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Discussione: Combattere il sistema

  1. #1
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    Predefinito Combattere il sistema

    Da Destrasociale.org

    "Matrix" è un film di fantascienza datato 1999, abilmente scritto e diretto dai fratelli Andy e Larry e Wachowsky. Proprio grazie a quel primo film (parte di una trilogia) si riaprì il dibattito attorno ad un concetto multidimensionale che la destra non affrontava ormai da qualche anno: il "Sistema".Sistema, inteso come un ambiente globale e abilmente controllato, capace di ridurre l'uomo ad una schiavitù funzionale ai cosiddetti poteri forti. Una schiavitù quella dell'uomo debole, che dovrebbe/potrebbe esser forte, ma che è invece stato domato da quegli stessi meschini poteri, che lui stesso ha creato. La "questione Sistema" -tuttavia- è uno di quegli argomenti che prima o poi riemerge, quasi fosse un vecchio tarlo, in tutte quelle persone che dimostrano di soffrire della C.S.D.: la Coscienza Sociale Diffusa. Perché la C.S.D., per il sistema, è una malattia: un errore, un baco, una falla nel programma. Il Sistema però -non illudiamoci- questo baco lo combatte: permettendo all'individuo di ottenere quel tanto che basta da sentirsi soddisfatto. Quel tanto che basta per far si che la Coscienza Sociale Diffusa torni ad essere un'innocua coscienza individuale.

    Non è quindi poi così impossibile (o improbabile) trovarsi fra amici, e parlare dell'imbattibilità o vulnerabilità del sistema, del Matrix. E fra questi amici, v'è sempre chi è pronto a rispolverare quel darwiniano ragionamento, in cui se il Sistema risulta imbattibile, allora tanto vale adeguarsi ad esso. E con l'adeguamento, con l'omologazione, addio a quel concetto sano ed infinito che amo chiamare ribellione. Addio quindi alla libertà, all' indipendenza, ma addio anche all'autodeterminazione dei popoli. Addio infine, alla dignità dell'uomo.

    Il Sistema è oggi, tutto quel che noi associamo ad un mondo ben manovrato, dinamico e industrioso, ma col solo fine (badate) di non mutare mai: un mondo in aperto contrasto con il bene dell'uomo. Il Sistema è uno stagno intrecciato di trame di pericolosi vermilingui: uno stagno che al suo interno, possiede tutto ciò che affligge l'uomo. Nel Sistema c'è la ricattabilità di un precario, c'è l'impossibilità di crescita all'interno di un mondo iperliberista. Al suo interno vige quella maledetta regola (o castrazione) che chiamiamo compromesso sistematico: in esso imperversa il clientelismo, mentre muore una volta per tutte la meritocrazia.

    "Fa Sistema", che quando mentre ciò per cui lottiamo rischia ad andare a puttane, il primo che abbandona la barca viene rimpianto e l'ultimo che arriva è "il salvatore della Patria": il tutto, mentre chi è rimasto a combattere, non è quasi mai degno di memoria. Ma non solo: fa Sistema anche quando si viene a sapere che da circa sei anni, in Europa, circolano prodotti alimentari a base di Sudan rosso 1, un colorante considerato cancerogeno dall'Unione Europea, che è stato rinvenuto in numerosi prodotti alimentari contenenti peperoncino in vendita dal 2003 al 2006. E' il Sistema. Sì, com'è Sistema apprendere che in Gran Bretagna ai tempi (il 2001), ci fu una guerra mediatica e pubblica proprio contro quei prodotti, a tal punto che le multinazionali furono costrette alla "ritirata" dal commercio dei prodotti alimentari incriminati. Ed è ancora una volta Sistema, sapere che in Italia, anche l'anno scorso, sono stati scoperti prodotti alimentari a base di questa sostanza cancerogena fra gli alimenti di diverse catene di distribuzione.

