Torino città della Mole, Torino città della FIAT, Torino città della Juventus, Torino città morta. Torino nel 1978, subito dopo gli anni di piombo. Un quadro urbano sterminato di casermoni popolati da famiglie di immigrati e operai, dunque congeniale per forza stessa di cose alla germinazione del punk, come una macchia d'inchiostro rosso sulla speculazione edilizia dilagante. Colore, sangue, vita e disperazione, che si estese ancora più venefica e virulenta rispetto al resto degli scenari paralleli d'Italia, con cui si aprì ben presto una combutta sotterranea. Vanchiglia, Pinerolo, Avaria, El Paso, non sono state che le tappe principali di questa storia ancora aperta, iniziata con un pugno di nomi che si potevano allora contare sulla punta delle dita di una mano: Blue Vomit , 5° Braccio, Kollettivo, D.D.T., Rough, quindi Negazione, Contrazione, Nerorgasmo, Declino, Franti, Ifix Tcen Tcen, come seguito più o meno logico dell'epopea. Parlare di Luca "Abort" è sempre una cosa difficile, probabilmente perché la sua assenza si sente e non sarà certo l'inopportuno culto ultimo di curiosi e fanatici a restituirci l'autore dell'unica pagina letteraria del punk italiano. Potrà però ovviare parzialmente questa raccolta, che riporta alla luce non solo il materiale (sopravvissuto) registrato dal Vomito Blu tra il 1978 e il 1983 e poi finito su "Torino 198X" e "Torinoise", ma anche e soprattutto due interi live dei tempi che furono (Vanchiglia 11/11/82 - piuttosto raro da reperire - e via Artom 1983 - mai saltato fuori prima d'ora). Dietro al progetto ci sono - com'è giusto che sia - oltre a Marco F.O.A.D. e a Vittorio "Nasty" Castellani, memorie storiche del punk torinese, Simone Cinotto in persona e l'inossidabile Petralia. Di qui reminiscenze scritte, foto, testi, flyers e un disco fatto col cuore in vece di una bieca operazione commerciale.
28 pezzi 28, molti dei quali sono già diventati dei classici ("Mai capirai", "Vaffanculo", "Io non sono come voi"), forti di un'attitudine non ancora al suo apice espressivo, ma già assolutamente illuminante rispetto alle proposte di tutti i gruppi contemporanei. Spietati e senza compromessi, né di natura politica ("Non riesco più a stare fermo / le vostre barbe e i vostri discorsi / non riesco più a sopportare / i vostri fiori, la vostra apatia / io non sono come voi [...] odio per le vostre barbe / odio per le vostre canne / il mio regno è sulla strada / contro la vostra filosofia"), né tantomeno autoreferenziali ("Esco dalle mura e non c'è mai un cazzo da fare / strade sorde e mute felicità che non puoi sperare / l'odio sta imperando odio per tutta la gente / pupille dilatate io vi odio più profondamente / mai mai mai capirai / cosa penso e cosa faccio / mai mai mai capirai / perché ho i tagli sopra il braccio / non voglio più giustificarmi per le pastiglie che io prendo / non ho motivi da spiegare a chi non capisce cosa sto facendo [...] posso fare ciò che voglio non voglio essere giudicato / me ne frego delle critiche di chi crede di non essere malato"), i Blue Vomit furono amati e odiati, ma comunque vada lasciarono il segno. Etichettati come provocatori, pseudonazisti e residuati del '77 (l'intervista per T.V.O.R. dove i nostri rispondevano alle critiche è assolutamente un pezzo da novanta), ma secondo me anche molto, molto invidiati per le capacità intrinseche.
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Ristampato tutto il materiale del primo gruppo di Luca Abort(r.i.p.) che poi andra' a formare uno dei gruppi piu' virulenti ed iconoclasti del punk italiano ,i terrificanti e leggendari Nerorgasmo
Bellissimo il libretto del cd con una storia tutta da leggere
Da avere assolutamente
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