“le Associazioni Giovanili e Studentesche di Alleanza Nazionale e Fiamma Tricolore hanno inscenato questa mattina una manifestazione dentro l’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione per contestare la scelta dell’Assessorato di finanziare con 50.000 € un progetto didattico sullo studio di Antonio Gramsci”,
affermano in una nota congiunta Simone Spiga e Andrea Palmas, rispettivamente Dirigente Nazionale di Azione Giovani e Responsabile del Blocco Studentesco.
Nella giornata di oggi, 28 Settembre la Giunta Regionale della Sardegna, su proposta dell’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, ha promosso lo studio della figura di Antonio Gramsci a cui è stata dedicata Sa Die de sa Sardigna 2007 a settant’anni dalla morte, abbiamo voluto accettare la sfida culturale lanciata dalla Giunta di Soru e questa mattina abbiamo promosso questa protesta per chiedere lo studio dell’intero pensiero gramsciano”, prosegue la nota degli esponenti della destra giovanile.
“Riteniamo inaccettabile che emerga solo un Gramsci apostolo della democrazia e della libertà, ecco cosa disse in un discorso alla Camera dei Deputati il 16 Maggio 1925 – (Giustifico), non le violenze fasciste, le nostre. Noi siamo sicuri di rappresentare la maggioranza della popolazione, di rappresentare gli interessi più essenziali della maggioranza del popolo italiano; la violenza proletaria è perciò progressiva e non può essere sistematica. (…) E’ molto probabile che anche noi ci troveremo ad usare gli stessi vostri sistemi,(…) ad adottare gli stessi vostri metodi con la differenza che voi rappresentate la minoranza della popolazione, mentre noi rappresentiamo la maggioranza – “prosegue la nota di Spiga e Palmas..
“Il passo riprodotto la dice lunga su quale libertà e democrazia ci avrebbe riservato il Partito Comunista di Gramsci se avesse preso il potere, se è giusto ricordare in Gramsci una vittima del totalitarismo. È altrettanto doveroso ricordare che il modello di Stato al quale pensava era l’Unione Sovietica dei Gulag e della dittatura comunista”, concludono i militanti.

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