User Tag List

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 19
  1. #1
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito Andrzej Wajda mostra l'eccidio di Katyn

    Vi propongo questi due articoli, comparsi ieri sul Manifesto, riguardo alla tragedia di Katyn, Polonia.

    Mi auguro abbiate la pazienza di leggerli tutti e due.

    Andrzej Wajda mostra l'eccidio di Katyn
    Il film, candidato agli Oscar, racconta l'esecuzione di 22mila ufficiali polacchi, detenuti nei campi di prigionia dell'Unione Sovietica, su ordine segreto di Stalin. Nel massacro morì il padre del regista
    Lorenzo Pompeo
    Gdynia

    L'evento che ha caratterizzato la XXXII edizione del Festival del cinema polacco a Gdynia è stato la presentazione, fuori concorso, dell'ultimo film di Andrzej Wajda, Katyn (ora candidato a rappresentare la Polonia agli Academy Awards). Si tratta di un film lungamente atteso e lungamente meditato, dedicato a una tragedia nazionale che rappresenta una parte importante della storia polacca di questo secolo: l'esecuzione di circa 22.000 ufficiali polacchi detenuti nei campi di prigionia dell'Unione Sovietica da parte dell'Nkvd nei boschi di Katyn, località attualmente al confine tra la Russia e la Bielorussia, nel maggio del 1940, su ordine segreto di Stalin e del Politburo.
    Il massacro venne occultato dall'Nkvd fino a quando, nel 1941, le truppe tedesche arrivarono a Katyn e vennero scoperte le fosse comuni. Ma due anni dopo, all'arrivo dell'Armata rossa, i cadaveri vennero riesumati per attribuire la strage ai nazisti. Tra le vittime di quella strage vi era anche il padre del regista. La versione che attribuiva la strage ai tedeschi divenne quella «ufficiale» nei primi anni della Polonia comunista e dopo il «disgelo» rimase comunque un tema rimosso e poco gradito. Dal 1989 si sapeva che qualcuno avrebbe, prima o poi, fatto un film su questo argomento e che, per diversi motivi, nessun regista polacco sarebbe stato indicato quanto Wajda. Ma anche per lui, forse il maggior regista polacco vivente, fare un film su quel pezzo di storia era un compito tutt'altro che facile. Indubbiamente i mezzi che il cineasta ha avuto a disposizione (scenografie, costumi, fotografia, consulenti storici) sono stati imponenti. Ma solo grazie alla sua lunga esperienza Wajda è riuscito a sfuggire alla trappola del kolossal nazionalista. E anche se il film è appesantito da un certo schematismo, legato al dover dar conto di tutti gli aspetti di questa grande tragedia nazionale, il risultato è un buon film, con alcune ottime sequenze. In particolare la prima scena, con la folla che traversa un ponte, fuggendo dai tedeschi, mentre dalla parte opposta un'altra folla fugge, in senso opposto, dai sovietici. La scelta della protagonista femminile, Anna, moglie di un ufficiale finito nelle fosse comuni a Katyn, interpretata da Maja Ostaszewska, è stata particolarmente felice: il volto dell'attrice polacca rende in modo mirabile quell'angoscia mista a speranza legata all'attesa del ritorno a casa del marito prigioniero. E, in effetti, le scene in cui compare Ostaszewska appaiono le più intense e convincenti del film. Ottima anche la scelta di ambientare buona parte della storia a Cracovia, città dove si è conservato il clima di quegli anni (a differenza di Varsavia). Si può discutere se la scena finale, nella quale viene mostrata la «meccanica del massacro» (gli ufficiali venivano uccisi con un unico colpo alla nuca sparato da un boia alle loro spalle) fin nel dettaglio sia necessaria o meno (peraltro è l'unica scena che esce dal piano cronologico-narrativo che in realtà si chiude con i primi anni del comunismo in Polonia). Tuttavia, trattandosi di una tragedia prima occultata, poi negata e successivamente rimossa, si tratta di una cosa comprensibile.
    Il film ha acceso un dibattito ancora in corso, legato anche alla tesa vigilia elettorale, nel quale tutti si sono sentiti in dovere di criticare il film. La destra, attraverso gli editoriali del quotidiano Rzeczpospolita lo ha stroncato perché troppo «accondiscendente» con l'Unione Sovietica e con i russi (nel film vi è un episodio in cui Anna e la figlia vengono messe in salvo da un ufficiale «buono» del Nkvd), mentre da sinistra qualcuno ha polemizzato con il film per la mancanza di un più ampio contesto storico. Sono stati pubblicati libri e ristampate inchieste su questo episodio, del quale comunque si parla apertamente da diversi decenni (la Russia ammise la paternità della strage solo con Gorbacev). Evidentemente Katyn non è solo un film, ma anche un simbolo nazionale che Wajda ha cercato di rappresentare. Nel bene e nel male questa è la Polonia e chiunque voglia comprendere meglio il paese dovrebbe vedere questa pellicola.

