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  1. #1
    Mai l'altra guancia
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    Question Milano: il Policlinico rifiuta di mostrare l'elenco dei consulenti esterni.

    Qualche giorno fa il solito bene informato, parlando di "conti in sospeso" lasciati dagli ammalati provenienti dal Sud Italia negli ospedali del Nord, invitava a ricercare sui siti internet questi dati di cui tutti, sempre a parer suo, sono a conoscenza.

    Intanto, vengon fuori "ignoranze" coatte come la seguente.
    Mistero sull'elenco e sugli importi dei consulenti esterni dell'ospedale milanese.

    Milano: il Policlinico rifiuta di mostrare l'elenco dei consulenti esterni chiesto dalla Voce.


    Negato l'accesso agli atti per un'inchiesta del giornale
    Milano, 21 giu. - Trasparenza? A Milano sembra ancora una chimera. Il direttore generale della Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena, ha negato la richiesta di accesso agli atti, ai fini di pubblica utilità, per la loro pubblicazione sulla Voce. Nella fattispecie, la Voce aveva chiesto l'elenco completo delle consulenze affidate ad esterni - e relativo importo - per
    l'anno 2006 e 2007.

    Ieri la Voce ha ricevuto dal direttore generale della Fondazione (che è un ente pubblico, con finalità di pubblico servizio, e pagato con il denaro dei contribuenti, disciplinata dalle disposizioni di cui al presente Statuto nonché dall’articolo 42 della Legge 16 gennaio 2003 n. 3 e dal Decreto Legislativo 16 ottobre 2003 n. 288) Giuseppe Di Denedetto, la risposa sotto riportata integralmente, con la quale veniva negato l'accesso ai documenti richiesti, venendo meno alla trasparenza cui un ente pubblico dovrebbe uniformarsi. Verrebbe spontaneo domandarsi se ci sia qualcosa da nascondere sulle consulenze d'oro dell'ospedale, vista la segretezza mantenuta dai vertici della Fondazione.

    Poichè il dieniego è immotivato - così come invece è motivata e fondata la richiesta di accesso - la Voce ha presentato ricorso alla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, affinchè ingiunga alla Fondazione IRCCS di ottemperare alla richiesta entro i termini prescritti dalla nomativa in vigore.

    Di seguito il testo integrale con la quale il direttore generale Di Benedetto ha giustificato il diniego di accesso ai documenti sulle consulenze del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano.

    Marco Marsili

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    "Il programma YURI il programma"
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    Ecco, così adesso si beccano l'ispezione... furbi.

  3. #3
    Mai l'altra guancia
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    Alla società di revisione americana sono stati comunque pagati 100mila euro per il lavoro non svolto. Probabile il commissariamento dell'Ente.
    Milano: il bilancio dell'Ospedale Maggiore Policlinico approvato senza la certificazione obbligatoria.

    Alla Reconta Erns & Young non è stata consegnata alcuna documentazione contabile.
    Milano, 29 giu. - Quella di martedì scorso è stata una seduta "burrascosa". Così si potrebbe definire la riunione del Consiglio di amministrazione della Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena presideduta dall'ex sindaco socialista di Milano Carlo Tognoli. All'ordine del giorno, dopo la richiesta della Voce di poter prendere visione dell'elenco dei consulenti esterni del 2006 e 2007 (negata con un pretesto dal direttore generale Giuseppe Di Benedetto), un regolamento stringente in materia di privacy e di accesso agli atti. Evidentemente, al Policlinico non hanno ancora preso consapevolezza della natura di Ente pubblico della Fondazione, così come del servizio erogato, che è pagato - come gli stipendi - con il denaro dei contribuenti, tramite l'aliquota per il Servizio sanitario nazionale, e l'addizionale Irpef regionale, oltre che con altri balzelli come il ticket sulle prestazioni ospedaliere. All'Ospedale Maggiore, evidentemente, non vogliono far sapere come viene speso il denaro dei contribuenti. A partire dallo stesso Di Benedetto, che guadagna circa 180mila euro all'anno, tra stipendio e "premio di produzione".

