiali.

    Tutto ciò è molto discutibile ed io ho lottato dentro il mio partito della Margherita (molto Bologna-centrico) e dentro le istituzioni affinché si comprendesse che la nostra regione non ha le caratteristiche di un territorio governabile dal centro.

    Il suo “policentrismo” è innato nel sistema economico ed anche in quello sociale, le nostre eccellenze sono disperse in molte parti della regione, gli “attrezzi” della cassetta della politica sono meglio utilizzabili per provincia piuttosto che al centro della regione.

    Ciò, tra l’altro, rende l’istituzione Regione meno utile e un po’ troppo autoreferenziale rispetto ad altre zone del paese. Semmai Bologna non funzione nei pochi compiti che le sono stati affidati negli anni. Basta guardare il nodo autostradale (un vero scandalo!) o il sistema fieristico regionale, il (mancato) coordinamento delle politiche urbanistiche, commerciali, sportive e così via.

    Bologna faccia bene ciò che già dovrebbe fare, e la Regione faccia il suo dovere di coordinamento e di impulso forte e moderno alla crescita del sistema policentrico garantendo ai territori adeguate risorse.



    Graziano Pini

    ex Cons Reg e coordinatore di Pensiero Libero

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    08 Apr 2006
    Località
    Parma - " 'me ela, sior Frarén, che so' fiö al va in gir in machina e lù inveci in biciclèta?!" - "Parché me fiö l'e fiö d'un sior e mi a son fiö d'un povret".
    Messaggi
    508
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il voler ricondurre tutto il sistema regionale nell'orbita di Bologna è, penso, quanto di più sbagliato la Regione potesse proporre.
    Se c'è una regione con differenze locali importanti nel tessuto socioeconomico (intendendo con ciò anche forti differenze di mentalità) è l'ER.
    Il voler obbligare tutti a seguire direttive e indirizzi provenienti dal capoluogo non può che irritare certe province e comuni, anche dello stesso colore politico della giunta regionale.

  4. #4
    Emiliano-Luneziano
    Data Registrazione
    13 Jan 2007
    Località
    Emilia Lunense
    Messaggi
    219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da paul_01 Visualizza Messaggio
    Il voler ricondurre tutto il sistema regionale nell'orbita di Bologna è, penso, quanto di più sbagliato la Regione potesse proporre.
    Se c'è una regione con differenze locali importanti nel tessuto socioeconomico (intendendo con ciò anche forti differenze di mentalità) è l'ER.
    Il voler obbligare tutti a seguire direttive e indirizzi provenienti dal capoluogo non può che irritare certe province e comuni, anche dello stesso colore politico della giunta regionale.
    Mai come in questo momento la regione Emilia-Romagna sta mostrando i suoi limiti. Ormai si cerca il "golpe bolognacentrico" per far in modo che con il passare degli anni la regione venga sempre più identificata come un semplice "territorio" facente capo a Bologna. Il termine stesso Emilia-Romagna è ancora troppo carico di differenze e artificiosità e questo fa paura ha chi possiede da decenni il potere locale e non vuole mollarlo. Prima che scoppi il bubbone tentano la carta della disperazione e tempo mezza generazione ci saremo assuefatti a questa nuova "signoria" feudale che dispenserà beni (pochi) solo a chi voterà nel modo giusto. Ad est la Romagna è ora che inizi a fare sul serio, ma non dimentichiamo l'Emilia-Lunense ad ovest che proprio in questi ultimi tempi ha ripreso vigore nuovo ed obiettivi chiari. www.lunezia.4000.it (Paul ti aspettiamo sempre )

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    08 Apr 2006
    Località
    Parma - " 'me ela, sior Frarén, che so' fiö al va in gir in machina e lù inveci in biciclèta?!" - "Parché me fiö l'e fiö d'un sior e mi a son fiö d'un povret".
    Messaggi
    508
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Pramsan Visualizza Messaggio
    (Paul ti aspettiamo sempre )
    Dai, prìma o dòpa a ven anca mi!

    Il fatto è che vedo interessate alla Lunezia solo Parma, la Lunigiana e in misura minore Spezia (almeno fino alle 5 terre). Nel caso ci fosse da decidere, penso che Piacenza ci starebbe quasi certamente anche se per ora non si dimostra particolarmente interessata. A sud di Marina di Carrara non penso la cosa interessi molto...così come nel cremonese e nel mantovano, eccezion fatta per Casalmaggiore, Viadana e forse Sabbioneta. Non mi sembra comunque un territorio che possa avere la forza di diventare regione...

