Ma ecco che in terza istanza l’avvocato Metapapero ci ricorda una norma che è il vero bandolo della matassa: l’Articolo 13 della Costituzione. In questa norma si stabilisce che se un Presidente entro 10 giorni non controfirma una legge e non la respinge essa è da considerarsi automaticamente in vigore. Come è dimostrato dagli atti della Presidenza, l’allora Presidente Cristiano ne controfirmò ne respinse tale Regolamento nei tempi previsti, facendolo quindi entrare in vigore.
Eccoci dunque alla conclusione del mio ragionamento. Questa Corte non può per il Principio di non contraddizione affermare che la votazione in Commissione non fosse equivalente a quella in Congresso, dato che ciò contraddirebbe la Corte stessa e ne minerebbe la credibilità.
Inoltre il Regolamento in questione rispetta i due paletti posti dall’Avvocato LIBERAL_ per essere considerato un atto legittimo:
1)E’ stato approvato dal Congresso (tramite la Commissione Riforme, il cui voto in questo caso equivale a quello Congressuale)
2)E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (dato che il Presidente di POL non lo ha ne respinto ne promulgato nei 10 giorni previsti, facendolo diventare operativo).
In considerazione di ciò ritengo che il Regolamento Congressuale che debba essere ritenuto quello valido sia quello approvato nella Seduta della Commissione Riforme del 27 Aprile 2007. Calcolando dieci giorni da quella data, tutte le sedute del Congresso celebrate con il vecchio Regolamento dopo il 7 Maggio 2007 sono da considerarsi nulle.
E’ la logica aristotelica del “Se A è uguale a B e B uguale a C allora A è uguale a C” che non può che farci pendere in questa direzione.
In considerazione di ciò ritengo che abbiano ragione l’avvocato Primoli e l’avvocato Metapapero, il cui ricorso viene accolto in pieno.