Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    SubZero
    Ospite

    Predefinito ennesimo delirio di Tom P.S. [rinchiudetelo!]

    "MANDIAMO I BAMBOCCIONI FUORI DA CASA"





    ROMA - I fondi per i rinnovi contrattuali agli statali "ci saranno": la rassicurazione, a pochi giorni dall'annunciato sciopero del pubblico impiego, arriva direttamente dal ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che in audizione sulla Finanziaria davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato spiega di aver notato una certa strumentalizzazione del problema. Per la seconda volta in due giorni il ministro spiega la manovra. E si sofferma su alcune misure, come l'aiuto di 1.000 euro l' anno previsto per i ventenni-trentenni che prendono una casa in affitto. "Mandiamo i bamboccioni fuori di casa", dice il ministro con una battuta riferita ai giovani che non cercano indipendenza e lasciano sempre più tardi la casa dei genitori. Per il resto il ministro ribadisce ai parlamentari le 'cifre' macro della Finanziaria e le previsioni del Governo spiegando che la manovra 2008 è stata possibile soprattutto grazie alla "virata" dei conti dello scorso anno. Conti che hanno subito nel corso degli anni passati (e il riferimento implicito è al precedente governo) uno "sperpero", soprattutto sul fronte dell'avanzo primario che si è azzerato. Viceversa, se il Paese avesse mantenuto il vantaggio accumulato con l'ingresso nell'euro oggi avremmo un debito pubblico come quello del Belgio "all'80% del Pil" e quindi "una serie di miliardi in meno da pagare ogni anno per interessi sul debito e che potremmo investire". Il ministro ricorda poi il dato positivo sull'avanzo primario attuale ("siamo al 2,5%, la metà di quello che dobbiamo fare") ma "con un debito così non si può essere mai tranquilli". Altra preoccupazione ribadita dal titolare di via XX Settembre è quella relativa alla spesa pubblica: "Sono convinto - spiega - che sul fronte della spesa non si sia riusciti a fare abbastanza". Padoa-Schioppa evidenzia però che nel passato sono state varate misure che non hanno avuto efficacia e lancia esplicitamente un appello: "Lo sforzo per il contenimento della spesa - rileva - non deve essere fatto solo dall'esecutivo, che mi auguro possa comunque fare di più nei prossimi mesi, ma anche dall'organo legislativo". Una parte del dibattito è poi dedicata alle singole misure, anche quelle assenti: Padoa-Schioppa spiega che sulle rendite finanziarie "é preferibile non agire immediatamente".Il ministro ricorda "le tensioni finanziarie" sui mercati ma in linea di principio conferma: "La linea del governo su questa materia è quella che si conosce". La Finanziaria - spiega poi - contiene alcune norme per il taglio dei costi della politica che hanno "un valore in sé" e non necessariamente una ripercussione solo sui conti. "Sui costi della politica - evidenzia - la riduzione non andrà tutta a beneficio dello Stato: ci sono una serie di operazioni che comportano riduzione costi e snellimento delle strutture che hanno valore in sé anche se non portano necessariamente risorse alle casse dello Stato". Poi le imprese: le novità fiscali introdotte per le piccole imprese "faranno risparmiare soldi per i commercialisti, spero - dice rivolto ai parlamentari - non ce ne siano tra voi". Il forfait per gli autonomi e il calo dell'Ires e dell'Irap per le grandi imprese "sono due misure che rappresentano un salto di civiltà del sistema tributario e che, dai contatti avuti, risultano estremamente gradite dalle imprese". Infine i "bamboccioni": la Finanziaria - spiega - contiene delle misure che consentiranno ai giovani di affrancarsi dalla dipendenza dei genitori. "Mandiamo i 'bamboccioni' fuori di casa", dice con una battuta il ministro facendo riferimento alla norma che prevede agevolazioni sugli affitti per i più giovani. "Incentiviamo a uscire di casa i giovani che restano con i genitori, non si sposano e non diventano autonomi. E' un'idea importante", sostiene Padoa-Schioppa. (ANSA)

    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._95426003.html

  2. #2
    SubZero
    Ospite

    Predefinito

    Quindi uno come me, operaio, dovrebbe abbandonare una casa di proprietà per andare a regalare mezzo stipendio a qualche palazzinaro?



    VAFFANCULO!



    MUTUO SOCIALE SUBITO!

  3. #3
    Bart Colleoni
    Ospite

    Predefinito

    oltretutto ce l'ha un idea tps di cosa cazzo ci fai oggi con 1000€ l'anno?
    bamboccioni.....sta testa di cazzo!

