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Discussione: La Cultura Laica

  1. #1
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    Predefinito La Cultura Laica

    A me pare che questo laicismo anodino, servo della tecnica, scientista, incapace di fondare nuovi valori e nuovo senso, sia il prodromo di un revanscismo religioso.
    Lo dico da ateo e antireligioso, sperando che una critica all'interno del laicismo possa servire a fornire una nuova prospettiva.

    Cosa ne pensate?

    LA CULTURA LAICA

    E' necessario che la cultura laica affronti i nuclei tragici dell'esistenza: il dolore, la malattia e la morte.

    E' necessario che la cultura laica si muova per giustificare la vita, "ogni singola vita".

    E' necessario che la cultura laica riprenda con vigore le redini della storia, che sia capace di porre di nuovo l'Uomo al centro del mondo e della riflessione, relegando la Tecnica al ruolo marginale che le compete.

    E' necessario, assolutamente necessario, che la laicità si fondi come creatrice di valori e di Senso.

    In altro caso, le aberrazioni della Religione e dell'Idealismo avranno di nuovo il sopravvento.

    Facciamo in modo che Dio non sia morto invano.

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  2. #2
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    E' necessario che la cultura laica affronti i nuclei tragici dell'esistenza: il dolore, la malattia e la morte.
    filosofia e psicologia si muovono in quel senso.

    E' necessario che la cultura laica si muova per giustificare la vita, "ogni singola vita".
    a me onestamente pare che solo la cultura laica giustifichi ogni singola vita, accettando ogni diversità, contrariamente alle religioni che già dividendo in fedeli e non fedeli compiono una distinzione

    E' necessario che la cultura laica riprenda con vigore le redini della storia, che sia capace di porre di nuovo l'Uomo al centro del mondo e della riflessione, relegando la Tecnica al ruolo marginale che le compete.

    non concordo che alla tecnica spetti un ruolo marginale perchè nel 900 la tecnica è diventata tecnologia e attraverso una tecnica ragionata si conosce e apprende il mondo (la tecnica sostituisce la fede nella ricerca di conoscienza). l'uomo resta ancora al centro, la tecnica non è fine a se stessa ma viene sempre finalizzata allo sviluppo del'uomo, e anzi l'uomo è ora al centro del mondo prima era un stellite divino ed era dio che stava al centro

    E' necessario, assolutamente necessario, che la laicità si fondi come creatrice di valori e di Senso.

    già che se scrivi senso con la s maiscula sottointendi qualcosa di religiso, e non si può "creare" il senso perchè o c'è o non c'è. la differenza è che da laico sei tu a doverlo cercare,e lo trovi cercando di finalizzare la tua vita a qualcosa o a qualcuno. mentre il religioso la finalizza a dio, il laico preferisce asservire a un ideale, a una persona, a qualcosa di concreto su questo mondo. mi sembra abbia molto più Senso

    In altro caso, le aberrazioni della Religione e dell'Idealismo avranno di nuovo il sopravvento.

    Bisognerebbe fare il funerale a dio. più discuto di queste cose e più non capisco come il pericolo della ricorsività ad infinito non sfiori minimamente il credente. è nato come il balilla nel periodo fascista, ed è arrivato alla facile conclusione che credere è l'unico modo per vivere all'infinito, per essere accettato nella società, per esser parte della maggiornaza e per poter stare in pace con la coscienza, e quindi lo fa, non sforzandosi neanche di giustificare razionalmente la sua scielta perchè dio non è un essere razionale e la ragione è nemica di dio, meglio usare la fede. (non tutti ovviamente molti son credenti convinti ma non li temo perchè sono una minoranza esigua) io penso che la chiesa va attacccata attraverso i media sfondando il muro di intoccabilità dietro cui la chiesa si protegge e raggiungendo la coscienza dei miliono dei credenti passivi, quelli che fanno solo ciò che la morale comune considera giusto, che negli anni60 si schieravano contro neri e minigonne e ora detestano omosessuali e punkabbestia. però come fai ad attaccare uno stato che ha milioni di sudditi (anche se passivi) e del quale non puoi svelare alcun altarino pubblicamente, visto che se gira un video prova sulla pedofilia nelle parrocchie lo censurano e non lo trasmettono, se appena appena c'è un titolo in una mostra che può toccare la religione dev'essere immediamente ritrattato o ti denunciano per villipendio e ti trovi pure nei cazzi. bisogna attaccare quest'immunità e questa censura assurda, che porta ad annullare la mostra di bologna o a togliere una pubblicità simpatica dalla tv perchè un pornostar dice "patatina"...come fai ad attaccare un organo che possiede la stessa censura che era nelle mani delle dittature, se non attraverso una resistenza partigiana? non dico di usare la violenza, io scatenerei una guerra mediatica informativa, ripetute manifestazioni nelle capitali contro che svelino gli altarini della chiesa, i conti segreti del vaticano e le varie cose. questo non è mai stato fatto si fanno commenti contro la chiesa nei dibattiti e si manifesta per i gay "ma guai se sembra una manifestazione anticlericale"....(non sto dicendo che ci vorrebbe il partito anticattolico ma un organizzazione associativa o anche un team artistico che si occupi di quello)

