Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
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    e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx
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    Predefinito Nascita di una nuova oligarchia

    Putin sta trasformando la Russia in un'oligarchia mimetizzata come democrazia

    Putin prenota un posto da premier. Il nuovo zar

    Il dopo Putin si chiama Putin. Il presidente che potrebbe farsi primo ministro ha stracciato ieri l'ultimo velo, cancellato ogni residuo dubbio sul nome di chi governerà la Russia prossima ventura. Sarà ancora lui.
    La Costituzione gli vieta di presentarsi per un terzo mandato presidenziale, ma Vladimir Putin non è affatto intenzionato a lasciare la vita politica. Il presidente uscente ha così accettato l'"invito"del partito Russia Unita di diventare il numero uno della lista alle elezioni politiche in programma il 2 dicembre prossimo, con l'obiettivo di diventare primo ministro dopo l'elezione del nuovo presidente della Russia il 2 marzo 2008. Putin ha respinto l'ennesima proposta di cambiare la Costituzione per potersi candidare una terza volta: ma già gli analisti prevedono il passaggio della Russia da repubblica presidenziale a parlamentare.
    Attualmente il presidente ha poteri molto ampi: nomina premier e ministri, può sciogliere il Parlamento ed è comandante supremo delle forze armate. Ma sarà molto difficile, impossibile quasi che Putin dopo essere stato leader del Cremlino per più di otto anni accetti di diventare il numero due nelle gerarchie ufficiali della Russia. Putin ha spiegato che per diventare premier ci vorranno due condizioni fondamentali. Il partito Russia unita, che attualmente ha la maggioranza alla Duma di Stato, dovrà nuovamente vincere le legislative, mentre come nuovo presidente dovrà essere eletta una persona «onesta, efficiente », con la quale Putin potrà lavorare in tandem.
    Per il momento i candidati più probabili sono tre. Il neo primo ministro Viktor Zubkov più i due vicepremier, Serghej Ivanov e Dmitrij Medvedev, tutti e tre considerati come "fedelissimi" di Putin, che non dovrebbero opporre resistenza alla trasformazione dell'attuale carica "tecnica" di premier in un vero e proprio fulcro della vita politica russa. Per la prima volta le elezioni politiche si svolgeranno esclusivamente sulla base delle liste dei partiti, senza più seggi uninominali né candidati indipendenti.
    Per garantire la vittoria del partito Russia Unita, che stando ai sondaggi anche senza Putin potrebbe aggiudicarsi fino al 50% dei voti favorevoli, il presidente ha accettato di diventare il numero uno della lista dei candidati, senza però iscriversi formalmente al partito del potere. «Voglio rimanere al di sopra dei partiti politici», ha detto Putin ricordando ilfatto secondo cui anche la maggioranza della popolazione russa non è iscritta ad alcun partito politico.
    Secondo Putin, infine, nella nuova Duma non ci dovrebbe essere posto nemmeno per gli uomini d'affari: «Potere politico e denaro devono esistere separatamente. I rappresentanti del grande business sono persone di tutto rispetto, che sono in grado di appoggiare il proprio partito non solo con i soldi ma anche con idee nuove. Ciò non vuol dire però che essi devono per forza essere iscritti alle liste elettorali », ha dichiarato Putin, secondo cui i businessman non potranno essere oggettivi prendendo decisioni che tocchino gli interessi di tutta l'economia e del loro business in particolare. «Non c'è nulla di personale ha sottolineato Putin - dobbiamo creare un sistema politico efficace ma senza persone che si occupano del proprio business e allo stesso tempo godono dell'immunità parlamentare».

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero

  2. #2
    Bart Colleoni
    Ospite

    Predefinito

    come ti sbagli...se mai è proprio il contrario...non per nulla è il s24h a dire una cosa del genere...

  3. #3
    Non prevalebunt
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    Predefinito Putin

    Citazione Originariamente Scritto da hurricanes Visualizza Messaggio
    Putin sta trasformando la Russia in un'oligarchia mimetizzata come democrazia