    Il Sistema è astuto: e sa che per controllare l'uomo deve diffondere in lui l'idea della paura. Così introduce questo o quel morbo, vero, presunto o artificioso che sia. Lo scopo del Sistema è quello di generare in noi l'allarmismo, perché la paura e il timore del futuro, rendono l'uomo un animale da recinto. Controllabile, mentre viene alimentato e saziato di menzogne condite assieme al più cinico terrore. Vale per la pandemia, l'aviaria. Vale per chi si pone dei dubbi sulla BSE. Vale per quelle che verrano.

    Il Sistema mantiene il segreto sugli unici omicidi perfetti della storia: le stragi. E' il Sistema a fermare sì la verità nel processo storico, ma ancora non riesce a fermare la sete di verità della gente. Per fermare la sete di verità e il desiderio di giustizia, il Sistema si affida al suo boia: il tempo. Si affida al suo inesorabile passare, sommando errori a tragedie, soprusi a ingiustizie, confidando nella fine di quel valore umano, che prende il nome di memoria. E' il Sistema ad aver archiviato la strage di Bologna definendola strage fascista. Perché una soluzione di questo tipo era facile, immediata, semplice, cinicamente scontata. E' il Sistema ad aver oscurato la verità su Ustica o ad aver dimostrato quanto sia labile la sovranità dello Stato ai tempi della strage del Cermis. E' il Sistema che contribuisce a fare insabbiare le inchieste. Ed è ancora una volta il Sistema, che legittima vere e proprie guerre d'occupazione in nome dell'oro nero. Guerre legittimate in nome della Santa Democrazia, una foglia di fico dietro la quale si celano le oligarchie dei potenti. E' il Sistema a voler che si sputtanino le risorse del pianeta, perché il potere va gestito secondo l'equilibrio delle risorse primarie e fondamentali. Oggi è il petrolio, domani sarà l'acqua, dopodomani forse, sarà la volta dell'aria che respiriamo.

    Fa Sistema la ricattabilità dell'uomo. Il non poter esser liberi di dire le cose come stanno, per timore delle possibili, probabili ritorsioni. E' il Sistema a vincere, poiché l'uomo non è forte, ma è anzi sempre debole, perché sempre più precario: perché la precarietà non è soltanto un problema lavorativo, ma è diventato un problema di condizione esistenziale. Perché in questa società permeata sulla macroeconomia, sui consumi e la ricchezza (dei pochi), in cui è facile perdere i diritti acquisiti ed è impossibile sconfiggere i privilegi delle caste, nessuno si sente più garantito. E' il Sistema a far da garante ai delinquenti, a lasciare impuniti quegli speculatori finanziari che oltreoceano starebbero al fresco per trent'anni.

    E' il Sistema ad aver unito le lobby della grande industria: così, il Sistema ha permesso all'industria alimentare il lusso di produrre quella robaccia che ha reso il 30% dei bambini italiani degli obesi. Ed é sempre il Sistema, che per "liberare" i più piccoli dalla loro indole, ha dato mano libera all'industria del farmaco di creare il Ritalin . Quella stessa industria del farmaco, capace sì di far rizzare i gioielli di famiglia al più vecchio dei matusa, capace sì d'inventarsi "la pillola del giorno dopo", ma stranamente incapace di curare nessuno dei grandi mali dell'uomo: dal cancro all'AIDS, fino alle attualissime allergie e intolleranze alimentari che non solo spopolano nella società moderna, ma godono del fatto di essere totalmente a carico del paziente. E' il Sistema a non combattere la diffusione delle droghe, perché le teste pensanti non gli sono funzionali. Ma le teste vuote, quelle bruciate, quelle sconnesse, del Sistema rappresentano l'armata. L'armata delle nullità.