    In ogni caso, anche se non mi convince del tutto, non sono a priori contrario: se questa fosse la strada per superare il vecchio e nuovo centralismo bolognese ben venga (però almeno Cremona, Mantova e Massa ci devono essere...altrimenti la vedo dura!)

  6. #6
    Emiliano-Luneziano
    Data Registrazione
    13 Jan 2007
    Località
    Emilia Lunense
    Messaggi
    219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da paul_01 Visualizza Messaggio
    Dai, prìma o dòpa a ven anca mi!

    Il fatto è che vedo interessate alla Lunezia solo Parma, la Lunigiana e in misura minore Spezia (almeno fino alle 5 terre). Nel caso ci fosse da decidere, penso che Piacenza ci starebbe quasi certamente anche se per ora non si dimostra particolarmente interessata. A sud di Marina di Carrara non penso la cosa interessi molto...così come nel cremonese e nel mantovano, eccezion fatta per Casalmaggiore, Viadana e forse Sabbioneta. Non mi sembra comunque un territorio che possa avere la forza di diventare regione...

    In ogni caso, anche se non mi convince del tutto, non sono a priori contrario: se questa fosse la strada per superare il vecchio e nuovo centralismo bolognese ben venga (però almeno Cremona, Mantova e Massa ci devono essere...altrimenti la vedo dura!)
    Allora speriamo che sia "prima" piuttosto che "dopo"!
    Comunque Lunezia è un libro aperto. Il forum in questione rappresenta una corrente molto forte e diventerà sicuramente un punto di riferimento per i politici pro-lunezia che vogliono "testare il polso". Se puo' farti piacere ti comunico che Catallaxia, uno dei fondatori del forum, è di Mantova e rappresenta il territorio mantovano nel neonato Comitato Lunezia (già Emilia-Lunense). Ne ha fatta di carriera il ragazzo . Paul, vieni e confronta le tue idee con quelle degli altri luneziani, troverai molti più punti in comune che differenze

  7. #7
    itaglia=paese miserabile
    Data Registrazione
    23 Aug 2006
    Località
    Tra le nebbie del Grande Fiume
    Messaggi
    939
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Lettera Dell'on. Servadei