    Questo era solo uno dei punti all'ordine del giorno del Consiglio di amministrazione, di cui fanno parte, oltre a Tognoli, Adriano Bandera, Erminio Borloni, Antonio Guastoni, Lorenzo Ornaghi, Luigi Roth, Piergiorgio Sirtori, Roberto Villani e Francesca Zanconato. Ben più grave è ciò che la Voce ha scoperto circa la certificazione del bilancio 2005 dell'Ente. Uno componenti dell'organo di controllo, Marialuisa Paxi Rocco, nominata su indicazione dell'onorevole Stefano Pedica (neodeputato dell'Italia dei valori eletto in Lombardia, sebbene sia romano) ha protocollato il giorno precedente una lettera, indirizzata a tutti i consiglieri, al Collegio sindacale, ed al direttore generale Di Benedetto, nella qualle denunciava che, dall'analisi svolta, risulterebbero pagati bel 100mila euro alla società di revisione contabile "Reconta Ernst & Young S.p.A." per la certificazione del bilancio, certificazione che non è mai stata effettuata. Quindi, il Policlinico (ovvero i cittadini) hanno sborsato 100mila euro per un lavoro che non è mai stato effettuato (il contratto di revisione è stato stipulato nel febbraio 2007). La lettera del sindaco Paxi Ricco, tuttavia, sebbene regolarmente consegnata in portineria, con tanto di ricevuta firmata, non è giunta in tempo al primo piano, sede del Consiglio di amministrazione, poichè avrebbe preso delle altre strade, passando per la segreteria dell'ex ministro Tognoli, e finendo quindi al protocollo, dove è arrivata "ufficialmente" solo mercoledì (tre giorni per percorrere poche decine di metri).

    A questo punto, il sindaco nominato in quota Di Pietro, ha inviato la lettera con raccomandata ricevuta di ritorno a casa di tutti i componenti del Cda, ai sindaci, ed al direttore generale.

    L'episodio riveste una particolare gravità, in quanto vi si potrebbe configurare l'ipotesi di danno erariale, e la Corte dei Conti potrebbe obbligare il Policlinico - e gli amministratori responsabili - alla restituzione della somma indebitamente corrisposta alla "Reconta Ernst & Young". E' anche possibile che siano ravvisabili alcuni risvolti di profilo penale.

    Gravissime le accuse contenute nella lettera della Paxi Ricco - della quale la Voce è venuta in possesso -, in cui si lamenta la mancanza della nota integrativa, che rende il bilancio "non verificabile". Nella nota, si ricorda che l'articolo 6 dello Statuto impone che "il bilancio deve essere certificato da una Società di Revisione", mentre così non è stato. Stando a quanto affermato dalla Paxi Ricco, un funzionario della "Reconta, Ernst & Young", convocato in sede di riunione del Collegio sindacale, avrebbe dichiarato di non aver potuto effettuare alcuna verifica, in quanto non gli sarebbe stata consegnata "alcuna documentazione contabile e contrattuale".
    Il bilancio 2006 (che ammonta a circa 500 milioni di euro) è stato approvato solamente a maggioranza dal Consiglio di amministrazione, con l'astensione dell'ex senatore Piergiorgio Sirtori, che del Policlinico fu anche direttore sanitario Lo stesso Collegio sindacale aveva deciso di "approvare il bilancio 2005 con delle riserve, da sciogliere nella gestione successiva, in quanto la documentazione richiesta per le verifiche contabili-amministrative non è mai stata consegnata al Collgio sindacale, salvo qualche 'contentino', come i Cud emessi per il lavoro assimilato, in buona parte mancanti delle spiegazioni d'obbligo necessarie per l'individuazione del tipo di reddito".

    La situazione contabile-amministrativa dell'Ente è infine definita dall'organo di controllo come "confusa, sfuggente, imprecisa, assolutamente incontrollata e incontrollabile", gettando così pesanti ombre sulla gestione del più grande Ente sanitario italiano.

    La Fondazione, uscita da un lungo commissariamento solo un anno fa, è probabilmente destinata ad una nuova gestione straordinaria, se la magistratura contabile e quella penale decideranno di guardare a fondo i bilanci dell'Ente. Per ora della vicenda si stanno interessando la Commissione per l'accesso agli atti della Presidenza del Consiglio e il deputato radicale Maurizio Turco, che vuole vederci chiaro, ed ha chiesto l'elenco e gli importi delle consulenze esterne. Se il metodo usato è lo stesso applicato ai servizi della "Reconta Ernst & Young", nei prossimi mesi ne vedremo delle belle. Per l'ex sindaco socialista Tognoli si profila un'estate "calda", dopo le lunghe vicissitudini che lo hanno visto per 12 anni sotto il torchio della magistratura milanese per le vicende legate alla stagione di Tangentopoli. Certamente Tognoli è l'unico che trae notevoli vantaggi dalla carica: come presidente della Fondazion pecepisce infatti 6.000 euro al mese di stipendio, oltre all'auto blu con autista, al telefonino aziendale, ed al budget per la sua segreteria personale. Conviene di meno ai consiglieri di amministrazione, che per soli 1.900 euro mensili si vedono esposti alle intemperie della magistratura (un sindaco ed un consigliere hanno preannunciato alla Voce la loro intezione di recarsi in Procura già la prossima settimana).

