Saludus,
Cummenti penzu ca tottus bos attrus scideas, un'iscolla de casteddu hat deliberau de ponni sa Limba Sarda cumment'e materia de fai a obbligu.
A pustis de nd'hai spainau sa noa, su tg5 hat incummenzau a nai ca no est giustu a imparai is dialettus me in is iscollas e tottu sa solita lareddia...
Po custu happu penzau de iscriì custa littera a cussus de su tg5..."Salve,
Sono un ragazzo Sardo di 22 anni e sono orgoglioso di poter dire che, nonostante sia cresciuto in un'epoca nella quale la Sardegna utilizzi di riflesso la lingua italiana in quanto sulla carta regione d'Italia, sono madrelingua Sardo, si avete capito bene, madrelingua, ciò significa che ho imparato successivamente l'italiano e mi esprimo in Sardo in casa, con gli amici e dovunque possibile, pur senza mettere a disagio chi non mi capirebbe.
Ma non credo sia necessario puntualizzare oltre su questo fatto;
Desidero invece farvi presente che nel vostro servizio del 1 ottobre avete detto alcune cose che non sono corrette...
Innanzi tutto non é corretto dire che il Sardo diventa lingua... Il Sardo é' una Lingua, e questo affermano i linguisti, con un certo Max Leopold Wagner (non certo l'ultimo arrivato) in testa.
Non solo...Contrariamente a quanto avete detto, Il Sardo era la LINGUA dei nonni,e non il dialetto...
E' bene che ricordiate che un dialetto é una variante locale di una lingua di riferimento (come può essere il romano con l'italiano) Il Sardo con l'italiano non ha niente a che fare, é una Lingua che addirittura il vostro Dante Alighieri ha sentito parlare, quindi quando ancora l'italiano non esisteva in quanto tale...
La Lingua Sarda é una lingua neolatina, (anzi, la lingua viva oggi più vicina al latino) con influenze greche, arabe e spagnole... e non certo un dialetto dell'italiano.
In pratica La lingua Sarda é divisa in 2 ceppi fondamentali, Logudorese e Campidanese e anticamente vi era una variante di riferimento per ogni tipo di atto ufficiale.
Da questi 2 ceppi (che comunque hanno molte somiglianze, in quanto originariamente tale suddivisione non era presente) derivano i dialetti, che sono appunto la variante locale (e quindi del paese) del ceppo di riferimento (diciamo un qualcosa di simile alla svezia dove ci sono due varianti della stessa Lingua)
Voglio ricordare che la Sardegna é stata politicamente indipendente dal 1297 come "Regnum Sardiniae et Corsicae" e rimase indipendente fino al 1847, quando purtroppo vi fù la fusione col piemonte... e l'ordinamento socio-politico-giuridico era la Charta de Logu, rimasta in vigore fino al 1827, e guarda caso scritta in Sardo... Non solo, era presente in due varianti, ma a noi é arrivata solo la variante scritta in Sardo Arborense, perfetta fusione tra campidanese e logudorese.
Non é quindi assolutamente vero che non esista una lingua di riferimento anche se i nostri politici si ostinano a scegliere cosiddette varianti unificate che però non decolleranno mai in quanto non rispecchiano l'universo dei parlanti e in quanto mai esistita storicamente...
Non solo, non é vero che le bibbie e quant'altro dovranno essere stampate... Faccio presente che alcuni mei parenti sono in possesso di libri antichi quasi 300 anni che contengono bibbia, vangeli, catechismi e quant'altro... Negli archivi delle curie Sarde sono presenti messali in Sardo e quant'altro... non solo... con l'entrata in vigore del motu propprio del Papa sarà possibile ridire la messa in Sardo, come avveniva fino a 40 anni fà circa in molti paesi... e dove sono continuate a rimanere in vita fino ad oggi usanze come il Rosario Cantato in Sardo, is Coggius o Gosos o Goccius che dir si voglia (lodi ai santi patroni cantate, scritte in sardo a strofe in rima con ritornello fisso ) e le via crucis e i canti della Settimana Santa Tutto esclusivamente in Sardo.
Nei giorni nostri sono state riproposte delle edizioni delle Sacre Scritture ed é già in programma la traduzione di testi letterari italiani...
Faccio anche presente che vi sono diverse leggi (delle quali attualmente non ricordo i numeri) approvate dal consiglio regionale della Sardegna che dichiarano che la lingua ufficiale della Sardegna é il Sardo ed ogni Sardo ha il diritto di utilizzare tale lingua nell'ambito del rispetto delle minoranze linguistiche (legge dell'unione europea e tempo fa anche della costituzione, ora modificata...) e che per chi lo desidera, vi é il diritto addirittura di esprimersi ed avere in LImba tutto un processo (come ha giustamente preteso e ottenuto il segretario Nazionale del Partito Sardo d'Azione Efisio Trincas)
Non mi sarei mai aspettato una simile gaffe da parte vostra, l'italia ci ha sempre oppresso da questo punto di vista ed é ora di dire BASTA e purtroppo proprio dei simili errori da una testata credibile come la vostra altro non sa se non cattiva informazione... Se non credete a quanto vi ho scritto, andate pure a fare delle ricerche su internet e troverete montagne di riscontri alle mie parole...
Auspico che facciate una sorta di dietro front per quanto riguarda il vostro servizio di oggi, visto che, se così non fosse sarebbe inutile ospitare nel vostro sito, uno spazio che vi permetta di comunicare con gli spettatori...
E' ora che gli italiani sappiano che il sardo non é eja ajò e cappppittttommmihai... quella é l'imitazione strafottente di un Sardo che parla una lingua non sua, ne più ne meno dell'imitare un francese che cerca di parlare italiano...
Il Sardo é fatto di "Oglieras" de "'utturu" e tutto il resto, e se tutti quanti smettessero di vedere la Sardegna solo come la tappa turistica dell'estate per le coste e iniziasse ad esplorarne l'entroterra se ne renderebbe conto, e si renderebbero anche conto della grandezza e dell'antichità della nostra cultura artigianale e agro-pastorale, troppo spesso erroneamente bistrattata dai mass media, non avendo la nostra cultura nulla da invidiare a tutti gli altri popoli e nazioni, con o senza stato, di questo mondo.
Nel caso vogliate prendere spunto da questa mia per un servizio nelle vostre edizioni o vogliate avere qualsiasi tipo di informazioni sull'argomento, non esitate a ricontattarmi...
Cordiali Saluti
"
Aicci imparant... istrunzus...
Saludus a tottus




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