  3. #3
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    Cosa ne pensate?

    LA CULTURA LAICA

    E' necessario che la cultura laica affronti i nuclei tragici dell'esistenza: il dolore, la malattia e la morte.
    Per me, insegnante di filosofia, la "cultura laica" è il pensiero filosofico stesso, purché libero da dogmi e imposizioni. Per questo ti posso assicurare che del dolore, della malattia, della morte e dell'esistenza in generale (compresa un'etica non confessionale) la filosofia e la scienza si occupano da secoli. Basta lasciarle libere dagli zelanti tiranni del pensiero (di matrice politica e clericale).

  4. #4
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    """E' necessario che la cultura laica riprenda con vigore le redini della storia, che sia capace di porre di nuovo l'Uomo al centro del mondo e della riflessione, relegando la Tecnica al ruolo marginale che le compete.

    non concordo che alla tecnica spetti un ruolo marginale perchè nel 900 la tecnica è diventata tecnologia e attraverso una tecnica ragionata si conosce e apprende il mondo (la tecnica sostituisce la fede nella ricerca di conoscienza). l'uomo resta ancora al centro, la tecnica non è fine a se stessa ma viene sempre finalizzata allo sviluppo del'uomo, e anzi l'uomo è ora al centro del mondo prima era un stellite divino ed era dio che stava al centro."""

    L'uomo non è più al centro, è la Tecnica ad esserlo.
    La società si muove, riflette, agisce per sviluppare la Tecnica.
    L'uomo è il mezzo, la variabile dipendente.

    Il grande malessere della società contemporanea è in questo: l'uomo è appendice -ingranaggio- di un sistema che si muove nel potenziamento della Tecnica.
    L'uomo è schiacciato, annicchilito.

    Non è vero poi che la laicità riesce, all'oggi, nel giustificare la vita e la morte.
    La cultura dominante del mondo libero si agita nel non-sense, nella mancanza di scopo.

    La cultura occidentale ha rifiutato la morte, ha escluso il morire dalla vita e dalla riflessione. La morte è diventata tabù.

    Consiglio "Storia della morte in Occidente" di Philippe Aries.