    Putin prenota un posto da premier. Il nuovo zar

    Il dopo Putin si chiama Putin. Il presidente che potrebbe farsi primo ministro ha stracciato ieri l'ultimo velo, cancellato ogni residuo dubbio sul nome di chi governerà la Russia prossima ventura. Sarà ancora lui.
    La Costituzione gli vieta di presentarsi per un terzo mandato presidenziale, ma Vladimir Putin non è affatto intenzionato a lasciare la vita politica. Il presidente uscente ha così accettato l'"invito"del partito Russia Unita di diventare il numero uno della lista alle elezioni politiche in programma il 2 dicembre prossimo, con l'obiettivo di diventare primo ministro dopo l'elezione del nuovo presidente della Russia il 2 marzo 2008. Putin ha respinto l'ennesima proposta di cambiare la Costituzione per potersi candidare una terza volta: ma già gli analisti prevedono il passaggio della Russia da repubblica presidenziale a parlamentare.
    Attualmente il presidente ha poteri molto ampi: nomina premier e ministri, può sciogliere il Parlamento ed è comandante supremo delle forze armate. Ma sarà molto difficile, impossibile quasi che Putin dopo essere stato leader del Cremlino per più di otto anni accetti di diventare il numero due nelle gerarchie ufficiali della Russia. Putin ha spiegato che per diventare premier ci vorranno due condizioni fondamentali. Il partito Russia unita, che attualmente ha la maggioranza alla Duma di Stato, dovrà nuovamente vincere le legislative, mentre come nuovo presidente dovrà essere eletta una persona «onesta, efficiente », con la quale Putin potrà lavorare in tandem.
    Per il momento i candidati più probabili sono tre. Il neo primo ministro Viktor Zubkov più i due vicepremier, Serghej Ivanov e Dmitrij Medvedev, tutti e tre considerati come "fedelissimi" di Putin, che non dovrebbero opporre resistenza alla trasformazione dell'attuale carica "tecnica" di premier in un vero e proprio fulcro della vita politica russa. Per la prima volta le elezioni politiche si svolgeranno esclusivamente sulla base delle liste dei partiti, senza più seggi uninominali né candidati indipendenti.
    Per garantire la vittoria del partito Russia Unita, che stando ai sondaggi anche senza Putin potrebbe aggiudicarsi fino al 50% dei voti favorevoli, il presidente ha accettato di diventare il numero uno della lista dei candidati, senza però iscriversi formalmente al partito del potere. «Voglio rimanere al di sopra dei partiti politici», ha detto Putin ricordando ilfatto secondo cui anche la maggioranza della popolazione russa non è iscritta ad alcun partito politico.
    Secondo Putin, infine, nella nuova Duma non ci dovrebbe essere posto nemmeno per gli uomini d'affari: «Potere politico e denaro devono esistere separatamente. I rappresentanti del grande business sono persone di tutto rispetto, che sono in grado di appoggiare il proprio partito non solo con i soldi ma anche con idee nuove. Ciò non vuol dire però che essi devono per forza essere iscritti alle liste elettorali », ha dichiarato Putin, secondo cui i businessman non potranno essere oggettivi prendendo decisioni che tocchino gli interessi di tutta l'economia e del loro business in particolare. «Non c'è nulla di personale ha sottolineato Putin - dobbiamo creare un sistema politico efficace ma senza persone che si occupano del proprio business e allo stesso tempo godono dell'immunità parlamentare».

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero

    E' proprio un bel figlio di Putin!

  4. #4
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    Predefinito

    Poveri fessi, si allineano immediatamente alla propaganda d'occasione.
    Putin l'ha messo in quel posto a certi ebrei mafiosi e porci simili, ha sottratto dai suini occidentali le enormi riserve di energia, ha risollevato la Russia, gode di un immenso consenso popolare.
    E voi ne sparlate. Mi sembrate una colonia di scarafaggi impazziti che non sanno più cosa inventarsi pur di spalare merda sull'odiato Zar.