    E' Sistema questo inutile bipolarismo, non più in grado di donar due diverse visioni del mondo, ma capace soltanto di generare due freddi, aziendali, e mai realizzabili programmi elettorali. E' Sistema anche la moderna partitocrazia, di centrodestra e di centrosinistra: perché quegli stessi partiti che un tempo si ribellavano ai poteri forti, oggi pur di andarci d'accordo, li hanno addirittura ribattezzati "Grandi Interlocutori". Sì, i Grandi Interlocutori, mentre i bisogni del popolo, l'unico reale grande interlocutore, sono stati lasciati alla mercee del caso. E' Sistema che in alcune parti d'Italia la criminalità organizzata sia connivente con le istituzioni. Ed è sempre il Sistema ad aver permesso ai grandi manager italiani di ottenere stipendi d'oro e buonuscite faraoniche, a patto di riuscire a far risparmiare le aziende, in due soli modi: riducendo il personale e lasciando intatta la qualità dei servizi. Il tutto, mentre il resto del mondo cresce.

    E' il Sistema che gestisce l'ambiente, il clima, l'ecosistema. Le fonti d'energia, dalle origini dell'uomo sino ai giorni nostri, hanno determinato la crescita delle grandi civiltà. Se in passato bastavano i grandi fiumi a foraggiare -grazie all'agricoltura- le popolazioni più forti del mondo, oggi serve altro. Per legittimare la supremazia fra quei mondi paralleli in guerra che gestiscono il nostro pianeta, serve che si riesca a gestire tutte le principali fonti di energia. E pensare che ci sono zone del mondo, che d'energia ne hanno così tanta, da poter stravolgere il Sistema e le sue più criminali intenzioni. Il Medioriente infatti gode di acqua, fiumi, sole e vento: ma non è questo a far gola al Sistema. Il Sistema è ingordo e affamato di quelle risorse che prendono il nome di gas, metano e petrolio. E gli fanno talmente gola, queste risorse, da portarlo in prima persona a condurre delle guerre sempre infami, sempre sporche e sempre bastarde. Il Sistema è entrato più volte in guerra, proprio per affermare il fondamento su cui esso stesso verte: è entrato in guerra per ribadire che lui, il Sistema, si fonda su un potere basato sullo squilibrio, quello stesso squilibrio che alimenta l'economia dei pochi a danno di quella dei molti.
    C'è chi dice che il potere dovrebbe basarsi sulla pace, ma è forse meno demagogico asserire che il potere, dovrebbe basarsi sull'armonia e la cooperazione dei popoli e delle genti. Sul rispetto, e su una sussistenza in grado di consentire ai popoli di crescere per il proprio bene e non a discapito di altri. Che si permetta dunque alle popolazioni povere di provvedere a se stesse: che gli s'insegni a crescere, a mantenersi. Che decidano loro del proprio futuro: perché in questo Sistema, c'è del marcio se i paesi ricchi sono sempre più ricchi, e se i paesi poveri sono sempre più poveri. Il potere si dovrebbe reggere su un equilibrio armonico, e non sulla base di uno squilibrio energetico e militare.

    Anche l'Italia ha un ecosistema soggiogato dal Sistema stesso. Il prezzo dei carburanti cresce sempre e non cala mai. Neppure quando le condizioni economiche lo permetterebbero. Perché l'italiano dev'essere spremuto causa (dicono) "crisi perenne: non gli si deve dar né tregua né respiro. L'uomo deve mantenere letteralmente, fisicamente ed economicamente il Sistema. E l'Italia, (bisogna ricordarlo quando si parla di ecosistema) è una Patria baciata dal destino e dal buon Dio: perché in Italia potremmo vivere meglio, se solo s'investisse metodicamente e regolarmente in fonti d'energia pulita. Perché in Italia c'è vento, perché in Italia c'è Sole, tanto vento, tanto Sole: Sole per oltre dieci mesi l'anno.

    Resto quindi contrario a quel "vecchio neologismo" che prende il nome di energia nucleare. Perché se l'economia non é bastata da sola ad unificare il vecchio continente, i disastri invece non conoscono barriere o frontiere, e ed è certo che non sarà aumentando la percentuale di rischio che saremo tutti più sereni.

