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  1. #1
    SIEMPRE COSTANTE PLVS OVTRE!
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    Romæ Urbis ResPublica - Descendit ex Patribus Romanorum - Roma non avrebbe potuto assurgere a tanta potenza se non avesse avuto, in qualche modo, origine divina, tale da offrire agli occhi degli uomini, qualcosa di grande e di inesplicabile.
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    Predefinito L'Anima Romana d'Europa

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    Nell'esporre de come la Romanitas sia tutt'altro che un retaggio archeologico, un peso morto nelle nostra "civiltà" (???), vojo esporre questo testo de Julius Evola sulla sopravvivenza e continuazione dell'identità Romana nell'Occidente.


    "TRASLAZIONE DELL'IMPERO. IL MEDIOEVO GHIBELLINO"
    da "Rivolta contro il mondo moderno" di Julius Evola, parte 2°, cap. 11

    La potenza della tradizione che dette il suo volto a Roma si palesò, nei confronti del cristianesimo, nel fatto che se la nuova fede riuscì a sovvertire la civiltà antica, non seppe realmente conquistare il mondo occidentale quale cristianesimo puro…lo potè più in grazia ad elementi ripresi dall’opposta tradizione – ad elementi romani e precristiani…
    Il risultato fu dunque un ibridismo.
    Tuttavia in un determinato ciclo l’idea cristiana secondo quei concetti, nei quali, in genere, aveva risaltato il sovrannaturale sembrò esser assorbita da quella romana in forme tali, da rialzare fino ad una speciale dignità la stessa idea imperiale, la cui tradizione nel centro dalla "città eterna" era ormai decaduta.
    Così avvenne una traslazione.
    L’idea romana venne ripresa da razze di diretta derivazione nordica…È l’elemento germanico che ora difenderà…l’idea imperiale…che andrà a destare a nuova vita la forza formatrice dell’antica romanitas.
    Per tal via sorgono il Sacro Romano Impero e la civiltà feudale.
    Sono le ultime due grandi apparizioni tradizionali che l’Occidente conobbe.
    Quanto ai Germani…nei confronti di una "civiltà" disanimatasi da un lato in strutture giuridico – amministrative, sfaldatasi, dall’altro, in forme "afroditiche"…potettero ben apparire come dei "barbari".
    Principi dell’onore, della fedeltà, della fierezza…discendevano dalle propaggini che per ultime lasciarono le sedi artiche e che quindi erano state preservate dalle mescolanze e dalle alterazioni subite da popoli affini…come…per ceppi paleoindoeuropei stabilitisi nel Mediterraneo preistorico.
    È così che i popoli nordico – germanici…recavano nei loro miti le tracce di una tradizione derivata direttamente da quella primordiale.
    Il contatto dei popoli germanici col mondo romano cristiano ebbe un doppio effetto.
    1- Da un lato, se la loro discesa finì per sconvolgere, in un primo tempo, la compagine materiale dell’Impero, dal punto di vista interno si risolse in un apporto vivificante, in virtù del quale dovevano stabilirsi i presupposti per una civiltà nuova e virile, destinata a riaffermare il simbolo romano.
    Per questa stessa via, in seguito si operò anche una essenziale rettificazione del cristianesimo e dello stesso cattolicesimo, specie quanto a visione generale della vita.
    2- Dall’altro lato, sia l’idea dell’universalità romana, sia il principio cristiano nel suo aspetto generico di affermazione di un ordine sovrannaturale, produssero un risveglio della più alta vocazione dei ceppi nordico-germanici, valsero ad integrare su un piano più alto e a far vivere in una forma nuova ciò che in essi spesso si era materializzato e particolarizzato in sede di tradizione di singole razze. La "conversione", più che snaturare le loro forze, spesso le purificò e le adeguò ad una ripresa dell’idea imperiale romana.
    Secondo l’aspetto politico, proprio l’ethos congenito delle razze germaniche dette alla realtà imperiale un carattere vivente, saldo e differenziato.
    La vita delle antiche società nordico-germaniche si basava su tre principi della personalità, della libertà e della fedeltà.
    Ad essa era del tutto estraneo sia il senso promiscuo comunitario, sia l’incapacità del singolo a valorizzarsi…
    Qui l’essere libero è, pel singolo, la misura della nobiltà.
    Ma questa libertà non è anarchia e individualistica, è capace di una dedizione di là dalla persona…
    "La suprema nobiltà di un Imperatore romano è di essere non un padrone di schiavi ma un signore di uomini liberi, il quale ama la libertà anche in coloro che lo servono."
    Per l’ultima volta in Occidente si costituì…la quadripartizione sociale tradizionale in servi, borghesia, nobiltà guerriera e rappresentanti dell’autorità spirituale.
    Formando dalla propria sostanza la cavalleria (intesi come Ordini ascetico-cavallereschi), quel mondo dimostrò di nuovo l’efficienza di un principio superiore. Fu come una "razza dello spirito"…
    Avendo per ideale l’eroe…il vincitore…ponendo la somma di tutti i valori nella fedeltà e nell’onore…avendo per principio non di amare il nemico, ma di combatterlo e di essere magnanimi solo dopo averlo vinto…