    -----------------------
    Signor Andrea Romano,

    lei è un problema per l’umanità.
    La mia precedente lettera non ha avuto risposta, ma ci riprovo.
    Le sue pseudo-analisi politiche sono un insulto alla logica ed all’intelligenza.
    L’unica spiegazione per la sua visione strabica e miope della politica può essere solo il tarlo della faziosità più smaccata o l’appiattimento su di una linea politica conformista e di comodo: mi riferisco al suo commento sulla Russia di Putin.
    La Russia e Putin continuano ad essere al centro della sua attenzione e su questo faccio subito una prima riflessione: è di Russia che stiamo parlando e non di Unione Sovietica, il che significa che il vecchio impero è stato smantellato con perdite territoriali e politiche ingenti, con 30 milioni di Russi in difficoltà nelle ex-repubbliche (rese autonome in maniera pacifica), alcune delle quali già nella NATO.
    Ma gli Stati Uniti, non paghi, fomentano e sovvenzionano ribellioni alle porte della Russia (Ucraina “docet”) ed il bel risultato di questa politica da sciacalli è stato il riavvicinamento della Russia alla Cina.
    Cosa deve pensare qualsiasi russo?
    Dopo Napoleone ed Hitler, ecco l’aggressore di turno, Bush.
    E cosa cerca il petroliere?
    Forse petrolio.
    La seconda riflessione riguarda il Kosovo, dove a parer mio la mistificazione è stata enorme e l’inganno atroce: rendere il Kosovo indipendente equivarrebbe a rendere indipendente il Molise il giorno in cui albanesi, o un’altra etnia diventassero 2 milioni contro il milione di residenti, senza dimenticare che il Kosovo rappresenta un luogo sacro per i Serbi.
    Un reportage RAI ha di recente mostrato i nostri corazzati Centauro a difesa delle poche chiese ortodosse serbe rimaste intatte: la maggior parte sono state devastate (come pure i cimiteri) dai musulmani albanesi.
    Forse non sa, ma glielo dico io, che nessun cimitero islamico è stato toccato dai Serbi, come viene spiegato nel servizio.
    La guerra, a detta di molti, fu scatenata per far passare da lì un oleodotto attraverso il famoso corridoio numero 8.
    Si armò l’UCK, fino ad allora innocuo,e gli si disse di sparare sui serbi per vedere la reazione. Guarda caso, la reazione c’é stata: con la logica usata nel Kosovo, se lei abita da solo in casa sua, ma dieci persone, prima ospiti, rivendicano il diritto di rimanere ed anche quello di proprietà, lei dovrà andare fuori da casa sua.
    Eltsin fu costretto a dimettersi per aver ridicolizzato gli alti gradi NATO arrivando per primo a Pristina: fu travolto da uno scandalo di poche migliaia di dollari, spesi con carte di credito, organizzato dalla CIA (con l’appoggio anche de Il Corriere che pubblicò vario materiale), un po’ come Andreotti e Craxi finiti in disgrazia per Sigonella.
    Eltsin si dimise la notte del 31/12, lasciando al mondo il regalo per il nuovo anno: Putin.
    La guerra per portare la democrazia in Iraq, senza toccare il petrolio, ha fatto diminuire l’importanza strategica del Kosovo che è stato abbandonato a se stesso, ma viene usato strumentalmente contro la Russia.
    La verità è che una volta di più abbiamo fomentato l’odio per fini economici e non politici, autoproclamandoci belle anime.
    Per quel che riguarda poi l’Europa, a mio parere essa rischia di perdere un’opportunità storica, anche a causa dei corsivisti come lei, pronti a vedere solo la famosa pagliuzza.
    L’UE dovrebbe porsi come obbiettivo primario quello di avvicinare la Russia sempre di più, smarcandosi dalle miopi politiche imperialistiche americane da far-west: i russi non sono i pellerossa!
    Come può la Russia avvicinarsi all’Occidente nel momento in cui sciacalli alla Berezowsky o Kodorkowsky, entrambi di etnia ebraica, hanno cercato di depredare ed impoverire ancora di più un Paese allo stremo.
    Sa lei che Kodorkowsky stava per acquistare la Yukos, colosso da 30 miliardi, per 250 milioni, che questi gli venivano prestati dalla banca Rotschild e che poco prima dell’acquisto era a colloquio con Dick Cheney, noto petroliere prestato alla politica?
    Stava per tradire la sua patria, ma in realtà come appartenente all’etnia ebraica, non considera la Russia come sua patria, come Solgenitsin ci insegna.
    A mio parere è giusta quindi la sua condanna, a dispetto dei cori dei benpensanti occidentali ( lei come la pensa?), per lo più ebrei, la cui voce è paurosamente amplificata visto che la quasi totalità della stampa e delle televisioni occidentali è controllata da ebrei (Murdoch insegna).
    Certo, è da ammirare l’intelligenza di questo popolo: mi pare di aver letto che in Italia sono circa 50.000 ed è encomiabile il fatto che siano riusciti ad esprimere così tanti talenti giornalistici ai massimi livelli: Ferrara, Colombo, Mieli, Mimun, Mentana, Lerner, Nirenstein, Elkann.
    Già, qui le riflessioni sono d’obbligo, ma le lascio alla sua fervida fantasia.
    Sicuramente si tratta di una potenza di fuoco impressionante, ma ritengo che i nostri profondi legami storici e spirituali con il popolo russo siano saldi e possano resistere.
    “Vile, tu uccidi un uomo morto”, disse Ferruccio Maramaldo, e noi vili siamo stati con la Russia, le cui decisioni sono solo reazioni ai nostri comportamenti, per cui, “mutatis mutandis”...
    Nel 1970 Zbigniew Brezinsky (nomen, omen) espose in un libro la sua famosa teoria, secondo la quale gli USA avrebbero dovuto usare l’Europa come lancia per trafiggere Russia e Cina.
    Brezinky (incidentalmente anche lui ebreo come pure Kissinger, Schultz, Luttwack, Pipes, ecc., ecc.,ecc.), mirava come i suoi padrini politici alle immense ricchezze russe: i recenti accordi con l’Italia dimostrano la buona volontà del popolo russo nel condividere quelle ricchezze.
    La mia modesta opinione è che dovremmo aiutare la Russia a smarcarsi dall’accerchiamento che ha come obbiettivo principale la Cina il cui sviluppo selvaggio risulterebbe forse insostenibile per il pianeta, e promuovere una politica europea diversa da quella di chi mira alla conquista di ricchezze ovunque esse siano e considera noi tutti indiani delle riserve.

    Dottor Massimo B.

    Tratto da qui.

 

 

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