    Se il laico non sarà capace di proporre valori forti, di riprendere vita e morte come centro della riflessione, la religione vincerà.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da LibertàEguale Visualizza Messaggio
    Per me, insegnante di filosofia, la "cultura laica" è il pensiero filosofico stesso, purché libero da dogmi e imposizioni. Per questo ti posso assicurare che del dolore, della malattia, della morte e dell'esistenza in generale (compresa un'etica non confessionale) la filosofia e la scienza si occupano da secoli. Basta lasciarle libere dagli zelanti tiranni del pensiero (di matrice politica e clericale).
    La filosofia pensa la vita e la morte.
    La società e la cultura occidentali no. Pensano la Tecnica ed il motore alla base:l'Economia.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da canefantasma Visualizza Messaggio
    La filosofia pensa la vita e la morte.
    La società e la cultura occidentali no. Pensano la Tecnica ed il motore alla base:l'Economia.
    ci ho pensato un po su e in effetti hai ragione. coincide perfettamente col perchè io mi spiego il generale allontanamento della figura dell'intellettuale dalla sfera artistica....siamo in un periodo di trasformazione della figura dell'artista da artista-intellettuale-umanista ad artista-ingegnere-scienziato....se fino anche solo a una decina di anni fa i professori erano ex sessantottini filocomunisti, interessati sul piano artistico ale performance e al concettuale ultimamente si sta assistendo a una massiccia presenza di professori cresciuti intellettualmente nel ventennio settanta/ottanta, dominato culturalmente dal punk, la nascita dell'urban culture di derivazione beat, la definitiva conquista dell'immaginario fatascientifico, la diffusione dell'informatizzazione, cibernetica e robotica..... l'antitecnicismo caratterizzante la precedente cultura freak è stato sostituito da hacking, cyberpunk, new media art, invasione di internet e quindi net art, webdesign etc....questo ha portato approssimativamente a ciò che è successo con le avanguardie di inizo secolo: il rifiuto del vecchio. e ora per vecchio con lo scientismo forsennato si rischia di considerare anche la cultura umanista, la politica stessa, il considerare arte e cultura distaccati da filosofia e politica perchè l'arte ora esplora l'uso artistico delle nuove tecnologie. Amando lo studio della contemporaneità indipendentemente dalla sua caratterizzazione provvisoria resto interessato ad osservare i mutamenti che questa "rivoluzione digitale" ha sulle nostra società, ed effettivamente per quanto ne approvi la democratizzazione assoluta delle informazioni, la diffusione della laicità di pensiero sia politico che scientifico e la ricerca di progresso, ammetto che in questa corsa verso la modernità ci si sta lasciando dietro una determinata sensibilità. ovviamente esistono tutt'ora grandi filosofi, penso a croce prima e deleuze poi, ma la cultura nel suo complesso sta effettivamente spostando un pò troppo l'interesse sull'effimero....
    da quì a dire che per ritrovare la giusta via dovremmo ricominciare a credere nelle storie di duemila anni fa mi sembra ovvamente alquanto esagerato...

    parlo dell'arte perchè essendo ciò che studio è ciò in cui noto maggiormente quest'influenza, ma penso sia visibile anche in tutti gli altri aspetti della cultura...nella letteratura ad esempio, stiamo andando sempre più nella direzione dei best sellers, belle storie scritte da chi sa usare benissimo le parole, ma non ha interesse a usarle per trasmettere qualcosa......

  7. #7
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    Tu dici:

    "da quì a dire che per ritrovare la giusta via dovremmo ricominciare a credere nelle storie di duemila anni fa mi sembra ovvamente alquanto esagerato..."

    Non si tratta di riportare in auge parole di 2000 anni fa, ma di riconsiderare la cultura nel suo complesso.

    Se per cultura intendo la riflessione che sta dietro l'agire della società, allora la nostra società "non pensa", semplicemente ignora, la morte, la sofferenza, la malattia.
    Al massimo ne propone un rimedio tecnico (medicina ecc..).

    L'uomo invece ha bisogno di una cultura che sia capace di Senso, che giustifichi il dolore, la malattia, la morte.
    La laicità semplicemente non lo fa, ne omette la presenza, se ne disinteressa.

    Per questo si deve andare oltre, si deve proporre un pensiero laico capace di formare nuovi valori, nuovo Senso, e forte abbastanza per andare oltre la Tecnica.

    In altro caso la Religione avrà il sopravvento, perchè nonostante l'assurdità dei postulati alla base, il carattere degenerato ed aberrante, cerca di dare Senso e significato al dolore, alla sofferenza, alla malattia e alla morte.

    www.michelebellingeri.it

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da canefantasma Visualizza Messaggio
    Tu dici:

    "da quì a dire che per ritrovare la giusta via dovremmo ricominciare a credere nelle storie di duemila anni fa mi sembra ovvamente alquanto esagerato..."

    Non si tratta di riportare in auge parole di 2000 anni fa, ma di riconsiderare la cultura nel suo complesso.

    Se per cultura intendo la riflessione che sta dietro l'agire della società, allora la nostra società "non pensa", semplicemente ignora, la morte, la sofferenza, la malattia.
    Al massimo ne propone un rimedio tecnico (medicina ecc..).

    L'uomo invece ha bisogno di una cultura che sia capace di Senso, che giustifichi il dolore, la malattia, la morte.
    La laicità semplicemente non lo fa, ne omette la presenza, se ne disinteressa.