    http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...007/art48.html

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito

    Andrzej Wajda
    Polonia, l'identità ferma al bivio fra passato e futuro
    La difficile eredità del regime comunista: al festival del cinema polacco di Gdynia, che ha presentato l'ultimo film del maestro de «L'uomo di ferro», sono state molte le pellicole che hanno affrontato il tema
    L. Po.
    Gdynia

    La XXXII edizione del Festival del cinema polacco di Gdynia, appena conclusosi, ha coinciso con un periodo concitato di vigilia elettorale. Si approssima la chiusura della legislatura guidata dalla maggioranza dei populisti di destra del «Partito del diritto e della giustizia», che tutti i sondaggi danno attualmente favoriti anche per la tornata elettorale di novembre. Quest'anno, quindi, specialmente da parte degli osservatori stranieri, c'era una qualche aspettativa, o perlomeno la speranza di vedere sugli schermi del festival un salutare vento di protesta.
    Da questo punto di vista il film più interessante è stato quello di Jerzy Stuhr Korowod («Girotondo», dal titolo dell'opera di Schnitzler), nel quale l'attore e regista polacco, noto in Italia anche per la parte di Sturowski ne Il caimano di Nanni Moretti, affronta il tema dell'eredità del passato regime comunista nella Polonia contemporanea, dove tutti i funzionari pubblici sono stati costretti dalla lustracja a firmare una dichiarazione nella quale devono dare conto del loro rapporto con i servizi segreti del regime comunista.
    Protagonista del film è Bartek, un ragazzo che vive di espedienti (vende tesi di laurea e foto per giornali scandalistici), il quale casualmente incontra, in treno, un uomo che vuole far perdere le sue tracce. Il ragazzo, subodorando un affare losco da cui potrà ricavare dei soldi, si mette sulle tracce dello sconosciuto (interpretato da Jan Frycz, uno dei migliori attori polacchi in questo momento). Bartek scopre che l'uomo ha messo in scena la sua scomparsa perché sta per essere rivelato un segreto del suo passato: la sua collaborazione con i servizi segreti negli anni '80, legata a un episodio della sua vita privata (per soffiare la fidanzata, ora sua moglie, a un rivale con l'aiuto dei servizi segreti prima lo fa passare per una spia, poi per un omosessuale). Bartek, nel corso del film, si rende conto della tragedia che sta vivendo l'uomo e nel finale aiuta la famiglia a ritrovare lo scomparso.
    Nel complesso il film è ben costruito, con una trama avvincente. Tuttavia l'happy end del finale lo rende meno incisivo di quanto forse si aspetta lo spettatore. Lo stesso Stuhr ha spiegato che il finale è volutamente da «commedia sentimentale» perché il punto di vista è quello dei giovani, della generazione di Bartek, che non riesce e non vuole comprendere il passato e tutto ciò che è legato al vecchio Regime. Il premio alla sceneggiatura assegnato dalla giuria del festival rende merito a questo film, che ha avuto il coraggio di toccare un tema in Polonia quantomai scottante e attuale, anche se il regista, sia nel film che nella conferenza stampa, non si è voluto apertamente esprimere contro la lustracja e contro l'attuale assurda «caccia alle streghe», a quasi un ventennio dalla caduta del Regime.
    Lo Zloty lew quest'anno è andato però a un film noto al pubblico italiano se non altro perché presentato quest'anno a Venezia: Sztuczki, del giovane regista Andrzej Jakimowski, al suo secondo lungometraggio. Vincitore nella sezione Giornate degli autori, il film di Jakimowski è certamente uno dei migliori perché basato su una idea semplice e comprensibile anche per un pubblico straniero: un bambino mette in atto per tutto il film dei «trucchi» (questa la traduzione del titolo) per far tornare il padre, che riconosce da una foto molto rovinata mentre è alla stazione.
    Pieno di tenera ironia, il film, girato a Walbrzych, una cittadina della Polonia sud-occidentale, mostra un altro volto della Polonia, quello della provincia, ma senza retorica o pietismo (potrebbe essere un qualsiasi paese di provincia dell'Europa centrale). E probabilmente, il premio a Venezia ha aperto la strada verso lo Zloty lew di Gdynia.
    Tra i film snobbati dalla giuria del festival il caso più eclatante è Pora umierac (Tempo di morire) della regista Dorota Kedzierzawska. Il premio alla migliore attrice protagonista, assegnato all'attrice novantaduenne Danuta Szaflarska, leggenda vivente del cinema e del teatro polacco, non rende giustizia a questo film. Ma come successe a suo tempo con Umberto D di De Sica o con Vivere di Kurosawa, i film con attori anziani come protagonisti e centrati sul tema della vecchiaia e della morte difficilmente raccolgono grandi consensi ai festival.
    Non è affatto fuoriluogo il paragone del film di Dorota Kedzierzawska con quello dei due maestri: come in Umberto D., la protagonista del film, Aniela, è una persona che vive sola col suo cane, perché abbandonata da tutti, anche dal figlio, che vorrebbe vendere la casa della quale l'anziana è da poco rientrata in possesso. Come in Vivere, la protagonista del film, donando la casa a una scuola di musica per bambini, riesce a riscattare una vita avara e grigia. Oltre alla straordinaria recitazione della Szaflarska, straordinario è anche il livello della fotografia, curata da Arthur Reinhart, marito della regista e da anni suo collaboratore sul set. Tranne una breve scena iniziale, il film è ambientato interamente nella casa di Aniela, popolata dai fantasmi di una vita ormai trascorsa e che si accinge a finire. La sapiente scelta del bianco e nero e la cura della fotografia rendono in modo formidabile, anche dal punto di vista visivo, quella patina di polvere del passato che si è posata su tutti gli oggetti della casa.
    Tra gli altri film in concorso una menzione merita Jutro idziemy do kina (Domani andiamo al cinema) di Michal Kwiecinski, film che si avvale della sceneggiatura di Jerzy Stefan Stawinski (lo sceneggiatore di Kanal di Andrzej Wajda, noto in Italia col titolo I dannati di Varsavia, e di alcuni film di Andrzej Munk), al quale sono stati assegnati i premi per i costumi e le scenografie. Il film racconta le vicende di tre ragazzi che finiscono il liceo due anni prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, che segnerà anche la fine dei loro sogni giovanili. Nel complesso un film gradevole e ottimamente sceneggiato.

