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  1. #1
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    Predefinito ecco l'ennesimo Senato... "federale"

    RIFORME, PRIMO OK IN COMMISSIONE CAMERA AL SENATO FEDERALE

    Roma, 3 ott. (Apcom) - La commissione Affari costituzionali di Montecitorio ha approvato un emendamento al testo di riforma costituzionale che istituisce il Senato federale. La proposta di modifica sottoscritta da tutta l'Unione è stata approvata anche con i voti di Udc e Lega. Secondo l'emendamento approvato la Camera alta sarà completamente federale: i senatori, infatti, saranno eletti in ciascuna regione dal consiglio regionale e nelle province autonome dalle autonomie locali. La Camera alta così come ridisegnata dalla proposta di modifica approvata sarà composta quindi da 178 senatori più sei eletti nella circoscrizione estero. E' una svolta importante anche se il percorso per l'approvazione definitiva della riforma è lungo e difficile". Così il presidente dei deputati della Lega, Roberto Maroni, commenta l'approvazione in commissione Affari dell' emendamento che introduce il Senato federale.

    tutto bello, ma con quali competenze?

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  2. #2
    Blut und Boden
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    La solita troiata italiana.

  3. #3
    PADANIA NEL CUORE
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    Dà l'idea di una scatola vuota che rispondea due esigenze:
    mostrare la volontà di diminuire il numero di senatori ( e quindi i costi della politica);
    fare il lifting alla vecchia decrepita per mostrare tratti di una giovinezza inesistente mostrando una tempra da riformisti all'amatriciana.
    Pur essendo un segno vagamente positivo ( non per niente gli alleati nazionalisti della lega hanno votato contro...) non cambia la sostanza delle cose.
    Cambia il vestito ma il contenuto è sempre quello.
    Il vero passo sarebbe l'autonomia fiscale che non verrà mai dalla politica perchè sarebbe solo la premessa per qualcosa che i pastasciuttari temono più del demonio.
    TIOCH FAID AR LA'

  4. #4
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    Exclamation calma

    abbiamo aspettato 20 anni qualche mese in più non sarà un problema, siamo sulla trada giusta, speriamo !
    ...

  5. #5
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    Giusto.
    La pazienza per altri 240 mesi ce l' abbiamo.

  6. #6
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    Per poterne discutere è necessario conoscerne le compente, quali metodologie ha nel legiferare il senato federale.

    Se ha una durata parallela alla camera?

    Se vi sono ancora i senatori a vita nominati dal presidente della repubblica?
    Pechè diminuendo il numero dei senatori la loro presenza assume maggiore valenza

    Con quali criteri vengono scelti ed eletti dalle regioni?
    In che numero?
    Quali regioni hanno un minimo di rappresentanti?
    Quale è il rapporto di voti tra consiglieri regionali e senatori eletti?

    Se gli indicati vengono eletti per scrutinio segreto o palese?

    Se i consiglieri regionali votano su una lista o sono liberi di indicare un nominativo?

    Se i gruppi senatoriali sono eletti dai consiglieri regionali sotto a dei simbol?

    Se i senatori devono avere la residenza nella regione da cui sono eletti? .

    Quale è l’età minima per essere eletti?.

    In caso di decesso o di dimissioni dei senatori, i consiglieri regionali devono nuovamente votare o vi sono degli esclusi?

    Se possono sfiduciare il governo?.

    Se vi è la mozione di fiducia del governo?

    Se si senato si riunisce a roma , oppure potrebbe avere riunioni in altre città?

    Se votano il bilancio dello stato?

    Se sono competenti in caso di dichiarazione di guerra?

    Se i senatori possono essere ministri o sottosegretari?

    Se i senatori possono anche essere consiglieri regionali, assessori regionali o sindaci di grosse città?

    Se i gruppi senatoriali sono in funzione delle regione o in funzione dei partiti?

    Se i senatori si possono dichiarare di un partito che non è presente nella camera?

    Se un senatore può determinare una lista alla votazioni europee senza raccogliere le firme.?

    Se quando parlano devono dire che parlano a nome di una regione o a nome di un partito o di in un gruppo di partiti?.

    Se nei banchi si siederanno secondo il concetto destra o sinistra, oppure secondo la regione di appartenenza?.

    Se esisteranno le commissioni parlamentari miste senatori e deputati, e quale è il loro valore e competenza , per entrambe le camere o no?

    Se le presidenze delle commissioni senatoriali vengono divise secondo le regioni, secondo i partiti?

    Se viene considerato che il presidente del senato non è un eletto attraverso un passaggio dei cittadini che lo ha nominato senatore, ma ha la carica dietro la votazione di altri eletti, senza avere nessun minimo vaglio dei cittadini?
    Praticamente mentre prima avevamo il presidente della repubblica solamente in seconda battuta , adesso abbiamo in seconda battuta anche la seconda carica dello stato.

    Se determinano un controllo sulle leggi regionali?

    Se hanno competenza per la distribuzione del denaro che da roma deve andare alla periferia?