    Sarebbe ora di introdurre criteri di trasparenza negli Enti pubblici, come l'Ospedale Maggiore Policlinico, e di iniziare a dimostrare un maggior senso del servizio pubblico che si è chiamati a svolgere, soprattutto quando si tratta di denaro pubblico. E, visto che i soldi non bastano mai, viene da domandarsi se quei 100mila euro non potevano essere destinati alla cura dei malati. O forse era meglio non fare certificare il bilancio per nascondere qualcosa?

    Marco Marsili
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  4. #4
    omsksib
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    ma quando c'è da colpire veramente gli sprechi , come mai che da destra non si muova mai nessuno ? sono sempre più contento di aver votato italia dei valori, almeno da quella parte lì ogni tanto qualcuno si muove e fà ciò che si deve fare;
    carlo tognoli? incredibile, è ancora in circolazione questo ladrone e addirittura l'hanno messo a presiedre questo pospedale pubblico; roba da matti veramente, questo dovrebbe stare in un campo di lavori forzati a spaccare le pietre, ; a un ladrone del genere ancora viene affidata la gestione di enti pubblici; roba da matti veramente; altro che i terroristi , questa gentaglia è mille volte peggiore e più criminale di un terrorista

  5. #5
    Mai l'altra guancia
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    Ancora nessuno interessato all'argomento o con notizie di prima mano?

  6. #6
    Mai l'altra guancia
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    Il segretario della Camera chiede l'intervento della Corte dei Conti
    Policlinico: i deputati della Rosa nel pugno presentano un'interrogazione parlamentare a Prodi
    Gli articoli della Voce sulla gestione dell'istituto milanese arrivano in Parlamento
    Roma, 6 lug. - I deputati della Rosa nel pugno vogliono vederci chiaro, e hanno presentato un'interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio, per sapere se, quanto riportato in una serie di articoli pubblicati dalla Voce, corrisponda alla reale situazione del Policlinico di Milano. E chiedono di informarne la Corte dei Conti.
    L'onorevole Maurizio Turco, ha infatti dichiarato di aver appreso dalla stampa che «martedì scorso si è tenuta una riunione del Consiglio di amministrazione della Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena con all'ordine del giorno un regolamento stringente in materia di privacy e di accesso agli atti che faceva seguito alla richiesta del quotidiano online la Voce di poter prendere visione dell'elenco dei consulenti esterni del 2006 e 2007 (negata con un pretesto dal direttore generale Giuseppe Di Benedetto)».
    Nell'interrogazione (cofirmata da Marco Beltrandi e dal segretario della presidenza della Camera dei deputati Sergio D'Elia), si sottolinea «la natura di Ente pubblico della Fondazione, così come del servizio erogato, è pagato - come gli stipendi - con il denaro dei contribuenti, tramite l'aliquota per il Servizio sanitario nazionale, e l'addizionale Irpef regionale, oltre che con altri balzelli come il ticket sulle prestazioni ospedaliere».
    Al centro dell'interesse dei parlamentari radicali «la certificazione del bilancio 2005 dell'Ente, che uno dei componenti dell'organo di controllo (Maria Luisa Paxi Ricco, ndr), avrebbe protocollato il giorno precedente, indirizzandola a tutti i consiglieri, al Collegio sindacale, ed al direttore generale Di Benedetto, nella quale si denunciava che, dall'analisi svolta risulterebbero pagati 100 mila euro alla società di revisione contabile Reconta Ernst & Young S.p.A. per la certificazione del bilancio, certificazione che non è mai stata effettuata; che manca la nota integrativa, che rende il bilancio "non verificabile", e che nonostante l'articolo 6 dello Statuto imponga che "il bilancio deve essere certificato da una Società di Revisione", così non è stato». Infatti - ricordano gli esponenti della Rosa nel pugno - «un funzionario della Reconta, Ernst & Young, convocato in sede di riunione del Collegio sindacale, avrebbe dichiarato di non aver potuto effettuare alcuna verifica, in quanto non gli sarebbe stata consegnata "alcuna documentazione contabile e contrattuale"».
    I parlamentari ricordano anche che «il bilancio 2006 (che ammonta a circa 500 milioni di euro) è stato approvato solamente a maggioranza dal Consiglio di amministrazione, con il voto contrario dell'ex senatore Piergiorgio Sirtori, che del Policlinico fu anche direttore sanitario».
    La dettagliata interrogazione - che riprende i contenuti degli articoli recentemente pubblicati dalla Voce - ricorda che «il Collegio sindacale aveva deciso di approvare il bilancio 2005 con delle riserve, da sciogliere nella gestione successiva, in quanto la documentazione richiesta per le verifiche contabili-amministrative non è mai stata consegnata al Collegio sindacale, salvo qualche "contentino", come i Cud emessi per il lavoro assimilato, in buona parte mancanti delle spiegazioni d'obbligo necessarie per l'individuazione del tipo di reddito, e la situazione contabile-amministrativa dell'Ente è infine definita dall'organo di controllo come "confusa, sfuggente, imprecisa, assolutamente incontrollata e incontrollabile", gettando così pesanti ombre sulla gestione del più grande Ente sanitario italiano».
    Nel testo dell'interrogazione vengono anche riassunte le recenti vicende della Fondazione, uscita da un lungo commissariamento solo un anno fa, e «probabilmente destinata ad una nuova gestione straordinaria, se la magistratura contabile e quella penale decideranno di guardare a fondo i bilanci dell'Ente».

