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    Predefinito Di irriducibili, rapine, bierre, semilibertà e circo mediatico pronto per l'uso

    Siena, 2 ott. (Adnkronos) - Venticinque anni di carcere alle spalle e una condanna all'ergastolo per concorso in sei omicidi e due tentati omicidi. E' un irriducibile Cristoforo Piancone, l'ex Br arrestato ieri sera dalla Polizia a Siena dopo aver messo a segno una rapina da 170mila euro alla Banca Monte dei Paschi di Siena. In semilibertà dal 2004, Piancone aveva fatto parte della direzione strategica delle Brigate rosse e per la sua militanza nella lotta armata non si è mai pentito né dissociato.

    Il 10 marzo del 1978 aveva partecipato a Torino all'agguato in cui perse la vita il maresciallo di polizia Rosario Berardi: Berardi era alla fermata del tram, in borghese, quando venne raggiunto da 3 colpi alla schiena e quattro alla testa e alle braccia. Del commando, insieme a Piancone, facevano parte Patrizio Peci, Rocco Micaletto, Vincenzo Acella, Nadia Ponti. Giusto un mese dopo, l'11 aprile, il terrorista venne arrestato: era rimasto ferito nel conflitto a fuoco con l'agente di custodia Lorenzo Cotugno e i compagni lo lasciarono al pronto soccorso dell'ospedale Astanteria Martini del capoluogo piemontese.

    Piancone fu anche uno dei 13 "prigionieri comunisti" dei quali i carcerieri di Aldo Moro chiesero la liberazione in cambio del rilascio dello statista Dc. Prima del 2004 aveva già ottenuto un'altra volta la semilibertà e l'aveva anche già persa: nel 1998 fu bloccato dai vigilantes del supermercato Esselunga di Alessandria mentre cercava di uscire senza pagare. Il bottino era di poco conto: una confezione di pastiglie dietetiche, due pacchetti di gomme da masticare, degli slip da uomo, per un ammontare di circa 25mila lire. Tuttavia, una volta sorpreso, l'ex Br reagì male: strattonò gli addetti alla sicurezza e tentò di allontanarsi. Tanto bastò per procurargli una condanna a due anni per rapina impropria.

    Nota di Sandinista: il grassetto non è mio, lo hanno messo quelli dell'adnkronos per dare il "giusto taglio" alla vicenda.

    A luta continua

  2. #2
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    Condannato all'ergastolo per concorso in omicidi, ha scontato 25 anni
    Aveva ottenuto la semilibertà dal carcere di Vercelli all'inizio del 2004
    L'irriducibile Cristoforo Piancone
    membro della direzione delle Br


    Non si è mai pentito di aver militato nella direzione strategica delle Br
    Fu uno dei 13 detenuti di cui i carcerieri di Aldo Moro chiesero la liberazione




    Cristoforo Piancone

    ROMA - Fece parte della direzione strategica delle Brigate Rosse, partecipò a numerose azioni armate, fu condannato all'ergastolo per concorso in sei omicidi e due tentati omicidi. Cristoforo Piancone, che oggi ha 57 anni, non si è mai pentito né dissociato. Ha passato un quarto di secolo in carcere prima di ottenere, nell'aprile del 2004, il regime di semilibertà. Ora è stato arrestato a Siena per una rapina al Monte dei Paschi.

    Il 10 marzo del 1978 Piancone partecipò a Torino all'agguato in cui perse la vita il maresciallo di polizia Rosario Berardi. Un mese dopo, l'11 aprile, il terrorista venne arrestato: rimase ferito nel conflitto a fuoco con l'agente di custodia Lorenzo Cotugno e i compagni lo lasciarono al pronto soccorso dell'ospedale Astanteria Martini del capoluogo piemontese.

    Piancone fu anche uno dei 13 "prigionieri comunisti" dei quali i carcerieri di Aldo Moro chiesero la liberazione in cambio del rilascio dello statista Dc.