    …la "prova delle armi", la decisione di ogni questione attraverso la forza, considerata una virtù confidata da Dio all’uomo per far trionfare la giustizia, la verità e il diritto sulla terra…si estende fino al teologico…proponendo l’esperimento delle armi e la "prova di Dio" persino in materia di fede.
    …unisce spirito e potenza, vede nella vittoria una specie di consacrazione divina.
    L’insieme di tali elementi storici e mitici fa dunque sì che Goffredo di Buglione sia – in relazione alle crociate – ancora un simbolo per il significato di quella forza segreta…
    Nell’etica cavalleresca e nella rude articolazione del regime feudale…
    Nel risorto principio di una casta guerriera asceticamente e sacralmente reintegrata…
    Nell’ideale segreto dell’Impero e in quello delle crociate…la tensione verso la sintesi spirituale si allenta (e) dopo la civiltà ghibellina – splendida primavera di Europa strozzata al suo sorgere – il processo di caduta riprenderà.

    •   Alt 

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  2. #2
    Mjollnir
    Ospite

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    Interessante Evola, come sempre. Però bisogna tenere presente che la sua idea di "tradizione" è piuttosto diversa da quella pagana.

    La potenza della tradizione che dette il suo volto a Roma si palesò, nei confronti del cristianesimo, nel fatto che se la nuova fede riuscì a sovvertire la civiltà antica, non seppe realmente conquistare il mondo occidentale quale cristianesimo puro…lo potè più in grazia ad elementi ripresi dall’opposta tradizione – ad elementi romani e precristiani…
    Verissimo questo, ma se il concetto venisse sviluppato fino in fondo, avrebbe dovuto trarre la conclusione di una impossibile "tradizione unica".


    Per tal via sorgono il Sacro Romano Impero e la civiltà feudale.
    Sono le ultime due grandi apparizioni tradizionali che l’Occidente conobbe.
    Sì per quanto riguarda la società feudale, per quanto riguarda l'Impero medievale le cose sono un pò più complesse. Ved. la discussione
    >> Roma tradita.
    Note sulla regalità carolingia <<
    in cui si mette in luce che si trattò più che altro della trasmissione di forme vuote, mancando la sostanza della paganitas. D'altro canto il cristianesimo, che in teoria avrebbe dovuto fornire una diversa base sacrale dell'Impero, in realtà ne innesca la laicizzazione, sulla base del principio che il principe è solo una autorità temporale ("dopo Cristo non ci può essere più un sacerdozio alla maniera di Melchisedek"... chi lo diceva ? Non ricordo).


    Dall’altro lato, sia l’idea dell’universalità romana, sia il principio cristiano nel suo aspetto generico di affermazione di un ordine sovrannaturale, produssero un risveglio della più alta vocazione dei ceppi nordico-germanici, valsero ad integrare su un piano più alto e a far vivere in una forma nuova ciò che in essi spesso si era materializzato e particolarizzato in sede di tradizione di singole razze. La "conversione", più che snaturare le loro forze, spesso le purificò e le adeguò ad una ripresa dell’idea imperiale romana.
    Mi sono sempre chiesto cosa intendesse Evola con queste parole. Cioè, in che modo la conversione avrebbe "purificato" le attitudini dei popoli germanici. Ma forse - semplicemente - non significano nulla se non un intento cerchiobottista.

    In generale, cmq, io non parlerei di "identità romana" dell'Europa, quanto di principio imperiale, antichissimo nelle tradizioni indoeuropee (ved. Hittiti e Iranici, per es.) e che potrà sicuramente assumere nuove forme in un lontano futuro.

  3. #3
    Clandestino
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    In generale, cmq, io non parlerei di "identità romana" dell'Europa, quanto di principio imperiale, antichissimo nelle tradizioni indoeuropee (ved. Hittiti e Iranici, per es.) e che potrà sicuramente assumere nuove forme in un lontano futuro.
    Ma tutti i tentativi di restaurazione, riattivazione, ricostituzione del principio Imperium in Europa, dalla caduta a pochi anni orsono, si sono ispirati in vari modi all'"Identità Romana dell'Imperium", questo direi che è inequivocabile... come del resto i Romani non negavano di essere stati 'successori' di Alessandro il Grande (il quale Impero durò purtroppo solo pochi anni, e non il millennio di Roma).

    E' giusto distinguere bene tra l'eredità culturale della Civiltà Romana (di cui tutta l'Europa è debitrice), specialmente nel campo del Diritto, dall'Imperium che sicuramente è e rimarrà connesso all'Archetipo Roma.

    Oggi solo qualcuno che evidentemente ha qualche 'allergia', quando pensa all'Imperium, pensa agli Hittiti...

    Saluti,

    Frumentarivs
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  4. #4
    Mjollnir
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    Citazione Originariamente Scritto da Frumentarius Visualizza Messaggio
    Ma tutti i tentativi di restaurazione, riattivazione, ricostituzione del principio Imperium in Europa, dalla caduta a pochi anni orsono, si sono ispirati in vari modi all'"Identità Romana dell'Imperium", questo direi che è inequivocabile...
    Questo è naturale, perchè si tratta dell'incarnazione + vicina geograficamente e cronologicamente.


    dall'Imperium che sicuramente è e rimarrà connesso all'Archetipo Roma.
    Ribalto i termini: l'archetipo è l'Imperium, Roma ne è una manifestazione (quindi non l'unica), che ha svolto la sua funzione per un'epoca ed una macro-area.




    Oggi solo qualcuno che evidentemente ha qualche 'allergia', quando pensa all'Imperium, pensa agli Hittiti...

    Saluti,

    Frumentarivs

    Tu pensi che io sia anti-romano, ma ti sbagli. Il mio accenno ad Hittiti e Persiani serviva a ricordare la pluralità delle manifestazioni del principio. In questo modo si può mettere ogni cosa al suo posto: le manifestazioni passano, il principio resta.

    Fra l'altro è noto che Evola, per es., valutava l'Impero persiano come organismo pienamente tradizionale e ne appoggiava le sorti nel conflitto con le poleis greche, già filosofeggianti e impregnate di "razionalismo" profano.

    Il caso persiano, poi, è particolarmente importante perchè fornisce anche una esplicita dottrina mistica dell'Imperium, interpretato come "corpo sottile" del Dio della Luce (prima Mithra, poi Ahura Mazda dopo la riforma); questo a conferma che si tratta di un principio originario indoeuropeo e dalla estensione molto più vasta della semplice romanità.

    Ancora una volta, forse l'allergia è a ciò che sta fuori da determinati confini e, ancora una volta, non è mia.

    Saluti,

    M.

