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    Predefinito Comunismo comunitario, Egemonia, Autonomia

    Penso che dovremmo incominciare a riflettere attorno a questi concetti-chaive per cercare di sostanziarli.POSTO CHE ABBIAMO INDIVIDUATO NEL COMUNISMO DELLE COMUNITA' IL PERNO DEL DISCORSO DI PROSPETTIVA , dobbiamo vedere e capire come questo concetto possa dienire EGEMONE nell'ambito della cultura antagonista e come il concetto di AUTONOMIA possa nuovamente essere declinato sul piano politico, sociale e con l'attuale lettura dei movimenti sociali.A voi la parola e buon divertimento...

  2. #2
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    ...vedo che il concetto di "Autonomia" ti continua a prendere...sono contento!

    Avanti su questa strada!

  3. #3
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    Penso che dovremmo incominciare a riflettere attorno a questi concetti-chaive per cercare di sostanziarli.POSTO CHE ABBIAMO INDIVIDUATO NEL COMUNISMO DELLE COMUNITA' IL PERNO DEL DISCORSO DI PROSPETTIVA , dobbiamo vedere e capire come questo concetto possa dienire EGEMONE nell'ambito della cultura antagonista e come il concetto di AUTONOMIA possa nuovamente essere declinato sul piano politico, sociale e con l'attuale lettura dei movimenti sociali.A voi la parola e buon divertimento...

    Tanto per mettere carne al fuoco ()..... se vogliamo costruire un movimento comunista nazionalitario che aspiri a all'egemonia ( o almeno che interessi qualche decina di persone), è necessario anche mettersi d'accordo su quale delle due metà del nome costituisca l'elemento strategico della nostra epoca.
    Bisogna porre l'accento sull'essere comunisti o sull'essere nazionalitari......
    La questione è teorica, ma non priva di qualche risvolto pratico.
    Se decidi porre l'accento su comunista allora parli di libertà, autogestione, autonomia, ecc. Invece se ci concentriamo su nazionalitario abbiamo la difesa della sovranità nazionale italiana (sul piano politico, economico e militare), l'antimperialismo, la lotta culturale contro l'americanizzazione, ecc.

    Insomma due sensibilità diverse anche se legate e complementari.

    Una nota: i comunisti ci sono in Italia, mentre i nazionalitari sono rari.... per cui se metti l'accento sul primo punto sei in compagnia (e con molta concorrenza), mentre se punti sul secondo sei quasi solo e in situazione di monopolio.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Tanto per mettere carne al fuoco ()..... se vogliamo costruire un movimento comunista nazionalitario che aspiri a all'egemonia ( o almeno che interessi qualche decina di persone), è necessario anche mettersi d'accordo su quale delle due metà del nome costituisca l'elemento strategico della nostra epoca.
    Bisogna porre l'accento sull'essere comunisti o sull'essere nazionalitari......
    La questione è teorica, ma non priva di qualche risvolto pratico.
    Se decidi porre l'accento su comunista allora parli di libertà, autogestione, autonomia, ecc. Invece se ci concentriamo su nazionalitario abbiamo la difesa della sovranità nazionale italiana (sul piano politico, economico e militare), l'antimperialismo, la lotta culturale contro l'americanizzazione, ecc.

    Insomma due sensibilità diverse anche se legate e complementari.

    Una nota: i comunisti ci sono in Italia, mentre i nazionalitari sono rari.... per cui se metti l'accento sul primo punto sei in compagnia (e con molta concorrenza), mentre se punti sul secondo sei quasi solo e in situazione di monopolio.
    Interessante questo appunto sul "marketing"...

    Io ritengo, però, che non bisogna tralasciare nessuno dei due punti, amche perché dobbiamo spingere sul comunismo delle comunità!

  5. #5
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Interessante questo appunto sul "marketing"...

    Io ritengo, però, che non bisogna tralasciare nessuno dei due punti, amche perché dobbiamo spingere sul comunismo delle comunità!

    Non dico di tralasciare perché entrambi sono complementari, ma mi domando su tu dovessi dare un messaggio breve e conciso per fare capire chi sei e cosa vuoi, porresti l'accento sul lato nazionalitario e si quello comunista. E soprattutto nella congiuntura storica attuale qual è la contraddizione principale? Il modo di produzione (quindi il comunismo) oppure l'indipendenza (ovvero la questione nazionalitari)?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Non dico di tralasciare perché entrambi sono complementari, ma mi domando su tu dovessi dare un messaggio breve e conciso per fare capire chi sei e cosa vuoi, porresti l'accento sul lato nazionalitario e si quello comunista. E soprattutto nella congiuntura storica attuale qual è la contraddizione principale? Il modo di produzione (quindi il comunismo) oppure l'indipendenza (ovvero la questione nazionalitari)?
    Cercherei di porre l'accento su entrambe le questioni, perché non posso escludere la guerra di liberazione nazionale dalla guerra di liberazione sociale...