    Prima del 2004 aveva già ottenuto un'altra volta la semilibertà: nel 1998 era stato ammesso al lavoro esterno presso una cooperativa cittadina ma fu trovato nel supermercato Esselunga di Alessandria mentre cercava di uscire senza pagare. Il bottino era di poco conto: una confezione di pastiglie dietetiche, due pacchetti di gomme da masticare, degli slip da uomo, per un ammontare di circa 27.000 lire. Accusato di rapina impropria per avere spintonato due dipendenti, fu condannato a due anni. Risarcì la direzione del supermarket, che ritirò la costituzione di parte civile, e donò un milione di lire al Fondo assistenza del personale di Ps vittime del dovere. A seguito di quell'episodio, attribuito dall'ex brigatista a un momento di grave tensione per le non buone condizioni di salute di un familiare, gli fu sospeso il beneficio.



    Successivamente chiese e ottenne il permesso di lavorare durante il giorno a Torino, città dove vivono la madre e altri familiari. Il beneficio gli venne concesso anche perché la sua condotta penitenziaria, nonostante non si fosse mai pentito né dissociato, fu definita "ottima".

    http://www.repubblica.it/2007/10/sez...-piancone.html

    A luta continua

  3. #3
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    Siena - Cristoforo Piancone, l'ex brigatista sottoposto al regime di semilibertà e arrestato dalla Polizia a Siena dopo la rapina messa a segno lunedì pomeriggio in pieno centro alla Banca Monte de Paschi, non ha voluto rivelare l'identità del suo complice. L'ex terrorista, che non ha nominato un difensore di fiducia, si è limitato a dire che il colpo era stato preparato con cura e che la via di fuga avrebbe dovuto essere un'altra rispetto a quella poi scelta. La polizia ha impiegato due ore per identificare Piancone. E in questo modo, secondo gli investigatori, l'irriducibile avrebbe avvantaggiato la fuga del complice.
    POLEMICHE - I giudici ''devono essere consapevoli di esercitare una responsabilità enorme''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Giuliano Amato commentando, nel corso dei Sky Tg24 Pomeriggio, l'arresto a Siena di Cristoforo Piancone, ex terrorista sottoposto al regime di semiliberta'. ''Non diro' mai -ha precisato Amato- che debba essere esclusa qualsiasi possibilita' per i giudici di tener conto del comportamento in carcere da un detenuto e di modulare la pena di conseguenza. Pero' - ha concluso- i giudici debbono essere consapevoli di esercitare una responsabilita' enorme''.
    "La semilibertà concessa all'ex Br Piancone ripropone l'interrogativo di una giustizia che lascia liberi pericolosi terroristi che hanno insanguinato l'Italia nella terribile stagione degli anni di piombo" ha affermato il deputato di Alleanza nazionale Fabio Rampelli, componente l'esecutivo politico nazionale, che ha aggiunto: ''La decisione del tribunale di sorveglianza di Torino appare sconcertante a prescindere da quanto è accaduto ieri (lunedì, n.d.r.).
    Forza Italia ha chiesto al ministro della Giustizia, Clemente Mastella, un'ispezione nell'ufficio torinese che ha concesso la semilibertà a Piancone.

