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  1. #1
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    Angry I Paolini tradiscono lo spirito del Beato Alberione: diffondono la bestemmia?

    I "Paolini" d'oggi (le virgolette sono d'obbligo), figli degeneri del Beato don Alberione, che certamente si rivolterà nella tomba, si son messi a diffondere, tra i loro audiovisivi, il film di Martin Scorsese, L'Ultima tentazione di Cristo (The Last Temptation of Christ), risalente al 1988, tratto dal romanzo del comunista ateo bestemmiatore Nikos Kazantzakis, “O teleutaios peirasmos”, morto disperato (il suo epitaffio tombale recita non a caso: Non spero nulla. Non temo nulla. Sono libero). E questo dopo le recensioni positive del "gesuita" (ma i gesuiti che si fossero ormai ... rovinati .... lo si sapeva ....), ormai defunto (è dinanzi al Giudizio di Dio), Nazareno Taddei.
    C'è da rimanere allibiti per il fatto che la San Paolo audiovisivi non si proeccupi di diffondere, attraverso la sua rete, questo film blasfemo, vera bestemmia, forse peggiore del film Codice da Vinci, dove almeno Gesù non è schizofrenico, pazzo, assassino, maniaco sessuale come lo è nel film di Scorsese. Che devozione susciterà questo film sull'Eucaristia? Come si può bestemmiare Cristo con il visionare questo film e poi guardarlo nelle sacre immagini, pregarlo e prendere la Santa Eucaristia. E quando si prenderà il corpo di Cristo pensare alla scena porno del film tra lui e la Maddalena? Che pietà rimarrà?
    E' una vergogna.
    Non è una calunnia: la prova è QUI, dove si attesta che il film è distribuito da RETEITALIA - VIP (1988) - CIC VIDEO, SAN PAOLO AUDIOVISIVI.

  2. #2
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    Predefinito Sulla degenerazione gesuitica


  3. #3
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    Predefinito

    optimi corruptio pessima

  4. #4
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    Talking Dai paolini ... c'è da imparare .....

    Ci mancava il diario cattoambientalista

    Alessandro Gnocchi - Mario Palmaro


    Ha ragione da vendere Michele Brambilla quando, da queste pagine, bacchetta il quotidiano della Conferenza episcopale per la sorprendente apertura di credito a Beppe Grillo e al suo poco oxfordiano movimento. Ma l’infortunio di Avvenire ha i suoi perché. Il comico genovese ha nel suo menù un piatto che sembra fatto apposta per sedurre certe frange del mondo cattolico. Stiamo parlando del suo ambientalismo duro e puro. Oggi non pochi cattolici engagé si sono arruolati nell’esercito dell’ecologismo più becero e ideologizzato. Al punto da farne l’architrave della morale e dell’educazione dei fanciulli.

    Ne è una prova lampante il DiarioG 2008, l’agenda scolastica tradizionalmente pubblicata da il Giornalino, lo storico settimanale a fumetti per ragazzi edito dalla Periodici San Paolo (quella di Famiglia cristiana). Il DiarioG 2008, diffuso capillarmente in molte scuole cattoliche, è interamente dedicato alla tutela dell’ambiente e si apre con le parole ineccepibili di Benedetto XVI: «Non vivete da egoisti e non abusate della Terra».

    Come sanno tutti, al Papa non verrebbe mai in mente di risolvere il problema ambientale sfoltendo il numero degli esseri umani. Peccato che, leggendo il DiarioG, ci si imbatta in concetti di questo genere: «Uno dei principali problemi dell’Asia è la sovrappopolazione. Ne è un esempio l’India: se il Paese del Gange non prende accorgimenti per controllare la crescita demografica, la sua popolazione nel 2050 potrebbe superare quella della Cina». Nessuna parola sul fatto che nella Repubblica popolare gli «accorgimenti» siano stati presi, imponendo alle coppie la regola del figlio unico. Il DiarioG pullula di luoghi comuni sulla «bomba demografica» e sull’uomo «cancro del Pianeta» che farebbero la gioia del professor Sartori, il politologo che ogni anno, in agosto, si lamenta perché c’è troppa gente in spiaggia e dunque troppi uomini nel mondo: alla faccia del «crescete e moltiplicatevi».

    Ecco come, magari senza volerlo, un editore cattolico tira la volata alle idee di Malthus, il pastore anglicano passato alla storia come teorico della sovrappopolazione e clamorosamente smentito dai fatti. Già, i fatti: ma i fatti non interessano all’ideologia verde, che trasuda da molte pagine del DiarioG. I nostri figli possono così scoprire che «l’uomo ruba spazio agli uccelli», compiendo una serie di delitti imperdonabili: «tagliando boschi per fare spazio all’agricoltura, prosciugando paludi, costruendo abitazioni lungo le coste, invadendo le montagne con villaggi turistici». «Per non dimenticare - aggiunge severo il DiarioG - le malattie di cui soffre l’ambiente a causa dell’uomo», come ad esempio l’uso dell’insetticida, che «toglie il pane di bocca»... agli uccelli. Straziante.

    Insomma: il bambino che legge il DiarioG finisce con il buscarsi un impressionante senso di colpa, che avrebbe fatto la gioia di Freud. La mamma ti mette la bistecca nel piatto? Prima di mangiarla, pensaci, perché «per ottenere un chilo di carne di manzo occorrono 15 mila litri di acqua». La plastica? È «nemica dell’ambiente». I fertilizzanti? «Nemici dei fiori». Seguono i consigli del perfetto piccolo balilla verde: «Se puoi, iscriviti a qualche associazione ambientalista»; a Natale «addobba un albero finto, così eviterai il taglio di un abete»; se usi il deodorante «controlla che non contenga clorofluorocarburi». Arriva perfino l’istigazione alla delazione: «Controlla anche la lacca per capelli della tua mamma o della tua nonna, se la usano».

    E vi risparmiamo l’immancabile appello per la foca monaca, le balene, i castori, gli orsi bianchi, la foresta amazzonica, il clima che cambia per colpa - naturalmente - dell’uomo. Poteva mancare, in questo trionfo del politicamente corretto, il Francesco d’Assisi in versione animalista? No che non poteva: egli è senza dubbio «il santo ecologista» per il suo «sviscerato amore per gli animali e per la natura». Amen.

    Fonte: Il Giornale, 26.9.2007

 

 

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