    Marco Marsili
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  7. #7
    Mai l'altra guancia
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    All'orizzonte un'imponente operazione di cartolarizzazione relativa a 3.000 immobili della Fondazione che valgono oltre 1 miliardo e 300milioni.
    Policlinico, Tognoli: "La Voce va fermata".
    Pressioni dell'ex ministro sui consiglieri "ribelli" per convincerli a cambiare posizione
    Milano, 12 lug. - "La Voce va fermata". Queste le parole che avrebbe detto ieri il presidente della Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena, l'ex ministro socialista Carlo Tognoli, durante l'incontro riservato con Marialuisa Paxi Ricco, componente del Collegio sindacale nominata dal Comune di Milano.

    L'ex sindaco di Milano avrebbe sostenuto la necessità di interrompere il reportage della Voce, con il fatto che, a seguito degli articoli pubblicati sull'allegra gestione contabile dell'ente pubblico, si sarebbe interrotta la raccolta di donazioni che tengono in vita la Fondazione.

    Tognoli sta facendo di tutto per convincere i consiglieri "ribelli" a cambiare idea, e martedì, dopo aver incontrato l'ex senatore Piergiorgio Sirtori, unico consigliere di amministrazione ad aver votato contro l'approvazione del bilancio 2006, ha voluto vedere a quattrocchi la Paxi Ricco. Proprio Sirtori, che del Policlinico fu direttore sanitario, oltre che assessore alla Sanità del Comune di Milano, è oggetto del pressing del presidente dell'Ospedale Maggiore. La settimana scorsa, infatti, Tognoli avrebbe chiamato l'avvocato dell'ex parlamentare, per convincerlo a dissuadere il consigliere dal presentare un esposto alla procura della Repubblica di Milano ed alla Corte dei Conti, il cui intervento è stato chiesto la settimana scorsa anche da tre deputati radicali attraverso un'interrogazione urgente indirizzata a Prodi.

    Sulla vicenda del Policlinico è sceso in campo anche un'altro ex ministro, l'ex titolare del dicastero della Sanità di Berlusconi, Gerolamo Sirchia, sotto processo a Milano con l'accusa di corruzione. Sirchia avrebbe telefonato personalmente a Sirtori, pregandolo di intervenire per cercare di tenerlo fuori dall'inchiesta della Voce sul Policlinico, visto che il dibattimento che lo vede imputato per appropriazione indebita inizierà questo mese. I problemi giudiziari di Sirchia, che è accusato di appropriazione indebita per somme riferite ai fondi della Fondazione del Sangue di Milano, di cui era tesoriere, ruotano proprio attorno alla raccolta del sangue. Nonostante ciò, l'ex ministro è tutt'ora presidente dell'Associazione Amici del Policlinico donatori di sangue, che ha sede proprio presso il padiglione Marangoni, in via Sforza 35, all'interno del Policlinico.

