Il presidente della Puglia: «Vorrei impegnarmi in un soggetto nuovo e moderno»
Sinistra unita, Vendola si candida
Bari

«Voglio impegnarmi per una sinistra del 2000 che non è una confederazione ma una cosa e una casa nuova». Il presidente della regione Puglia Nichi Vendola ammette quello che i boatos avevano già anticipato da tempo: l'intenzione di giocare un ruolo nella futura "casa della sinistra". Lo fa alla conclusione della festa provinciale del Prc barese, nel luogo dell'orgoglio comunista, parlando alla sua gente. Alla vigilia della nascita della federazione della sinistra, Vendola rilancia, per sé e per Rifondazione. L'Italia, dice, «non ha bisogno di partiti e partitini che devono, certo, fare la fatica di confederarsi, ma di una grande casa che metta insieme le domande di soggettività dei giovani precari, di coloro che hanno assunto la questione dell'ambiente e della mutazione climatica come una lente per guardare il mondo, che metta insieme le nuove soggettività e le domande di libertà che ci sono nelle giovani generazioni». Insomma, il presidente della Puglia non punta a sostituire i leader del quartetto (Prc, Pdci, Sd e verdi), quelli che - nelle intenzioni - traghetteranno i rispettivi partiti dagli stati generali della sinistra alla confederazione. Vendola guarda oltre, a una forza unitaria. Che al momento è una prospettiva molto al di là da venire, di cui è difficile persino immaginare le alchimie. A meno che, invece, non pensi di candidarsi a sfidare Walter Veltroni nelle eventuali primarie di coalizione per le prossime politiche. Ma anche questa prospettiva ha molte variabili: la tenuta del governo Prodi fino a scadenza, la celebrazione di primarie per scegliere il candidato premier, e persino l'esistenza di una coalizione di centrosinistra. Più tardi, di fronte ai giornalisti, Vendola ha attenuato le sue parole. Ma di poco. Continuerà a fare il presidente della Regione, ha detto, ma proverà a « contribuire alla rifondazione di una cultura politica per un nuovo soggetto che possa essere la casa di una sinistra unita e plurale. Non una candidatura - ha concluso - ma lo stesso impegno di ieri e dell'altro ieri».

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