Ieri, 13 settembre, sono stato a Sartirana Lomellina alla mostra mercato “Textil Show”, esposizione internazionale di tappeti e tessuti antichi. L’interesse e la qualità dei pezzi esposti è sicuramente di valore elevato. Tralasciamo i frammenti Caucasici ed Anatolici esposti, il cui valore storico ed iconografico va oltre l’interesse per il tappeto inteso come tale, alcuni pezzi erano veramente degni di sottolineatura. Fra i tappeti dell’Asia Minore, pochi rispetto ad altre tipologie, alcuni esemplari a preghiera Ladik e dei bellissimi kilim dell’Anatolia Orientale, si ponevano in evidenza. Fra i tappeti del Caucaso i Kazak, di diverse tipologie, erano degnamente rappresentati. Voglio segnalare un magnifico Kuba ( per me meglio identificabile come Zeichur) con impianto a rose. Fantastica la sua bordura ad uccelli tipica, solitamente, delle produzioni Chila. Il tappeto era della ditta di Vienna “Galerie Herbert Bieler” che presentava, fra altri bellissimi esemplari, una serie di oggetti tessuti, annodati, ricamati, sia Uzbeki che Shahsavan di una raffinatezza ed originalità unica. Della stessa provenienza caucasica, molti espositori proponevano una ricca selezione di kilim, anche di grandi dimensioni, La rappresentanza turcomanna era qualitativamente e numericamente preponderante. Raramente mi è capitato di vedere un insieme di joval, asmalyk, kapunuk, yolami, tappeti, ensi, borse, così numeroso come quello esposto a Sartirana. Sembra che, all’improvviso, sul mercato siano apparsi dei manufatti che per anni erano stati tenuti nascosti. Voglio segnalare un ensi Yomut dal disegno veramente unico, composto da strani gul decorati da elementi stilizzati, forse rappresentanti la “dea madre”. Purtroppo con il proprietario, un simpaticissimo signore tedesco, era molto difficile potersi spiegare a causa della lingua. Segnalo anche un Tekke quasi quadrato, di un 1,20 m. circa per lato, probabilmente un tappeto da focolare, dall’annodatura e dalle lane formidabili. Unico neo il proprietario: un signore rozzo ed arrogante con cui, pur essendo italiano, era impossibile dialogare. Fra i tappeti di estrazione cinese, pochi e mal rappresentati, ricordo solo un Yarkand a melograni di indubbio fascino. Presenti invece piccoli annodati o tessuti a forma di draghi, tigri, o medaglioncini di tipo ornamentale, principalmente della Mongolia: molto interessanti. Il capitolo dei prodotti persiani evidenzia un abbandono di produzioni tradizionali quali Tabriz, Kirman, Kashan, a vantaggio di manufatti nomadici. Basta pensare che di Kashan, comunemente definiti Mothasham, ricordo un solo, seppur bellissimo, esemplare e solo un Saruq ed un Farakan meritano menzione. Di tutt’altro genere la presenza di produzioni nomadiche: un trionfo. Oltre ad annodati, borse, mafrasc, kilim, realizzati da Afshari, Bakhtiari, Shahsavan, Baluci, Kashkai, Khamseh, Lori, Curdi, sono presenti in massa. Fra gli annodati, i manufatti Baluci rappresentano la parte eletta. In evidenza tre preghiere ad albero della vita a fondo giallo di inarrivabile bellezza: una di proprietà di un commerciante persiano con dimensioni piuttosto grandi, due della ditta David Sorgato, più piccole ma a dir poco fantastiche. Un espositore ha in mostra un Baluci con un disegno “unico”: campo a minutissime righe e bordura ad alberi e draghi. Ho passato due ore a visionare testi, ma non ne ho trovato uno nemmeno simile. Meravigliosi kilim, sia a tecnica sumakh che a trame aggiunte o a stacchi, sono ben rappresentati. La ditta danese “Jozan” ne ha di fantastici: tappeti, cicim, mafrasch, sottosella, fanno bella mostra nel loro stend. Voglio segnalare un espositore che possiede un addobbo da cammello nuziale turcomanno in cui le minutissime frange dell’annodato hanno le estremità infilate in minuscole perline, circa due millimitri di diametro. Lo stesso commerciante ha in esposizione un Heriz in tutta seta con il decoro ad albero wak-wak; la cosa interessante che dall’albero non pendono teste, come solitamente avviene, ma due scimmie dal volto umano mentre due tori stanno alla base: superbo. Nella mostra sono ben rappresentate ricche collezioni di suzani sia persiani che dell’Asia centrale. E’ esposta inoltre una ricca collezione di abiti eseguiti da grandi nomi della moda per personaggi famosi. Segnalo anche che esperti internazionali, ad orari stabiliti, tengono brevi conferenze su argomenti, sia tecnici che storici, legati al tappeto. Nell’altra parte del bellissimo castello di Sartirana si può visitare una ricca esposizione di oggetti d’antiquariato.
La mostra è aperta ancora sabato 15 e domenica 16 settembre, dalle ore 10 alle 20. Consiglio a tutti gli appassionati che ne hanno la possibilità di non perderla. Se qualcuno l’ha visitata e vuole dare un suo parere, o ha domande da fare, sono come sempre a disposizione per uno scambio di idee ed impressioni. Un caro saluto a voi tutti
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