    http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...007/art49.html

  3. #3
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito

    Questo film ho proprio intenzione di guardarmelo.

  4. #4
    Comunista democratico
    Data Registrazione
    02 Dec 2004
    Località
    Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo (Gramsci)
    Messaggi
    5,720
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Canfora: Stalin agì seguendo criteri politici

    Canfora: Stalin agì seguendo criteri politici

    di Antonio Carioti


    Al contrario di Victor Zaslavsky, Luciano Canfora non vede un’analogia di fondo tra le stragi naziste e staliniane: «I massacri di classe compiuti in alcune fasi dal sistema repressivo sovietico sono agli antipodi della Shoah. Quando si colpisce un gruppo sociale in quanto tale, a prescindere dalle responsabilità dei singoli (come fecero i giacobini francesi con i nobili durante il Terrore del 1793-94), lo si fa per un ragionamento politico, mentre chi stermina persone per la loro presunta appartenenza razziale, agisce secondo una logica di tipo animalesco».

    L’eccidio di Katyn, secondo Canfora, «fu l’ultimo e più feroce atto di un conflitto russo-polacco iniziato nel 1920, quando Varsavia attaccò il suo grande vicino, cercando di approfittare del caos seguito alla rivoluzione d’Ottobre e alla guerra civile per creare una grande Polonia. Per Stalin si trattava di chiudere il conto, spazzando via la casta militare polacca, aspramente antisovietica».