    E' il Sistema a sradicare la famiglia, il suo essere, il suo ruolo nel mondo, le sue speranze. Stanno nascendo i surrogati della famiglia. Mi riferisco soprattutto a quelle famiglie i cui figli vengono cresciuti dalle bambinaie, i cui anziani vengono accompagnati alla fine dei giorni da badanti con cui neppure possono parlare perché, dannazione, non conoscono la nostra lingua. La famiglia cade perché il Sistema la colpisce con forza: il Sistema ha imposto ai coniugi, ai genitori, ai figli, la sacrificabilità degli affetti. Perché c'è da lavorare. Perché lavorare è importante. Mentre gli affetti lo sono meno. Stanno lì, chiusi all'angolo. I genitori mettono al mondo dei figli che si godono sempre di meno, mentre i loro ritmi individuali li stanno a colpire giorno dopo giorno: é l'incomunicabilità che ha dato via all'aumento spropositato di separazioni e divorzi. Perché l'uomo, se lasciato solo, è ancor più soggiogabile. E soprattutto, l'uomo che si separa, è più utile al consumismo e al Sistema: perché se un nucleo famigliare aveva uno di tutto (frigorifero, lavatrice, televisione, etc..), due persone ormai separate, dovranno dar origine ad una nuova fonte. Non di bisogno, ma di consumo. La famiglia è nemica del Sistema, perché la famiglia ha un progetto, il progetto coincide con dei figli: figli per cui, più che spendere avventatamente, si dovrebbe risparmiare per il proprio futuro. E questo, al Sistema sempre più ingordo, non piace. Non piace affatto.

    E' il Sistema ad aver soggiogato l'uomo, illudendolo di essere attore fondamentale della propria vita, salvo poi averne fatto soltanto un utile consumatore. E' il Sistema ad aver posto al centro della vita dell'uomo "profitto & impresa", facendo regredire l'uomo stesso da "centro del progetto" a deriva del consumismo globale. E' il Sistema, che grazie all'uso delle televisioni, ha rincoglionito le masse: perché sono riuscite a far passare il messaggio che anche l'ultimo degli imbecilli può salir in cattedra in questo Paese. E' il Sistema ad aver rilanciato (ma al ribasso) le azioni dell'uomo e della famiglia. E' il Sistema ad aver schiavizzato le giovani famiglie/coppie, attraverso insostenibili mutui trentennali ed oltre, il tutto per un bisogno fondamentale, prioritario, legittimo, naturale, che prende il nome di prima casa. Mutui questi, che vanno contro ad ogni più etico principio: mutui che nessuno abvrebbe "acceso" neppure quando ai tempi c'erano "verdi pascoli". Eppure questi debiti c'è li accolliamo oggi, oggi che il risparmio è soltanto roba per pochi. Un lusso, un ricordo.

    E' il Sistema amici miei. Questo è il business. Ed è quello contro cui dobbiamo ricominciare a lottare per poterci riappropriare della nostra vita e di tutti i suoi messaggi positivi. E lo possiamo fare in un modo solo: investendo su tutto quel che non può essere convertito in moneta o valuta forte. Perché al Sistema, non importa nulla di tutto quel che non ha un valore materiale. Ma per noi, grazie al buon Dio, è ancora il contrario.
    OK

  2. #2
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    Anakin ha appena pubblicato questo articolo è stato sulla pagina esterna di destrasociale.org da Anakin e perciٍò, in qualità di vecchio amico forumistico di Anakin, voglio muovergli subito qualche appunto critico.
    Molte osservazioni sono certamente condivisibili e certamente molti di noi (anzi diciamo molti di quelli che si impegnano nella militanza politica per pura passione) hanno la sensazione che spesso ogni tentativo di cambiare le cose vada a sbattere contro il muro di un sistema a cominciare dal bipolarismo in cui la differenza tra poli si assottiglia progressivamente e le identità affievoliscono.Il punto è perٍ che secondo me esagerato addebitare tante cose diversissime tra loro dalla crisi della famiglia al bipolarismo di plastica al clientelismo alle stragi alla convivenza della mafia con le istituzioni in alcune parti d'Italia.
    I fenomeni sono molto, troppo diversi tra loro e per me piu' che di un sistema si puo' parlare dell'esistenza di diversi "sistemi" contro cui vanno a sbattere i tentativi di cambiare le cose

 

 

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