Alla società di revisione americana sono stati comunque pagati 100mila euro per il lavoro non svolto. Probabile il commissariamento dell'Ente.
Milano: il bilancio dell'Ospedale Maggiore Policlinico approvato senza la certificazione obbligatoria.
Alla Reconta Erns & Young non è stata consegnata alcuna documentazione contabile.
Milano, 29 giu. - Quella di martedì scorso è stata una seduta "burrascosa". Così si potrebbe definire la riunione del Consiglio di amministrazione della Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena presideduta dall'ex sindaco socialista di Milano
Carlo Tognoli. All'ordine del giorno, dopo la richiesta della
Voce di poter prendere visione dell'elenco dei consulenti esterni del 2006 e 2007 (negata con un pretesto dal direttore generale Giuseppe Di Benedetto), un regolamento stringente in materia di privacy e di accesso agli atti. Evidentemente, al Policlinico non hanno ancora preso consapevolezza della natura di Ente pubblico della Fondazione, così come del servizio erogato, che è pagato - come gli stipendi - con il denaro dei contribuenti, tramite l'aliquota per il Servizio sanitario nazionale, e l'addizionale Irpef regionale, oltre che con altri balzelli come il ticket sulle prestazioni ospedaliere. All'Ospedale Maggiore, evidentemente, non vogliono far sapere come viene speso il denaro dei contribuenti. A partire dallo stesso
Di Benedetto, che
guadagna circa 180mila euro all'anno, tra stipendio e "premio di produzione".
Questo era solo uno dei punti all'ordine del giorno del Consiglio di amministrazione, di cui fanno parte, oltre a Tognoli, Adriano Bandera, Erminio Borloni, Antonio Guastoni, Lorenzo Ornaghi, Luigi Roth, Piergiorgio Sirtori, Roberto Villani e Francesca Zanconato. Ben più grave è ciò che la
Voce ha scoperto circa la certificazione del bilancio 2005 dell'Ente. Uno componenti dell'organo di controllo, Marialuisa Paxi Rocco, nominata su indicazione dell'onorevole Stefano Pedica (neodeputato dell'Italia dei valori eletto in Lombardia, sebbene sia romano) ha protocollato il giorno precedente una lettera, indirizzata a tutti i consiglieri, al Collegio sindacale, ed al direttore generale Di Benedetto, nella qualle denunciava che, dall'analisi svolta,
risulterebbero pagati bel 100mila euro alla società di revisione contabile "Reconta Ernst & Young S.p.A." per la certificazione del bilancio, certificazione che non è mai stata effettuata. Quindi, il Policlinico (ovvero i cittadini) hanno sborsato
100mila euro per un lavoro che non è mai stato effettuato (il contratto di revisione è stato stipulato nel febbraio 2007). La lettera del sindaco Paxi Ricco, tuttavia, sebbene regolarmente consegnata in portineria, con tanto di ricevuta firmata, non è giunta in tempo al primo piano, sede del Consiglio di amministrazione, poichè avrebbe preso delle altre strade, passando per la segreteria dell'ex ministro Tognoli, e finendo quindi al protocollo, dove è arrivata "ufficialmente" solo mercoledì (tre giorni per percorrere poche decine di metri).
A questo punto, il sindaco nominato in quota Di Pietro, ha inviato la lettera con raccomandata ricevuta di ritorno a casa di tutti i componenti del Cda, ai sindaci, ed al direttore generale.
L'episodio riveste una particolare gravità, in quanto vi si potrebbe configurare l'ipotesi di
danno erariale, e la Corte dei Conti potrebbe obbligare il Policlinico - e gli amministratori responsabili - alla restituzione della somma indebitamente corrisposta alla "Reconta Ernst & Young". E' anche possibile che siano ravvisabili alcuni risvolti di profilo penale.
Gravissime le accuse contenute nella lettera della Paxi Ricco - della quale la
Voce è venuta in possesso -, in cui si lamenta la mancanza della nota integrativa, che rende il
bilancio "non verificabile". Nella nota, si ricorda che l'articolo 6 dello Statuto impone che "il bilancio deve essere certificato da una Società di Revisione", mentre così non è stato. Stando a quanto affermato dalla Paxi Ricco,
un funzionario della "Reconta, Ernst & Young", convocato in sede di riunione del Collegio sindacale,
avrebbe dichiarato di non aver potuto effettuare alcuna verifica, in quanto non gli sarebbe stata consegnata "alcuna documentazione contabile e contrattuale".
Il bilancio 2006 (che ammonta a circa
500 milioni di euro) è stato approvato solamente a maggioranza dal Consiglio di amministrazione, con l'astensione dell'ex senatore Piergiorgio Sirtori, che del Policlinico fu anche direttore sanitario Lo stesso Collegio sindacale aveva deciso di "approvare il bilancio 2005 con delle riserve, da sciogliere nella gestione successiva, in quanto
la documentazione richiesta per le verifiche contabili-amministrative non è mai stata consegnata al Collgio sindacale, salvo qualche 'contentino', come i Cud emessi per il lavoro assimilato, in buona parte mancanti delle spiegazioni d'obbligo necessarie per l'individuazione del tipo di reddito".
La situazione contabile-amministrativa dell'Ente è infine definita dall'organo di controllo come
"confusa, sfuggente, imprecisa, assolutamente incontrollata e incontrollabile", gettando così pesanti ombre sulla gestione del più grande Ente sanitario italiano.
La Fondazione, uscita da un lungo commissariamento solo un anno fa, è probabilmente destinata ad una nuova gestione straordinaria, se la magistratura contabile e quella penale decideranno di guardare a fondo i bilanci dell'Ente. Per ora della vicenda si stanno interessando la Commissione per l'accesso agli atti della Presidenza del Consiglio e il deputato radicale Maurizio Turco, che vuole vederci chiaro, ed ha chiesto l'elenco e gli importi delle consulenze esterne. Se il metodo usato è lo stesso applicato ai servizi della "Reconta Ernst & Young", nei prossimi mesi ne vedremo delle belle. Per l'ex sindaco socialista Tognoli si profila un'estate "calda", dopo le lunghe vicissitudini che lo hanno visto per 12 anni sotto il torchio della magistratura milanese per le vicende legate alla stagione di
Tangentopoli. Certamente Tognoli è l'unico che trae notevoli vantaggi dalla carica: come presidente della Fondazion pecepisce infatti
6.000 euro al mese di stipendio, oltre all'auto blu con autista, al telefonino aziendale, ed al budget per la sua segreteria personale. Conviene di meno ai consiglieri di amministrazione, che per soli 1.900 euro mensili si vedono esposti alle intemperie della magistratura (
un sindaco ed un consigliere hanno preannunciato alla Voce la loro intezione di recarsi in Procura già la prossima settimana).
Sarebbe ora di introdurre criteri di trasparenza negli Enti pubblici, come l'Ospedale Maggiore Policlinico, e di iniziare a dimostrare un maggior senso del servizio pubblico che si è chiamati a svolgere, soprattutto quando si tratta di denaro pubblico. E, visto che i soldi non bastano mai, viene da domandarsi se quei 100mila euro non potevano essere destinati alla cura dei malati. O forse era meglio non fare certificare il bilancio per nascondere qualcosa?
Marco Marsili