    Quali sono le competenze in merito alla sanità , scuola per non essere in conflitto con la camera?.

    Quali sono i casi, oltre l’elezione del presidente della repubblica, che le due camere si uniscono a legiferare?

    Quali sono le leggi che devono avere la doppia lettura?

    Se esiste ancora qualche caso in cui necessita la doppia lettura?

  7. #7
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    Riprendo l'invito di asterx a parlare più di autonomia almeno quando i 3d lo consentono, condividendo in pieno le domande sue e di jotsecondo.

    Quando si parla di membri di un senato federale non eletti direttamente (ovvio, altrimenti sarebbe ancora un mero ramo politico uguale ad oggi con membri eletti su base regionale), sembrerebbe che si vada verso un modello Bundesrat tedesco o Senato americano dei primi anni (fino al 1913 per intenderci), con i senatori in veste di delegati nominati dai lander o, ai tempi, dagli stati federati: in quella logica dovevano essere i rappresentanti degli stati, per evitare una divisione ideologica dei membri ed essere quindi realmente da contrappeso nel rapporto stati-federazione o lander-federazione; è logico che, specialmente in italia, l'appartenenza ideologica potrebbe aver la meglio su quella regionale.

    Nel Bundesrat, tuttavia, organo che non è ovviamente soggetto a "legislature" (dipende dal rinnovo dei lander che hanno tempi diversi, ben diverso dal nostro sistema), non partecipa al voto di fiducia ad un governo (compito del bundestag), il voto viene espresso da un delegato per tutti quelli del suo Land e la decisione su cosa votare viene presa dal governo del Land: questo appunto sempre in quella logica di pesi e contrappesi di uno stato federale tra stati (lander) e federazione che vede i delegati esprimere la posizione dello stato locale e non la loro specifica.

    Le modalità d’elezione acquisiscono in questo ambito un ruolo non marginale. Negli USA i senatori (2 per ogni Stato) sono eletti a suffragio universale e diretto (fino al 1913 non era così, nota di Bèrghem), aspetto che dà al Senato un carattere fortemente politico. Tale soluzione non è adatta per l’Italia dove la competizione ideologica-elettorale è ben più intensa che negli USA, poiché farebbe perdere alla Seconda Camera il ruolo di rappresentanza degli interessi locali cui è destinata in un equilibrato sistema federale. In Germania, invece, i delegati dei Länder sono espressione dei loro governi e hanno vincolo di mandato rispetto a questi, che li nominano e li revocano. Il dettato costituzionale stabilisce che ogni Land abbia 3 voti e quindi 3 rappresentanti cui se ne aggiunge un numero variabile proporzionale alla popolazione. Questo aspetto, insieme al forte radicamento locale dei partiti nazionali e alla composizione ed alle funzioni del Bundesrat(5) permette ai politici e agli amministratori più capaci in sede locale di accedere al Cancellierato e rende il federalismo tedesco particolarmente effettivo

    A questo punto vengono spontanee delle riflessioni:

    «I senatori, infatti, saranno eletti in ciascuna regione dal consiglio regionale e nelle province autonome dalle autonomie locali. [...] più sei eletti nella circoscrizione estero».

    Cosa c'entri la circoscrizione estero elettiva con un ipotetico senato federale, lo sanno solo i nostri esimi legislatori: una vera e propria porcata. La circoscrizione estero, prima di tutto, non dovrebbe nemmeno esistere. Se proprio è indispensabile averla per accontentare i missini, dovrebbe aver a che fare con la camera, mai con un senato federale. Inoltre: "eletti dal consiglio regionale" che caspita vuol dire? O sono delegati vincolati al mandato dato dalle regioni e dalle loro giunte (vedi Bundesrat con i governi dei Lander che nominano e revocano), o è una porcata bis.

    Ovvio che senza una riformulazione delle competenze delle regioni (le regioni odierne non possono essere paragonate ai lander o agli stati federati d'america) e del senato stesso (senato federale con quali competenze? come in germania? come negli usa? o altro?), non si capisce nulla. E poi, un senato federale in una repubblica che, oggi, al massimo si può definire regionale comporta una nuova revisione del titolo V. Due parole sul Titolo V: federalismo simmetrico o asimmetrico e quindi differenziato da regione a regione? Col secondo metodo, si potrebbero accelerare processi in regioni più attente ad avere nuove competenze. Un'altra cosa: essendo in un sistema a doppio catalogo con clausola residuale (ossia, si dice cosa fa lo stato centrale, cosa è concorrente e il resto è lasciato alle regioni), perchè non si segue per le materie concorrenti (che sono tante, troppe, la maggior parte delle quali dovrebbero andare alle regioni) il modello tedesco (o europeo, se vogliamo) e non la solita italianata? In Germania (o in Ue) per le concorrenti prima interviene il livello più basso e vicino al cittadino (lander fanno se hanno la capacità) e solo quando diviene necessario e indispensabile interviene la federazione; in itaglia non si applica ancora il principio di sussidiarietà (vedasi l'art. 117) dato che sulle concorrenti la regione fa il dettaglio e lo stato i principi fondamentali (nella pratica diventa un casino distinguere tra principi e dettaglio, con l'espansione dei cosiddetti principi fondamentali e la valanga di ricorsi alla consulta).

