"La maggioranza ha dei problemi, è evidente. Il primo numerico, che dipende da questa legge elettorale idiota. Perché fa male al Paese. Poi c'è un problema politico del Centrosinistra, non c'è alcun dubbio. Il partito democratico avrebbe dovuto diminuire le tensioni nel governo, invece, per come si sta formando, sta aumentando e accelerando i problemi". Parola del Willer Bordon, fondatore con Roberto Manzione di Unione democratica, intervistato da Affari all'indomani della votazione a Palazzo Madama sul caso Visco, che ha visto la maggioranza salvarsi per un solo voto e grazie al sostegno di due senatori a vita.
In vista della Finanziaria, come può un governo reggere nella speranza che un senatore non abbia la bronchite o il mal di pancia?
"E' una bella domanda, ce la facciamo un po' tutti. Se si andasse a votare con questa legge elettorale il risultato sarebbe il medesimo. Anche se la CdL vincesse con un margine ampio, come è probabile in questo momento, al Senato la differenza sarebbe di poche unità. Quindi ci ritroveremmo nuovamente con i mal di pancia. In una Paese serio bisognerebbe fare una nuova legge elettorale per andare al voto quando sarà il momento per avere una maggioranza stabile".
Però i problemi ci sono...
"Farebbe bene il partito democratico a interrogarsi sulle modalità con cui sta disgregando il Centrosinistra. Come abbiamo detto a Prodi, a gennaio il governo deve dare un segnale forte dimezzando ministri e sottosegretari. Nella Finanziaria non mi accontento più di ordini del giorno in cui si dice 'faremo faremo'. Mi sono stancato di questo ridicolo gioco delle parti che vede Padoa Schioppa dire che il governo è d'accordo con una riduzione forte del numero dei parlamentari e gli onorevoli che parlano di un taglio del governo. Si può e si deve fare l'uno e l'altro, velocemente".
Come vi comporterete sulla Finanziaria?
"Innanzitutto valuteremo il merito. Voglio vederla e capire se ci sono segnali forti e voglio sapere che fine farà il pacchetto welfare. Poi c'è un problema di igiene politica. Quando si fa una scelta di schieramento se poi si cambia o si torna a votare o ci si dimette, su questo ho le idee chiare. Ma voglio una discussione nel merito. Il mio voto c'è, però non per fedeltà, non da tifoso".
Il governo è a rischio da qui a fine dicembre?
"Il mio è un sorriso che ha i tratti dell'accettazione di un dato di fatto. Il governo rischia sempre al Senato, non c'è un momento in cui non rischi. Sta di fatto che in questo anno e mezzo è andato avanti. Ma il pericolo è costante e continuo. Facendo una valutazione da analista, penso che alla fine il governo chiuderà la Finanziaria. Ma sono convinto che da gennaio si debba cambiare radicalmente. Il governo non deve essere più formato da delegazioni di partiti e partitini, questa storia deve finire. I ministri vengono nominati su scelta del premier, altrimenti anche la riduzione non sarà sufficiente. Basta con i bilancini dei partiti".
Se ci fosse una crisi, meglio elezioni anticipate o governo istituzionale?
"Resto dell'idea che si debba tornare a votare. In una democrazia matura quando non c'è più la maggioranza si torna alle urne. L'unico dubbio che ho è se siamo una democrazia matura...".
http://canali.libero.it/affaritalian...0410.html?pg=1


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