    Invece la tesi di Zaslavsky secondo cui Stalin nel 1939 pensò di stipulare con Hitler una vera alleanza, destinata a durare, trova Canfora consenziente: «Nel mio libro sulla democrazia, ho scritto che il patto con il Terzo Reich fu una scelta strategica di lungo periodo, non un espediente tattico. E paradossalmente l’editore Beck mi ha accusato di aver così elogiato la politica di Stalin. In realtà l’Urss in quella fase aveva gettato a mare la linea antifascista del VII Congresso del Comintern. Ma questo avvenne, come scrisse Churchill, perché Francia e Gran Bretagna avevano dato l’impressione di non credere a una seria alleanza con Mosca. Nel timore di essere ingannato, Stalin pensò a un’intesa durevole con Hitler, come durevole era stata la scelta anglo-francese. Poi l’attacco nazista all?Urss cambiò tutto. E dopo la guerra divenne difficile ammettere che cosa era realmente avvenuto».

    (Corrire della Sera, 22 marzo 2006)
    http://www.ventunesimosecolo.org/pag...&context=saggi
    Myrddin

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    23 Apr 2007
    Messaggi
    1,216
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mi consigliate qualche link in cui posso trovare una descirizione il più possibile oggettiva di questo eccidio di Katyn?

    P.s: Are(a)zione, hai un mio MP+email

  6. #6
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito

    Mi aspetto che gli stalinisti di questo forum mi forniscano dei buoni e validi motivi per non dover credere a ciò che sto leggendo su quella vicenda.

    Come sempre, nessun pregiudizio, ma il sospetto che poca difesa possa essere avanzata è forte.

  7. #7
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,426
    Inserzioni Blog
    4
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Nessuno nega che furono fatte delle mignottate paurose.

    Solo che se non si inquadrano nel giusto contesto si rischia di svegliarsi di soprassalto dal bellissimo sogno in cui ci sono i buoni e i cattivi e alla fine i buoni vincono sui cattivi.

    Non so se mi sono spiegato...

  8. #8
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito

    Assolutamente.

    Il mio non è un intento polemico.

  9. #9
    Komunista Estetizzante
    Data Registrazione
    07 Apr 2005
    Località
    Cavriago-Reggio Emilia
    Messaggi
    12,088
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mi aspetto che i russi facciano un film sui 70.000 soldati dell'Armata Rossa morti nei primi campi di sterminio della storia. Quelli della guerra sovietico polacca 1919-21 quando il primo regime fascista della storia, quello polacco, aggredì l'Unione Sovietica stremata dalla guerra civile con l'aiuto delle potezie occidentali in particolare la Francia. Annattendosi illegalmente l'Ucraina e la Bielorussia occidentale per poi aggredite la Liatuania ed annettersi Vilnus. Oppure sul fatto che il governo polacco si fece rappresentare da Hitler a Monaco nel 1938 per potersi annettere il distretto di Teschen. Per non parlare del ruolo avuto dall'Armija Krajova di Vilnus nel collaborazionismo pro-tedesco nella repressione dei partigiani. Oppure sul fatto che collaborò con i tedeschi nella repressione della rivolta del ghetto di Varsavia ecc, Hitler voleva deportare i polacchi in Siberia una volta vinta la guerra. I polacchi devono solo ringraziare Stalin se gli ha salvato il culo
    Perchè non allora sul fatto che quando i nazisti si annessero Memel in Lituania i polacchi erano già pronti ad agire di conserva per annettersi il resto della Lituania. Ma l'Armata Rossa gli disse di no..
    Mentre un buon soggetto per il sopravvalutato Wajda sarebbe l'ingloriosa fuga del governo fascista del colonnelo Beck in Romania quando ancora le truppe stavano combattendo. Ma capisco che il soggetto possa risultare assai poco "patriottico".

  10. #10
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito

    Va benissimo che facciano anche quel film-documentario, ma ciò non toglie che quell'eccidio, se realmente avvenuto in quella forma, sia da condannare senza alcun indugio.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Andrzej Sapkowski e Lo Strigo
    Di Rexal nel forum R'lyeh, l'antro di Cthulhu
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 29-03-12, 12:08
  2. KATYN.....controinformazione.
    Di danko nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 17-04-10, 21:45
  3. Il massacro di Katyn...eccidio imperialista sovietico!
    Di Unghern Kahn nel forum Eurasiatisti
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 07-04-10, 18:16
  4. "Katyń" di Andrzej Wajda
    Di DiegoVR nel forum Cinema, Radio e TV
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 09-07-09, 22:40

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226