    Questi sono alcuni dei problemi, i legislatori da anni non mi sembrano intenzionati a parlarne seriamente, staremo a vedere.

  8. #8
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    Nello stato roma-mafia esiste un fattore determinante.

    Dal 22% al 27% dei denari incassati grazie allo sfruttamento del Nord vengono rubati, sciupati causa la capillarità della partitocrazia.

    Pertanto qualsiasi governo nel suo operare, per non diminuire la percentuale dei furti, continua a tartassare i cittadini e a compiere atti vandalici nella società.

    Conseguentemente al termine del mandato i partiti di governo diventano per reazione minoranza, perché i cittadini si rivolgono per disperazione alla altra parte.

    Questo determina l’alternanza perfetta.
    Chi vince sa di perdere la volta successiva. Ogni parlamentare deve rimanere solamente due legislature, in tal modo è sicuro di trascorrere un periodo al governo ed uno alla opposizione.

    Le votazioni regionali non avvengono contemporaneamente a quelle parlamentari. Conseguentemente è molto facile che nelle votazioni regionali prevalgano i partiti che in quel momento sono alla opposizione del governo.
    Oppure se si vuole essere più precisi, perdono i partiti del governo.

    Così quando le regioni devono votare il senato federale attraverso i consiglieri regionali, si crea un senato di colore contrario al governo.

    Non si conoscono le future competenze delle due camere, ma ad un primo acchito appare che si creino già all’inizio dei sistemi di attrito e di impossibilità di governare.

    Comunque bisogna avere fiducia. L’inventiva italica è enorme.

    Forse questo è un sistema per fregare meglio i cittadini, e pertanto viene criticato inutilmente, anche perchè tutto è nebuloso.

    Tuttavia avendo il partito romano lega dimostrato il suo consenso al progetto, si potrebbe essere sicuri che il nuovo sistema sarà fatto per fregare nuovamente il Nord.

    Dopo venti anni di presa in giro dei popoli del Nord, non si vede perché la lega non possa continuare ad essere coerente.

  9. #9
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    condivido le analisi di chi mi ha preceduto.
    la composizione e il sistema di nomina della camera delle regioni è solo uno dei tasselli che rendono un sistema federale. in proposito bisogna riconoscere (mio grande malgrado) che i compagni qualche buona idea ogni tanto la esprimono, dimostrando un minimo di cultura politica.
    rispetto alla cagata calderoliana (ricordate l'elezione diretta su base regionale di chi aveva cariche in regione...) almeno qui sembra che si parta col piede giusto.
    così come a mio avviso partiva col piede giusto l'ultima riforma costituzionale approvata del titolo V con l'introduzione del principio di residualità delle materie di competenza statale, principio che la cagata devoluzionaria stava per annullare completamente prevedendo una divisione di materie a netto vantaggio dello stato con tanto di clausola di garanzia (l'interesse nazionale).
    ciò detto, tornando al tema del 3d, è curioso notare come giustamente tutti i politici ed i giornali hanno salutato questo progetto come la proposta per "ridurre il numero dei parlamentari".
    dopo tante idiozie su equivoche riforme "in senso federale" finalmente sentiamo chiamare una riforma per quello che è: in assenza di un diverso assetto delle competenze e delle risorse, questa nuova composizione delle camere avrà il solo merito di ridurre (seppur di poco) il numero di parlamentari.

  10. #10
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    Un senato federale in una repubblica a ordinamento non federale. Geniale davvero, tipico di quelle stesse menti italiche che hanno partorito, proprio a beneficio delle Regioni, un'imposta che colpisce il costo del lavoro. Che il bicameralismo perfetto fosse un'assurdità lo sapevamo tutti, ma se prima non si vara attraverso un' ASSEMBLEA COSTITUENTE uno Stato federale, tanto vale abolirlo il Senato.

    In ogni caso uno studio pubblicato tempo da dal 24 ore rivelava un dato interessante: il numero di parlamentari idoneo a uno Stato come quello italiano. 570 (camera+senato), né uno in più né uno in meno. Quindi la dimensione delle Camere continuerà ad essere sproporzionata.

    Ma c'è di più: il centralismo non è solo un problema di legislazione, anzi. La moltiplicazione delle leggi attraverso le Regioni non è un fatto positivo bensì una disgrazia in un paese dove il potere non fluisce dal basso verso l'alto. Il centralismo è un problema che attiene alla regolamentazione e all'amministrazione. A generare uno Stato centralista sono le potestà attribuite ai ministeri, il loro ricorso a un'amministrazione periferica, il controllo che esercitano da un solo centro sull'intera società civile. E' qui che si annida l'assenza di autonomia delle genti padane, nel non poter essere i terminali attivi di poche leggi, semplici nonchè fondate sul 'buon senso' e sulla sussidiarietà.

 

 
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