    In termini tecnici direi che la lotta per il comunismo è strutturale e, se vogliamo, quella per l'indipendenza è sovrastrutturale, solo perché è una conseguenza della prima. Non può esserci una vera indipendenza nazionale senza una rivoluzione sociale e politica.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Tanto per mettere carne al fuoco ()..... se vogliamo costruire un movimento comunista nazionalitario che aspiri a all'egemonia ( o almeno che interessi qualche decina di persone), è necessario anche mettersi d'accordo su quale delle due metà del nome costituisca l'elemento strategico della nostra epoca.
    Bisogna porre l'accento sull'essere comunisti o sull'essere nazionalitari......
    La questione è teorica, ma non priva di qualche risvolto pratico.
    Se decidi porre l'accento su comunista allora parli di libertà, autogestione, autonomia, ecc. Invece se ci concentriamo su nazionalitario abbiamo la difesa della sovranità nazionale italiana (sul piano politico, economico e militare), l'antimperialismo, la lotta culturale contro l'americanizzazione, ecc.

    Insomma due sensibilità diverse anche se legate e complementari.

    Una nota: i comunisti ci sono in Italia, mentre i nazionalitari sono rari.... per cui se metti l'accento sul primo punto sei in compagnia (e con molta concorrenza), mentre se punti sul secondo sei quasi solo e in situazione di monopolio.
    Sbagliato !!!!

  8. #8
    Avanguardia
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Cercherei di porre l'accento su entrambe le questioni, perché non posso escludere la guerra di liberazione nazionale dalla guerra di liberazione sociale...

    In termini tecnici direi che la lotta per il comunismo è strutturale e, se vogliamo, quella per l'indipendenza è sovrastrutturale, solo perché è una conseguenza della prima. Non può esserci una vera indipendenza nazionale senza una rivoluzione sociale e politica.
    Sovrastrutturale ??? ...ma allora sei un vetero, non un etero !!!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Stan Ruinas Visualizza Messaggio
    Sbagliato !!!!
    Sono centinaia di milioni nel mondo, il problema nasce dal fatto che solo qualche migliaio di questi vive in Italia e ha la cittadinanza italiana.

  10. #10
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    breve riflessione:

    comunismo comunitario: ritengo che la lotta culturale prima ancora che effettiva abbia l'assoluta priorità di riunire in un unicum inscindibile i due termini chiave:
    comunismo e comunità
    questo a mio avviso significa mostrare che il comunismo è forza reale che si innesta storicamente nei rapporti sociali ed umani già esistenti e bisognosi diuna forza maieutica che li sappia ordinare ed armonizzare: e non, come spesso perniciosamente si è creduto, che il comunismo sia una forza isterica, metastorica e ciclonica.
    Questo non solo per una ragione nazionalitaria ( a riguardo le idee di noi tutti credo debbano ancora trovare stabilità e convergenza, anche se si è su una buona strada), ma soprattutto per una ragione comunitaria nel senso più esteso e capillare del terimine.
    Mentre nazionalitarismo è difesa della comunità politica ( che io personalmente intendo, specie oggi in occidente, come entità statuale intercomunitaria e potenzialmente plurinazionale), comunismo comunitario è anche e sopratutto presa in considerazione delle comunità intermedie come forma essenziale del vivere umano:
    la comunità intermedia, dalla famiglia alla cooperativa di lavoro, al piccolo territorio autogestito,oltre ad essere l'elemento affettivo del nostro essere sociale ( e pertanto imprtantissimo) è anche l'unica maniera reale di costuiture rapporti di democrazia partecipativa reale.
    Questa particolare attenzione alla comunità intermedia in una ricostruzione di patrie politiche che a mio avviso dovremmo dare, è inoltre un elemento di enorme forza comunicativa ed emotiva rispetto alla gente: le persone hanno bisogno di intimità, di vicinanza, di familiarità, di stabilità, di conoscenza.
    la valorizzazione delle forme comunitarie embrionali, in maniera graduata fino a quelle di gestione del territorio e del lavoro, non deve e non può essere in contrasto con l'esigenza di unità politica e di patriottismo ( che prediligo a nazionalitarismo, ma qui è solo questione di nomi, e che identifico grosso modo nella concezione democratica e aperta di nazione tipica del socialismo sudamericano).
    Nel nostro caso l'azione per la liberazione politica ed economica dell'Italia da poteri esterni e antidemocratici ed ultratecnocratici, è chiaramente preliminare ed essenziale alla ricostruzione di un'italia solidale, unita e intercomunitaria, il tutto in una progressiva ( a partire dalla conoscenza culturale) e tutta da rifare e ricostruire unificazione politica dell'Europa. Ma dapprima si riparta dallo spazio politico di nostra oggettiva pertinenza, supernadone tutte le attuali contraddizioni politiche, culturali ed economiche.

 

 
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