    Per questo si deve andare oltre, si deve proporre un pensiero laico capace di formare nuovi valori, nuovo Senso, e forte abbastanza per andare oltre la Tecnica.

    In altro caso la Religione avrà il sopravvento, perchè nonostante l'assurdità dei postulati alla base, il carattere degenerato ed aberrante, cerca di dare Senso e significato al dolore, alla sofferenza, alla malattia e alla morte.

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    continuo a vedere nella tua ricerca di "Senso", una ricerca di tipo teologico e spirituale.è impensibile chiedere alla laicità di affidarsi allo spirituale, e finchè la tua ricerca di senso sarà affidata a una ricerca causale della nostra esistenza al massimo potrai riconoscerti in un'altra religione, ma devi renderti conto che non stai parlando di cultura laica. finchè non impariamo ad accettare la nostra vacuità e materialità, liberi da alternative fasulle che ritengono di possedere le chiavi di una conoscienza superiore a buon mercato, non si potrà proseguire il cammino verso la nostra piena consapevolezza umana, laicamente e materialmente reale. per il laico non si tratta di dare un senso ma di acquisire consapevolezza; non devo cercare di trovare significati astratti per giustificare la mia esistenza e consolare la mia sofferenza, ma rendermi conto del me come essere umano materiale, e solo una volta acquisita questa conoscenza trovare un senso da dare alla mia esistenza...

  9. #9
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    Dalla newsletter SDI del 27 settembre

    Trento. Zoller: quando arriveranno le scuole paritarie islamiche cosa diranno i clericali nostrani?

    “Visto il potente schieramento politico-clericale contro il referendum del 30 settembre – afferma il consigliere regionale degli SDI Nicola Zoller - possiamo prevedere che il referendum sulla scuola trentina rischierà di essere un’occasione perduta anziché il momento giusto per riaffermare la centralità della scuola pubblica come vuole la costituzione repubblicana. Ma se il referendum cadrà per la campagna astensionistica, il campo politico-clericale non dovrà gioirne per tanto tempo. La Costituzione afferma che compito della Repubblica è ‘istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi’ e che i privati hanno ‘diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato’. Se invece si ‘forza’ la Costituzione e si prevedono detti ‘oneri’ a favore delle scuole paritarie private, non passerà tanto tempo prima di vedere – accanto a quelle cattoliche – anche scuole paritarie islamiche o d’altro credo religioso pronte a pretendere finanziamenti pubblici. Cosa diranno allora i clericali nostrani? Non è meglio che si rispetti la Costituzione? Che i soldi pubblici vadano appunto alla scuola pubblica? La scuola pubblica infatti non dovendo essere un organismo di parte, con preferenze ideologiche o religiose, è l’istituzione che meglio può e deve garantire lo sviluppo più libero e pluralistico dei nostri figli. Ribadiamo – conclude Zoller - che con i soldi pubblici questa è la scuola da finanziare, la quale in quanto pubblica è per la Costituzione ‘aperta a tutti’ e gratuita, potendo quindi dare applicazione anche all’articolo 34 secondo cui ‘i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi’”.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus Visualizza Messaggio
    Dalla newsletter SDI del 27 settembre

    Trento. Zoller: quando arriveranno le scuole paritarie islamiche cosa diranno i clericali nostrani?
    ”.
    nessuno come me pensa che la soluzione migliore sia insistere per un ora di religione obbligatoria interreligiosa, affiancata al veto di clericali(di ogni credo) nell'insegnamento pubblico?? in questo modo la formazione religiosa diverrebbe necessariamente laica perchè diventando materia a tutti gli effetti il programma dev'essere istituzionalizzato e la laicità verrebbe rispettata perchè la religione non sarebbe una catechesi ma un insegnamento storico culturale etnico e nient'altro.finchè restaa facoltativa quell'oraq sarà sempre solo catechesi e toglierla non è possibile perchè in italia ci son troppi cattolici, l'unica soluzione è a mio avviso
    istituzionalizzarla. Quando un docente si troverà a dover insegnare la vita di gesù di fronte a islamici, buddisti, atei, ebrei etc, non potrà non essere obbiettivo senza incorrere in sanzioni disciplinari, e già la stesura di un libro di testo sulle religioni realmente oggettivo sarebbe un passo avanti verso la laicità.

 

 

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