(2 ottobre, 2007) - Corriere della Sera
Le nuove misure per i cda delle società pubbliche. L' Ulivo: Palazzo Marino prende tempo, la Provincia ha fatto scelte diverse
Municipalizzate, tagli rinviati. «A rischio ricorsi»
Il sindaco: serve il parere della Corte dei Conti contro le possibili istanze dei manager
Per ora a casa non ci va nessuno. Il taglio delle 16 poltrone nei consigli d' amministrazione delle società a partecipazione comunale può attendere, anzi deve attendere il parere della Corte dei Conti. Lo ha comunicato il sindaco Letizia Moratti durante il vertice di maggioranza,
disinnescando così nell' immediato la bomba della rivolta dei partiti. Ma se il sindaco prende tempo, l' opposizione attacca: «Se ne infischiano dei sentimenti della gente sui costi della politica, la Provincia ha fatto scelte diverse», riassume il capogruppo dell' Ulivo Marilena Adamo. Tutto rinviato, dunque, per la mannaia della riforma voluta dal ministro agli Affari regionali Linda Lanzillotta e inserita nella Finanziaria 2007.
In base alle nuove norme, entro il 22 novembre i cda non potranno avere più di 5 componenti. Per Palazzo Marino, prima di procedere con l' applicazione della circolare applicativa, è bene sentire il parere della Corte dei Conti, per accertarsi soprattutto che il Comune non corra il rischio di essere accusato di danni all' erario, in caso di ricorsi o di richieste da parte dei consiglieri del pagamento dello stipendio fino alla scadenza del mandato. «Abbiamo chiesto il parere della Corte dei Conti - argomenta il sindaco - perché vorremmo capire come regolarci in caso di mancata dimissione dei consiglieri. In questo momento, se azzeriamo i cda, ci esponiamo al rischio di ricorsi. Se la Corte ci conferma che la circolare del ministro prevale sul codice civile possiamo procedere alle riduzioni».
Soddisfatti della soluzione i partiti della Cdl, alle prese con consiglieri che non sembrano intenzionati a dimettersi. «Io chiederei anche un parere alla presidenza del Consiglio - dice Luigi Casero, commissario cittadino di FI -. E comunque il ministro deve fare un decreto, perché la circolare attuale è in contraddizione con il codice civile e non può certo prevalere». «La scelta del sindaco - aggiunge Pasquale Salvatore dell' Udc - mi pare di buonsenso e di garanzia». «Giusto l' iter - condivide il repubblicano Franco De Angelis - ma la data del 22 novembre è sacra. Del resto anche la Moratti l' ha precisato». L' opposizione attacca in consiglio comunale: «Non abbiamo bisogno di aspettare l' interpretazione di nessuno - ribatte Marilena Adamo -. Occorre dare un segnale: che si dimettano i consiglieri d' amministrazione». * * *