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  1. #1
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    Predefinito rivoluzione d'Oltralpe. In classe solo 4 giorni la settimana

    ROMA — Dal prossimo anno per i bambini delle elementari francesi la campanella suonerà quattro giorni a settimana invece di cinque: alla storica pausa del mercoledì si aggiungerà la settimana corta. E' l'effetto di un taglio di circa cento ore (da 958 a 864 l'anno) deciso dal governo per diminuire le distanze dalla media europea che è di 800 ore, mentre l'Italia è a quota 980. Quattro giorni in classe e tre in famiglia. Una soluzione che in Italia viene bocciata da tutti, a cominciare dalle famiglie e a seguire prof, dirigenti scolastici e pedagogisti. La piccola rivoluzione d'Oltralpe, a parte la settimana corta generalizzata in Italia dal 1990-1, pone un problema che nessuno sa risolvere: i bambini italiani come e dove passerebbero il tempo sottratto alla scuola? In Italia l'unica proposta in materia è quella avanzata dal ministro del Turismo e vicepremier Rutelli: un calendario delle vacanze più duttile, con pausa estiva più breve compensata da interruzioni invernali e primaverili più lunghe, ma neppure un'ora in meno. Oggi la formula più diffusa è quella delle 30 ore settimanali con uno o due rientri pomeridiani.

    Il 27 per cento degli alunni frequenta invece un tempo pieno di 40 ore. Un peso eccessivo? Non lo nega Angela Nava, presidente del Coordinamento genitori democratici: «L'idea di un minor tempo scuola non induce necessariamente a riflessioni negative, perché spesso ci accorgiamo che i bambini avrebbero bisogno di più tempo da dedicare alla loro infanzia, all'essere bambini ». «Ma la scelta nel nostro Paese — aggiunge subito dopo — diventa inapplicabile perché non esistono interventi specifici alternativi». «La scuola — aggiunge Angela Nava — ha rappresentato e rappresenta ancora una grande camera di compensazione per le molte politiche dell'infanzia disattese». Il ministro francese dell'Educazione Xavier Darcos vorrebbe utilizzare il surplus di ore per dei corsi di recupero per i bambini in difficoltà. La ricetta non convince però il leader dei prof della Cgil: «Siamo in una società dove aumentano a dismisura le diversità tra i ragazzi per quanto riguarda l'apprendimento e la quantità di informazioni possedute — dice Enrico Panini —. Quella francese mi sembra una scelta un po' classista: con meno scuola chi è forte resta sempre forte e chi è debole diventa più debole».

    La riduzione dell'orario delle elementari non sorprende i nostri presidi. «Rientra in una tendenza generale della scuola francese, che precede l'avvento di Sarkozy, verso l'essenzialità dei saperi e l'alleggerimento del tempo scuola — afferma Paolino Petrolino dell'Anp —. Una simile decisione, che comporta un taglio del 15 per cento dell'orario di lavoro frontale dei docenti, incontrerebbe da noi resistenze fortissime. Dubito che il ministero dell'Economia regalerebbe alla scuola tutte quelle risorse». Per il viceministro Angela Bastico dietro parole come essenzialità dei saperi e alleggerimento si nasconde in realtà un'offerta formativa più povera. «Sotto un certo numero di ore — spiega — resta soltanto una possibilità, quella della lezione in aula, da una parte il maestro e dall'altra i bambini, senza laboratori di lingue, senza la minima possibilità di un apprendimento sperimentale». Esistono infiniti stimoli e opportunità di apprendimento che la permanenza prolungata nelle aule fa venir meno. Ne è convinta Luisa Ribolzi, sociologa dell'educazione nell'università di Genova: «In Italia siamo di fronte a una totalizzazione del tempo dei bambini da parte della scuola. Un adulto passa meno tempo in azienda. Ma se le alternative sono i videogiochi, la tv o la nonna semianalfabeta meglio la scuola».




    Giulio Benedetti
    02 ottobre 2007

    http://www.corriere.it/cronache/07_o...o_scuola.shtml

  2. #2
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    non mi pare che risolverebbe molto.

    il problema della scuola non è l'orario.

  3. #3
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    Sono propenso per una scuola che abbini la teoria alla pratica con lavori alternanti nei vari settori, già da bambini, cioè dalle elementari....

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da mosongo Visualizza Messaggio
    Sono propenso per una scuola che abbini la teoria alla pratica con lavori alternanti nei vari settori, già da bambini, cioè dalle elementari....

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    il problema della scuola non è l'orario.
    Infatti, il vero problema è l'incredibile sovraffollamento di materie che si studia in ogni liceo, la cui conseguenza è un numero di ore di studio spaventoso.

  6. #6
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    ma per favore.....

    ma non dite cazzate grosse come la montagna di maometto!!!

    gli studenti italiani sono DA SEMPRE abituati a non fare nulla, se non poco, e avere in questo professori che, in generale, fanno ancora meno, non sara' di certo un fioroni di passaggio a modificare questa tendenza-

    Non sono padre ma non bisogna esserlo per vedere che se i veri padri e madri iniziassero a mandare i figli a scuola senza piu' cellulare, senza piu' cazzate al seguito, ovviamente senza cazzate sei OUT dalla scuola, dal gruppo vero?, senza zainetti da 300 euro, salvo poi andare a protestare perche' il biglietto dell'autobus è aumentato di 0,20 centesimi, ect. ect. ect... beh magari qualcosa cambierebbe.

    Peccato che in questo paese hanno aperto i granai quando erano pieni di grano ma li hanno poi lasciati aperti anche quando il grano era terminato.

    Pensate cio' che volete ma nei problemi della scuola italiana la responsabilità maggiore è, come nella societa', dei genitori di oggi: la francia non è solo avanti di cento anni per "pomposita'" ma per ovvietà.

    E ora avanti tutta: pseudo governanti redenti sulla via di cernusco sul naviglio.

 

 

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