    Strategia per Bologna capitale: un ulteriore danno alla Romagna

    Siamo alla ripresa politico-amministrativa autunnale, ed ai nostri concittadini conviene portare la loro attenzione sui programmi della Regione Emilia-Romagna. Particolarmente sul nuovo Piano Territoriale già presentato alla pubblica opinione dalla Giunta nei mesi scorsi.
    Nello stesso si afferma che la politica “policentrica” assunta nel 1990 ha dato tutti i frutti che poteva dare, per cui è giunto il momento, ai fini di ulteriori complessivi progressi della Regione, di puntare prioritariamente sulla crescita del territorio bolognese come catalizzatore e traino dell’intero sistema regionale “nel circuito delle nuove capitali europee”.
    In buona sostanza, ci si predispone a mettere ulteriormente a disposizione della realtà petroniana le varie poste del bilancio regionale a scapito delle istanti otto Province. Meglio: delle più arretrate delle stesse, dato che il ricordato “policentrismo” ha significato allargare la forbice in fatto di redditi individuali medi, di servizi, infrastrutture, ecc. fra le zone forti emiliane (Bologna in primis) e tutto il resto. E questo in 40 anni di potere assoluto regionale del PCI-PDS-DS, che non dispone neppure della giustificazione di qualche “discontinuità” settoriale o complessiva.
    Nella graduatoria emiliano -romagnola del prodotto interno lordo “pro capite” per l’anno 2005, la Provincia bolognese, oltreché risultare al terzo posto a livello nazionale, è la prima assoluta con 32.653 euro, contro una media romagnola (Province di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena) di 27.850, e ferrarese (ultima regionalmente e 49.a alla dimensione nazionale) di 24.318 euro. Passando al “tasso di occupazione” (anno 2006, percentuale su chi è in età lavorativa dal 15 al 64 anni nelle singole realtà provinciali), il quadro è il seguente: Bologna guida anche qui la graduatoria regionale con la percentuale del 72,4 per cento, con la Romagna al 67,6 e Ferrara al 65,9.
    In fatto, infine, di esportazioni, il settore che più di ogni altro evidenzia la competitività dei territori ed il loro sviluppo tecnologico, Bologna. primeggia col 23,6 del totale delle esportazioni regionali dell’anno 2006, mentre la Romagna, pur con quasi centomila abitanti più del capoluogo, si attesta sul 16,2 e Ferrara esprime il 6,8 del totale regionale. Che, seppure rapportato alla maggiore popolazione bolognese, resta egualmente, e di gran lunga, inferiore al già espresso 23,6 per cento.
    Se, poi, da queste indicazioni economico-sociali, risaliamo alle infrastrutture ed ai servizi (comunicazioni, sanità, università e ricerca, giustizia, ecc. ecc.), la situazione appare ancora più chiara a favore del capoluogo ed a dimostrazione che in questo lungo periodo temporale non ci si è per nulla impegnati in un doveroso riequilibrio dell’intero territorio regionale. Ciò che è grave e poco qualificante per forze che si dicono “di sinistra”, e che desiderano accreditarsi come riformiste.
    A dire le cose come stanno, qui si è fatto piovere sul bagnato e si è fatto uso del proprio bilancio e delle relative disponibilità essenzialmente a favore di Bologna e delle zone forti emiliane, creando disparità profonde fra territori contermini parimenti sottoposti alla propria autorità. Si è parlato, e si continua a parlare, di creare condizioni di pari opportunità per tutti i nostri giovani. Ma i fatti si stanno dimostrando più forti delle chiacchiere.
    Che, poi, oggi si venga a parlare di risultati complessivamente positivi della politica policentrica, al punto di poterla abbandonare per meglio alimentare il “motore Bologna” con funzione di traino per le restanti realtà regiona-li, ha dell’impudente.
    Ed è di impossibile. comprensione, se non il permanere nelle forze politiche egemonizzanti la Regione della regola del “centralismo democratico”, che lo schema del nuovo Piano Territoriale, che opera queste analisi ed avanza queste proposte, sia approvato anche dai Sindaci dei nostri capoluoghi provinciali. Quelli che hanno già fatto pagare un forte tributo ai loro amministrati sull’altare dei “superiori bisogni di Bologna” e che, con le proposte del nuovo Piano, finiscono per istituzionalizzare un nostro ruolo comprimario e coloniale.
    Alcuno ha voluto dire, con qualche credibilità, che il citato nuovo Piano è nato negli ambienti del Partito Democratico allo scopo di mettere “in sicurezza” la riconquista nel 2009 del Comune di Bologna, evitando la reiterazione di rischi tipo “Guazzaloca”. Ed anche questa sarebbe una delle fondamentali ragioni dell’allineamento dei citati Sindaci, oltreché dei Consiglieri regionali di maggioranza, non eletti a Bologna.
    Staremo a vedere in maniera non passiva. Come, e soprattutto, non passivamente deve predisporsi la società civile direttamente interessata, già alle prese con difficoltà che si esaspererebbero se la situazione Regione Emilia-Romagna fosse legittimata, dall’approvazione del Piano in questione, ad identificarsi sempre di più negli interessi esclusivi bolognesi, con ulteriori danni per la periferia.
    Tutto ciò premesso, e dando appuntamento più che sulle parole sui fatti, mi si consenta una domanda: saremmo a queste constatazioni ed a questi rischi se disponessimo della nostra Regione autonoma: la Romagna?

    Qulacuno è in grado di spiegarmi quale interesse può avere un Ferrarese o un Romagnolo a continuare a restare in questa regione facendo il servo della casta bolognese colonialista?

 

 

Discussioni Simili

  1. Blocchiamo il piano regionale dei rifiuti.
    Di Malkia nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 27-05-12, 00:33
  2. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 30-07-10, 15:23
  3. Villa Certosa, sì ai bungalow grazie al piano casa regionale
    Di indianstrip nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 27-07-10, 21:41
  4. [Roma] NO al Piano Territoriale Provinciale
    Di Outis nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 24-01-08, 00:33
  5. il nuovo piano regionale sulla sanità
    Di velista nel forum Puglia
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 02-09-02, 23:30

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito