Mia traduzione un po' veloce dell'articolo di Hugh Fitzgerald (jihadwatch.com) sulla "comunita' internazionale"...l'articolo che avevo citato rispondendo a max_adhego nell'altro thread ormai andato in vacca...quindi lo riattacco qui.
Spunto di discussione, se non altro.
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L'Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite,
Louise Arbour, ha dichiarato lunedi' scorso che intolleranza e pregiudizi
soprattutto verso i Musulmani sono comuni in Europa, e ha invitato
i governi europei a combattere il problema.[...]
Le assunzioni, la conoscenza deviata, l'atteggiamento mentale,
l'intera visione del mondo di Louise Arbour, di tutte
le louise-arbours del mondo, va anatomizzato, messo
sul tavolo o studiato da vicino. Come ha raggiunto queste
opinioni, nel ruolo che occupa? Quale formazione ha avuto?
Ha studiato la storia? Ha studiato l'Islam? Se l'e' studiati
da sola e si e' chiesta se magari non avesse il dovere
di studiare l'Islam, di studiare la storia delle conquiste
islamiche e la sottomissione dei non-Musulmani--Cristiani,
Ebrei, Zoroastriani, Hindus, Buddisti e altri--nel tempo
e nello spazio? O sara' rimasta soddisfatta della blanda
opinione di Bush e Blair, cioe' che visto che l'Islam e'
comunemente definito una "religione", di conseguenza
ha automaticamente diritto al rispetto, senza discussioni,
perche' una "religione" e' cosa buona.
Penso che a questo punto Louise Arbour protesterebbe.
Insisterebbe che non e' quella la sua opinione, perche'
sarebbe veramente offesa di essere paragonata a Bush.
O direbbe quello che un alto ufficiale del Pentagono,
leggermente scosso dalla mia presentazione ma non abbastanza,
aveva cercato di assicurarmi qualche anno fa, che
la mia visione dell'Islam deve essere sbagliata
e che l'Islam non e' di per se' cattivo, perche'
e' la fede di 1 miliardo di persone al mondo.
E' sono una riedizione del vecchio titolo "50 milioni
di francesi non possono avere torto" [Famoso musical
americano anni '20, NDT], riveduta e corretta, e molto
pericolosa come base di scelte politiche.
Come arrivano alla loro formazione mentale le louise-arbours
di questo mondo? Come impiegata pubblica canadese [la Arbour
e' Canadese, NDT], sara' stata abituata fin da giovane
a definirsi "NON-Americana", che spiega molto del suo
atteggiamento verso il mondo. Questo atteggiamento
di sentirsi non-Americani e' comune in molti --ma non tutti--
in Canada. Una variante in piccolo sono quei politici di sinistra
neozelandesi i cui atteggiamenti derivano dal desiderio
di dimostrare che la Nuova Zelanda NON e' come l'Australia
[severa in materia di immigrazione e politica estera, NDT].
C'e' un tipo di persone che fanno del mondo il loro giardino,
che si ammantano dell'ideale di Fare del Bene, perche'
lavorano in nome di qualcosa che invocano sempre e che
non esiste, la "comunita' internazionale". Queste persone
sono simili a quelle che governavano l'Impero Britannico.
Erano borghesi inglesi che in India e nel resto dell'Impero,
potevano raggiungere uno status sociale e un livello
di vita che non avrebbero mai potuto avere in patria.
Al giorno d'oggi, la gente che non vive in Occidente trova
i salari e benefici di queste "organizzazioni internazionali"
incredibilmente alti, e le condizioni di lavoro da barzelletta
per quanto poco c'e' da fare. Inoltre, occidentali come
Louise Arbour, o la sua degna compare Mary Robinson,
o Brian Urguhart, che difendeva la gestione ONU di
Annan costi-quel-che-costi (e Annan & figlio costavano
parecchio), o i megalomani dei meeting di Davos
(tipo Jeffrey Sachs con il suo "Istituto-per-Risolvere-
il-Problema-della-Poverta'-nel-Mondo" creato
appositamente a Columbia University per il Sachs
medesimo), tutti costoro hanno altre ragioni
per amare cosi' tanto la "comunita' internazionale"
e diventare "portavoci" di questa o quella causa.
Perche' sono tutti esponenti di un curioso fenomeno
contemporaneo: cittadini dell'Occidente sviluppato
che si identificano quasi interamente con una amorfa
"comunita' internazionale" minacciata, secondo loro,
proprio dall'Occidente sviluppato. Perche' questo
Occidente e' cosi' crudelmente contrario a dividere
la propria ricchezza in parti uguali nel mondo.
Perche' non ha intenzione di piegarsi al resto del mondo.
Ma queste persone non connettono mai il livello di poverta'
e malgoverno di tanti paesi del terzo mondo
con il sistema di credenze locali e il comportamento
conseguente dei cittadini in quei paesi malgovernati
o non-sviluppati, o con le loro naturali capacita'
e inclinazioni. Perche' se facessero cosi', dovrebbero
cominciare a suggerire che certe altre cose possono essere
la ragione del successo dell'Occidente e della sua tolleranza.
Cose come la certezza della legge uguale per tutti,
l'attenzione per i singoli individui, il riconoscimento
della proprieta' individuale, la liberta' di parola
e pensiero, l'alfabetizzazione e istruzione diffusa,
l'incoraggiamento della libera ricerca e dello spirito
critico. E ora in nome di quella stessa tolleranza,
questi amanti della "comunita' internazionale" vorrebbero
costringere l'Occidente ad adattarsi a quelli che sono
ostili a tutto quello che ha reso l'Occidente quello che e'.
E quando qualcuno in Occidente comincia a ribellarsi,
arrivano subito le louise-arbours, le mary-robinsons
a dirci che si tratta di "Islamophobia".
Sono una razza strana e sgradevole, questi
comunita'-internazionalisti del modo. Parte della loro
deformazione professionale, o stupidita', consiste nel
minimizzare, ignorare o distruggere qualunque legame speciale
potrebbero aver avuto con la propria patria, che li rende
Americani o Canadesi. Questi legami naturalmente richiedono
un certo interesse, una certo piacere nel conoscere
la storia della propria patria, la sua lingua, letteratura,
arte, nel bene e persino nel male. Invece, meta' della
loro vita la spendono in aeroporti, per poi essere ufficialmente
salutati da qualche autorita' locale, con i soliti sorrisi
e strette di mano, e magari una bambina che si fa avanti
col mazzo di fiori e un abbraccio. Cosi' tanti impegni
di viaggio, cosi' tanti solenni conclavi e meetings, meetings,
meetings, cosi' tante Dichiarazioni di Principio, cosi' tanti
Processi di Pace da "portare avanti", cosi' tanta Shuttle
Diplomacy, cosi' tante chances di sentirsi ed essere importanti.
C'e' da stupirsi se cosi' tante persone trovano cosi'
piacevole, dopo essersi laureate in qualche buona
universita', magari in legge, andare a lavorare per
qualche gruppo internazionale, qualche NGO del tipo
standard anti-Americano e anti-Israeliano, o per l'ONU,
o roba del genere? Cosi' poi puoi viaggiare per tutto
il mondo. Ma non a fini malvagi come gli avvocati delle
multinazionali o i businessmen Occidentali. Invece, viaggiare
come qualcuno la cui fedelta' e simpatia va interamente
alla "comunita' internazionale", quella maledetta e perfida
invenzione, la "comunita' internazionale".
Autocelebrandosi, Louise Arbour continua il suo programma
di visite, da capitale a capitale--oggi Davos, domani Dacca--
e lavora, senza accorgersene, per la distruzione del meglio
che sia stato prodotto nel campo delle istituzioni
politiche per proteggere arte, scienza e ogni tipo
di liberta' di pensiero. Cioe', lavora per distruggere
quello che e' stato realizzato nell'Occidente avanzato
e non avrebbe mai potuto essere raggiunto nell'Islam
o sotto il controllo Islamico.
Hugh Fitzgerald, jihadwatch.com




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