  4. #4
    Pocc'allup,crepi! RossInfami
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    Predefinito

    Tom P.S. ha parlato per se. Stanco si avere il figlio (ammesso che ne abbbia uno) tra i coglioni ha delirato con quella esternazione. Il fatto e' che il figlio di P.S. sta pieno di soldini...
    ahahahahaha

  5. #5
    SubZero
    Ospite

    Predefinito da Rinascita

    La boutade: ma chi è il vero bamboccione?
    Venerdi 5 Ottobre 2007 – 15:58 – Paolo Emiliani



    “Bamboccioni, fuori da casa!”
    I bamboccioni sono i giovani italiani che hanno sempre più l’abitudine di rimanere nella casa dei genitori fino ad età inverosimili e l’invito, piuttosto perentorio, è arrivato ieri da uno che solitamente adotta un aplomb molto anglosassone, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa.
    L’occasione per bacchettare gli ultra trentenni troppo attaccati alle sottane materne il titolare di via XX Settembre l’ha colta durante l’illustrazione davanti alla Commissione Bilancio delle agevolazioni sugli affitti per i giovani contenute in Finanziaria.
    Tra gli interventi contenuti nella Finanziaria 2008, infatti, c'è anche un provvedimento che, molto in teoria, dovrebbe permettere di mandare fuori dalle case dei genitori, quelli che Padoa Schioppa chiama appunto i “bamboccioni”. Una norma offrirà un sostegno economico ai giovani che cercano casa in affitto.
    Padoa Schioppa individua in questa abitudine una piaga sociale che contribuisce alla deresponsabilizzazione di molti giovani, ma il ministro dell’Economia, ancor prima di parlare, si sarebbe dovuto chiedere come mai i giovani escono sempre più tardi di casa.
    E’ molto stravagante che il ministro non conosca o non valuti correttamente la situazione occupazionale giovanile in Italia, che non sappia il numero di quanti sono per molti anni soggetti alla spada di Damocle di un lavoro precario.
    Un ministro dell’Economia dovrebbe poi ben conoscere i criteri valutativi con i quali le banche concedono i loro mutui e come certe buste paga siano del tutto insufficienti per ottenere in prestito il denaro indispensabile per l’acquisto di un immobile.
    Affittare un appartamento?
    Ci provi Padoa Schioppa a vivere con poche centinaia di euro al mese in una grande città come Roma e Milano, perché tanto resta nelle mani di un qualsiasi salariato (figuriamoci poi se si tratta anche di un giovane e precario) dopo aver pagato un affitto agli attuali prezzi di mercato.
    Padoa Schioppa fa bene a considerare negativo il fenomeno, ma la causa sta tutta proprio nella politica economica di governi come quello di cui fa parte.
    Quando lo stato sociale funzionava, quando le case popolari venivano costruite (a misura d’uomo) e assegnate alle famiglie italiane più bisognose ( e non all’immigrato appena arrivato), quando c’era lavoro per tutti e non precario i giovani mettevano su famiglia presto (e facevano anche figli). Affrontando magari sacrifici ed uno stile di vita comunque frugale seppur sempre dignitoso, ma a casa non restavano
    Nessuno, nemmeno il telelobotomizzato cresciuto in questo sistema malato, può desiderare di passare un bel pezzo di vita in una condizione parassitaria, senza una propria libertà, magari legato alla paghetta come un ragazzino.
    Se questo succede la colpa è di una povertà strisciante ma incombente, della disoccupazione troppo spesso camuffata dalla condizione formale di studente, dalla precarietà, dai costi di beni e servizi e dallo stile di vita imposto dal consumismo, per il quale avere è più importante che essere.
    Il governo ed i suoi ministri quindi, invece di dar del bamboccione anche a chi non se lo merita, comincino con il cambiar rotta in materia di stato sociale, ridiano slancio all’edilizia popolare, ricordadosi pure che la casa è un diritto primario per tutti i cittadini italiani, non solo per i giovani e magari Padoa Schioppa cominci a far esercizio leggendo e rileggendo (e poi riassumendo con parole sue, per esser sicuri che ha capito) l’ultimo rapporto dell’Istat secondo il quale i poveri in Italia sono oltre sette milioni, con almeno altrettante persone in immediato pericolo di diventarci.
    La domanda sorge quindi spontanea: chi è il bamboccione?


    http://www.rinascita.info/cc/RQ_Edit...tAwzUoCQ.shtml

 

 

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