    L'intervento a gamba tesa dei due ex ministri la dice lunga sul clima che si respira all'Ospedale Maggiore, da quando è iniziata l'inchiesta della Voce. Lo stesso direttore generale Di Benedetto, oltre ad aver negato pretestuosamente l'elenco dei consulenti esterni chiesti dalla Voce (tra cui figurerebbe anche il presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano, dal cui Cud, non accompagnato dal necessario contratto, risulterebbe essere stato pagato per una "prestazione occasionale"), ha minacciato "la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica per il vaglio della sussistenza di eventuali ipotesi di reato", nel vano tentativo di fermare l'inchiesta giornalistica.

    Lo scenario che emergere è ancora più complesso, e sembrerebbe avere come scopo finale una maxi operazione di cartolarizzazione dell'immenso patrimonio immobiliare della Fondazione (oltre 3.000 unità abitative solo a Milano), stando a quanto riferisce alla Voce un Consigliere di amministrazione. Secondo le dichiarazioni rilasciate dalla "dissidente" Marialuisa Paxi Ricco, quasi tutti gli immobili si trovano nel pieno centro di Milano, e risultarebbero iscritti a bilancio al solo valore catastale, nonostante una serie di leggi emanate negli ultimi anni dai governi di ogni colore, ne abbiano prescritto la rivalutazione. L'ipotesi più accreditata è che il basso valore iscritto a bilancio delle proprietà della Fondazione sia mantenuto artificialmente per favorire l'acquisto dell'intero patrimonio da parte di un importante gruppo immobiliare. L'operazione sarebbe ben vista dai numerosi politici che sono in affitto, a prezzi "calmierati", nei sontuosi appartamenti dell'ente pubblico nel cuore del capoluogo lombardo, a partire dall'assessore alle Attività produttive della giunta Moratti, l'ex deputata Tiziana Maiolo, che potrebbe riscattare l'appartamento di 12 stanze di corso Italia 9, dietro a piazza del Duomo, a prezzi stracciati. Si tratterebbe di una delle più grandi speculazioni immobiliari della storia italiana (basti pensare che il bilancio dell'ente ammonta a 500 milioni di euro all'anno), consumata, come al solito, a danno dei cittadini-contribuenti, che di fatto sono i veri proprietari dell'immenso patrimonio immobiliare gestito dall'ente pubblico, che è iscritto a bilancio per 1miliardo e 300milioni di euro. Nemmeno i componenti del Collegio sindacale sono riusciti a venire in possesso della documentazione dettagliata sul valore degli appartamenti, che viene indicato sommariamente nel bilancio.

    Potrebbe essere questa una delle cause che hanno impedito di fornire alla società di revisione Reconta, Ernst e Young, i documenti necessari per certificare il bilancio 2006 (la Voce è venuta in possesso delle fatture - emesse e pagate per 108mila euro - per la certificazione, mai avvenuta). L'intervento della Corte dei Conti, già chiesto dai tre deputati radicali, sembrerebbe quantomai opportuno, vista anche l'intenzione della Paxi Ricco e di Sirtori di presentare un esposto alla magistratura contabile, e congiuntamente alla Procura della Repubblica di Milano. La Paxi Ricco ha dichiarato alla Voce di aver votato contro l'approvazione del bilancio, ma di essere stata costretta a uniformarsi al voto favorevole degli altri quattro componenti del Collegio sindacale su pressione del presidente Salvatore Percuoco. Ce n'è abbastanza perchè la magistratura apra un'inchiesta.

    Marco Marsili
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  8. #8
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    E noi comuni mortali stiamo 2 anni ad elemosinare un euro in più sul contratto di lavoro, perchè la colpa è dei dipendenti pubblici...