  5. #5
    SIEMPRE COSTANTE PLVS OVTRE!
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    Romæ Urbis ResPublica - Descendit ex Patribus Romanorum - Roma non avrebbe potuto assurgere a tanta potenza se non avesse avuto, in qualche modo, origine divina, tale da offrire agli occhi degli uomini, qualcosa di grande e di inesplicabile.
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    Comunque ve ricordo che, lo voliate o no, nelle vostre vene scorre il sangue de Roma, la lingua che parlate viene da quella latina, la Legge e la visione gerarchica dello Stato e dell'esercito viene da Roma, la religione che per secoli ha influenzato l'Occidente è stata a sua volta influenzata da Roma, e le sue festività hanno un'evidente origine classica, l'occidente come lo concepiamo nacque solo dopo Roma:

    Non lo dimenticate mai, voi siete Romani!

    E anche rifarsi a quelle popolazioni germaniche non serve a molto per cancellare questo glorioso passato, visto che il sovrano dei germani in primis se nominò Imperator Romanorum.

  6. #6
    Clandestino
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    Citazione Originariamente Scritto da Mjollnir Visualizza Messaggio
    Fra l'altro è noto che Evola, per es., valutava l'Impero persiano come organismo pienamente tradizionale e ne appoggiava le sorti nel conflitto con le poleis greche, già filosofeggianti e impregnate di "razionalismo" profano.

    Il caso persiano, poi, è particolarmente importante perchè fornisce anche una esplicita dottrina mistica dell'Imperium, interpretato come "corpo sottile" del Dio della Luce (prima Mithra, poi Ahura Mazda dopo la riforma); questo a conferma che si tratta di un principio originario indoeuropeo e dalla estensione molto più vasta della semplice romanità.
    Non ti rendi conto di quello che tu ed Evola state dicendo? state dando valore perenne e 'tradizionale' al concetto ecclesiastico di Corpo Mistico di Gesu' Cristo, corpo sottile della Chiesa eterna di cui sono membra i Credenti in Cristo.. etc..

    Questo 'pseudoimperium' del 'DioRe' persiano, dei satrapi/vescovi e della Chiesa che tanto ti piace, non ha nulla a che vedere con la Tradizione Europea, Il Gran Re di Persia, con i suoi 'piccoli reucci' si connettono a riferimenti territoriali, che differenza con la civiltà delle POLEIS! di cui l'unico vero IMPERIVM ROMANVM non è altro che l'estensione Inclusiva ed Armonica della CIVITAS, Cittadini Liberi ed Armati, di cui l'Augusto è il Princeps, Primus Tribunus, Campione del Popolo Quirita. Non per niente non si parla di Imperatore di Roma, ma Imperatore ROMANO, Comandante Supremo dei Romani.

    Non per niente il Persiano è crollato dinanzi al Prefiguratore legittimo di questo Imperium, ALEXANDROS, Re dei Macedoni e Primo tra gli Elleni, che ha portato la cultura delle Poleis fino all'Indo facendo polpette dello 'pseudoimperium'.

    Il resto è dispotismo, o malacopia assortita..

    Saluti,
    Frumentarivs


    PS: ETERNA GLORIA AGLI EROI ELLENICI DELLE TERMOPILI
    ETERNA GLORIA AD ALESSANDRO!
    Frumentarius
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  7. #7
    Clandestino
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorillus Magno Visualizza Messaggio
    E anche rifarsi a quelle popolazioni germaniche non serve a molto per cancellare questo glorioso passato, visto che il sovrano dei germani in primis se nominò Imperator Romanorum.[/COLOR][/SIZE][/FONT][/B]
    Lasciamo perdere i pseudoimperatori da strapazzo come Carlo dei Franchi, genuflesso a 'ricevere la corona' da Kepha.. lasciamo perdere.

    Quanto al fatto che siamo eredi ed espressione della civiltà romana (non solo noi italiani..) è quanto mai ovvio, stiamo parlando di aria fritta.

    Tuttavia l'Europa non è certo solo Normativamente Romana, ma è anche Folkloristicamente Celtica e Filosoficamente Ellenica etc..

    Se Roma me la consideri Imperium, essa contiene e preserva le altre connotazioni, se me la consideri come qualcosa di 'etnoitalico', allora torna allo stesso piano delle altre componenti.

