Antipolitica a destradi Valerio Di Paolafoto David Scerrati05/10/2007
Basta con privilegi e raccomandazioni: una politica più morale è nel programma elettorale di tutti i partiti. Come dire che i temi del V-day non hanno colore politico e che basterà tagliare qualche auto blu o diminuire il numero e lo stipendio dei parlamentari, come propone Bertinotti, per tenersi buona la piazza di Grillo. Uguale a dire che l'antipolitica è copyright dei "grillini": "Invece non è nulla di nuovo - spiega il presidente del Fronte della Nuova Gioventù Mattia Carminati - e ha sempre trovato ampio respiro nel movimentismo extraparlamentare di destra". All'estrema destra dunque Grillo interessa, anche se non mancano i distinguo: molte proposte dei "grilli" sono condivisibili, spiega scettico Carminati, "ma loro restano comunque un'evoluzione dei girotondi di Nanni Moretti, una massa scontenta di sinistra"; Andrea Volpi di Azione Universitaria descrive la piazza di Grillo come piena di simboli tradizionali della sinistra e non gli concede troppa fiducia, "pensando al Grillo di ieri, un personaggio al servizio della politica della sinistra". Non sarà certo Grillo, prosegue Carminati, a sovvertire l'attuale stato di "democrazia illusoria": "Vi sarà bisogno di un leader capace di parlare al popolo superando ogni schema ideologico e partitico, come fece Benito Mussolini". Ma se buona parte dell'estrema destra ripone più fiducia nella propria storia che nei viventi, di certo condivide la battaglia contro i privilegi della "casta": "Il fenomeno Grillo - spiega Volpi - è esploso per il venire a degenerare della classe politica, i punti sostenuti da Grillo sono tutti sostenibili". È la vigilia di un'inedita convergenza?
"Siamo andati al V-day di Roma con un nostro striscione - spiega Gianguido Saletnich, portavoce della sezione romana di Forza Nuova - perché appoggiamo i punti programmatici di Grillo sulla legge elettorale e sulla non rieleggibilità dei deputati condannati". E, racconta, la piazza è stata sufficientemente aperta da leggere anche le rivendicazioni dell'estrema destra e trovarle in buona parte condivisibili. Del resto, prosegue, già sul suo blog Grillo è stato accusato di avere un'idea della proprietà della moneta troppo vicina a quella di Forza Nuova: il comico ha risposto che non importa il colore, importa se la battaglia è giusta. E allora non è fantascienza che fuori del Parlamento gli estremi si tocchino: "Era necessario prendere una posizione drastica e coraggiosa - sostiene Saletnich - Grillo l'ha presa con una boutade propagandistica e viene additato come il nemico, riuscendo paradossalmente a farsi dare del fascista da molti personaggi della sinistra; noi guardiamo con interesse a qualunque movimento che dia uno scossone al sistema, la critica può provenire da più parti e avere gli stessi obiettivi". E se per Mattia Carminati del Fronte della Nuova Gioventù superare il tradizionale schema della lotta tra destra e sinistra è "un'utopia che piace idealmente ma che è impossibile realizzare", Forza Nuova lascia la porta parzialmente aperta: del resto, spiega Saletnich, è già accaduto a Vicenza che estrema destra ed estrema sinistra combattessero una battaglia comune contro l'allargamento della base statunitense.
C'è poi la cosiddetta società civile, le liste civiche in decollo e le spaccature interne al movimento sulla loro paternità, che è giunta fino al Codacons. "Le liste sono solo un impianto di riciclaggio per i 'trombati' dai partiti", taglia corto Mattia Carminati, un sottoprodotto della stessa "casta" da azzerare: "Di certo il governo Prodi - spiega - ha portato questa situazione all'estremo limite, ma non sarà Berlusconi a risollevare il paese dal degenero democratico, centrosinistra e centrodestra sono schieramenti che rappresentano solo due diversi gruppi di interesse". Forza Nuova parla di tempismo sospetto: "Il giorno dopo il V-day c'erano già in giro i manifesti delle liste", dice Saletnich, e a Roma quelli che cavalcano il malcontento sono vecchie conoscenze che hanno appoggiato Gasbarra e Veltroni. Ma non ci sarà nessuna chiusura verso un credibile programma di buona amministrazione, presentato da facce veramente nuove: "semmai - conclude - saranno loro a dover rinunciare alla pregiudiziale antifascista che è propria di tutto l'arco politico attuale".
Ed è proprio su questo punto che difficilmente si aprirà il dibattito: pur condividendo molte delle richieste dei "grillini", l'estrema destra rimarrà probabilmente solitaria, tra il centrodestra impegnato a smarcarsi da se stesso e la sinistra che la definisce squadrista e geneticamente inabile al dialogo. Eppure, è un fatto che migliaia di persone stufe e senza colore politico sono scese in piazza e hanno chiesto a gran voce la fine della "casta" e questo sta scritto da tempo sui manifesti dell'estrema destra affissi per l'Italia: forse la sinistra, a liquidare Grillo frettolosamente dandogli del terrorista, rischia di lasciare a qualcun'altro il monopolio politico della legittima richiesta di democrazia e trasparenza.




Rispondi Citando