    A luta continua

  4. #4
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    Operaio a Mirafiori, membro della direzione strategica delle Brigate Rosse, appartenente alla colonna torinese, condannato a tre ergastoli al processo Moro Uno per concorso in sei omicidi e due tentati omicidi, Cristoforo Piancone (nato in Francia, a Le Troche, il 3 dicembre 1950) non si e' mai pentito ne' dissociato. Dopo quasi 26 anni di carcere, nell'aprile 2004, ha ottenuto dal Tribunale di sorveglianza di Torino la semiliberta' per lavorare presso la Cooperativa sociale 'I mestieri' di Cavagnolo, nel torinese.
    Gia' in precedenza aveva ottenuto la semiliberta', poi revocata per un furto commesso nel maggio del '98 in un supermercato di Alessandria. Piancone aveva chiesto la semiliberta' per avvicinarsi a Torino, dove vivono i familiari.
    La sua condotta in carcere era stata giudicata ottima.
    Tra i crimini commessi da Piancone vi e' l'omicidio del maresciallo di Ps, Rosario Berardi, freddato a Torino con tre colpi alla schiena e quattro alla testa; con lui vi erano Patrizio Peci, Vincenzo Acella e Nadia Ponti. Piancone fece parte anche del commando che uccise la guardia carceraria Lorenzo Cotugno: fu durante questa azione che il brigatista venne ferito e arrestato, l'11 aprile 1978. Nel comunicato n.8 delle Br, durante il rapimento di Aldo Moro, i terroristi chiesero la liberta' di dodici brigatisti e di Cristoforo Piancone "oltre che per la sua militanza di combattente comunista, in considerazione del suo stato fisico dopo le ferite riportate in battaglia".
    Finito in carcere, fu definito "il terrorista venuto dal nulla" perche' nessuno si era accorto che aveva aderito alla lotta armata. "Ricordo ancora Cristoforo Piancone, lavoratore della carrozzeria (di Mirafiori) che frequentava i corsi delle 150 ore, un uomo colto - ha detto in un'intervista rilasciata nel febbraio scorso il ministro del Lavoro, Cesare Damiano - assolutamente insospettabile".(AGI) - Roma, 2 ott. -

    http://www.agi.it/news/notizie/20071...11116-art.html

    A luta continua

  5. #5
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    TOTARO (AN), INAMMISSIBILE SEMILIBERTA'


    (AGI) - Firenze, 2 ott. - "E'inammissibile e vergognoso che un personaggio di tale risma, condannato all'ergastolo per concorso in sei omicidi, tra cui quello di un maresciallo della Polizia di Stato e di un agente della Polizia penitenziaria, e per due tentati omicidi, goda dello stato di semiliberta'". E' quanto sostiene, in una nota, il Senatore di AN Achille Totaro, riferendosi all'arresto dell'ex brigatista Cristoforo Piancone.
    "La cosa ancora piu' allarmante - continua - e' che si ha a che fare con un terrorista pluripregiudicato, il quale si professa tanto irriducibile da non essersi mai pentito ne' dissociato e tanto incorreggibile da tentare anche di sparare ad un poliziotto nel corso della rapina. Se l'omicidio fosse avvenuto, la sinistra al Governo con quali parole avrebbe consolato i familiari del giovane ragazzo? Come avrebbe spiegato lo stato di semiliberta' di un cosi' pericoloso terrorista?". "E' inaccettabile e intollerabile - conclude Totaro - questo atteggiamento all'insegna del lassismo e del buonismo, atteggiamento adottato dalla sinistra al Governo, che invece di punire e condannare personaggi del genere, si ingegna per riabilitarli con incarichi istituzionali, con partecipazioni a convegni pubblici ed addirittura a premiarli con la semiliberta', come in questo caso. Cio' e' irrispettoso nei confronti di tutti coloro che si sono battuti contro il terrorismo, contro le brigate rosse e nei confronti delle numerose vittime di tali movimenti rivoluzionari". (AGI)

    http://www.agi.it/firenze/notizie/20...12402-art.html

    A luta continua

  6. #6
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    Ve abbasta? No perchè a me m'è bastato per il momento. Non voglio nemmeno dire la mia ora su questa vicenda perchè preferisco tacere anche se il titolo che ho dato alla discussione credo sia già una buona cartina di tornasole.

    In attesa che i totari vari parlino (ma non i de angelis a quanto sembra) e continuino a parlare attendo ora voi se avete qualche cosa da dire a commento.

    A luta continua

  7. #7
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Ogni occasione è buona per queste merde forcaiole de an per aprì quella fogna de bocca.
    Andare ai resti pè campà, se pò fà, se pò fà!!!

    ARDITI NON GENDARMI

  8. #8
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    è evidente come il teatrino politico ad uso e consumo del manitenimento di un potere ormai putrefatto e rancido, si appoggi su tutto pur di restare a galla: la strumentalizzazione retorica del terrorismo BR da parte di chi spera di poterne fare una falsa battaglia securitarista fa semplicemente ridere i polli.