    Poi se mi fai questi discorsi rischi di alimentare l'allergia iranica di certuni..

    Saluti,
    Frumentarivs
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  8. #8
    Mjollnir
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    Citazione Originariamente Scritto da Frumentarius Visualizza Messaggio
    Non ti rendi conto di quello che tu ed Evola state dicendo? state dando valore perenne e 'tradizionale' al concetto ecclesiastico di Corpo Mistico di Gesu' Cristo, corpo sottile della Chiesa eterna di cui sono membra i Credenti in Cristo.. etc..


    Ma che razza di corbellerie stai avanzando ??? Gesù Cristo in Persia nel VII sec. a.e.v ??? Io sto parlando della Persia indoariana e delle sue dottrine, che accidenti c'entra la "chiesa eterna" ??? Ho soltanto detto che in Persia l'Impero è considerato il "corpo luminoso" del Dio; e ciò ad es. ha una perfetta analogia con il "Sol dominus romani imperii" di Aureliano... la chiesa e il rabbi Jeoshua te li devi essere sognati, magari in qualche incubo...

    Mah... sono sempre più sbalordito



    Questo 'pseudoimperium' del 'DioRe' persiano
    Ah, adesso è diventato, di colpo, uno pseudo-impero !!! Chissà come mai...vuoi vedere che Kurash (= Ciro) sotto sotto era un abramita travestito ?? E per di più ante litteram ) ?
    Come dite ? Ai tempi di Ciro i cristianucci non c'erano ancora ?
    E allora perchè quello persiano non sarebbe un impero sacralmente legittimo ? Addirittura un falso impero !!! Forse perchè dovrebbe esistere un solo "vero" impero (come infatti dici qualche riga più in basso) ?

    Ahi ahi ahi, Frumentarius, attenzione a dare sempre del galileizzato ad altri !
    Forse anche tu qualche "incrostazioncina" ce l'hai ancora....


    dei satrapi/vescovi


    I satrapi vescovi ??? Ma allora è vero, sostieni che i Persiani fossero abramitizzati ante-litteram ??? Non stavi scherzando ???
    É inquietante !!!

    Dal Devoto-Oli:
    Satrapo : governatore di una provincia dell'Impero persiano.

    Da Wikipedia:
    Il satrapo era il governatore della satrapia, l'unità territoriale che nell'antico impero persiano corrispondeva di solito alle regioni occupate dalle diverse nazionalità.

    Il vocabolo deriva dall'iranico antico xšathra (dominio, città o provincia) e pâvant (colui che protegge o difende)



    Mi spiace per te, ma di vescovi, galilei o chiesa non c'è ne traccia



    e della Chiesa che tanto ti piace
    (unica risposta possibile)



    non ha nulla a che vedere con la Tradizione Europea, Il Gran Re di Persia, con i suoi 'piccoli reucci' si connettono a riferimenti territoriali, che differenza con la civiltà delle POLEIS! di cui l'unico vero IMPERIVM ROMANVM non è altro che l'estensione Inclusiva ed Armonica della CIVITAS, Cittadini Liberi ed Armati, di cui l'Augusto è il Princeps, Primus Tribunus, Campione del Popolo Quirita. Non per niente non si parla di Imperatore di Roma, ma Imperatore ROMANO, Comandante Supremo dei Romani.
    Evidenzio senza commentare "l'unico vero IMPERIVM ROMANVM".

    Si sta parlando di tutt'altro, come da un pò di tempo a questa parte scantoni con triplo salto carpiato. Nessuno ha mai parlato dell'organizzazione interna di tali organismi (che del resto a me non interessa molto), si sta parlando di una concezione spirituale che sta alla base degli organismi politici fondati dagli Arya (quindi Persia, ma anche Roma etc...)



    Non per niente il Persiano è crollato dinanzi al Prefiguratore legittimo di questo Imperium, ALEXANDROS, Re dei Macedoni e Primo tra gli Elleni, che ha portato la cultura delle Poleis fino all'Indo facendo polpette dello 'pseudoimperium'.