  9. #9
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    La Voce di Tognoli


    Le precisazioni del presidente della Fondazione Policlinico Ospedale Maggiore


    L’articolo "Policlinico, Tognoli: ‘La Voce va fermata’", pubblicato giovedì 12 luglio 2007 sul quotidiano online La Voce d’Italia, riporta un elenco di falsità che vanno così rettificate. Non ho mai fatto dichiarazioni tipo “la Voce va fermata” durante il colloquio con Marialuisa Paxi Ricco, che ho incontrato come Presidente della Fondazione Policlinico Mangiagalli per affrontare i temi da lei sollevati in quanto componente del Collegio Sindacale (si è trattato quindi di un incontro formale e non riservato). Ho detto invece che la Fondazione difenderà sino in fondo il proprio buon nome.

    Incontro frequentemente e da anni il consigliere Sirtori, con il quale ho sempre avuto un rapporto leale.

    La Fondazione, da quando il CdA è insediato, non ha mai stipulato contratti di consulenza.

    E’ assolutamente infondata l’ipotesi di cartolarizzazione del patrimonio immobiliare della Fondazione. Ipotesi che nessuno ha mai ventilato né dentro né fuori dal Consiglio.

    E’ altresì falsa l’ipotesi di cessione di appartamenti dell’Ente a inquilini che li occupano con regolare contratto di affitto.

    Per altro, tutti i valori delle aree e delle unità immobiliari, per qualunque tipo di alienazione (sempre ad asta pubblica) o di affitto, sono stabiliti dall’Agenzia del Territorio (ex Ufficio Tecnico Erariale).

    Alla società di revisione Reconta, Ernst & Young sono state pagate le fatture per l’effettivo lavoro richiesto e svolto con alta professionalità.

    Infine, a proposito della Sua richiesta di elenchi di consulenti e relativi compensi, come le è noto, la Commissione per l’Accesso ai Documenti Amministrativi, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 9 luglio scorso, ha dichiarato inammissibile il ricorso da Lei presentato.

    Milano, 12 luglio 2007
    Carlo Tognoli
    Presidente


    Ringrazio l'onorevole Tognoli per le precisazioni, ma mi dolgo, ancora una volta, per l'assoluta mancanza di traparenza dell'Ente che presiede, che - è bene ricordarlo - è di natura pubblica, pagato con il denaro dei contribuenti per erogare un servizio (ancora una volta) pubblico. Lo stesso presidente della Fondazione, nell'esercizio delle sue funzioni, è un pubblico ufficiale, il cui emolumento è pagato con il denaro dei contribuenti, che hanno tutto il diritto a sapere come viene speso. Voglio sperare che me ne darà atto.

    Le parole che Le sono state attribuite ("La Voce va fermata"), sono state riferite al sottoscritto dalla signora Paxi Ricco, a cui Lei le avrebbe dette durante il colloquio (riservato, in quanto avvenuto solo alla vostra presenza) di martedì. Se le preme tanto il lessico, diciamo che avete avuto un "tetê a tetê".

    Per i "contratti di consulenza", il direttore generale Di Benedetto ha già specificato che non sono state effettuate consulenze affidate a personale esterno, ma solo "contratti a progetto", dei quali abbiamo chiesto formalmente nominativi, importi e natura, senza ricevere risposta alcuna. Giocare sul lessico ("sedia" o "cadrega", tanto per restare in tema, identificano benissimo l'oggetto, a mano di far finta di non sapere di cosa si stia parlando) è inelegante, e denota, ancora una volta, un deficit di cultura della trasparenza (inutile avere un Urp o un ufficio comunicazione e stampa, se poi non si rilasciano le informazioni richieste). A quanto risulta alla Voce, anche la signora Paxi Ricco, nell'esercizio delle sue funzioni, ne avrebbe chiesto addirittura copia, senza ricevere alcunchè.

    Infine, per quanto riguarda i compensi (ben 108mila euro di denaro pubblico) pagati alla Reconta, Ernst & Young, Le posso garantire che la Voce è in possesso di copia delle fatture, che riportano la dicitura relativa alla certificazione del bilancio della Fondazione, che non risultarebbe essere mai stata effettuata. Se è in grado di fornire la certificazione del bilancio, la Voce sarà lieta di esamirarla, e di darne notizia ai suoi lettori.

    Da cittadino milanese, lombardo, e italiano, mi stupisco e mi rammarico del fatto che, nei tanti anni in cui ha ricoperto cariche pubbliche (sindaco di Milano, deputato, europarlamentare, ministro), non sia riuscito a sviluppare una cultura del ruolo del civil servant.

    Marco Marsili
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  10. #10
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    avete capito ora a cosa serve la legge sulla privacy??

 

 
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