    Mi fa davvero ribrezzo sentire gentaglia pronta a massacrare popoli lontani qualche migliaio di chilometri, giocare con le parole per accaparrarsi un'immagine di moralità...
    gli unici che possono condannare con coerenza e senza riserve il terrorismo BR e gli assassini a sangue freddo sono coloro che danno un valore reale alla vita umana nelle loro scelte politiche concrete, coloro che credono nella solidarietà e nella fraternità come collanti del genere umano, coloro che abbracciano ogni giorno ( o per lo meno tentano di farlo) ideali di comunanza.
    E tra costoro mi metto in prima fila nella condanna di un fenomeno come il terrorismo BR che fu nelle sue conseguenze reali, sfregio all'altrui vita e cane da guardia inconsapevole dell'ordine vigente...( ferma restando la buona fede con cui tanta gente si lasciò affascinare e prendere da quella scelta sbagliata).

    Tacciano, dunque, i falchi putrefatti di AN e tutti i loro simili.

  9. #9
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    Predefinito Ed ora si arriva al punto che immaginavo fosse il reale obiettivo della storia

    Il Guardasigilli: «Il provvedimento
    sui benefici vale ancora? Parliamone»

    ROMA
    «Vale ancora la legge Gozzini oppure no? Sono pronto a discuterne». Lo ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella nel corso di un convegno su giustizia, sicurezza e diplomazia, dopo l’arresto dell’ex brigatista Cristoforo Piancone, al quale era stata concessa la semilibertà. Dopo tante prese di posizione, ora è la stessa legge Gozzini - sui benefici ai detenuti - ad essere oggetto di un’apposita sollecitazione, da parte dello stesso ministro, in vista di una possibile modifica.

    «Smettiamola - dice il Guardasigilli che denega responsabilita a proprio carico - e facciamo cose serie: se vedo che dal punto di vista mediatico ci sono pruriti e sollecitazioni per quello che è accaduto, allora si discuta con serenità e le forze politiche aprano un dibattito sul piano parlamentare, se ritengono che la Gozzini vada ancora bene o di cambiarla. Io partecipo al dibattito ma non sono quello che stabilisce se va cambiata, ma promuovo il dibattito: si discuta».

    La linea dura del Viminale
    Detto, fatto: il vice ministro dell’interno Marco Minniti coglie la palla al balzo: «Dobbiamo capire se c’è bisogno di cambiare la legge Gozzini, oppure se c’è stata una interpretazione sbagliata della legge stessa: ciò non significa rimettere in discussione il principio di rieducazione e reinserimento, dobbiamo affrontare il tema dell’effettività della pena». «Quando succede che un brigatista con sei ergastoli, non pentito e appartenente agli irriducibili torna in libertà e fa una rapina - ha osservato Minniti - vuol dire che c’è qualcosa che non funziona».

    Mantovano (An): "Difendo i giudici, è la legge che non va"
    «Difendo i giudici: applicano una cattiva legge». È l’opinione del senatore di An, Alfredo Mantovano, anche lui già coinvolto nel dibattito «Oggi non ha senso protestare contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Torino (come fa perfino il ministro dell’Interno): esso ha solo applicato una legge dello Stato. Se si ritiene che un pluricondannato per gravi fatti di terrorismo non debba uscire dal carcere in semilibertà dopo 25 anni di reclusione, va modificata la legge».

    Caselli: per i magistrati rischi pesantissimi
    E il procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli, anch’egli difensore dei giudici, osserva: «Sulla base di quanto è successo indubbiamente c’è stato un errore di valutazione.....ma è la legge che costringe i magistrati ad assumersi il rischio, un rischio pesantissimo. Se non si vogliono correre questi rischi - conclude - allora si modifichi la legge».


    http://www.lastampa.it/redazione/cms...6328girata.asp

    A luta continua

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    sti giornalisti de merda!!!.. ditemi quello che vi pare per me stanno al paro delle guardie, nessun contatto con loro!
    Puntelli di spada e puntelli di penna....pari sono

 

 
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