    Sissì, certo... peccato che la Persia sassanide viene conquistata dagli Arabi musulmani nel 650 e.v.... un pochino dopo Teodosio quindi.
    Che dire, io - da gentile - di questi 3 secoli di resistenza ulteriore al monoteismo mi feliciterei, anche se riguardano un'altro paese...

    Ma poi tutto questo che c'entra ? Si sta parlando di un principio spirituale proprio delle genti indoeuropee, che ha fornito la base sacrale ai loro organismi politici.
    Qui nessuno ha negato l'Impero romano, io ho solo osservato che esso è stato una delle manifestazioni, non l'unica.

    Quindi, pur nel tuo ormai palese suprematismo romano, che non tollera l'esistenza di altri Imperi (ciò mi ricorda una forma mentis poco Gentile, AHI AHI AHI), ci perdonerai se non limitiamo tutta la storia umana al periodo 753 a.e.v - 476 e.v. e le creazioni dello spirito al'interno del limes.


    Il resto è dispotismo, o malacopia assortita..

    Si sì... è dispotismo clericale e teocratico, con tutti quei vescovi che circolavano travestiti da satrapi nella Persia del VII sec. a.e.v !!!

    :



    ETERNA GLORIA AGLI EROI ELLENICI DELLE TERMOPILI
    Mi associo, gli Elleni meritarono eterna gloria, e non vorrei che adesso qualcuno mi accusasse anche di anti-ellenismo per aver semplicemente ricordato l'esistenza dell'Impero persiano. Sapete com'è...

  9. #9
    Mjollnir
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    Predefinito P.s.

    Avvertimi se e quando tornerai a scrivere messaggi collegati con la realtà e con un minimo di credibilità.
    Sarà un piacere tornare a discutere con te come una volta.
    Grazie

  10. #10
    megaelleno
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    Stavolta devo ammettere che – forse per la prima volta - nei tuoi riguardi, Frumentarius, non mi trovo più sulla posizione dell’”accetto ma non condivido”. Queste tue affermazioni sono infatti inaccettabili.
    In primis, la citazione di Evola non può essere decontestualizzata. Non andrebbe mai dimenticato che per Evola il ciclo iranico precede (temporalmente e metafisicamente) il ciclo greco-romano.
    A noi post-giacobini probabilmente l’idea di un Re-Dio che non si adegua alla Legge, ma è egli stesso la Legge, suona un po’ male. Tuttavia qui non stiamo parlando di un sovrano dell’ancien regime, qui stiamo parlando di un Re di stirpe ‘divina’, fattore evidentemente da tenere in considerazione quando si parla di un ciclo ‘più vicino’ a quello dell’età aurea.
    Il Monarca Persiano è un Grande Re, non ha alcun bisogno di essere “il Princeps, Primus Tribunus, Campione del Popolo Quirita”, una sorta di primus inter pares.

    Credo che né quello Persiano, né quello Romano siano stati degli ‘pseudoimperi’, ma dovendo metterli a confronto, tra un Massimino il Trace o tra qualche altra scialba figura o rozzo militare innalzato e scalzato dalle legioni (perché questo è stato il ‘vero imperium’ per buona parte della sua durata: torniamo alla realtà) e un Grande Re figlio di Re, c’è una gran bella differenza.

    “il Persiano è crollato dinanzi al Prefiguratore legittimo di questo Imperium, ALEXANDROS, Re dei Macedoni e Primo tra gli Elleni, che ha portato la cultura delle Poleis fino all'Indo facendo polpette dello 'pseudoimperium'”
    Quest’aura messianica non mi piace per niente. Dire questo vuol dire solo che tutto seguiva la legge dei Fati, vale a dire la fine di un ciclo e il continuare della discesa lungo la china. Altrimenti la storia diventa piena di ‘Prefiguratori’ , Traiano e Rifeo finiscono nel Paradiso dei cristiani, e chissà cos’altro…

    Eterna gloria al Grande Re, Re dei Re, Re delle Nazioni.

 

 
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