E' di almeno 22 morti e una cinquantina di feriti il bilancio ancora provvisorio del duplice attacco suicida avvenuto poco dopo l'alba a Baiji, localita' della provincia centro-settentrionale irachena di Salaheddin situata 180 chilometri a nord di Baghdad, sede della principale raffineria per il petrolio destinato all'esportazione. Il numero dei morti accertati resta di almeno quattordici, mentre quello dei feriti e' salito a oltre cinquanta. Due kamikaze a bordo di altrettante auto-cisterne cariche di esplosivo e di benzina si sono fatti saltare in aria a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro, portando a termine un piano che e' apparso subito accuratamente coordinato, e che aveva come obiettivi le personalita' locali di maggiore spicco nella lotta contro le cellule di 'al-Qaeda' attive nell'area. Il primo attentatore ha preso infatti di mira la residenza del capo della polizia cittadina, colonnello Saad al-Niffous: questi se l'e' cavata con lesioni non gravi, ma hanno perso la vita sette persone, compresi tre suoi parenti. L'altro estremista si e' lanciato contro una moschea, adiacente alla casa dove vive lo sceicco Thamer Ibrahim Atallah: un capo tribale che guida il Consiglio 'Salaheddin' per la Consapevolezza, coalizione che raggruppa diversi clan del distretto di Tikrit, citta' natale del defunto ex dittatore Saddam Hussein, impegnati ad affiancare le forze governative e e le truppe della coalizione multinazionale sotto comando Usa nel combattere i seguaci dell'organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden. Lo sceicco e' rimasto illeso, ma una delle sue guardie del corpo e quattro passanti sono stati uccisi. Ambedue le abitazioni sono andate quasi completamente distrutte.
Nel capoluogo provinciale Samarra, un centinaio di chilometri a sud di Baiji, giovedi' scorso una bomba nascosta lungo il ciglio di una strada era scoppiata al passaggio dell'auto di un altro dirigente del Consiglio per la Consapevolezza, lo sceicco Maawia Naji al-Jebara, dilaniandolo a morte; e sempre a Samarra ieri un attentato analogo aveva devastato un commissariato di polizia, provocando l'uccisione di quattordici persone. L'omicidio di Jebara era stato rivendicato da 'al-qaeda' con un comunicato diffuso via Internet, su un sito filo-integralista: "I vostri fratelli", recitava il testo, "sono riusciti a risalire e ad assassinare il capo della miscredenza e dell'apostasia". La zona delle stragi odierne e' stata immediatamente isolata dal resto di Baiji con un fitto cordone di sicurezza, eretto da soldati americani intervenuti per effettuare rilievi.
Ennesimo attentato contro un ponte a Baghdad: e' stato colpito dall'esplosione in rapida successione di due bombe quello di Diyala, piu' volte bersaglio di attacchi analoghi. Lo hanno reso noto fonti della polizia irachena, secondo cui gli ordigni hanno provocato almeno un morto e undici feriti. Il ponte di Diyala e' essenziale per i collegamenti stradali tra la capitale e l'Iraq settentrionale.
(AGI) - Baiji (Iraq), 9 ott. -